Alone in the Dark: Inferno - PlayStation 3 | Retrogaming History
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  • Alone in the Dark: Inferno

    Alone in the Dark: Inferno

    Tutti sappiamo che Alone In The Dark, uscito nel 1992 per il mercato PC per mano dell’allora gloriosa Infogrames, pur con delle enormi limitazioni hardware, fu il primo vero survival horror in tre dimensioni, con fondali prerenderizzati ma con dei personaggi costruiti con poligoni, genere che sarebbe esploso pochi anni dopo con l’arrivo sul mercato di altri pesi massimi quali le serie di Resident Evil e Silent Hill sulla prima Playstation, titoli volutamente destinati ad un pubblico adulto. Questo nuovo Alone in the Dark si distingue nettamente dai primi titoli e si nota che molto è cambiato: sono rimaste le atmosfere demoniache e il nome del protagonista, Edward Carnby, ma ogni altra cosa è completamente diversa e vi sono diverse differenze anche tra le varie console. Comunque, in contemporanea con l’inizio delle vacanze estive 2008, Atari ed Eden Games hanno dato un nuovo punto d’ inizio alla serie, uno strappo, e a questo si deve il fatto che il titolo non presenti un numero (non è Alone in the Dark 5, come sarebbe stato lecito attendersi; inizialmente il sottotitolo sarebbe dovuto essere “Near Death Investigation”). Tuttavia, ogni console presente sul mercato, eccetto quelle portatili, ha ottenuto una sua versione. Tralasciando Wii e PS2, graficamente molto inferiori (e con diverse censure, in parte anche dovute a limitazioni hardware), PC e 360 hanno ottenuto, com’è risaputo, un titolo contraddittorio: un comparto tecnico discreto e atmosfere evocative hanno purtroppo cozzato con un sistema di controllo davvero mal calibrato, scomodo e poco funzionale, e ha deluso parte delle sue aspettative a causa di una chiusura di lavori affrettata. E la PS3? Niente da fare, purtroppo. A Giugno è stato reso noto che, a causa di problemi di natura tecnica, il lancio per questa console sarebbe slittato di qualche settimana. Invece si è arrivati a Novembre, ma l’attesa è stata abbastanza ripagata. Come già noto, l’atmosfera era davvero ottima, quel che non era convincente era appunto il sistema di controllo. Cosa è cambiato, in sostanza? Bene, finalmente abbiamo un inventario utilizzabile senza troppi patemi (nelle altre versioni c’era da dannarsi non solo per utilizzare gli oggetti, ma anche solo per muovercisi), un sistema di controllo più comodo e intuitivo che rende i movimenti e le azioni più fluide e naturali, un’ottima gestione della telecamera (regolabile, non più obbligata) che rende ben più comodi i movimenti in terza persona, diversamente dalle altre edizioni, una sistemata alle sezione di guida, facendo in modo di sembrar guidare dei veri veicoli. Ma non è tutto, per ripagarci dell’attesa, gli sviluppatori di Eden Studios hanno aggiunto un nuovo capitolo che garantisce qualche altra mezz’ora di divertimento, finalmente non minato da un fastidioso sistema di controllo. O perlomeno così si è sperato. Sono innegabili i passi avanti compiuti fatti apposta per questa versione, che è comunque palesemente superiore alle altre (e vorrei bene vedere, c’ è voluto mezzo anno in più) Non solo esseri umani particolarmente avversi nei nostri confronti, ma anche diversi mostri che non mancheranno di darci qualche grattacapo. Pur non arrivando ai livelli estremi visti nei vari Resident Evil e al raccapricciante Dead Space, questo Alone in the Dark ha avuto delle buone idee per mantenere viva la tensione e fin dall’inizio si comprenderà la pericolosità di queste entità: ci risveglieremo nelle mani di non semplici delinquenti, ma di criminali che vogliono impossessarsi di qualche tipo di potere oscuro. Ovviamente, noi siamo la “chiave” per ottenere questo potere, mica siamo persone comuni! L’ incipit sarà davvero coinvolgente: pare che il palazzo in cui riprenderemo conoscenza sia attaccato da alcune forze oscure. Non si può subito parlare di creature, dato che si tratterà più di manifestazioni demoniache. Queste entità si manifesteranno e “risucchieranno” letteralmente i nostri rapitori, in svariati modi: trascinati per una porta inghiottiti come da un’altra dimensione, risucchiati da una voragine nell’ascensore. Se vi gusterete ogni evento per la prima volta, passerà un’oretta di tensione prima di vedere il titolo del gioco, e sarà appena sera. Come da confezione, s’avrà da passà a nuttata. Un’unica notte, ma lunga e tremenda. Dopo che queste crepe ultraterrene causeranno la parziale distruzione dell’edificio, dovremo indagare sull’origine di questo strani fenomeni, fino a svelare l’ incredibile segreto nascosto in quel di Central Park. Eliminati i difetti delle precedenti versioni, ci si può focalizzare sui punti di forza e sarà questa volta molto più comodo utilizzare le armi a nostra disposizione e, perché no, anche crearcele: con un flacone di liquido infiammabile ed un accendino potremo ottenere un pratico lanciafiamme portatile, o potremo spargere questo liquido e dargli fuoco in maniera controllata. Già, il fuoco: sarà l’arma più efficace che potrete adottare