Assassin's Creed - PlayStation 3 | Retrogaming History
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  • Assassin's Creed

    Assassin's Creed

    Il solo titolo del gioco fa facilmente intuire il tipo di personaggio che il giocatore interpreterà: dopo un incipit straordinario, sorprendente per la sua originalità, tornando indietro nel tempo (durante la Terza Crociata, nel 1191), dovremo assumere i panni di un membro della Confraternita degli Assassini. Nei panni di Altair, il nostro compito sarà quello di riottenere l’onore perduto a causa della nostra superbia, obiettivo che si rivela un ottimo spunto narrativo perché il giocatore possa iniziare dalle basi, pur essendo il nostro alter-ego già un Assassino provetto. Gli ordini che riceveremo riguarderanno (ma no?) l’uccisione di diverse alte personalità, con lo scopo, togliendole di mezzo, di evitare futuri spargimenti di sangue che causerebbero terribili stragi. Insomma, ci sarà sempre il dilemma etico sull’ucciderne pochi per salvarne molti, solo che qui, se vorremo proseguire nell’avventura, non dovremo farci troppi problemi morali. Ovviamente, non sarà così facile compiere la nostra missione: dovremo innanzitutto eseguire delle missioni minori, con lo scopo di raccogliere informazioni sui nostri bersagli. In ognuna delle tre città che visiteremo (Acri, Damasco e Gerusalemme, oltre alla base degli Assassini e al Regno) avremo determinati compiti troppo simili tra loro, che rappresentano l'unico vero difetto del titolo: le città sono davvero enormi e ottimamente caratterizzate (ogni città sarà immediatamente riconoscibile, grazie al sapiente uso dei colori e all’atmosfera stessa, palpabilmente differente, grazie anche alle differenti tonalità di colore utilizzate), e per ampliare la visuale della nostra mappa, inizialmente opaca, non basterà solo girare per le strade; sarà invece necessario arrampicarsi sopra ad alcune enormi strutture (chiese, campanili, palazzi, guglie, fortini…) e osservare il panorama. Dopodiché sulla mappa arriveremo a vedere altri due o tre punti strategici e così via. Via via che amplieremo la nostra visuale, potremo trovare senza perdere tempo i nostri obiettivi e, come fosse sulla falsariga di GTA, avremo diversi simboli che indicheranno a cosa si andrà incontro: oltre ai punti panoramici sopra citati, potremo salvare delle persone dall’ attacco di alcuni banditi, spiare qualcuno per ottenere informazioni, rubare delle carte, interrogare curiosi (anche completare delle missioni che ci assegneranno alcuni “colleghi”; tuttavia non tutti gradiranno perdere un quarto d’ ora per raccogliere delle bandiere per il solo gusto di farlo).

    Effettivamente tutto è realizzato in maniera più che buona, in particolare modo i movimenti di Altair vi ricorderanno quelli del Principe di Persia (dopotutto, sempre di Ubisoft si tratta; il nuovo PoP , tra l’altro, utilizza il medesimo motore grafico di Assassin’s Creed, l’Anvil), forse ancora più agili e dinamici. Infatti potremo arrampicarci su ogni edificio che vedremo: muri, travi, finestre, ogni cosa che spunterà fuori dalle pareti sarà un nostro potenziale appiglio e il personaggio adempierà ai nostri ordini con una precisione davvero ottima. Si potrebbero passare delle ore solo a visitare ogni anfratto delle tre città, costruita con una maestria tale per cui non troveremmo neanche se lo volessimo due vie uguali.

