Ski Park Manager 2003 | Retrogaming History
Registrati!
  • Ski Park Manager 2003

    Ski Park Manager 2003

    Dopo una lunga serie di giochi di guida e diverse avventure grafiche all’avanguardia, il sentiero del tramonto della francese Lankhor ci conduce lungo orizzonti che proprio non ci saremmo aspettati...

    Sim... Ski?
    Che siano state le esigenze di mercato a generarlo, che si tratti di un prodotto direttamente commissionato dal publisher Microids o il disperato tentativo di metter su un videogioco qualsiasi coi pochi soldi rimasti, purtroppo non ci è dato saperlo. Fatto sta che spazio per nuovi titoli di guida Lankhor, fra il pubblico degli anni Duemila, sembrava non essercene più, soprattutto a causa del calo d’attenzione che il caro mercato PC soffriva in favore delle console. Senza licenze ufficiali e con una concorrenza di nome TOCA, Forza Motorsport e Gran Turismo, la cosa migliore da farsi sembrava proprio la ritirata. E col misero budget a disposizione dopo gli insuccessi degli ultimi prodotti, cosa avrebbe mai potuto produrre la Lankhor? Null’altro che un gestionale, genere di comprovato gradimento nell’ambiente Windows. La tradizione è lunghissima e sviluppatori come Maxis, Impressions o Monte Cristo hanno costruito le loro fortune su questi giochi traboccanti di statistiche. E se Ski Park Manager fosse stato affiancato da un “Sim” o un “Tycoon”, nessuno ci avrebbe visto nulla di male.


    Neve, ultima frontiera!
    L’eterogeneità della categoria dei gestionali è semplicemente inarrivabile. Le luci della ribalta arrivarono soprattutto grazie a Sim City, capolavoro di Will Wright che si prese la briga di consegnarci il controllo di un’intera città, con tutti i suoi problemi relativi a traffico, logistica, energia e quant’altro. La popolarità di questo gioco raggiunse vette inenarrabili e scatenò una proliferazione di concorrenti più o meno ispirati ad esso con una positiva risposta dell’audience che continuò a supportare il genere senza sosta. Tuttavia, fu ancora la Maxis di Wright a fare la parte della lepre, sperimentando di tutto e di più, passando dal macroscopico simulatore di un pianeta completo (Sim Earth) al micromondo di Sim Ant, passando anche per condomini e fattorie. Il trend portò tutti gli sviluppatori nel campo a lanciarsi nella produzione dei titoli più impensabili, regalandoci gestionali di pizzerie, aeroporti o imperi sessuali. Rilevante, ai fini di Ski Park Manager, è stato Sim Golf, nel quale ci veniva affidato l’incarico di prendere il comando di territori in cui piazzare un bel po’ di buche, progettando in prima persona la conformazione dei percorsi, cercando di soddisfare vari parametri per incontrare il favore dei clienti. L’idea dell’impianto sciistico, però, non era stata ancora presa in considerazione da nessun designer, lasciando alla Lankhor l’onore del debutto.

    Sentirsi a casa…
    Il giocatore non occasionale di gestionali non incontrerà molti ostacoli nell’adattarsi alle regole di questo gioco. Al solito, all’inizio della partita ci verrà consegnato un budget di qualche milione di euro con i quali affrontare le prime spese della nostra avventura. La prima cosa da fare è analizzare ad occhio la conformazione del territorio, soffermandosi sul variare dell’inclinazione dei pendii. Il nostro obiettivo primario, infatti, è la progettazione di piste avvincenti, ed il tutto non sarà possibile se non saremo noi ad adattarci a quello che la natura (virtuale) ci offre. Quel che potremo realizzare sono piste di tre differenti generi: per sci alpino, sci di fondo e slittino. Ogni tracciato potrà essere contraddistinto da un diverso colore che noi gli attribuiremo che servirà a segnalare ai clienti la difficoltà dello stesso, evitando ai principianti di lanciarsi in discese pericolose per la loro incolumità. Per ogni pista del nostro parco, inoltre, sarà fondamentale assegnare pattugliatori per la loro manutenzione e medici che si occuperanno degli infortuni dei più maldestri, ma il personale comprenderà anche animatori, meccanici, operatori di funivia e quant’altro. La gestione delle risorse umane, purtroppo, non brilla sempre per intuitività e l’assegnazione di ogni dipendente ad una diversa zona del territorio segue un iter piuttosto scomodo che potrebbe sfuggire alle prime esperienze. Come ogni impianto sciistico di alto livello, il nostro potrà vantare una pregevole quantità di elementi accessori quali chalet di vario costo, alberghi, bar, ristoranti, negozi di sci per tutte le tasche, piste da pattinaggio, supermercati... L’obiettivo non sarà solo creare delle discese divertenti quanto piuttosto un villaggio pullulante di turisti da incastrare in un vortice di tentazioni e passatempi da pagare a caro prezzo. L’interfaccia che ci permette di giostrare tutto questo ambaradan è la solita ad icone, pittogrammi molto esplicativi che precedono sottocategorie con tutto il necessario. L’atto di costruzione e progettazione dei percorsi è ben implementato, si comanda in punta di mouse e, tra il posizionamento di un paletto e l’altro, ci consentirà anche di tenere sott’occhio utili parametri di ogni porzione di territorio, pendenza media su tutti. Molto meno comoda la gestione dei prezzi del nostro parco, dato che ogni attività commerciale andrà regolata singolarmente, un problema di un certo rilievo quando avremo intenzione di cambiare le tariffe dei settanta-ottanta chalet che avremo disseminato un po’ ovunque...

