Lost Planet: Extreme Condition | Retrogaming History
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  • Lost Planet: Extreme Condition

    Lost Planet: Extreme Condition

    Cosa può significare, per un gioco, la personalità? Essere riconoscibile, peculiare, inconfondibile. Lost Planet, in questo senso, è magistrale. Per inaugurare il suo engine proprietario, l'MT Framework, la Capcom ha creato un'ambientazione capace di fare grande sfoggio di effetti speciali ma, al contempo, di calare il giocatore in un contesto straordinariamente caratterizzato.

    La vicenda del protagonista, Wayne, si svolge interamente sul pianeta E.D.N. III, meta incontrata dalla razza umana nel suo naturale corso di espansione ma rivelatasi immediatamente di problematica colonizzazione. Questo mondo, infatti, è abitato da una fauna dalla pericolosità formidabile nota come Akrid. Complice l'ostilità del clima di E.D.N. III, perennemente ricoperto di ghiaccio e neve, gli uomini erano intenti ad abbandonare i progetti di conquista di questo territorio, almeno fino alla scoperta dell'energia termica che gli Akrid recano con sè, chiamata T-ENG. L'ingordigia umana, si sa, non conosce limiti ed il dispiegamento di forza bruta sul pianeta fu colossale ed in breve trempo vennero create squadre di conquista ed attrezzature dedicate che portavano come vessillo i VS, Vital Suit, una sorta di mech alimentati dall'energia termica.

    Wayne combatte, al fianco del padre, proprio contro i temibili Akrid. Tuttavia, come illustrato nel prologo della nostra avventura, la sua squadra si scontra con il più temibile degli abitanti del pianeta, una bestia gigantesca chiamata Green Eye, che provoca ingenti perdite nel team nonchè la morte del padre di Wayne, nonostante egli controllasse il VS di gran lunga più potente mai creato. Un avvenimento piuttosto oscuro nel suo svolgersi che troverà ampi chiarimenti nel corso del nostro cammino. La terribile battaglia, però, non uccide Wayne, riducendolo in fin di vita, salvato unicamente da un apparecchio che porta sul suo braccio che, tramite l'utilizzo di energia terminca, riesce a mantenerlo in vita. E, mentre si trova in uno stato di semi-ibernazione, il tempo scorre e passano addirittura trent'anni prima che un gruppo di cosiddetti pirati della neve lo trovi. Wayne scopre di aver perso quasi del tutto la memoria e stringe amicizia coi dissidenti Yuri, Luka e Rick, decidendo di combattere al loro fianco.

    E.D.N. III è uno scenario maestoso. E' il pianeta il vero protagonista del gioco ed ogni suo particolare è splendidamente curato. Con gli Akrid a fargli da guardiani, trasmette un forte potenziale mistico e scenografico, sia nelle sezioni all'aperto, caratterizzate da incessanti tormente di neve, sia in quelle sotterranee, dominate dall'influsso biologico dell'energia termica. La simbiosi con gli Akrid è viscerale, tanto da farli apparire quasi un prolungamento animale della sua congenita potenza. L'evocatività della scenografia è tale da coprire magagne non da poco di questo titolo, peccato che la trama di Lost Planet preveda, come ultimo fine, la scongiura della colonizzazione spietata del territorio, lottando in buona parte contro il tiranno umano di turno e la sua armata meccanizzata. Ed è quando E.D.N. III non può farsi sentire che la fragilità di Lost Planet viene a galla in tutta la sua pochezza.

    Questo gioco soffre di terribili contraddizioni di design: a quello del pianeta, stupefacente, fà da contraltare la desolante povertà di carisma dei personaggi. Wayne, modellato a immagine di una reale star coreana, non ha proprio la stoffa dell'eroe, con un aspetto nè temibile nè affascinante. I suoi comprimari riescono a fare molto peggio: passi Yuri, ma Luka, Rick e il campionario di cattivi non si possono davvero guardare, per non parlare del desolante quadro psicologico. Luka esemplifica benissimo la situazione: bellissima e dolcissima, non potrebbe essere più fuori luogo di così. Sarà una fissazione dei giapponesi, ma in questo contesto il design emo alla Final Fantasy c'entra come il latte con le cozze: Luka si aggira per tutta la durata dell'avventura, a chissà quanti gradi sotto lo zero, con un completino semi-erotico dalla scollatura esagerata, alla faccia della credibilità. Non che sia necessario il realismo in un videogioco, ma certe esagerazioni sono indisponenti. Rick, invece, è il solito ragazzino prodigioso, conciato come un rasta di nuova generazione e, con la sua simpatia posticcia, risulta impulsivamente odioso. E se il character design dei buoni vi deluderà, aspettate di conoscere i cattivi, tra i quali vi è un tale Bandero che definisce nuovi standard di infelicità progettuale.

