Ninja: Shadow of Darkness | Retrogaming History
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    Ninja: Shadow of Darkness

    1998. Playstation. CORE. Tre nomi che in quegli anni significavano soltanto una cosa: Tomb Raider.
    CORE infatti era il nome della software house che sviluppò quello che fu, ed è tuttora, uno dei più grandi successi della storia dei videogiochi e che, con il suo iconico personaggio protagonista, Lara Croft, contribuì ad una tappa fondamentale per l'industria dei videogames in generale, ovvero il passaggio al cosiddetto mercato mainstream.
    Playstation certo non ha bisogno di presentazioni alcune, essendo una console talmente famosa e diffusa nel mondo da essere addirittura diventata sinonimo stesso di videogioco.
    1998 è invece l'anno di pubblicazione di Ninja – Shadow of darkness, un videogioco piuttosto sconosciuto e decisamente molto meno famoso dell'illustre avventura di Lara ma con cui condivide le stesse...”generalità”. Una sorta di cugino (un po' sfigato, a dir la verità) o meglio di parente non molto stretto del famosissimo ed acclamato Tomb Raider.
    In quegli anni il mondo dei videogiochi si trovava in un momento davvero straordinario e carico di potenzialità: le nuove e potentissime (per l'epoca) tecnologie disponibili aprirono infatti nuove, incredibili possibilità che fino ad allora erano ad appannaggio solo di pochi fortunati possessori di PC costosissimi.
    Questo segnò una vera e propria rivoluzione nel mondo delle console da gioco casalinghe e enorme fu il successo di vendite di unità Sony nel mondo intero.
    Il videogioco varcò gli angusti spazi del mercato di nicchia, riservato a relativamente pochi e soprattutto giovani appassionati, per diventare un vero e proprio fenomeno di massa, popolare anche presso fasce di pubblico che mai, in vita loro, avrebbero utilizzato videogiochi.
    Sulla scia di questo fenomeno, i videogiochi si trasformarono iniziando quel processo che ha portato l'industria intera dei videogiochi dapprima a competere e poi, piano piano, addirittura a superare quella del cinema.
    In quegli anni davvero “pionieristici” se vogliamo, non si aveva ancora ben chiaro cosa le nuove tecnologie e l'avvento sul mercato di un colosso dell'elettronica, quale è Sony, potessero significare.
    I giochi dunque assunsero una intera...nuova dimensione, letteralmente! Si passò infatti dal cosiddetto videogioco bidimensionale a base di sprite a quello tridimensionale dominato dai poligoni.
    Interi generi di videogiochi un tempo popolarissimi (quali ad esempio gli shoot'em up) quasi si estinsero mentre nuove tipologie videro la luce. Tra questi il più popolare fu (ed è stato per molto tempo) il genere degli arcade/adventure tridimensionali in terza persona cui appartiene lo stesso Ninja – Shadow of Darkness della Core, reso famoso proprio dal suo ben più conosciuto “parente” e che per questo da molti viene chiamato ”à-la-Tomb Raider”.


