Afro Samurai - PlayStation 3 | Retrogaming History
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    Afro Samurai

    Chi non conosce Samuel L. Jackson? Inutile citare tutti i film cui ha partecipato, avendo recitato ad oggi in una settantina di film. Ma gli appassionati di anime lo conoscono anche per la serie di Afro Samurai, in cui presta la propria voce all’omonimo protagonista. Ma la trama non verterà attorno ad un classico e stereotipato samurai giapponese. Al contrario, come è facilmente desumibile dal nome, avrà delle chiare origini afroamericane, spunto sfruttato anche per fare dell’ autoironia. O meglio, sarà Ninja-Ninja, alter ego immaginario del protagonista, a pronunciare qualche battuta, dato che il nostro Afro è per lo più taciturno. Essendo una creazione della mente di Afro, ovviamente anche il nostro amico inesistente sarà doppiato dal buon Sam, che deve aver apprezzato molto la saga animata, dato che ha doppiato (così come anche gli altri membri del cast) anche il gioco cui ci stiamo riferendo. Gioco che, pur non offrendo picchi di originalità, si dimostra piacevole e divertente per la maggior parte del gioco, che solo in pochi casi isolati mostrerà reali difetti, e non si tratta della semplice mancanza dei Trofei. Ma andiamo con ordine. Grazie alle bellissime scene animate che spiegheranno l’andamento della storia, capiremo di dover vendicare nostro padre, brutalmente assassinato da un certo Justice, ovviamente sanguinario e crudele, per ottenere l’agognata fascia di Numero Uno. Noi, dopo anni di allenamento, otterremo la comunque invidiabile fascia di Numero Due, pretesto sufficiente perché orde di nemici si avventino su di noi. In ogni caso, anziché cedere le armi, ci incammineremo in un viaggio che ci porterà a confrontarci direttamente col Numero Uno, così da fare giustizia per nostro padre, in un combattimento davvero appassionante. Durante le peripezie, comunque, incontreremo quasi tutti i personaggi incontrati nell’anime, ovvia fonte di ispirazione anche per i bellissimi combattimenti contro i boss. Bisogna però ammettere che la trama è troppo spezzettata. Una decina di livelli, ognuno di un’ora circa, in cui non ci sarà un vero filo conduttore, ci muoveremo attraverso una moltitudine di luoghi, visitando magnifici paesaggi, ma senza sapere come ci siamo finiti e perché. Sapremo solo di dover uccidere tutti coloro che ci si pareranno dinanzi per fermare la nostra avanzata. Particolare comunque poco rilevante, basterà pensare che ogni livello rappresenta un episodio dell’anime e saremo a posto, anche se una maggiore organicità avrebbe giovato. Per fortuna, questi improvvisi cambi di luogo ci permetteranno di mettere gli occhi sui meravigliosi scenari creati per noi da Namco-Bandai. Ecco, un particolare su cui non si può proprio recriminare è il comparto tecnico. Non solo i magnifici paesaggi, ma ogni dettaglio, ed anche i personaggi stessi sono realizzati con la forse fin troppo abusata tecnica del cel-shading. Per fortuna la maestria profusa è davvero notevole e non ci si dimenticherà presto degli splendidi paesaggi che sembrano usciti da un quadro. Già, assomiglia molto all’ultimo Prince of Persia, tecnicamente parlando. Certamente molte zone saranno differenti (nell’ultima avventura del Principe non ci siamo certo trovati in un giardino giapponese), ma lo stile è ampiamente riconoscibile e alcune zone sembrano ammiccare ai paesaggi del gioco Ubisoft. Lo stile grafico è così azzeccato che non si vorrà neppure star troppo a capire la trama, rimarremo davvero piacevolmente stupiti dalla perizia con cui si è realizzato il comparto tecnico, che tra l’altro risulta anche azzeccato per il sistema di combattimento. Tutto sarà comprensibile agli occhi del giocatore, grazie anche alla buona calibratura delle telecamere, che permetteranno la massima libertà al giocatore di visualizzare ogni angolo. Il sistema di combattimento si è dimostrato abbastanza canonico, essendo il pulsante X adibito al salto, quadrato all’attacco leggero, triangolo all’attacco pesante e cerchio ai calci. Nulla di rivoluzionario, si diceva, ma neanche troppo scontato, dato che potremo utilizzare i tasti dorsali in maniera un po’ meno convenzionale, dato che vi permetteranno di sfruttare una sorta di bullet-time, un po’ come in Max Payne. Non è certo una novità, ma è interessante notare che ne avremo diverse gradazioni, uno poco incisivo, che ci permetterà di combinare attacchi più letali e precisi – ma che i nemici più agili potranno comunque evitare – ed un altro che quasi blocca davvero il tempo. Non è molto consigliabile abusare di quest’ultimo potere dato che prosciugherà del tutto la “barra della concentrazione”, anche se vi permetterà di uccidere praticamente tutti i nemici presenti – peccato che, giungendo a ondate, quando arriverà un’altra dozzina di nemici sarete del tutto vulnerabili –. Al contrario, il