Bubsy in Fractured Furry Tales Atari Jaguar | Retrogaming History
Registrati!
  • Bubsy in: Fractured Furry Tales

    Bubsy in: Fractured Furry Tales

    Costantemente alle prese con i più svariati esemplari di animali antropomorfizzati, questo è l'assurdo destino di un videogiocatore. Poi è normale che l'unico umano standard, magari un banale idraulico baffuto e pancione, abbia più successo degli altri...


    Bubsy, una lince, un perchè
    Possiamo affermare senza troppi timori che le mascotte sfigatelle esistono. Zool non fu esattamente la gloria dell'Amiga e della Gremlin, la volpe Titus avrebbe fatto meglio a farsi centrare da qualche cacciatore e Bubsy la lince non era molto meglio. Doveva rappresentare la Accolade, ma puntava addirittura a diventare il simbolo non ufficiale della sua generazione. In effetti, volendo azzardare un giudizio puramente estetico, Bubsy aveva un look accattivante: atletico, simpatico, trendy e davvero ben disegnato. Il progetto di lavoro sembrava quantomai valido, ma il suo debutto su Megadrive e Super Nintendo fu controverso per il contrasto tra il buon reparto tecnico e il discutibile gameplay: le meccaniche di gioco si basavano sull'esplorazione di livelli caratterizzati da una massiccia estensione enfatizzata da portali da oltrepassare per venire trasportati in diverse zone della mappa. Questo aspetto venne fortemente mitigato nel secondo episodio della saga, ma non abbastanza da dissipare tutte le perplessità, così Bubsy continuava ad essere considerato una mascotte di seconda classe.


    La (non troppo) lunga strada del declino
    Se già non parti bene, per finire male ci vuole un niente e, siccome i mediocri richiamano i mediocri, l'Atari decise di tentare una mossa commerciale discutibile a voler esser buoni, portando sulla sua rampante Jaguar un volto noto, quello della lince Accolade che, per l'occasione, ha delegato lo sviluppo di questa avventura esclusiva di Bubsy agli stessi produttori della console. L'Atari, però, non è che avesse questo fior fiore di sviluppatori alle sue dipendenze, tutt'altro, così, ravanando nelle sue misere tasche, trovò il volenteroso team della Imagitec Design che potremmo chiamare senza titubanze “prezzemolo” per la sua capacità di infilarsi nei progetti più disparati: noti principalmente per la serie di The Humans, si sono occupati anche delle conversioni sempre per Jaguar di Raiden e Pitfall, o di sparatutto 3D come I-War e 2D come Defender 2000. In poche parole, l'Atari li ha infilati ovunque, e pensare che erano tra le squadre più promettenti sul calare degli anni Ottanta... In quanto gruppo poco avvezzo all'azione piattaformica, quante possibilità avevano di combinare qualcosa di buono con una mascotte dal già modesto successo? Mi dispiace anticiparvelo, ma sappiate che il successivo Bubsy 3D firmato Accolade, famoso come uno dei peggiori videogiochi dell'universo, non è meno giocabile di questo...


    Storie pelose e fratturate?
    Demenzialità e videogiochi possono convivere bene, l'importante è trovare la giusta misura: ci si possono concedere scenari improbabili e divertenti, si possono arruolare character dai poteri comici, architettare situazioni paradossali e cogliere tanti altri vantaggi derivanti dalla totale noncuranza di ciò che può essere definito razionale. E gli svantaggi? Ce ne sono parecchi. Il punto è che se s'intende buttare alla rinfusa un po' di idee strambe, c'è bisogno di un sistema di gioco capace di valorizzarle, elevandole da “stupide” a “cult”. Non è per niente facile e non tutti hanno il talento della DMA di Lemmings e della Lucasfilm di Monkey Island. E questo Bubsy è un naufragio, un aborto, un rigurgito, un fallimento, una bestemmia, un insulto e tutto quanto di negativo possiate ancora riuscire a pensare. L'idea è quella di calare la lince nel mondo delle favole più famose della storia, dal mondo di Alice alle ambientazioni di 20.000 Leghe Sotto i Mari, perché... perché? L'immane sforzo della Imagitec ci dice solo questo: perché tali favole sono in pericolo. Di cosa? Chi le minaccia? Come ci finisce Bubsy in questa faccenda? Troppa fatica, erano fin troppo impegnati a capire come funzionassero i platform...


