Final Fantasy: La leggenda dei cristalli | Retrogaming History
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    Final Fantasy: La leggenda dei cristalli

    Il Final Fantasy del 2001 non è stato il primo tentativo per la Square di portare il suo brand più famoso fuori dai bordi del videoludo. Final Fantasy: La Leggenda dei Cristalli è un anime del 1994, pubblicato tra il quinto ed il sesto episodio della controparte videoludica.

    La storia inizia 200 anni dopo la fine di Final Fantasy V, nello stesso universo, caso rarissimo per le usanze della casa giapponese. I protagonisti, tuttavia, sono delle new entry, fatta eccezione per Mido (Mid nel videogioco) che ritorna in aiuto dei nuovi eroi sotto forma di fantasma. Debuttano, quindi, Prettz e Linali, un giovane esuberante e la sua dolce amichetta che si ritrovano loro malgrado a scongiurare un pericolo universale. Difficile stabilire quale, fra i due, sia il personaggio più importante in quanto sono strettamente interdipendenti nello sviluppo della trama, con Linali, debole ed indifesa, e Prettz costantemente alle prese con la sua protezione. Linali è la diretta discendente di un eroe del passato nonchè un apprendista in magia, dotata della capacità di invocare una summon di chocobo, i famosi animaletti della serie, mentre Prettz non è altro che un suo amico dotato di un mezzo di locomozione ed una katana con la quale affrontare i pericoli. E quali sono i rischi che il Pianeta R corre? Il cattivone di turno si chiama Deathgyunos ed è alla ricerca dei cristalli degli elementi per ottenere il potere necessario per dominare il creato, avendo anche rubato il cervello di Cid, il nonno di Mido, per acquisire tutte le conoscenze utili al suo scopo. Fortunatamente, Prettz e Linali trovano per primi il cristallo del vento il quale, guidato da una sorta di autocoscienza, si rifugia nel corpo della ragazza aiutandola nella sua impresa.
    L'anime è composto da quattro episodi per una durata di poco maggiore alle due ore nel corso delle quali verremo presto a conoscenza con la bella Rouge, una sensuale piratessa alla ricerca di tesori, Mido, il fantasma-guida dei giovani, ed infine Valkus, un generale che dopo un momento di ostilità aiuterà la causa dei ragazzi.
    Forse bisognerebbe lasciare ogni nome nel suo campo d'eccellenza, senza lanciarsi in poco convinte trasposizioni commerciali e/o sperimentali. Fortunatamente, Final Fantasy- La Leggenda dei Cristalli appartiene alla seconda di queste due categorie, ma ciò non lo salva da una realizzazione che non riesce ad elevarsi da un'anonima sufficienza. Che non mi si fraintenda, non ci sono problemi terribili in questo lavoro, tutto è realizzato con la maggior cura possibile, per quanto consentito da un budget non stellare, e la stessa idea di frazionare la storia in quattro episodi è, a mio avviso, apprezzabile per consentire uno sviluppo della trama più articolato senza che questo gravi sul divertimento dello spettatore. L'impegno profuso è tanto, ma si avverte quella sensazione di inesperienza ed incompiutezza che permeava anche il capitolo del 2001. La Square è stata una strepitosa maestra nella storia del gioco di ruolo nipponico, ma ha avuto ben poco da insegnare al mondo degli anime. Questa miniserie è, francamente, noiosetta. Io l'ho guardata lentamente, con una puntata al giorno, e nonostante l'assunzione in piccole dosi non ho potuto fare a meno di avvertire un tangibile senso di piattezza e prevedibilità della sceneggiatura, proseguendo la visione più per inerzia che per curiosità. La qualità dei disegni è buona, nulla di straordinario, ma di un livello qualitativo per lo meno piacevole, esattamente come la controparte sonora.

    L'avventura di Prettz e Linali contiene una cospicua quantità di scene di azione ma nessuna di esse sarà capace di tenervi col fiato sospeso nè tantomeno di sorprendervi col suo sviluppo. La via di uscita per le situazioni è sempre la più ovvia, la meno ispirata ed a poco vale una fantasia capace di immaginare galeoni volanti e piratesse sexy. A proposito di sensualità, non mancano vaghe allusione al leggero erotismo giapponese visto e rivisto nei manga di tutte le epoche che qui risulta persino fuori luogo con la tradizione Final Fantasy.
    La componente di quest'opera che suscita le migliori impressioni è la caratterizzazione di alcuni personaggi secondari: seppur parzialmente stereotipati, Rouge e il comandante Valkus risultano simpatici e, con la loro bizzarra storia d'amore, riescono a strapparci qualche sorriso. Molto peggio è stato fatto con Mido, ripreso da Final Fantasy V e calato nel ruolo di guida per i ragazzi, non incidendo mai in maniera convincente e carismatica sulla vicenda, con la sua stucchevole ricerca del nonno, ulteriormente penalizzato da un doppiaggio italiano assai mediocre. Lo stesso DeathGyunos, è un cattivo che non impressiona affatto, comparendo esclusivamente in brevi intermezzi con minacce poco spaventose.
    Ci si convince che la Square non renda bene nella breve distanza, necessitando di forti dilatazioni temporali per esprimere la sua capacità di intrattenere, fondata principalmente sul forte legame in grado di instaurare fra utente-spettatore ed alter ego, componente troppo complessa per nascere e consolidarsi in un intervallo di due ore.
    Non un cattivo anime in senso assoluto, piuttosto un prodotto anonimo dal nome troppo importante.











    Gianluca "musehead" Santilio