Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots - PlayStation 3 | Retrogaming History
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  • Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots

    Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots

    La guerra è cambiata. Non solo la guerra a mio parere, è cambiato anche il videogioco come lo intendevamo un tempo. Oggi i videogiochi ci accompagnano fin troppo per mano, ci aiutano anche quando non lo vogliamo, ci offrono filmati da urlo graficamente ultrarealistici e comparti audio degni del più costoso capolavoro cinematografico. Tutto questo ammasso di multimedialità ricevuto in un colpo solo porta il giocatore in uno stato di immersione totale mai provato prima d’ora, nel caso della Playstation 3 un gioco come Call of Duty 4 rappresenta senza dubbio l’apice del realismo nel campo delle simulazioni belliche cosa che non appartiene del tutto a Metal Gear Solid 4, i suoi punti di forza li conosciamo, sono ben altri.
    Al titolo Konami in verità manca solo l’odore o meglio la puzza delle innumerevoli sigarette fumate da Snake per essere considerato il più grande Immersion Game della storia. Questo termine da me appena ideato (forse) per alcuni non ha significato se accostato al figlio/gioco di Hideo Kojima, sono sicuro che per molti di voi giocatori questo quarto capitolo non è altro che il solito film, di videogioco c’è poco, vero?
    Mi dispiace ma io non la penso affatto così, non so voi ma da quando ho giocato al primo Metal Gear Solid sono rimasto immerso in una sorta di apnea mentale, continuavo a chiedermi quale fosse la verità sui Patriot, mi chiedevo chi fossero? come sono nati? Continuavo a tormentarmi sull’autenticità di Luiquid Ocelot, mi chiedevo come può un uomo cambiare la propria personalità attraverso un trapianto di mano, assurdo non vi pare? Eppure il genio incompreso di Kojima non si è mai fermato davanti a nulla, ha continuato per la sua strada creando storie incredibili contornate da intrecci alquanto incomprensibili. E Big Boss? cosa ne è stato di questo leggendario soldato? Tutte le risposte a queste mie e penso anche vostre domande arriveranno una volta terminato il gioco, ma ora voglio aiutarvi a capire bene il presente mostrandovi una sintesi molto ristretta di cosa è accaduto in passato.

    1964: In seguito ai successi ottenuti durante l’Operazione Snake Eater, il valoroso agente Naked Snake riceve il titolo di Big Boss.
    1971: Big Boss fonda l’unità operativa sociale chiamata FOXHOUND. Il ruolo di questa unità consiste nel compiere missioni d’infiltrazione solitarie e procurasi tutte le armi sul posto senza lasciare traccia della propria presenza.
    1972: Nasce il progetto di produzione artificiale del soldato perfetto, l’uomo scelto come modello è Big Boss che all’epoca era considerato una vera e propria leggenda vivente. Il progetto, soprannominato “Les Enfant Terribles” , da vita a due cloni chiamati Solid Snake e Liquid Snake.
    1995: La CIA scopre l’esistenza di Outer Heaven, una compagnia militare privata (CMP) che sfrutta la propria neutralità politica per ottenere il controllo completo sui campi di battaglia sparsi in tutto il mondo. Dalle numerose indagini effettuate su questa compagnia viene fuori che essa ha prodotto il Metal Gear TX-55, un carro armato dotato di armi nucleari. Per evitare che questa spaventosa macchina da guerra entri in funzione viene coinvolta la FOXHOUND che manda sul posto il suo miglior soldato, Grey Fox. In seguito arriva sul posto anche una nuova recluta, Solid Snake. Egli riesce ad infiltrarsi fino a raggiungere il Metal Gear TX-55 distruggendolo. L’esplosione da vita ad un terremoto che causa la distruzione completa di Outer Heaven.
    1999: In seguito a diversi atti terroristici avvenuti a Zanzibarland, vengono mandati sul posto i soldati più esperti della FOXHOUND, tra questi spicca Solid Snake, ritornato alla guerra in seguito ad una richiesta del Colonnello Roy Campbell. L’obiettivo primario è recuperare il Dr. Kio Marv, la missione però porta alla conoscenza di una nuova arma nucleare, il Metal Gear D. Solid Snake riesce a distruggerlo, la missione viene dichiarata conclusa ed egli sparisce dalle scene.
    2005: Durante un esercitazione di addestramento a Shadow Moses (Alaska) la FOXHOUND da il via ad una rivolta nella quale chiede al governo americano di consegnargli il corpo di Big Boss come riscatto in cambio della liberazione di due ostaggi che si trovavano sul posto per indagare su un nuovo tipo di arma, un carro armato bipede. “Sons of Big Boss” è il nome che porta questo gruppo di ribelli di FOXHOUND guidati dall’inarrestabile Liquid Snake, il suo piano principale consiste nel rifondare Outer Heaven. Il governo americano però non accetta lo scambio e invia sul posto un ex membro della FOXHOUND, il rinomato Solid Snake, il quale sarà assistito dal suo ex capo Roy Campbell. Pur non essendo riuscito a salvare gli ostaggi, Solid Snake scopre che sull’isola viene costruito il Metal Gear REX e grazie all’aiuto di Hal Hemmerich (Otacon) e del Ninja Cyborg, riescono a distruggere questa potentissima arma nucleare. Purtroppo durante la missione, Solid Snake scopre di essere portatore del virus assassino FOXDIE.
    2006: Otacon e Solid Snake fondano il gruppo anti Metal Gear chiamato Philanthropy.
    2007: Solid Snake salta su un tanker che si presume possa trasportare segretamente un nuovo tipo di Metal Gear. Durante la missione d’infiltrazione Solid Snake riesce ad avvicinarsi a questa nuova arma e a confermarne l’esistenza, si tratta del Metal Gear RAY, il più sofisticato carro armato anfibio. Le indagini finiscono quando Solid Snake è costretto ad abbandonare la missione in seguito all’affondamento del tanker.
    2009: Dopo l’affondamento del tanker un ingente quantità di greggio si riversò in mare. Il governo americano per risolvere questo dannoso incidente avvia la costruzione del Big Shell. Solid Snake, assistito da Otacon parte in missione d’infiltrazione e ben presto scopre l’esistenza di un audace soldato chiamato Raiden. La missione si conclude con un terribile disastro a Manhattan, Solid Snake e Raiden ne escono vivi e le loro strade si dividono fino a quando...