    Il salto, questo sconosciuto
    Forza, cosa deve avere un gioco di piattaforme per essere degno della categoria? Facile a dirsi, basta qualche piano rialzato ed un tasto per il salto, nulla di più. La routine del salto è una delle più facili da implementare ed esiste da tempo immemore, da quando Jumpman (che poi divenne un noto idraulico) ne aveva bisogno per evitare i barili che lo scimmione Donkey Kong gli lanciava. Nell'abbondante dozzina di anni trascorsi fino all'arrivo di questo Bubsy, com'è possibile che una roba tanto semplice non sia entrata nella zucca di uno sviluppatore intenzionato a realizzare un platform? Che ci crediate o meno, il salto in questo gioco è il vero punto debole. Lo si nota nel momento (piuttosto frequente) in cui si spicca un balzo da una zona in pendenza. Avete presente quando semplicemente camminate per una discesa, ad esempio, e l'avatar acquisisce una certa inerzia che vi lascia proseguire verso il fondo per un po' se vi fermate d'improvviso, idem per le salite dove sarete tirati leggermente verso il basso dalla forza di gravità? Tutto questo non dovrebbe essere presente dopo aver scoccato un balzo, nel momento in cui sarete in aria, vista la mancanza di un appoggio inclinato che influisca sul vostro spostamento, ma se Bubsy salta mentre è in pendenza tenderà a conservare l'inerzia per aria anche se ci stiamo muovendo in direzioni contrarie. Sappiamo bene che in un videogioco perdoniamo tante “licenze artistiche” sulla fisica, ma questo comportamento dello sprite prinicipale è letteralmente fuori da ogni logica e non fa che mandare per aria buona parte delle vite a nostra disposizione per il comportamento largamente imprevedibile della nostra lince. La cosa più buffa è che questa “feature”, chiamiamola così, esiste sin dal primissimo Bubsy, è uno degli aspetti che i giocatori hanno più detestato e nemmeno la Imagitec ha fatto nulla per raddrizzare le cose.


    E mica solo il salto
    Il difetto appena segnalato condanna Bubsy per Jaguar ad una bocciatura inevitabile. Se le sue colpe si fossero però limitate a questo, avrei potuto raccontarvi di una clamorosa svista che rovina un gioco con i suoi pregi. No. C'è dell'altro. Bubsy inciampa anche sul secondo aspetto più importante per un platform: il level design. Ad inizio articolo vi ho accennato della maggiore pecca del capostipite della saga: la complessità e l'estensione delle mappe, che la Accolade si preoccupò di limitare nel seguito. Alla Imagitec Design da quell'orecchio proprio non devono averci sentito, tant'è che ripropongono le stesse caratteristiche enfatizzandole ancora di più! Evidentemente devono aver creduto che si trattasse di alcuni dei maggiori pregi di quel prodotto, oppure sono voluti rimanere estremamente fedeli al concept originale, fatto sta che hanno approfittato dell'abbondante RAM del Jaguar per scatenarsi con mappe claustrofobiche, ingarbugliate, piene di portali che confondono e disorientano e, giusto per non farsi mancare nulla, hanno ben pensato pure di inserire dei semafori da attivare per sbloccare particolari sezioni. Il risultato è che dopo qualche tentativo clamorosamente fallito di superare il primo stage vi ritroverete perplessi e consapevoli di non potere e non volere vedere la fine del gioco. E meno male, perché non reggereste le piattaforme invisibili degli stage avanzati...




