Yakuza 2 - PlayStation 2 | Retrogaming History
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  • Yakuza 2

    Yakuza 2

    Arrivato dalle nostre parti con un paio d'anni di colpevole ritardo, Yakuza 2 rappresenta una delle ultime grandi uscite sull'oramai leggendaria PS2. Questo, unito al fatto che la serie, a torto o a ragione, viene da molti considerata come l'erede spirituale del glorioso Shenmue, ha fatto sì che non poche persone attendessero con ansia la release PAL di quest'ennesima fatica targata SEGA.

    Ambientato un anno dopo le vicende del primo capitolo, Yakuza 2 ci vedrà ancora una volta vestire i panni del possente Kazuma Kiryu, il quale, per l’occasione, dovrà addirittura vedersela con un intrigo su scala nazionale che vedrà coinvolte sia la potentissima mafia di Osaka che una misteriosa organizzazione segreta di origine coreana. Diciamo subito che, rispetto al suo predecessore, questa nuovo episodio offre, purtroppo, ben pochi spunti d'innovazione. Il sistema di combattimento, infatti, ripropone praticamente inalterate le semplici meccaniche del suo predecessore, limitandosi ad ampliare il numero di armi e mosse messe a disposizione del giocatore. Stessa cosa dicasi per la parte esplorativa, dove, a fronte dell'incremento di location visitabili, non corrisponde un altrettanto significativo miglioramento del gameplay. Ancora una volta, quindi, ci verrà chiesto di raggiungere un particolare luogo o di cercare una determinata persona, facendo al contempo fuori tutti i nemici in cui ci imbatteremo lungo il cammino. Portata a termine la missione una cut-scene ci introdurrà a quella successiva, e così via fino al termine del gioco. I pochi tentativi di attenuare questa eccessiva tendenza alla ripetizione si rivelano, a conti fatti, come l'anello più debole di tutto l'impianto ludico, sia per l'eccessiva semplicità di tali mini-games, che per l'inadeguatezza del motore grafico nel gestire idee non sempre originali. Emblematica in tal senso risulta la sezione "stealth", in cui ci verrà chiesto di trasportare un compagno ferito senza farci scoprire dalla polizia. La struttura a sezioni della mappa, unita all'impossibilità di ruotare a piacimento la telecamera, impediscono, infatti, di pianificare con precisione il percorso da seguire, costringendo il povero giocatore ad una serie di ripetuti tentativi nella speranza d'imboccare per pura fortuna il giusto itinerario. Tutto questo ci porta direttamente a quello che è, ancora una volta, il maggior difetto del gioco, ossia la gestione dell'inquadratura. Se da un lato è vero che la riconferma dell'impostazione del primo Yakuza consente all'hardware della PS2 di gestire alcuni scorci ricchi di fascino e particolari. Dall'altro non possiamo non evidenziare come da una console giunta ormai alla sua piena maturità fosse lecito aspettarsi qualcosa di meglio dei soliti fondali pre-renderizzati. Senza contare che i continui quanto repentini cambi d’inquadratura, uniti ai frequenti seppur brevissimi caricamenti, finiranno inevitabilmente con lo spezzettare eccessivamente l’azione, divenendo così una possibile fonte di frustrazione.

    Se dal punto di vista strutturale tutte le problematiche del primo capitolo si ripresentano praticamente inalterate, anche dal punto di vista squisitamente tecnico le cose non sembrano andare poi tanto meglio. Yakuza 2, infatti, non solo utilizza lo stesso “engine” del suo predecessore, ma ricicla spudoratamente persino le stesse identiche location, limitandosi ad aggiungerne un paio di minore estensione relative alla città di Osaka. Anche tutti gli aspetti positivi, come la fedele riproduzione dell’underground nipponico e l’ottima resa dei volti con relative espressioni, sono naturalmente ancora presenti, anche se, come era logico aspettarsi, non riescono più a lasciare il segno come nel precedente episodio. Discorso a parte merita invece il comparto audio. Abbandonata l’assai dispendiosa opera di doppiaggio, Yakuza 2 ci viene proposto totalmente in lingua originale, con il solo ausilio dei sottotitoli in inglese. Tutto ciò, sebbene possa rivelarsi un ostacolo aggiuntivo per una buona fascia d’utenza, finisce involontariamente con l’aumentare il tasso d’immersione e realismo che il titolo è in grado di offrire, facendoci letteralmente respirare le esotiche atmosfere del Sol Levante.

    Tutto da rifare, insomma? Non proprio. Infatti, pur non essendoci alcun dubbio che Yakuza 2 non sia altro che una versione ampliata e neanche troppo corretta del suo predecessore, che rinuncia quasi a priori a qualsivoglia spinta innovatrice, esattamente per lo stesso motivo tutte le limitazioni riguardanti il gameplay e la realizzazione tecnica non riescono a rovinare un prodotto che si pone come un vero e proprio romanzo interattivo. Avvalendosi ancora una volta dell’ottima penna dello scrittore Seishu Hase, le nuove vicende di Kazuma e compagni si rivelano più avvincenti ed affascinanti che mai. Nonostante alcuni sporadici frangenti volutamente esagerati, ogni singolo ingranaggio della storia svolge egregiamente la propria funzione, senza mai risultare superfluo o fuori luogo, guidando il giocatore per mano verso uno dei finali più belli e drammatici della recente storia videoludica.





    Yakuza 2 si presenta come una versione “longer, bigger & uncut” del suo predecessore, dal quale eredita in pieno sia i pregi che i difetti. Sebbene la mancanza di nette migliorie e il trascinarsi di vistose problematiche depongano nettamente a suo sfavore, tutti i fan del precedente capitolo non troveranno alcun valido motivo per non apprezzare anche il qui presente.



    Sistema: PlayStation 2

    Anno: 2008

    Sviluppatore: Amusement Vision

    Casa: Sega

    Genere: Action/Adventure
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    Emiliano "MasterGen" Valori