per affrontare i nemici e solo dopo averli bruciati potremo essere sicuri di averli sconfitti definitivamente. Nemici abbastanza canonici, diciamocelo. Non si arriva a picchi di genialità o a boss giganteschi, sebbene tali siano le aree che visiteremo. Però saranno tutti abbastanza simili tra loro, quasi degli uomini “oscuri”, comunque umanoidi grondanti un fluido nero. Caratteristica utile per i meno esperti potrà essere lo stile simile a quello di un menu DVD, comodo per chi rimarrà bloccato tra i capitoli: oltre all’azione, infatti, capiterà di dover risolvere qualche enigma. Tuttavia, a meno di non essere davvero disperati, sconsiglio di abusare di questa peculiarità: Alone In The Dark – Inferno vi durerà all’ incirca una decina di ore, qualcosina in più se assaporerete ogni scena, ed anche considerando la corposa parte extra che tanti mesi ha richiesto ai ragazzi di Eden Games, la longevità non andrà molto oltre la dozzina di ore.
    Saranno tuttavia delle ore intense in cui difficilmente sopraggiungerà la noia, grazie ai vari colpi di scena che si susseguiranno durante le fasi di gioco e che manterranno vivo l’ interesse del giocatore, complice l’ appassionante finale aggiunto ad hoc solo per noi, un nuovo capitolo che ci regalerà un paio d’ore in esclusiva. Lo stile grafico è azzeccato e ben esemplifica la follia e l’oscurità di una New York tenebrosa e decadente. Tuttavia, sebbene si sia data tanta enfasi su Central Park, facendoci immaginare chissà quali zone aperte, in realtà è negli edifici che la qualità grafica è davvero buona, con dei particolari effettivamente niente male, basti guardare, come detto poc’ anzi, anche solo il primo livello, davvero spettacolare. Al contrario, alcune sezioni del parco sono piuttosto spoglie, non tutto ha subito un restyling. Non si può dire che però poi il gioco tradisca le intenzioni iniziali, almeno in questa incarnazione: infatti si capisce come gli sviluppatori hanno recepito un po’ di critiche ricevute durante il lancio estivo. Alle porte del Natale 2008, l’ aggiunta di una visuale libera a 360 gradi si fa davvero apprezzare e anche le già menzionate fasi di guida saranno finalmente realistiche. Però… ad un certo punto si potrebbe avvertire una perdita di mordente, e la spia che segnala questo pericolo sta nella decantata interfaccia DVD. Prima s’è detto che è comoda per proseguire nella trama nel caso si restasse bloccati, ma allora un dubbio ci assale: se c’ è la possibilità di saltare alcune fasi, allora è perché ci sono delle fasi che ha senso saltare? Beh, similmente ad altri survival horror, anche qui ci si troverà ad affrontare alcuni enigmi, e non tutti di facile risoluzione. La ripetitività e la noia sono in agguato, ma gli sviluppatori hanno pensato a questo sistema per aggirarla. Non riusciamo a raccapezzarcene? E allora saltiamo la fase e proseguiamo al capitolo successivo. Eppure… sarebbe dovuto essere un problema da evitare, non da aggirare. Un semplice sistema di indizi sarebbe stato adeguato, senza la necessità di saltare delle mezz’ore di gioco a causa della difficoltà di alcuni passaggi. Saltarle poi a causa di alcuni enigmi è ancora più spiacevole, considerando che, dopotutto, non saranno i nemici la vera spina nel fianco: pur essendo creature abbastanza particolari e minacciose, per quanto canoniche, l’ intelligenza artificiale non arriva a renderle davvero pericolose, basterà un po’ di iniziativa per avere la meglio su di loro, magari dando un’occhiata approfondita all’inventario che, come anticipato, è stato reso più comodo rispetto alle altre versioni, ma è una piccolezza. Invece, il comparto sonoro merita una menzione speciale: l’intero gioco è stato doppiato in italiano, e pure in maniera davvero convincente, e le musiche sono davvero ben riuscite, mantenendo desta la preoccupazione e l'inquietudine. Il nostro Alone in the Dark non uscirà, come avvenne per le edizioni PC e 360, in tre edizioni diverse (liscia, o con dvd extra, o addirittura con ulteriore statuetta commemorativa), ma si può ben dire che il tempo utilizzato abbia abbastanza giovato a questo titolo.





    "Sebbene parte delle migliorie riguardino dei particolari, il grosso di questa versione sta nel nuovo capitolo finale, tanto da convincere gli stessi sviluppatori a coniarne un sottotitolo apposta per questa edizione PS3, peccato solo che, una volta portata a termine l’avventura, non avrete moltissimi motivi per riprenderla in mano in breve tempo. In ogni caso, vi potrete lasciar catturare da un’onesto gioco d’azione che ha goduto di un discreto lavoro di lima, le migliorie effettivamente ci sono, sebbene forse non al livello tale da giustificare un ritardo di quasi mezzo anno. Comunque, state pur certi che sarà un vero Inferno là fuori..."

    Stefano "Tiranytar" Torriani





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    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di woodoste
      woodoste -
      Leggendo così, dopo il così e così sulla 360, mi viene voglia di rigiocarlo sulla PS3 (quando, però, finisco Alien: Isolation ).

      P.S. Censure su Wii e PS2?!? Per cosa?!?