    Ma entriamo nel dettaglio e vediamo di cosa si tratta.
    Ninja-SoD è essenzialmente un rappresentate tipico dei videogiochi di moda in quel periodo, ovvero un gioco d'azione interamente in grafica tridimensionale in cui impersoneremo un guerriero ninja (ripreso da una telecamera alle sue spalle) la cui missione è liberare la sua terra dalle solite orde di demoni inopportunamente richiamate nel mondo degli uomini da un incauto signore della guerra giapponese, nel tentativo di sopraffare i suoi avversari e ottenere così il potere assoluto.
    Date queste premesse, piuttosto banali e poco brillanti anche per l'epoca, non ci si aspetterebbe niente di particolarmente originale o emozionante.
    Invece Ninja – SoD è in grado di sorprendere positivamente il videogiocatore (in particolare il moderno hardcore/retrogamer) in virtù della bontà dei suoi concetti e della loro implementazione.
    Pur non presentando elementi particolarmente innovativi o una grafica mozzafiato (in realtà quest'ultima è perfino leggermente sotto la media per i giochi dell'epoca), il gioco è in grado di appassionare ugualmente il giocatore grazie ad un equilibrato mix di elementi che, presi singolarmente, non sembrerebbero nulla di trascendentale in sé, ma che sono realizzati con cura e sapientemente fusi e combinati tra loro in modo da risultare davvero godibili e in grado di regalare ore di divertimento.
    Il gioco inizia nel più classico stile beat'em up in salsa tridimensionale. Il nostro eroe infatti deve scendere a compromessi con i suoi nemici utilizzando poche e semplici mosse a base di pugni e calci, oltre che alcuni attacchi a distanza lanciando le immancabili stellette shuriken (d'altronde sempre di un ninja stiamo parlando) disponibili in numero illimitato e almeno all'inizio non molto efficaci; ben presto però ci si rende conto che la scarsità di mosse a disposizione, che potrebbe facilmente deludere i fan dei picchiaduro tradizionali, è in realtà controbilanciata dall'altrettanto interessante possibilità di potersi muovere piuttosto liberamente (anche se in realtà alla fine si è costretti a seguire un percorso prefissato) all'interno del mondo tridimensionale creato dagli sviluppatori alla ricerca di bonus, “smart bomb” (sotto forma di incantesimi vari) e altri oggetti utili quali, ad esempio, nuove armi o power up in grado di aiutarci nel corso dell'avventura o perfino intere aree segrete in cui incrementare il numero di monete (che si ottengono anche e soprattutto uccidendo i vari nemici all'interno del gioco) da spendere successivamente nel classico negozio alla fine di ogni livello completato.
    Ecco dunque che da semplice picchiaduro il gioco incomincia a prendere una nuova forma assumendo contorni più platform. Sensazione che si accentua con il progredire dell'avventura, quando ci si troverà a dover affrontare intere sezioni a base di precisi salti e piattaforme mobili. Il tutto implementato in maniera essenziale ma non per questo non ben realizzato e in grado di mantenere alto l'interesse del giocatore.
    Ma non è tutto. Nel corso dell'avventura ci troveremo anche a dover risolvere alcuni classici enigmi o puzzle per sbloccare porte, passaggi o avere accesso a nuove locazioni. Ancora una volta nulla di trascendentale, dato che i puzzle sono sovente di una semplicità disarmante (del genere trova la chiave giusta o completa alcuni settori del gioco nell'ordine giusto etc etc) eppure realizzati in modo e con una frequenza tale da stimolare sempre il giocatore a proseguire nell'avventura, senza cali di interesse e mantenendo sempre una certa tensione.
    Alla fine di ogni quadro, infine, saremo chiamati ad affrontare in duello l'immancabile boss di fine stage. Come oramai avrete già capito, anche in questo caso nulla di davvero innovativo o sorprendente ma il tutto, essendo ben realizzato, decisamente non scoraggia e, al contrario,è in grado di coinvolgere ulteriormente il giocatore.
    Ultima nota positiva da segnalare e riguardante il gameplay di Ninja – Shadow of darkness è quella della buona varietà e quantità dei livelli da affrontare. Il level design, infatti, è il vero e proprio punto di forza del gioco, ispirato e ben concepito, contribuisce da solo a rendere piacevole l'intera esperienza che altrimenti davvero non brillerebbe per originalità e profondità, anzi...
    I quadri del gioco sono numerosi e ben fatti, con un livello di difficoltà che si innalza gradualmente fino a raggiungere un grado di sfida decisamente ...”di altri tempi”.
    Purtroppo Ninja – SoD, nonostante tutte queste buone qualità, non può considerarsi un “capolavoro” poiché risulta, allo stesso tempo, afflitto da un buon numero di difetti che ne inficiano la qualità.
    Innanzitutto il personaggio e la trama sono piuttosto piatti, privi come sono di personalità il primo e di mordente la seconda. Sarebbe stata gradita una maggiore profondità e magari qualche colpo di scena in più per ridestare l'interesse del giocatore. In realtà si procede nel gioco più per il buon vecchio spirito di sfida che per interesse generale nel completare la storia e risolvere l'avventura.
    Certo alcuni retrogamer apprezzeranno tanto questa cosa, e io sono tra loro, ma il resto dei giocatori potrebbe perdere interesse ben prima di completare l'ultimo quadro.


