Folklore - PlayStation 3 | Retrogaming History
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    Folklore

    Folklore è stato uno dei primi giochi di ruolo usciti su PS3, ma rimane tuttora uno dei migliori e, sebbene si dimostri per certi versi atipico, riuscirà a far felici gli amanti di questo genere, a meno che non stravedano esclusivamente per i titoli provenienti dal Sol Levante. In questo gioco, infatti, poco o nulla avrà un paio di occhi a mandorla, dato che gli sviluppatori di Game Republic hanno scelto di ambientare la loro ultima fatica in uno scenario davvero inusuale per i videogiochi: ci troveremo in Irlanda, e le vicende di Ellen (giovane e timida ragazza) o Keats (uomo ben più navigato, ma anche inquietante), a seconda del personaggio che si sceglie di interpretare, inizieranno a Doolin, classico paesino costiero del Nord Europa, in cui pare avvengano fenomeni parecchio strani ed inquietanti. Le storie saranno parecchio differenti e, pur senza rivelare troppo sulla trama, dirò che quest’ultima è abbastanza ben ideata da invogliare la maggior parte dei giocatori a riprendere in mano il gioco dopo averlo completato con un personaggio. Ellen riceverà una lettera anonima che la inviterà ad un appuntamento in cima ad una scogliera. Arrivata sul luogo, vedrà infrangersi in mare il cadavere di una donna. Per quanto riguarda Keats, una telefonata lo inviterà ad investigare nel paese di Doolin. Complice il suo impiego come giornalista, non esiterà a mettersi in viaggio. Arrivato sul posto, si renderà conto di come la segnalazione risponda al vero… In entrambi i casi, i personaggi saranno invitati in questa zona misteriosa da parte di uno sconosciuto. Purtroppo per loro, entreranno in luoghi in cui i normali esseri umani sono preclusi. E così il giocatore potrà farsi strada attraverso alcuni regni (tra cui quello dei morti e quello dei Faery) davvero ben differenziati tra loro.

    I paesaggi sono decisamente evocativi, quasi onirici, e sebbene non si avvicinino ai fasti grafici dell’ultimo Prince of Persia, si può decisamente notare l'impegno degli sviluppatori nel creare un mondo vivo e pulsante e che, nonostante sia un gioco uscito nel primo anno di vita della console, hanno cercato di sfruttare a fondo la macchina. I luoghi dove si svolgerà la nostra avventura saranno così suggestivi che ci si farà volentieri un secondo giro. Se non per il mero numero di poligoni, perlomeno dal punto di vista artistico non ci si può proprio lamentare. I paesaggi e i personaggi, sono resi in maniera realistica, ma questo tono si manterrà solo per i primi minuti di gioco. Sebbene infatti si possa pensare di trovarsi in un paesino irlandese, forse persino un po’ troppo tipico e stereotipato, quando sarà il momento di affrontare i Folk cambierete decisamente idea. Tuttavia, pur essendo esseri fantastici, non sono certo presentati con stile deformed, ma semplicemente con diverse particolarità grafiche che difficilmente non noterete. Effetti di luce, esplosioni, capiterà di tutto. L'installazione è facoltativa: se l’hard disk è bello libero, non sarà un problema sacrificare qualche centinaio di megabyte per velocizzare i già brevi caricamenti. Al contrario, se siete pieni fino al collo di trailer e giochi scaricati (alcuni tengono anche diversi gigabyte, oh!) potrete scegliere di non mantenere altro che i salvataggi.

    Ed è proprio da queste creature che deriva il titolo stesso del gioco. Non inferiori ai Pokemon in quanto ad estetica – solo in numero: qui si tratta di un centinaio circa –, ma solo più coerenti al contesto delle varie aree in cui ci muoveremo, queste creature si paleseranno a noi non appena varcheremo la soglia per l’Oltremondo – dimensione parallela che ci permetterà di visitare i diversi Regni – e… dovremo acchiapparle tutte! Se non le creature, almeno le loro anime. Non avremo a che fare con spade o magie, in questo GdR. Le nostre armi saranno i Folk stessi. Ed è piuttosto interessante il sistema di cattura delle loro anime (o ID). Per prenderne gli ID, infatti, si sfrutteranno – finalmente un gioco che li usa per bene – i sensori di movimento del Sixaxis. E’ un peccato che pochissimi giochi supportino questo sistema, e parlo anche e soprattutto dei giochi sviluppati internamente o esclusivi per l'ultima console Sony. Dopotutto, l’importante è usarli bene e non strafare. Qui l’implementazione risulta piuttosto azzeccata, dato che scuotere il pad – in direzioni ben precise, non a casaccio – sarà necessario per arricchire la nostra collezione di anime. Il loro utilizzo sarà davvero semplice ed intuitivo: quattro Folk equipaggiabili nello stesso momento, sostituibili tramite la pressione di L2 e già pronti per l’uso. E dar via gli attacchi, muoversi e catturare altre anime sarà davvero cosa facile da imparare. Certo, proseguendo nel gioco le cose si faranno via via più complicate, anche per via dei temibili boss, non sempre mastodontici ma spesso davvero pericolosi, anche se non letali per il giocatore avvezzo ai giochi di ruolo. È purtroppo possibile notare una certa monotonia in alcune sequenze dato che, nelle fasi d’azione, non dovremo far altro che catturare sempre più anime dei molti Folk che ci si pareranno davanti. Bisogna però comunque notare che per prendere questo centinaio di creature bisognerà attuare diverse strategie, non ultima l’utilizzo di determinati Folk per fronteggiare alcuni specifici nemici.

