The Legend of Kyrandia | Retrogaming History
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  • The Legend of Kyrandia

    The Legend of Kyrandia

    E' cosa nota che parlando o pensando a un videogioco che porti la dicitura "Avventura Grafica", la mente del videogiocatore smaliziato vada subito a planare sulle isole piratesche di Monkey Island. Sorvolando sui perché di tale tributo di massa (del tutto ben meritato) spostiamo lo sguardo per un attimo su un’altra isola, più fiabesca, più magica, dove i pirati son scambiati con maghi, e i fantasmi cattivi con stregoni: benvenuti nel mondo di Kyrandia.

    Nel 1992, Westwood Studios dopo aver conquistato il parere del popolo con l'rpg Eye of the Beholder, decise di andare a scontrarsi nel campo delle avventure grafiche, dove sul trono di tale categoria, sedeva incontrastata la Lucas Art forte dei suoi Monkey Island. La lotta per la Westwood era dura già in partenza, e seppur non raggiungendo le vette qualitative dei capitoli di Monkey Island, ciò che fu creato con The Legend of Kyrandia, fu di tutto rispetto.

    Primo titolo di quella che poi sarebbe divenuta una vera e propria saga, questo punta e clicca ci mette nei panni di Brandon, un ragazzo tranquillo e spensierato che, rincasando in un pomeriggio come tanti altri, ritrova il suo amato nonno Kallac inspiegabilmente pietrificato. Artefice di tale barbaria è Malcolm, uno stregone (dapprima giullare di corte) imprigionato per aver commesso l'omicidio del Re e della Regina di Kyrandia, ora fuggito alla sua condanna, e pronto a vendicarsi contro chi l'aveva reso prigioniero. Oltre alla messa in opera di tale vendetta a discapito di nonno Kallac, questo stregone s’impossessa anche della Gemmakyra, pietra preziosa fonte del potere vitale di Kyrandia, che senza di essa decade in uno spoglio grigiore senza vita. A voi nei panni di Brandon, dunque, l'arduo compito di fare giustizia, recuperando la Gemmakyra e restituendo cosi vigore alla terra di Kyrandia, liberando al tempo stesso nonno Kallac dal maleficio che lo attanaglia.

    Creato per i sistemi PC-Dos e Amiga Ocs-Ecs, quella presa in esame è la versione dedicata a quest'ultima macchina che, seppur ben fatta, soffre di piccole differenze di programmazione che la pongono aldisotto della versione PC-Dos, vediamo il perché.

    La grafica, seppur ben disegnata, perde ovviamente la lucentezza dei 256 colori in video mostrati dalla controparte Dos, facendo scendere le cromature sui canonici trentadue colori cari all’Amiga Ocs-Ecs, mostrando comunque un ottimo lavoro di conversione. L’area di gioco, ad essere sinceri, risulta un tantino troppo striminzita, soprattutto se paragonata ad altri titoli dello stesso genere. Certo, non si pretende l’overscan da qualunque videogame provato, ma almeno il tentativo di sfruttare al meglio le capacità offerte da una macchina come l’Amiga, arrivando a proporre una porzione visiva più ampia e di maggior respiro, è quantomeno auspicabile. Qui avremo sul lato superiore la schermata grafica dove muoveremo i passi del nostro eroe, subito sotto la barra/zainetto di Brandon che funge da inventario, e poi... niente, un’altra bella porzione di monitor nel nero più totale.

    Passando al sonoro, anche qui l'ago della bilancia è in bilico tra pregi e difetti assortiti. Le musiche evocative e sempre suonate con gusto"fiabesco"tendono a ripetersi troppo, rischiando di stancare il videogiocatore intento nel risolvere questo o quell'enigma. Gli effetti sonori sono pochi ma ben fatti, nulla di strepitoso, certo, ma nemmeno fastidiosi. Il tutto, alla fin fine, è ben amalgamato, non fosse per il già citato ripetersi dei brani, che metterà indubbiamente a dura prova la pazienza del vostro apparato audio.

    La giocabilità è singolare, mescolando una curva di difficoltà alla portata di tutti con sezioni da vero rimbambimento mentale. Non si arriva alle soluzioni enigmatiche proposte da Monkey Island 2, tanto per intenderci, ma in zone come “Il Labirinto Nella Caverna Oscura”, oppure quando bisogna improvvisarsi piccoli chimici per creare"dal nulla" determinate pozioni magiche utili al proseguimento dell'avventura, sono nettamente contrapposte allo scivolare ben equilibrato di tutto il resto del gioco. Nemmeno nelle scene finali si arriva a una difficoltà elevata e per certi versi eccessiva come nelle citate sezioni, e la soluzione per zittire l'odiato Malcolm è li, alla portata anche di chi non mangia solo pane e avventura grafica.

    Allora a chi consigliare quest'adventure partorito dalla Westwood Studios e prodotto dalla Virgin Games? A chi conosce a menadito le mappe di gioco delle isole di Monkey Island? A chi su Amiga ha già giocato capolavori come Beneath a Steel Sky o Simon the Sorcerer? O a chiunque voglia cimentarsi in un’avventura comunque alternativa, dove anche il sistema del "punta e clicca" non è cosa usuale? Sì, a tutta questa categoria di videogiocatori consiglio The Legend of Kyrandia, titolo tanto ambiguo quanto coraggioso nella sua struttura, posto nel limbo tra capolavori indiscussi e schifezze immonde, lì nel mezzo, sorge la terra di Kyrandia.

    Nota:
    • Il gioco nella versione Amiga è posto su ben nove dischetti installabili su hard disk. La valutazione finale si riferisce a quest'ultima, benché giocabile anche direttamente dai floppy. Il girovagare incessante proposto dal gioco, unito a continui caricamenti tramite disk drive, farebbe comunque perdere qualche punto al divertimento e alla giocabilità finale, minando il fluire della storia con una lentezza quasi esasperante. Il consiglio quindi è di giocarlo installato su hard disk anche nella versione Amiga.



    "The Legend of Kyrandia si presenta come un classico punta e clicca senza tante pretese, un’avventura fiabesca in un mondo lontano che può tenere compagnia anche per tanto tempo. I puristi del genere si divertiranno a patto di non cercargli dentro chissa cosa, per tutti gli altri, beh, se proprio avete finito i capolavori citati in recensione e siete alla ricerca di altri enigmi da dare in pasto alle vostre povere menti malate di adventure, fate pure un giro nella terra di Kyrandia, poiché ciò che troverete sarà gradevole, anche se non da annoverare al top delle produzioni del genere."

    Maurizio"Amy-Mor"Tirone




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