Stellar 7 - PC DOS | Retrogaming History
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  • Stellar 7

    Stellar 7

    Stellar 7 si adagiava con grande disinvoltura tra il vecchio ed il nuovo. I suoi meriti partono da lontano, dal 1982, anno in cui Daemon Slye decise di ispirarsi al grande Battlezone per proporre qualcosa di analogo o migliore, se possibile, anche sulle macchine casalinghe. La portata di tale progetto escluse immediatamente le console, troppo deboli e troppo limitate in fatto di memoria per ospitare le routine che il programmatore della Penguin Software aveva in mente. Si optò, quindi, per l'Apple II, seguito a ruota dal Commodore 64. Quello in esame è un remake del software del 1982, edito dalla Dynamix in uno dei suoi momenti più floridi.
    Il gioco parte esattamente dal solco tracciato da Battlezone: visuale rigorosamente in prima persona, un carro armato futuristico come arma di battaglia e tanti allegri nemici bramosi di farci la pelle. Se su Apple II vi era un'indubbia affinità grafica tra i due prodotti, nel 1990 il wireframe viene spazzato via dal poligono pieno e le scene monocromatiche guadagnano le sfumature profuse dalla bontà dei 256 colori dello standard VGA. Uno spettacolo non indifferente, necessario di vere e proprie bestie meccaniche per esser gestito e solo chi ricorda il prezzo di un 386 all'epoca potrà capirmi. Ma andava bene così e spingere forte sul fronte della spettacolarità sopra ogni cosa faceva decisamente cassa come aveva già dimostrato la Origin col suo Wing Commander. Stellar 7 non lesinava la sua inclinazione alla seduzione sensoriale: l'impegno profuso per aggradare il giocatore sin dalle prime battute è subito evidente dalle prime schermate e dal menù dettagliato al punto da inglobare persino una simpatica guida riguardo agli avversari presenti nel gioco. La presentazione è altrettanto gradevole, ben animata ma, soprattutto, arricchita da un parlato digitalizzato abbondante, chiaro e d'atmosfera, presente anche in altri momenti importanti della nostra avventura.
    L'elevato tasso tecnico evidenziato fino a questo punto, in realtà, è volto a svecchiare un prodotto che sotto la sua spessa scorza pirotecnica si discosta molto poco dal suo predecessore. L'azione di gioco si dipana lungo sette missioni, proprio come nell'originale: ogni missione rappresenta l'azione su un pianeta diverso nonchè un nuovo capitolo della sceneggiatura che vede il tiranno Draxxon voglioso di far fuori noi poveri terrestri. Le meccaniche sono essenziali: all'interno del nostro carro avremo un'ampia visuale di un campo di battaglia che non mostra confini evidenti e che potrebbe rischiare di essere dispersivo se non ci fosse un comodo radar nella parte bassa del video a farci da navigatore, indicandoci l'ubicazione dei nemici e la direzione dei loro colpi. Sul terreno di gioco compariranno, oltre ai nostri avversari, anche tutta una serie di elementi ulteriori che possono talvolta celare utilissimi bonus. Non avremo altro di cui curarci, tutta l'azione si svolge muovendosi incessantemente da una parte e dall'altra per evitare il fuoco nemico ed attendendo l'attimo propizio per rispondere a nostra volta, con poca strategia, poca profondità e tanta frenesia. La longevità non è il fiore all'occhiello di Stellar 7: sette missioni sono pochine e, anche se all'inizio la curva di apprendimento è leggermente ripida, non ci vorrà troppo prima di esaurirle. Siamo d'accordo che si tratti di un remake e la fedeltà all'originale va in qualche modo rispettata, ma credo che nessuno si sarebbe scandalizzato per la presenza di un paio di missioni bonus. Il forte ancoraggio al passato è clamorosamente confermato dall'assenza dell'opzione di salvataggio, una mancanza quantomai spiazzante per il giocatore moderno che, tuttavia, trova una certa giustificazione nella natura "mordi e fuggi" del prodotto, arcade fino all'osso, con livelli che non durano mai più di cinque minuti.
    Non siamo, comunque, di fronte ad una pigra riproposizione modernizzata di un concept vincente. La Dynamix propose delle introduzioni interessanti che, colpevolmente, non influivano con decisione sull'esperienza globale di gioco: i power-up e i boss. A differenza di quanto accadeva nel 1982, il nostro carro può contare su nuove freccie al proprio arco, sia in termini di arsenale sia in termini di accessori tattici. Molto utili sono il supercannone, decisamente più potente del fuoco normale, la funzione di stealth e il Cat's Eye, una modalità che ci consente di individuare i nemici in occultamento. Tutti i vari potenziamenti ci vengono forniti al massimo della carica all'inizio della partita per poi consumarsi progressivamente col loro utilizzo. Il problema più grosso è che non ci sarà modo di ricaricarli durante la partita se non scovandone di nuovi distruggendo i vari elementi di contorno al campo di battaglia. Nemmeno i nostri scudi si ricaricheranno tra una missione e l'altra, costringendoci a tenere duro fino al raggiungimento delle rarissime stazioni di riparazione presenti nel gioco. Peccato che i power-up veramente utili siano così pochi e che il loro utilizzo vada ad abbassare la lunghezza della già breve esperienza di gioco. Meno male che vengono in nostro aiuto, per modo di dire, i guardiani di fine livello, bestioni decisamente pericolosi trasportati dall'astronave di Draxxon in persona, una volta eliminati tutti i nemici standard dell'area: sono davvero spettacolari, a volte anche duri da abbattere, ma nulla di eccessivamente ostico dosando per bene i potenziamenti.
    E' un difetto così grande aver spinto così poco sul pedale dell'evoluzione? Forse no. Il concept di Battlezone è vincente, tanto nel passato quanto al giorno d'oggi. Una modificazione invadente di questo spirito avrebbe eccessivamente snaturato il prodotto, privandolo della furia ludica che era capace di esprimere. Stellar 7 estremizza il gioco della Atari, soprattutto sulle macchine più performanti dove la fluidità contribuiva ad aumentare il coinvolgimento. E si sa, il progresso e la sofisticazione non sempre si sposano col divertimento, come mostrato in tantissime rivisitazioni di classici. La Dynamix probabilmente lo aveva intuito, ripiegando sulla programmazione di un remake che somigliasse il più possibile ad una conversione, centrando l'obiettivo e uscendo con un gioco sincero, frenetico e divertente che non chiede di essere un capolavoro. Ed è anche invecchiato dignitosamente.






    "Se Battlezone poteva essere rivisitato per meglio adattarsi allo spirito dei computer, Stellar 7 rappresenta uno splendido lavoro in tal senso. Questo remake per DOS dell'originale per Apple II si è rivelato un'ottima operazione, tecnicamente al top per il 1990, ma oggi ancora gradevole nell'estetica ed immediato nella giocabilità."


    Gianluca "musehead" Santilio






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    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      bellissimo, lo devo recuperare
    1. L'avatar di akarabat
      akarabat -
      C'era anche per Amy e non era male..