Brian The Lion - Amiga AGA | Retrogaming History
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  • Brian The Lion

    Brian The Lion

    A cavallo tra il 1994/95 le console nipponiche a 16bit spopolavano alla grande nel mercato dell’intrattenimento videoludico. MegaDrive e Super Nes si dividevano la scena a colpi di platform e beat’em up, e Amiga (almeno in Europa) rispondeva colpo su colpo a ogni tipo di attacco, avendo nella terra Germanica e nell’Inghilterra una base d’utenza davvero notevole, e in Italia uno spopolare di pirateria davvero disarmante. Vabbè, quest’ultima è un’altra storia…

    I Reflections, dopo aver creato la saga di Shadow of the Beast ed anche Awesome nel pieno stile della controtendenza giapponese, si caricano del duro compito di provare a tutto il mondo che Amiga non aveva nulla da invidiare alle consolle presenti sul mercato, anzi, forse era esattamente il contrario. Ed ecco quindi che si tuffano nel progetto Brian the Lion, in altre parole, cercare di ricreare tutto lo stile del platform nipponico sulla macchina Amiga. Saranno riusciti in quest’ardua impresa? Andiamo con ordine.

    Dal lato tecnico Brian The Lion si presenta molto bene, quella che esaminiamo è la versione AGA che presenta ben 44 livelli parallattici, 300 colori simultanei a video, effetti di roteazione, zoom e trasparenza a go go! Questo gioco trasforma praticamente il vostro Amiga in un Super Nes, ricreando effetti tanto cari al decantato Mode 7 di quest’ultima in maniera veramente stupefacente. Ci saranno dei livelli bonus dove saranno applicate tali tecniche di programmazione, facendoci ritrovare, per esempio, a percorrere un livello dove il fondale rotea in continuazione intorno a noi come fossimo dentro un cilindro, mentre le piattaforme sotto di noi zoomano avanti e indietro senza esitazione di sorta, che dirvi, qualcosa che va visto per essere capito appieno. Peccato comunque che questo tipo d’effetto sia stato destinato solo ai quadri bonus, mentre nel resto del gioco si prosegue in un normale scrolling orizzontale come ogni buon platform ci ha insegnato sino ad allora.



    La giocabilità è su buoni livelli, non è facilissimo, ma nemmeno impossibile. In nostro aiuto verranno in ogni modo le password che ci permetteranno di ricominciare da dove si era finita la partita precedente, e quindi niente frustrazione del tipo”morto al penultimo quadro, ricomincia tutto da capo”. I mondi da esplorare sono due: LA GIUNGLA e L’ISOLA DEL VULCANO, che a loro volta portano qualcosa come una trentina di livelli in totale (o giù di li) con dodici stage segreti per il primo, e altri sedici per il secondo, più i già citati livelli bonus. L’ avanzare del gioco, come dicevamo prima, è rappresentato da mappe in stile game giapponese, con il nostro personaggio in miniatura che scorre su di esse delineando man mano il nostro progresso.

    Tutti i nemici sono disegnati in stile tondeggiante, i boss di fine livello altrettanto ma sono molto più grossi, buffi e cretini da battere, ed anche Brian (il nostro personaggio) è tutto tondo e stiloso. Un leoncino che cammina su due zampe che come indumento porta dei bermuda da spiaggia con fiorellini disegnati sopra… troppo fuori. Il lato sonoro fa anch’esso la sua parte, non lasciando certo un’impronta rilevante, ma proponendo sempre brani ed effetti in tema, sempre gradevoli e mai fastidiosi, tutto nella norma quindi per l'audio.

    Purtroppo adesso tocca fare anche il punto della situazione sui lati deboli del gioco, che in ogni caso non minano per nulla la bontà finale del prodotto. Da una visione prettamente personale, ho sempre trovato l’aria di gioco (la visione totale del quadro per intenderci) estremamente stretta. Questo comporta difficoltà in determinati salti (che in un platform sono quasi tutto) veramente e stupidamente difficili. Vi capiterà spesso di balzare da una piattaforma all’altra andando un po’ alla cieca, capendo solo dopo aver eseguito il salto dove si stia andando effettivamente ad atterrare. Questo succede proprio perché nello schermo di gioco appaiono solo un massimo di una o due piattaforme per volta e, su di esse, in molte occasioni, atterrando troverete anche dei nemici appollaiati impossibili da evitare. Torno a ripetere, è una opinione prettamente personale, ma avrei preferito una visuale di gioco più estesa come quella di SuperFrog, tanto per intenderci. La seconda nota dolente risiede nell’effettiva originalità del prodotto, in quanto non porta comunque nulla di nuovo sotto il sole. Anzi, i Reflections pescano molto a destra e a manca da tutti i più famosi giochi del genere, mescolando un furbo cocktail che porta il nome di Brian the Lion.

    Note:
    • Di questo videogame esistono anche le versioni Ocs/Ecs e CD32. La prima non differisce tanto da questa qui recensita per AGA, se non per un numero ovviamente inferiore di colori effettivi su schermo (128 se non erro) e meno strati di parallasse nel fondale. La seconda invece presenta un arricchimento a livello di game play, proponendo quadri bonus e missioni alternative assenti nella versione su dischetto. Anche la musica è risuonata su cd, presentando i vecchi pezzi remixati con gusto, con un aumento di suoni e campionature. Insomma, il CD32 è sfruttato almeno sufficientemente in quelle che sono le sue reali possibilità.

    • Tutte le versioni di Brian The Lion sono proposte in ben quattro lingue, tra cui, fortunatamente, anche l'Italiano.Quindi, un buon platform tutto da giocare, dove potremo seguire anche la piccola e simpatica storia proposta tradotta nella nostra madre lingua.Buon Divetimento!



    Reflections con questo titolo dona agli Amighisti tutto lo stile del platform game di stampo nipponico. Strizza l’occhio alle peculiari potenzialità del Mode7 di casa Nintendo, dimostrando non solo una mostruosa bravura a livello di coding, ma anche che Amiga, se ben programmata, può adattarsi e proporre qualsiasi tipo di videogame voluto. Resta anche un grande platform tutto da giocare, che Retrogaming History sente di consigliare a tutti gli appassionati del genere.


    Maurizio"Amy-Mor"Tirone




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    Commenti 4 Commenti
    1. L'avatar di bandito
      bandito -
      Lo ricordo veramente bellissimo ed appassionante, giocato sul 1200, non ero a conoscenza delle migliorie presenti nella versione per CD32, ottimo motivo per rigiocarlo con immenso piacere.
      Titolo veramente imperdibile!!!
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Bellissimo platform, peccato che me lo sono perso.
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      Ricordo una piacevole intervista col capo programmatore dei Reflections in cui dichiarava che le loro intenzioni consistevano nel dimostrare che l'Amiga, già a partire dal modello OCS, non aveva nulla da invidiare a quanto aveva da offrire il magico Super Nes. Beh... credo che lo abbiano ampiamente dimostrato : rotazioni, effetto mosaico, parallasse a nastro, scaling, tutto via software!
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Bellissimo gioco e ahimè ,l'ultimo dei grandi Reflections , la versione Amiga base era divertente ,ma la migliore rimane quella CD32 con parallasse e grafica più colorata ,livelli bonus e effetti speciali che nulla avevano da invidiare alle console più blasonate di quel tempo.Recuperato ,dopo un lunga lotta originale su Ebay e bellissima la stampa su cd. Ci ho rigiocato in questo periodo ,fantastico che nostalgia.