    Ovviamente cari lettori ho lasciato particolari molto importanti che spero abbiate il piacere di scoprire giocando a tutta la serie di Metal Gear, partendo dal primo su MSX2 uscito nel lontano 1987. Nella cronologia ho cercato di riassumere tutti i momenti più importanti vissuti da Solid Snake, avrete sicuramente compreso che non si tratta di un uomo normale, se stesso infatti è abituato a definirsi come “anomalo” appunto per mettere in evidenza il suo stato di umano nato in provetta.
    Ma adesso basta con il passato voglio parlarvi solo di questo quarto capitolo, voglio raccontarvi di come sono rimasto sorpreso dalla sua attrattiva e di quanto mi sia piaciuto prendere parte a questo presunto atto finale.
    L’immersione prende vita in uno scenario di guerra, niente infiltrazioni, niente barriere laser o circuiti elettrici da disattivare. Sarete soli in mezzo a tanti, ci sono soldati talmente presi dal proprio dovere che nemmeno si accorgeranno di voi, tanto meglio, arriveremo all’obiettivo molto più facilmente. Ma chi o cosa sarà il vostro obiettivo? Ovviamente quelli che tra voi avranno giocato a Metal Gear Solid 2: Sons of Libery sapranno che un certo Liquid Ocelot ha scelto di romperci le scatole in tutti i modi, ed è proprio su quest’ultimo personaggio che si focalizza la storia di questo quarto capitolo.
    Il mondo e la guerra sono ormai controllate dalle CMP, 5 per l’esattezza, queste potenze militari sono gestite segretamente da una sola organizzazione chiamata Outer Heaven. Ebbene si, come avrete intuito Liquid Snake sembra non aver abbandonato il suo obiettivo e attraverso il corpo di Revolver Ocelot comanda le sorti della guerra, ma tutto ciò non gli basta. Le nanomacchine sono il punto fondamentale su cui si fonda il controllo dei soldati e Solid Snake fa parte purtroppo di quelli che ne subiscono gli effetti. Anche le armi oltre che le menti dei soldati sono comandati attraverso l’uso di ordini impartiti da chi possiede il comando delle nanomacchine.
    Il nostro eroe, ormai invecchiato per cause riconducibili al FOXDIE, viene richiamato in guerra proprio per fermare le diaboliche intenzioni di Liquid Ocelot.
    Sulla storia mi fermo qui, avrei sinceramente evitato di dirvi anche quel poco che ho scritto per lasciarvi il gusto di assistere ad una storia mai così tanto coinvolgente e soprattutto imprevedibile.
    In questo Guns of the Patriots si esce un pochino fuori dallo schema classico della serie, come detto il gioco vero e proprio parte da una situazione di guerriglia e caos, non ci servirà a nulla nasconderci come serpenti dietro ad un muro, meglio fuggire evitando sempre di sparare e fare morti (non fa per noi uccidere). La fantasia del team di sviluppo Konami si è spinto davvero oltre questa volta creando l’OctoCamo, una tuta camaleontica che si adatta al colore dell’ambiente, in pratica si tratta di un mezzo di mimetizzazione sbalorditivo. Un po’ come avveniva in Metal Gear Solid 3: Snake Eater dovremmo osservare continuamente la percentuale di mimetizzazione per evitare spiacevoli situazioni come essere scoperti ed inseguiti. La vecchiaia si sa ha i suoi limiti, lo sa bene Solid Snake, questi limiti fisici e psichici vengono proposti in modo significativo, come per esempio l’aggiunta della barra dello stress che deve essere sempre tenuta in condizioni ottime per evitare che il protagonista perda il controllo di se. Un altro particolare rilevante è dato dall’ingegnoso SolidEye, uno strumento ottico in grado di mostrarci il campo di battaglia in tre diverse modalità: binocolo, notturno e scanner. E’ stato introdotto anche un piccolo robot chiamato Metal Gear MK II, il quale ci seguirà come un ombra mimetizzandosi con l’ambiente, il suo utilizzo non è indispensabile, si tratta più che altro di un diversivo simpatico utile a raccogliere le armi. Non mancheranno il classico codec, le sigarette, le riviste “Playboy, e tanti altri oggetti e alimenti utili per rigenerare l’energia fisica.