    Oltre al compiere le varie missioni, potremo anche decidere come svolgerle: eccettuando le missioni spiccatamente stealth (se starete pedinando una persona da interrogare non potrete mettervi a fare i pazzi uccidendo chi vi si parerà di fronte, tanto c’è perfino il pulsante apposito per scostare la gente, quando si camminerà per strada!), di solito potrete scegliere se agire come una spia, muovendosi con cautela senza essere visti, oppure accumulando cadaveri. Il sistema di combattimento è stato ben realizzato, risulterà comodo sia per gli amanti delle mosse più complicate, sia per i meno bravi nelle fasi di azione (volendo, può bastare un tasto!), quindi starà solo a voi scegliere, sebbene mi senta in dovere di consigliare un approccio improntato alla silenziosità, prima di far fuori il bersaglio designato (anche perché poi le guardie saranno allertate comunque, perché rendersi apposta la vita difficile?). Se scoperti durante le scorribande in città, potrete nascondervi in molti modi: sedendovi in alcune panche, infilandovi in certe pagode, in un gruppo di eruditi (colti monaci vestiti anche loro di bianco, comodi anche per eludere le difese di qualche roccaforte), o semplicemente facendo fuori i nostri inseguitori e scappando. A tal proposito, soprattutto nel Regno, ampia zona di raccordo tra le vie alle varie città, ci torneranno utili anche i cavalli, aggiunta comoda e gradita: ben implementati, vi aiuteranno a ridurre la distanze tra un paese e l’ altro, sebbene possiate usarli anche in città – ma è sconsigliabile, si viene notati facilmente –. Graficamente non c’è molto di cui lamentarsi: i 30 frame al secondo resteranno spesso costanti, solo con qualche calo di poco conto solo nelle fasi più concitate; abbiamo tuttavia dei paesaggi meravigliosi e degli scorci mozzafiato, in cui il talento artistico degli sviluppatori è stato spremuto a fondo, soprattutto nell’ideazione delle varie città, non mi stancherò mai di ripeterlo, in cui non ritroverete due volte la stessa via. Peccato solo, oltre ai semplici 30 fps, per la ripetitività dei personaggi secondari: oltre all’eccellente Altair, al capo della Confraternita e ai nostri bersagli, sia la gente comunque sia i Templari e i soldati semplici che ci si frapporranno risulteranno tutti un po’ simili tra loro, anche se il loro gran numero non vi darà il tempo di notare tale piccola imperfezione, che non inficia di molto la qualità del prodotto, il quale presenta, appunto, delle zone tra le più suggestive mai viste e un’originalità che speriamo di trovare anche in molte altre produzioni.

    In conclusione, una nota di merito va fatta al comparto audio: oltre alle musiche, sempre azzeccate e in tema con le diverse situazioni che il nostro Assassino si troverà ad affrontare, e agli effetti sonori (ottimo in particolare il rumore della lama che Altair utilizzerà: al posto dell’anulare sinistro questo pugnale a rientranza sarà il migliore per uccidere le ignare guardie alle spalle), così ben realizzati che basterà udire il suono delle armi per capire di quali si trattino, ciò che lascia piacevolmente sorpresi è il doppiaggio, ben realizzato e non solo nei video, ma nella vita quotidiana cittadina infatti passeggiando non sentiremo un semplice brusio, ma dei veri discorsi, e il bello è che tutto è stato doppiato in italiano ed in maniera assolutamente professionale.





    Assassin’s Creed ha meritato il successo riscosso (è ufficiale che uscirà un seguito, a parte lo spin-off per DS) e, sebbene dopo qualche ora il processo da seguire per progredire nel gioco possa diventare ripetitivo – arrampica, spia, ruba, interroga, uccidi –, la trama molto ben articolata e la continua espansione delle zone visitabili delle città, che offriranno sempre degli scorci inediti, faranno sì che si prosegua fino alla fine dell’avventura, della durata di una ventina di ore, una buona longevità, cui però si deve far pesare il difetto della linearità e della ripetitività che potrebbe scoraggiare qualcuno e che affossa la rigiocabilità. Pochi saranno gli stimoli per ripetere tutta l’avventura da capo, purtroppo, sebbene sia decisamente intensa durante la prima partita.
    Resta però uno dei più importanti titoli del primissimo periodo di vita delle console – non più, ormai – next-gen, quali PS3 e 360, basta solo sapere ciò che ci si aspetta!

    Stefano "Tiranytar" Torriani





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