    Anche dal punto di vista tecnico il gioco non offre grandi motivazioni. Graficamente, come si è detto, siamo nella media: i personaggi e le ambientazioni sono disegnati in modo chiaro e con una certa varietà, ma niente di più o in grado di stupire il giocatore. Gli scenari e i vari mostri sono disegnati con pochi poligoni e mancano decisamente di dettaglio, attestandosi su livelli qualitativi appena sufficienti, come d'altronde le animazioni stesse. I boss di fine livello poi li potremmo definire quasi... “infantili”: dovrebbero suscitare timore e invece più di una volta ci fanno sorridere, risultando perfino simpatici (come ad esempio il mostro a due teste del secondo livello!).
    Il problema più grande del gioco, tuttavia, è dato dalla telecamera che segue il nostro personaggio. Problema abbastanza comune all'epoca dei primi engine 3D: gli improvvisi cambi di inquadratura influenzano la direzione e la posizione del nostro avatar, di conseguenza a volte risulta molto difficile controllare il nostro ninja e, nelle fasi di gioco che richiedono più precisione nei salti e nei movimenti, può succedere di cadere nel vuoto o di venire colpiti solo a causa dell'improvviso cambio di inquadratura. Questo è un problema abbastanza grave e che da solo è in grado di inficiare l'intera esperienza di gioco.
    Per quanto riguarda il sonoro, anche in questo caso ci attestiamo su livelli appena sufficenti. Le musiche sono orecchiabili e molto soffuse, contribuendo a creare un minimo di atmosfera ma nulla più. Gli effetti sonori sono limitati a qualche grugnito, jingle e poco più.
    Eppure, nonostante i difetti, Ninja – Shadow of Darkness risulta una piacevole esperienza. Esistono giochi che all'epoca della loro uscita furono acclamati come capolavori ma che non reggono il trascorrere del tempo, altri invece che furono accolti abbastanza tiepidamente se non addirittura ignorati quando uscirono possono ancora vantare insospettabili doti di intrattenimento. Ninja - Shadow of Darkness ne è un perfetto esempio.

    COMMENTO FINALE


    "Ninja – Shadow of Darkness, grazie ad un sapiente, piacevole ed equilibrato mix di esperienze di gioco (beat'em up, platform, hack 'n slash, adventure) riesce a resistere bene al trascorrere del tempo ed è sorprendentemente divertente, in particolare per i giocatori più abili che non mancheranno di apprezzare il piacevolmente classico gusto “old style” del “cugino”, un pò sfigato ma simpatico, di Lara!"








    Arblu



    Commenti 6 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Questo gioco è divertente, da conservare nella propria biblioteca videoludica.
    1. L'avatar di Big_Paul86
      Big_Paul86 -
      Non sapevo di questo gioco. Sembra interessante comunque sia nell'architettura che graficamente.
    1. L'avatar di B-Movie
      B-Movie -
      in alcuni tratti era davvero frustrante.. specialmente l'ultimo livello che si guadagnò parecchi bestemmioni
    1. L'avatar di Heclegar
      Heclegar -
      Aaaargh la volevo fare io il mese scorso! :rotfl
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Primo gioco che ho comprato e giocato su PSX ,bello e avvincente,anche se difficile in alcuni punti... poi l'ho rispolverato un paio di anni fa e l'ho finito. Mi ricordava Last Ninja.
      Quando la Core faceva dei signor videogames. voto 7,5
    1. L'avatar di Ricki
      Ricki -
      non mi ricordavo di questo gioco. lo avevo noleggiato anni fa per provarlo, ma non ricordo assolutamente nulla del gioco. ne parlate abbastanza bene, proverò a recuperarlo