Stay Alive | Retrogaming History
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    Stay Alive

    Un gruppo di amici, appassionati di videogiochi, per ricordare un loro amico scomparso di recente in circostanze misteriose, decidono di commemorarlo organizzando una sessione di gioco al videogame Stay Alive, un classico survival horror incentrato sulle vicende della contessa Bathory (che si narra usasse fare il bagno nel sangue di giovani vergini per conservare eternamente la sua bellezza), lo stesso gioco che l'amico stava testando in anteprima proprio pochi istanti prima di passare a miglior vita. Poco a poco però il gruppetto viene decimato, nella stessa maniera in cui i loro alter ego virtuali vengono uccisi nel videogame e questo porta i superstiti a credere che ci sia uno stretto legame tra il videogioco e quei sinistri accadimenti.

    Stay Alive è un film cui ogni appassionato di videogame dovrebbe dare un’occhiata, soprattutto se di bocca buona e alla ricerca di un passatempo che contenga riferimenti espliciti alla sua passione preferita: capita sovente infatti di sentir parlare i protagonisti di titoli come Fatal Frame (Project Zero) e addirittura del modo di sconfiggere un determinato boss in Silent Hill… tutto ciò suonerà molto familiare e piacevole. Di certo il film non è un granchè; per un cultore del genere gli spaventi sono pochini e, specie nell’ultima parte, è un po’ troppo banale. L’impressione è che l’idea di base, intrigante, potesse essere sviluppata decisamente meglio, mentre l’originalità concettuale si perde a fronte dei soliti clichè pluri-abusati e di una storia che man mano perde mordente come un gioco dotato di una buona grafica ma privo di spessore.

    Sottolineo che parlo da appassionato, quindi sono piuttosto esigente e abituato a certi stereotipi di questo genere di film, per quelli che non vivono di pane e horror Stay Alive potrebbe regalare qualche brivido, ma il condizionale è d’obbligo. Le mie riserve riguardano i personaggi che, pur abbastanza diversificati, risultano un po’ troppo sopra le righe, alcune battute fuori contesto e pretestuose (che contribuiscono a rendere poco credibili molti dialoghi) e il plot narrativo che finisce con lo sgretolarsi miseramente con il dipanarsi della vicenda, proprio quando dovrebbe invece raggiungere l’apice e le buone idee finiscono con l’affossare in una storia banale e dallo svolgimento ancora più piatto. Tutto sommato però l’incipit è da premiare e non è detto che qualche giocatore, memore di altre trasposizioni da videogioco solitamente mediocri (o peggio), non possa trovare soddisfazione e divertirsi con questo che in effetti è un film originale. Decisamente azzeccate le immagini del fantomatico videogame di Stay Alive (credo non siano davvero in 3D quanto piuttosto in CG ma prendete questa mia dichiarazione con le pinze!), fanno venire voglia di sperare di vederlo davvero in vendita.
    Buono il finale, per quanto non innovativo ma d’effetto, che si riallaccia a quello del bellissimo The Ring, col videogioco di Stay Alive ormai sugli scaffali dei centri commerciali che si appresta ad approdare nelle case di milioni di giocatori con risultati presumibilmente catastrofici… un segnale all’industria o una denuncia sociale?


    COMMENTO FINALE


    "Stay Alive è un filmetto consigliato con qualche riserbo, che può regalare, se preso per il verso giusto e senza eccessive pretese, un’oretta e mezza scarsa di visione (abbastanza) gradevole, specie per i suoi continui riferimenti ai videogiochi. Resta il rammarico per una seconda parte di pellicola che non decolla e non riesce a valorizzare come meriterebbe lo spunto della commistione tra film, videogame e realtà, mai così attuale quanto oggi."














    Giuseppe "Epikall" Di Lauro



    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Amy-Mor
      Amy-Mor -
      Non è un buon film Horror, ne tantomeno un buon omaggio al mondo dei videogiochi, vive strettamente nel mezzo.5 come voto lo trovo appropriato, poichè risulta veramente mediocre.