    Il privilegio del recensore
    Occuparsi della critica dei giochi è solo relativamente un piacere. Di fronte ad un prodotto del genere c'è di che impazzire e scegliere di dedicare del tempo libero a questo Bubsy mi ha lasciato a lungo riflettere sul mio modo di vivere il retrogaming. E soprattutto mi ha fatto venire i capelli bianchi. Megaman? Un giochino per poppanti! Volontariamente o involontariamente, questo platform presenta dei passaggi dalla frustrantezza inenarrabile. I comandi non soffrono solo del bug del salto, ma anche di una gommosità (ricercata) che vede la nostra lince rimanere quasi immobile nei primi istanti successivi all'input del pad, come se prendesse della rincorsa per partire. La reattività è un concetto che qui non è affatto contemplato. Già muovere Bubsy è una sofferenza, già bisogna farlo in livelli dall'orientamento impossibile, allora perché la Imagitec ha anche calcato la mano con un vasto assortimento di pericoli? Premettiamo che per perdere una vita è sufficiente una singola collisione con qualcosa di sbagliato e che, una volta presa la rincorsa, Bubsy si muove velocemente. Detto questo, ricordando anche i problemi di controlli e l'inerzia (in volo o meno), diventa chiaro che giocare per più di qualche secondo senza morire è in buona parte questione di fortuna. Ci sono pericoli “ambientali” come aculei, fuoco o acqua, ed un'abbondante varietà di nemici dislocati secondo un criterio da farabutti, piazzati non per offrire una sfida ma per sottrarre vigliaccamente delle vite al giocatore.
    Proseguire nel gioco è snervante perchè la sua difficoltà è disonesta, non è implementata secondo la razionalità convenzionale, risultando un osceno mix di errori umani ed incompetenza spicciola. Perlomeno ci sono le password, intelligentemente fornite al termine di ogni stage, forse aggiunte dopo una bella presa di coscienza sul barbaro game design, come del resto nel primo Bubsy.
    I livelli sono in totale quindici e molto estesi, anche se con una buona conoscenza dei loro segreti vi possono rubare anche solo pochi minuti ciascuno, mentre il mal di testa ai primi approcci è garantito al 100%. Sono divisi in cinque mondi, ognuno dei quali presenta un boss in conclusione, ma non aspettatevi lotte epiche perché si riveleranno piuttosto modesti e, paradossalmente, nemmeno troppo ostici. La curva della difficoltà del gioco è bizzarra: l'impatto dei primi livelli è davvero scoraggiante per la necessità di adattarsi alla filosofia esplorativa e “cattiva” di questo Bubsy e per la rarità dei bonus; clamorosamente, alcuni mondi più avanzati, come quello ispirato ad Alì Babà, sono più lineari e decisamente generosi in fatto di invulnerabilità e vite extra. Potremmo quasi credere che la Imagitec abbia voluto premiare i giocatori più ostinati... ma si tratterà certamente di un caso!


    Insospettabili pregi
    E' il caso di fare un po' di carezze alla lince dopo tanta cattiveria. Il team di sviluppo, nonostante le atrocità commesse, si è ritrovato con un compito che non rientrava nelle proprie competenze e non deve nemmeno aver avuto tempo sufficiente per un playtesting degno di chiamarsi tale perché alcune sviste non possono spiegarsi diversamente.
    Eppure possiamo parlare bene di qualcosa: Bubsy non è certo quello che ci si aspetta da un 32/64 bit, ma nella sua bidimensionalità convinta offre uno scorrimento veloce e sempre fluido, uno strato di parallasse (quasi) in ogni stage ed un uso dei colori abbondante, anche se non sempre si sposa con fondali e sprites molto ispirati. Il comparto audio è persino migliore grazie a musiche scritte con criterio e fantasia che, forse ad eccezione di quella del secondo mondo, sono davvero una gioia da ascoltare. Non è un caso che il composer, Alastair Lindsay, abbia fatto carriera e che oggi lavori alle dipendenze della Sony per la quale ha contribuito alla soundtrack di Killzone 2 e Heavy Rain.
    Bubsy, inoltre, prova anche a farfugliare qualcosa all'inizio di ogni livello, ma il più delle volte si fatica ad intuire cosa stia dicendo. Possiamo apprezzare l'impegno, va'.
    Fine. Non ci sono altre buone note. Mettiamo il tutto su una bilancia e capiamo che...