potere più semplice sarà molto più efficace, dato che permetterà addirittura di tagliare in due i proiettili e di tagliare letteralmente in due anche un nemico. Ma non solo a livello del busto, badate bene: braccia, gambe, testa, tutto fa brodo. Anzi, in determinati punti potremo provare il membra-poker. Samuel L. Jackson ci sfiderà a combinare mutilazioni di diverso tipo e si complimenterà con noi per l’eventuale riuscita. Hanno dato molto risalto al doppiaggio di questo grande attore, non passeranno cinque minuti senza almeno una piccola scena animata, magari anche solo comprendente le provocazioni di Ninja-Ninja ad Afro. E sentiremo anche insulti a dozzine, senza lesinare in un linguaggio scurrile, sebbene di elevato livello. Sembra un paradosso, eppure è sempre piacevole sentire i suoi improperi. Per fortuna il doppiaggio è rimasto in inglese, ci saremmo persi altrimenti delle vere chicche. Ci saranno comunque i sottotitoli nella nostra lingua, ovviamente. Parlando del comparto sonoro, oltre all’eccelso doppiaggio di cui già si è discusso, è impossibile non menzionare il buonissimo lavoro svolta da The RZA, che ha curato e supervisionato le musiche del gioco. Troveremo infatti miscelate, in maniera ottimale, tracce che ricorderanno sia il mondo classico giapponese sia quello moderno americano, con diverse tracce hip-hop che a sorpresa si adattano perfettamente, rendendo ancora più godibili gli scontri. E lo dice uno che non ama la musica moderna. Ecco, una miscela di passato e presente che mi ha ricordato moltissimo i due Kill Bill, film – che ho molto apprezzato – di Tarantino. In un gioco d’azione, ne convengo, le fasi di combattimento sono essenziali, ed è qui che la critica si è nettamente divisa. Concettualmente, nessuno ha torto o ragione. Dietro ai vari 5 o 8 assegnati al titolo, cifre prettamente numeriche, stanno ragionamenti non confutabili. C’è effettivamente una certa ripetitività? Personalmente, posso condividere l’idea che vi siano molti scontri contro avversari non troppo diversi tra loro, ma la varietà è data dalle diverse situazioni in cui ci troveremo combattere. Combattere in una casa in fiamme sarà diverso dal farlo in una landa innevata, o in una grotta. Aumentando di livello coi vari combattimenti sbloccheremo diversi nuovi attacchi e in questo mi ha ricordato negativamente Spirito Guerriero (il secondo della seconda trilogia originale di Prince of Persia), con quelle otto indigeste pagine di combo. Qui ne troveremo per fortuna un po’ meno, ma ce ne saranno comunque in quantità. Tranquilli, comunque, per far fuori la maggior parte dei nemici basterà ricorrere alle tecniche base. Bisognerà anche fare attenzione ai cecchini, sebbene, dopo aver compreso la tempistica dei loro attacchi, basterà pararsi al momento dello sparo per deviare (o, per i più coraggiosi, rispedire al mittente) il proiettile. Ecco uno dei difetti: un paio di volte ci troveremo ad affrontare uno di questi avversari armati, peccato che si trovi in una posizione a noi preclusa, ergo dovremo per forza mettere in pratica la tecnica del respingimento del proiettile, decisamente complicata non tanto per la difficoltà della combo, in realtà irrisoria, quanto per la tempistica. Pur sfruttando il ralenti, sarà davvero difficile riflettere un colpo. E se parandolo semplicemente non otterremo danni, fallendo la mossa per riflettere il proiettile ne subiremo di ingenti. Quattro o cinque errori bastano per dover ripetere la sezione di gioco. Per fortuna la questione diviene davvero frustrante solo nel secondo dei due casi in cui ci troveremo a dover riflettere per forza il colpo, quindi basterà un po’ di impegno in più per riuscire nell’impresa. Un’altra imperfezione, anche questa piuttosto rilevante, riguarda il penultimo combattimento: in questo scontro, l’unico modo per sconfiggere l’avversario – che ovviamente non svelo, per evitare spoiler – sarà di colpirlo con un fendente verticale, usando bullet time e triangolo, altrimenti il nemico continuerà a dividersi. Qualsiasi colpo porteremo contro di lui, quando lo uccideremo si sdoppierà, rendendo la lotta infinita. In tutto quel putiferio, contro una dozzina di nemici, è impossibile capire se quello appena ucciso si sdoppierà o resterà e terra, e non si capirà che combo si è usata per farlo fuori. Ergo, menerete fendenti a casaccio e il numero di nemici non diminuirà. L’unico modo, s’è detto, è tagliare le copie in due verticalmente, peccato che non venga rivelato da nessuna parte, né ci sia un qualche modo per capire la correttezza del procedimento. È così e basta. Per fortuna, in quella situazione potremo tirare avanti a lungo. Uccidendo nemici recupereremo parte dell’energia persa e lo capiremo subito senza che nemmeno ci sia una barra di energia. Una caratteristica che si sta imponendo nei giochi d’azione o di guerra, lentamente ma inesorabilmente, sta nella sparizione di barre