    Ogni soldato che si rispetti deve sempre sapere quale arma utilizzare a seconda della fase di combattimento, ma prima di prendere un’arma in mano vi consiglio di fare un po’ di pratica con il CQC (Close Quarter Combat), imparerete svariate soluzioni molto più efficaci di un banale scontro a fuoco . C’è da dire che i soldati nemici sono provvisti di un’intelligenza artificiale molto sviluppata, di sicuro la più evoluta della serie. L’arsenale da combattimento non è mai stato così completo, sono presenti ogni tipo di arma da fuoco, dalle pistole ai fucili, passando dai mitra ai lancia granate o potenti lancia missili. Diversamente dagli altri capitoli avrete a disposizione un modo per comprare armi, munizioni e oggetti vari, ovviamente le armi saranno modificate per sorpassare il blocco delle nanomacchine, il compito di compravendita e modifica delle armi spetta ad un tale un po’ stravagante che conoscerete durante il gioco. Questa novità non mi ha molto convinto, avrei preferito un modo molto più faticoso per procurarmi le armi, comunque se siete degli autolesionisti come me sceglierete di visitare ogni angolo delle zone per trovare gli oggetti e le armi segrete. Un'altra cosa che non mi ha proprio convinto è la modalità online, decisamente completa per carità ma poco coinvolgente, forse perché troppo rivolta agli esperti, purtroppo mi sono ritrovato diverse volte morto a terra dopo pochi secondi di gioco.
    A parte l’online spero che con quanto detto finora avrete capito che il gioco in questione è davvero carico di novità e soprattutto come dicevo nella parte iniziale della recensione, si tratta in effetti di un Immersion Game autentico. Graficamente si resta davvero senza parole, non mi dilungherò nei soliti elogi sulla definizione dei personaggi e degli ambienti (le immagini parlano da sole), le mie sensazioni di immersione raggiungono il picco più alto soltanto quando vi ritroverete ad osservare Solid Snake nei movimenti più comuni, nei silenzi pensierosi e nelle zone per così dire “morte” del gioco, in esse vi renderete conto che quello che avete davanti non è il solito eroe che avete apprezzato nelle precedenti storie, ora come mai lo sentirete vivo, così vivo che vi sembrerà di percepire attraverso il controller la sua stessa fatica, il suo dolore, il suo disagio. Dentro se stesso è ancora dannatamente forte, ma quel corpo non lo è più, questa volta imparerete con vostro dispiacere (anche piacere) ad apprezzare l’uomo e non più l’eroe.
    Di Metal Gear Solid si è sempre detto di tutto e di più, la maggior parte dei videogiocatori lo ha sempre definito un film con poco da giocare, io vi dico invece che si tratta di un videogioco, anzi un grande videogioco, ogni filmato è semplicemente oro che cola su un sistema di gioco superbo, oltre a ciò l’aspetto grafico di tale opera non ha attualmente degni rivali, il fotorealismo è quanto mai dietro l’angolo. Si tratta ovviamente di un’opera eccellente, ha tutto per esserlo, non gli manca nulla neppure la longevità, di fatto impiegherete davvero tante ore per terminarlo.
    La parte sonora non è da meno, vi basteranno pochi minuti dall’inserimento del disco Blu Ray per apprezzare ciò che i musicisti sono stati in grado di compiere. Una lode va anche all’immancabile David Hayter (voce di Solid Snake) e a tutto lo staff di doppiatori, tutti insieme hanno fatto davvero un ottimo lavoro.