    VIDEORECENSIONE





    “Un titolo esclusivo per il Jaguar di profonda mediocrità. Il gradevole reparto tecnico, sebbene più consono ad un prodotto indirizzato ai 16-bit, viene umiliato da una tragicomica sfilza di ingenuità nel game design e scelte incomprensibili. I singoli livelli sono eccessivamente frustranti, nonostante il sistema di password permetta di trascinarsi avanti nel gioco, ed il divertimento non decolla praticamente mai, nemmeno dopo una lunga fase di pratica, tradendo l'inesperienza nel genere platform della Imagitec Design. Un brutto videogioco in un guscio tutto sommato accattivante. Su Jaguar si può trovare sicuramente di peggio, ma per demeriti altrui.”

    Gianluca "musehead" Santilio





    Altre immagini:



    Commenti 8 Commenti
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Bellissima recensione dell'episodio per Jaguar della tetralogia di Bubsy che conta il primo e il secondo realizzati su Mega Drive e Super Nintendo, questo platform sulla console Atari e Bubsy 3D su PlayStation.
      Giocai a suo tempo al primo su Mega Drive (per fortuna noleggiai la cart) e lo trovai molto deludente... non avevo fatto caso al problema dei salti con "l'inerzia in situazione non inerziale" ... ma ricordo bene che la lince soffriva di una risposta ai comandi assai poco convincente.
      Già il primo Bubsy era discretamente frustrante e poco divertente e non aveva grandi chances di emergere in un panorama, come quello MD e SNES, particolarmente "affollato" di platform game... buona parte dei quali nettamente superiori al titolo Accolade... se poi il "terzo capitolo" per Jaguar è addirittura peggiore...
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Che occasione sprecata, un gioco brutto ma potevano sforzarsi a farlo meglio
    1. L'avatar di Heclegar
      Heclegar -
      Ho sempre creduto fosse un gattino! Giuro!

      Muse ora ti prego di fare la review di Bubsy3D!

      Anche quello, un vero capolavoro!

      Edit: Muse, il finale del video è delizioso! Veniva voglia di fare il coro!

      Vigliacco! Noioso! Bastardo!

    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Eheh, grazie, ma devo fare ancora parecchia strada... Mi diverte e stimola molto, per fortuna, confrontarmi sia nei video che nelle recensioni con gente in gamba. RH è anche un percorso di formazione professionale..
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Ricordo che le versioni per MD e Snes non erano male ,questa fra proprio schifo?
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Ancora una volta, lungi da me costringervi a leggere la recensione, se però si chiede, dopo il voto, il commento finale, 10mila caratteri di recensione e pure la videorecensione se questo è peggio o meglio delle altre versioni, mi prende un po' lo sconforto, basta leggere un po' più su

      Ad ogni modo, non è una conversione, ma un gioco completamente a parte.
    1. L'avatar di retrogamer
      retrogamer -
      ah, ma è una lince bubsy!
      io pensavo fosse un gatto!
    1. L'avatar di Boyakki
      Boyakki -
      Bella rece per uno schifo di gioco! Ma perché fare dei platform, oltre che banali e immotivati (non che Bubsy 2 fosse meglio, con la scusa del supercomputer che ricrea le epoche storiche), anche così scarsamente giocabili e punitivi nei confronti del giocatore? Beh, se esistevano i Cheetahmen, probabilmente davvero credevano che Bubsy avrebbe potuto ottenere un po' di successo...

      Per altri esempi di mascotte più o meno fallimentari vi consiglio questo articolo: http://tvtropes.org/pmwiki/pmwiki.ph...otWithAttitude