varie. Escludiamo pure le munizioni, dato che Afro affetterà i nemici solo con l’aiuto della sua katana, e rimarranno due possibili barre. Se avete letto il testo, anziché fondarvi subito sui voti a fondo pagina, ricorderete che ho nominato la “barra della concentrazione”. Con le virgolette. Perché anche in questo caso non c’è nessun vero indicatore ai margini dello schermo. Capiremo quindi se avremo la possibilità di sfruttare il rallentamento del tempo dando una rapida occhiata al ciondolo di Afro, un pendente che, illuminandosi, segnalerà la possibilità di eseguire questo utile bullet-time. Al contrario, se sarà nero non potremo modificare l’aspetto temporale. Altro colore che assumerà la pietra sarà il rosso, che indicherà un quantitativo di esperienza ottenuto. Ma anche il salire di livello non servirà ad altro se non a sbloccare nuove combo, non sempre immediate, per quanto coregrafiche. Ma non vi perderete nessuna scena, nel menu delle combo vi è a lato un video che mostra le azioni di Afro nel caso si eseguisse la tecnica. Quindi non ci sarà bisogno di dannarsi a ripetere certe sequenze di tasti, basterà dare un’ occhiata al breve videoclip presente accanto ad ogni mossa. Ultima “non-barra”, ma non certo per importanza, è quella dell’ energia. Per capire lo stato di salute del nostro eroe basterà guardarlo: quando si tingerà di rosso sangue vorrà dire che sarà vicino alla morte e sarà quindi il caso di far fuori velocemente qualche nemico, se non vorremo diventare cadaveri prima del tempo.Per quanto concerne l’energia, eccetto le rare volte in cui si subiranno colpi d’arma da fuoco, si può affermare di essere ben coperti. Potremo resistere a molti colpi di spada prima di cadere, siamo ben coperti. Vero è che non sarà infrequente morire quando saremo attorniati da decine di nemici, anche se, in un nutrito gruppo d’avversari, quelli davvero pericolosi saranno in scarso numero.
    In ogni caso, la varietà si avrà anche dai molti mini boss – dotati di ogni tipo di arma, tra cui bombe e lanciafiamme –, che imperverseranno durante il nostro cammino, e che si dimostreranno ardui almeno quanto i veri nemici supremi del livello. E qui sì che varieranno le situazioni di gioco, i veri boss sono caratterizzati alla grande! Tra un combattimento in cima ad un’arca ghiacciata o in cielo – in caduta libera! – o in enormi macchinari, la freschezza non mancherà mai e grazie all’eccellente doppiaggio di tutti i personaggi, anche secondari, potremo anche capire le motivazioni e i loro sentimenti. Un gioco d’azione hack and slash, in cui, comunque, durante i boss – contro Kuma, soprattutto – dovremo adottare diverse strategie per vincere, pena la sconfitta. Lasciarsi catturare dalla splendida atmosfera, a metà tra il paradisiaco e l’infernale (praticamente un Purgatorio!) sarà davvero facile, il difficile sarà accettare la brevità dell’avventura, comunque superiore ad altri titoli appartenenti allo stesso genere. Una dozzina di ore sarà sufficiente a completare il tutto, ma qualità non fa sempre rima con quantità, no? Piuttosto che allungare il brodo riproponendo le stesse situazioni, si è puntato su una maggiore densità delle stesse, così da rendere davvero ancor più epico il viaggio di Afro. Dopotutto, anche i vari God of War non sono stati lodati per la loro longevità, bensì per ben altri attributi… E vale la pena ricordare anche le buone fasi platform. Un po’ come nei vari Ninja Gaiden, anche noi potremo eseguire azioni degne solo dei migliori samurai. Tra salti a muro e corse sulle pareti, una parte del tempo cui dedicheremo al gioco la passeremo zompando tra pendii e pinnacoli, tra tronchi e tetti, così da riposarsi un momento dai vari squartamenti.





    Grazie ad un comparto grafico e sonoro davvero di nuova generazione e ad un buon gameplay di fondo – anche se non perfetto – Afro Samurai si dimostra un titolo capace di tenere attaccati alla poltrona per diversi giorni. La mancanza di una qualsivoglia modalità multiplayer, tuttavia, inficia di molto una giocabilità che non potrà essere di lungo termine. Ma chi apprezza questo genere di giochi, magari appassionati dell’anime (ancora inedito in Italia, farebbero bene a darci un’ occhiata; va bene, è violento e scurrile, ma è dannatamente divertente. MTV potrebbe farci un pensierino…) non dovrebbero lasciarsi sfuggire quest’affascinante avventura, tenendo presente che l’esperienza di gioco, pur bellissima, non è del tutto esente di difetti.

    Stefano "Tiranytar" Torriani




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    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Che titolo, pensavo fosse una ciofeca, invece devo ricredermi
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Letto il manga edito da Panini ,visto la serie animata subbata ,ora che ho la PS3 me lo prendo senza dubbi ,anche perchè ci ho un pò giocato da un mio amico anni fa.Spettacolare