    L’introspezione psicologica gioca a favore di Folklore, dato che difficilmente estrarrete il Blu-Ray prima di aver completato il tutto almeno un paio di volte. E anche allora non sarà finita, dato che potrete scaricare diversi DLC dal Playstation Store, parte dei quali gratuitamente. Per ottenere tutte le missioni extra e ulteriori Folk, in ogni caso, non spenderete più di una decina di euro. O meglio, investirete, dato che sono contenuti scaricabili che valgono davvero l’acquisto, proponendo alcune missioni davvero originali e longeve, per essere dei DLC, le quali incrementeranno la durata dell’avventura – già di per sé non certo indifferente, si parla di decine di ore.
    I due ottimi personaggi – la solare Ellen e il tenebroso Keats –, il bellissimo paesaggio irlandese e il continuo transitare tra il mondo dei vivi e quello dei morti saranno gli elementi cardine di quest’esperienza, e la storia, piuttosto seria, dato che riguarderà diversi omicidi, si dimostrerà davvero avvincente, seppur a tratti confusionaria. In ogni caso, tutti i misteri saranno risolti, e non si rischierà mai di non capire come proseguire nella trama, dato che non vi saranno enigmi di sorta, se non problemi di facile risoluzione. Anzi, i vari livelli saranno piuttosto lineari, senza una vera possibilità di smarrirsi, e si concluderanno con la sfida al Boss, il Folklore della zona, per poi tornare a Doolin. Lo stile potrebbe quasi rassomigliare all’altrettanto immaginifico Eternal Sonata, se non fosse che qui dovremo sfruttare i poteri dei Folk per combattere e non porteremo attacchi personalmente.

    Proprio questa commistione di generi potrà risultare indigesta agli amanti di alcune tipologie di giochi. Essendo una via di mezzo tra gdr, avventura e hack’n’slash si può dedurre come quest’ultima fatica di Game Republic sia un’arma a doppio taglio. Ci si può facilmente adattare a questa pluralità di approcci – ad oggi, comunque, i generi sono sempre meno collocabili in una sola componente –, e ci si godrà una onirica esperienza di gioco che filerà via piuttosto liscia, dato che la difficoltà non sarà mai tarata a livelli improponibili, con conseguenti pianti e lanci di Sixaxis per la casa. Ma allo stesso tempo questa frammentazione potrebbe infastidire alcuni giocatori, che non è detto possano apprezzare facilmente una componente ruolistica poco abbozzata e un’azione forse troppo poco coinvolgente, sebbene in tempo reale – e scuotere il pad è divertente! –. Alla fine, è probabile che sarete avvinti dall’atmosfera misteriosa che pervade il mondo di Folklore, complice una buona accessibilità e un doppiaggio in italiano molto ben realizzato – anche se spesso ci saranno testi non doppiati –, che aiuterà ad immedesimarsi nei personaggi, ma i fautori duri e puri dei classici giochi di ruolo potrebbero rimanere delusi, a causa dal fin troppo audace pastiche di generi e dalla linearità, che per alcuni potrebbe tradursi con ripetitività. Se l’originalità di ambientazione e gameplay non vi avesse solleticato a sufficienza per farvi propendere all’acquisto, è possibile scaricarne un assaggio dal PSN, con una demo che mostrerà le potenzialità di questo titolo, comunque non espresse al massimo nella versione dimostrativa. Sul versante opposto, è interessante notare come chi abbia amato questo gioco possa usufruire di ottimi contenuti scaricabili, che questa volta valgono davvero il basso prezzo del biglietto. Una delle prime esclusive di peso per la terza Playstation, ma tuttora una delle più interessanti. Perlomeno da provare.

    Stefano "Tiranytar" Torriani


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