    ...troppo a casa!
    Purtroppo per noi, l’aderenza agli stilemi della categoria, ambientazione a parte, di Ski Park Manager mostra inevitabili aspetti negativi, soprattutto se lo confrontiamo, com’è giusto che sia, con quanto di già visto. Il primo di essi è relativo all’impianto tecnico, sottotono a dir poco: principalmente a causa della necessità di avvicinarsi alla più vasta cerchia di appassionati possibile, compresi coloro i quali non disponevano di una configurazione all’ultimo grido, tutto il gioco è alimentato da un motore bidimensionale, tuttavia arricchito da modelli poligonali rappresentanti i vari sciatori, senza comunque appoggiarsi alle librerie Direct3D. La resa finale è poco esaltante, non solo per una questione di carenza di dettaglio, ma a causa di un’essenzialità che manca completamente l’appuntamento con lo stile. Lungi dall’essere un caso unico nel suo genere, la grafica di Ski Park Manager risulta anonima, disegnata quasi approssimativamente, perdipiù afflitta da alcuni bug che provocano effetti di compenetrazione tra le varie bitmap. Anche il sonoro si impegna molto poco per risollevarsi dagli standard della categoria, non proponendo NESSUNA musica e limitandosi ad un campionario di effetti sonori che si trascinano faticosamente oltre la soglia della decenza.
    Oltre a questi difetti di natura tecnica, il gioco lamenta pure alcune carenze sul fronte della varietà. E’ un problema tipico dei gestionali troppo specifici, qui aggravato dall’assoluta ciclicità delle azioni da compiere: l’intera campagna di missioni offertaci è costituita da briefing che prevedono una percentuale di soddisfazione dei visitatori ed un capitale da raggiungere via via più alti, scenario dopo scenario, e l’unico stimolo ad andare avanti dopo qualche giorno sarà lo scoprire quali vette ci saranno affidate, tra le quali figurano anche Cortina d’Ampezzo o la Val d’Isère, che tra l’altro offre il sottotitolo al gioco. Mettiamoci pure il fatto che manca l’opportunità di far scorrere più velocemente il tempo...


    Chi si accontenta gode
    Ski Park Manager non è un gioco inutile. L’appassionato di gestionali non potrà che apprezzarne l’originalità dell’idea e l’implementazione “onesta” di tutti gli elementi tipicamente ricercati nella categoria. La libertà concessa nell’ideazione dei percorsi non mancherà di stuzzicare i più creativi e, soprattutto, salverà questo titolo dall’affogamento nell’oceano dei tanti “sim”. Va altresì considerata l’inferiorità di Ski Park Manager rispetto alla maturità che i giochi della categoria avevano raggiunto nel 2003, dovuta soprattutto ad alcune ingenuità e leggerezze che sarebbero state certamente eliminate da un playtesting appena più prolungato. Ma il countdown della storia della Lankhor era ormai agli ultimi ticchettii...




    L’unicità salva Ski Park Manager dall’oblio e gli ritaglia uno spazio in un panorama affollato come pochi. Originale e stuzzicante nel processo di ideazione dei percorsi, non viene sostenuto da un impianto tecnico gradevole, con soluzioni al limite dell’essenzialità. Progetto ingenuo ma volenteroso, è capace di allietare comunque più di un pomeriggio.



    Sistema: PC Windows

    Casa: Microids

    Sviluppatore: Lankhor

    Anno: 2003

    Genere: Gestionale
    LINK CORRELATI

    ALTRI TITOLI PC WIN

    ALTRI GESTIONALI






    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Un manageriale carino, potevano realizzarlo meglio e avrebbe occupato la stessa posizione di Sim City 4
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      l'ho provato..non mi è piaciuto.