    Non esiste, purtroppo, una storia degna di appassionare. Gli eventi e i colpi di scena arrivano senza emozioni, senza un minimo di hype, e i dialoghi sono tutt'altro che brillanti, all'insegna del qualunquismo totalitario. E' stato lasciato troppo poco spazio all'enfasi degli eventi che si susseguono senza destare la minima attrattiva nè solleticare la sensibilità dell'utente riguardo al tema, attuale e complesso, del rispetto della natura e delle sue creature. Sembra quasi un errore di valutazione del designer Keiji Inafune, il quale aveva, in tempi recenti, conosciuto grandi successi con la serie Onimusha, cercando di traslare quegli stessi tempi del racconto nella sceneggiatura futuristica di Lost Planet, sottovalutando la differenza di atmosfera che intercorre tra un contesto fantasy-medioevale ed uno distopico-avveniristico come quello del pianeta E.D.N. III. Ne risulta un gradimento spezzettato, un coinvolgimento capace di alti e bassi continui. Lo stesso quadro viene disegnato dalla giocabilità, discontinua come non mai. Le fasi di gioco di Lost Planet si dividono in due parti: il combattimento con i boss, presenti alla fine di ogni missione, e il cammino che conduce ad essi. Per fortuna, gli scontri finali sono sempre bellissimi, fatta eccezione per un paio di boss al massimo (tra cui, purtroppo, l'ultimo) e non è un caso che ciò sia dovuto all'inarrivabile carisma degli Akrid. Per arrivarci, purtroppo, dobbiamo sorbirci dei noiosissimi tragitti, a piedi o con un VS, che rischiano davvero di crearci bruschi colpi di sonno. Innanzitutto, sono sezioni semplicissime, dove ogni nemico va giù con pochi colpi e, soprattutto, mostra un'intelligenza artificiale letteralmente ridicola, con avversari sempre immobili ad aspettare di essere tartassati, incapaci di agire in squadra e dotati di una potenza di fuoco comica. Appena più divertenti sono i combattimenti tra VS dove, a patto di sopportare dei comandi legnosi e una telecamera approssimativa, ci si può trastullare perlomeno con una potenza di fuoco rispettabile. La difficoltà di gioco, almeno al livello standard, è assai poco impegnativa, complice la capacità di Wayne di ricaricare automaticamente la propria energia vitale usando quella termica, e il tutto penalizza una longevità già di per sè mediocre, capace di garantire non più di 7-8 ore cumulative.



    Lost Planet è un gioco da provare e non ci sarebbe da sorprendersi se le sue battute iniziali riuscissero a catturare l'attenzione del videogiocatore. Molti suoi tratti sono spettacolari ed affascinanti, peccato che la splendida superficie di E.D.N. III nasconda un cuore così povero, tanto povero da impedire a questo gioco di andare oltre la sufficienza.




    Sistema: PC Windows

    Casa: Capcom

    Sviluppatore: Capcom

    Anno: 2007

    Genere: Azione
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    Commenti 6 Commenti
    1. L'avatar di Big_Paul86
      Big_Paul86 -
      Mi ha sempre affascinato ma non l'ho mai preso, ho l'occhio lungo :P
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da Big_Paul86 Visualizza Messaggio
      Mi ha sempre affascinato ma non l'ho mai preso, ho l'occhio lungo :P
      quoto..hai fatto bene a non prenderlo...non è 'sta gran cosa...
    1. L'avatar di Viol3tIsViol3nt
      Viol3tIsViol3nt -
      se il primo lost planet non vi è piaciuto non provate il secondo...è solo ed esclusivamente online...altrimenti avrete bot come compagni...cmq pessimo il secondo...il primo l'ho trovato bello...più per i robottazzi forse cmq c'è da dire che il l'ho giocato su 360 all'uscita...
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da Viol3tIsViol3nt Visualizza Messaggio
      se il primo lost planet non vi è piaciuto non provate il secondo...è solo ed esclusivamente online...altrimenti avrete bot come compagni...cmq pessimo il secondo...il primo l'ho trovato bello...più per i robottazzi forse cmq c'è da dire che il l'ho giocato su 360 all'uscita...
      ..io il secondo l'ho comprato pure io...mi domando alla capcom cosa fumano prima di creare certe cose...
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Lo sospettavo che il gioco era appena sufficente, anche a me mi attraeva il titolo, non lo presi perchè avevo sospetti sulla sua giocabilità. Che delusione
    1. L'avatar di deadhead
      deadhead -
      Bho, sarò fuori dal coro ma a me è piaciuto un sacco, forse xchè come dice Viol3tIsViol3nt è stato uno dei primi giochi che ho preso per 360, ma davvero mi è piaciuto. per il secondo concordo, brutto brutto brutto.