    COMMENTO FINALE


    Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots è il pezzo fondamentale di una grande serie che non ha mai stancato e che ancora oggi sa regalare emozioni e significati che vanno oltre il videogioco. La vita, la morte e la solitudine fanno parte di tutti noi e in questo videogioco viene messo in evidenza il valore che ha per tutti noi affrontare con coraggio questi tre elementi. Hideo Kojima ha svuotato il sacco dandovi la possibilità di apprendere finalmente il reale significato di tutte quelle parole che tanto vi hanno annoiato per tutta la serie, ma che vi assicuro non sono state messe li per nulla, credetemi.
    Questo non è un videogioco per tutti, sappiate che se non avete mai finito un solo Metal Gear vi troverete spiazzati in una marea di stupidaggini per voi senza senso, in effetti penso sia l’unico “difetto” di un capolavoro senza precedenti.
    La Li Lu Le Lo.

    Francesco "Snake" Prete




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    Commenti 5 Commenti
    1. L'avatar di Big_Paul86
      Big_Paul86 -
      Questo gioco non mi ha divertito come il primo MGS ma mi ha commosso più degli altri. Esempio del videogioco che sfocia nell'arte.
    1. L'avatar di Sunstoppable
      Sunstoppable -
      Bella recensione Bros! MGS4 lo amato per il suo modo toccante di raccontare la storia. Questo è un videogioco che non ha emuli e che può considerarsi un genere a se stante
    1. L'avatar di Cthulhu
      Cthulhu -
      Il mio MGS preferito dopo il primo, ben realizzato e con ottime idee.
    1. L'avatar di Axe_N_Sword
      Axe_N_Sword -
      mah, come dicevo nell'altro topic dell'eventuale seguito, questo gioco un pò mi ha stancato. A prescindere dalla bellezza dei filmati, del loro ruolo per potersi immergere nel contesto di gioco ecc ecc, sinceramente spezzano un pò troppo l'azione e spesso sono veramente troppo, troppo, troppo lunghi. Per carità, di piacere mi è piaciuto anche ma l'avrei preferito un pò diverso, ecco, un Uncharted ad esempio ha comunque dei filmati ma non sono mai troppo lunghi, non spezzano troppo l'azione e spesso alcune sequenze, per quanto scriptate, coinvolgono comunque il giocatore in prima persona tramite QTE o spettacolari sequenze in cui bisogna sfuggire da qualcosa, avrei preferito qualcosa del genere anche per MGS 4. Graficamente è bello ma le texture non mi hanno convinto moltissimo, in quanto a gameplay (che come già detto l'ho trovato un pò troppo spezzato, soprattutto all'inizio neanche il tempo di fare due passi che già filmato, poi filmato e ancora filmato -_-') l'ho trovato un pò macchinoso, enormi liste di azioni da compiere, tasti da memorizzare, nel mio caso questo crea dispersione più che aumentare il divertimento. Insomma, alla fine l'ho anche apprezzato come degna conclusione della serie ma per carità, di altri titoli del genere non voglio più sentirne parlare...
    1. L'avatar di Heclegar
      Heclegar -
      Ho passato 20 minuti a piangere a un certo punto del gioco.