Devil May Cry 4 | Retrogaming History
Registrati!
  • Devil May Cry 4

    Devil May Cry 4

    Un ragazzo dai capelli bianchi, molti demoni, un canto di sottofondo, una chiesa, vetri spaccati, Dante, uno sparo, Sua Santità cade a terra. Il volto insanguinato di Dante apre questo quarto episodio di Devil May Cry, il famoso stylish action di casa Capcom. Stranamente, però, non ci troveremo ad impersonare il mezzodemone dal mantello rosso ma un altro ragazzo, Nero. Egli fa parte dei Cavalieri di Sparda, un ordine di religiosi combattenti dediti al culto di Sparda, il demone maggiore padre di Dante, colui che salvò l'umanità bloccando il cancello dell'Inferno.
    La nostra missione è subito chiara: cercare e uccidere l'assassino di Sua Santità. In realtà il viaggio alla ricerca di Dante ci porterà a scoprire gli oscuri piani dell'Ordine...

    Questo quarto capitolo si colloca dopo tutti gli altri, ci troviamo davanti un Dante più maturo e un giovanissimo Nero, molto simile al Dante dei precedenti episodi. Le differenze tra i due però sono evidenti, a partire dal fatto che Nero è umano e non un mezzodemone, ma possiede un braccio demoniaco. Questa è l'arma più potente di Nero, un arto capace di allungarsi per afferrare oggetti e nemici lontani e sferrare colpi devastanti. A differenza di Dante, Nero non cambia mai le proprie armi durante il gioco né può utilizzare gli “stili”, eredità del terzo capitolo. La spada usata è la Red Queen, un'arma simile a quella di tutti i Cavalieri dell'Ordine, ma dotata di un sistema a combustibile che rende infuocata la lama, diventando così in grado di sferrare colpi più potenti per un breve lasso di tempo. Per l'attacco a distanza utilizza invece la Blue Rose, revolver calibro 44 a doppia canna in grado di sparare anche due colpi contemporaneamente.
    Utilizzare Nero è decisamente diverso (e per certi versi molto più facile) rispetto a Dante: l'utilizzo del braccio demoniaco gli permette non solo di avvicinare i nemici, colpirli, usarli come scudo o lanciarli a terra, ma verrà potenziato andando avanti nella storia, acquisendo nuovi poteri quali, ad esempio, afferrare appositi appigli per spostare o rilevare la presenza di oggetti nascosti. I boss, inoltre, possono essere attaccati brutalmente con il braccio in particolari momenti (solitamente dopo essere stati stremati dai colpi di spada o di pistola), il che farà partire alcuni filmati di combo ben realizzati. Sia Nero che Dante possono attivare il Devil Trigger ed essere investiti dai pieni poteri demoniaci per un breve lasso di tempo. Si può dire che combattere con Nero è più facile che con Dante e, al tempo stesso, un po' meno profondo.


    Dante, per buona metà del gioco, riveste un ruolo molto ambiguo, ma ad un certo punto sarà utilizzabile come personaggio giocante. Lo stile di combattimento di Dante è quasi immutato rispetto al terzo capitolo: può cambiare le armi, trovarne di nuove durante il gioco e utilizzare i quattro stili di combattimento (Trickster, Swordmaster, Gunslinger, Royalguard e un quinto livello utilizzabile quando si è in possesso di Yamato, DarkSlayer). L'importante e tanto gradita novità è la possibilità di cambiare gli stili istantaneamente durante l'azione, a differenza del precedente capitolo dove bisognava selezionarlo all'inizio della missione senza la possibilità di cambiarlo (se non rivolgendosi alle solite statue dorate, presenti anche in questo capitolo). Questo particolare rende l'esperienza di gioco con Dante estremamente varia e tattica, ma più difficile da gestire rispetto a Nero.

    La struttura di gioco rimane fedele a sè stessa: missioni concatenate l'una con l'altra dalla trama, da portare a termine nel minor tempo possibile e con il maggior punteggio di stile e il maggior numero di sfere rosse. Come sempre, “fare stile” è una delle cose più importanti nonché una delle caratteristiche principali della serie: a seconda del numero di combo consecutive, dei colpi schivati, delle provocazioni, ecc., salirà la barra dello stile, con voti da D a SSS. Le sfere rosse sono importanti da raccogliere sia per ottenere un buon punteggio finale sia perchè con esse si possono comprare gli oggetti. Le azioni e le combo, invece, non sono sbloccabili con le sfere rosse ma utilizzando le Anime, ottenibili a missione conclusa a seconda del punteggio realizzato. Alla fine di ogni missione verrà assegnato un punteggio e un voto (da D a S) che tiene conto dei tre parametri citati precedentemente e alcuni bonus e malus, ad esempio l'utilizzo di oggetti curativi o il “continua” a metà missione in seguito ad una morte.
    E' possibile giocare inizialmente con due livelli di difficoltà, “Umano” e “Acchiappademoni”: il primo decisamente facile, il secondo è di media difficoltà, ma questa crescerà più gradualmente rispetto al precedente episodio. Terminato questo, si sbloccherà un nuovo livello, “Figlio di Sparda”, poi “Dante Deve Morire”, il livello con difficoltà massima. A questo punto potremo giocare anche in modalità “Heaven or Hell”, dove sia Dante (o Nero) sia i nemici muoiono con un solo colpo e, terminata questa, la modalità più folle, “Hell or Hell”: il personaggio giocante muore con un colpo solo, i nemici hanno la vita normale. Un'altra modalità che invece esula completamente dal gioco è il “Palazzo di Sangue”, un classicissimo combattimento a ondate che consta di ben 100 livelli.


    Ambientazioni e musiche sono tipiche della serie: atmosfera goticheggiante e musica incalzante nelle fasi di combattimento, anche se entrambe sono a volte un po' ripetitive. A livello tecnico è impeccabile, grafica fantastica e controlli ottimi. Unici difetti alcune sezioni “platform” veramente irritanti (ad esempio una in cui bisogna saltare da sopra alcune lame rotanti per raggiungere un balcone sospeso molto piccolo) e un po' di ripetitività nei boss, alcuni da sconfiggere ben tre volte nel corso del gioco.

    Devil May Cry 4 fonde bene vecchio e nuovo, i fan della serie saranno contenti di trovare in una vicenda del tutto nuova e apparentemente slegata dalle precedenti avventure di Dante così tanti riferimenti ai vecchi capitoli. Nero è spaccone, Dante sempre molto di più, sarà divertente gustarsi le uscite dei due... Personaggi vecchi e nuovi, colpi di scena e filmati ben realizzati rendono molto godibile una trama che, comunque, anche se non è certo il punto forte del gioco, è veramente piacevole, romantica e avventurosa, ricca di colpi di scena. Ma è il gameplay come sempre a fare da padrone: questo è un gioco in cui si gioca, sempre, perfino nei titoli di coda, i filmati e le pause servono soprattutto a far riposare le dita in preda a crampi! Questa è una caratteristica rara nel videogioco moderno, sempre più cinematografico o puntato all'immediatezza.
    E' un vero gioco hardcore, specialmente ai livelli alti darà molto filo da torcere anche ai giocatori più smaliziati ed esperti.

    Versione PC
    Le differenze tra PC e console sono davvero poche. Innanzitutto è necessario munirsi di pad per giocare perchè con la tastiera è quasi impossibile. Per migliorare la compatibilità all'avvio il gioco chiede se essere avviato con le DirectX 10 (se supportate da scheda o sistema) o con le 9 e garantisce in ogni caso un livello tecnico vicinissimo a quello della versione console, a patto di avere una macchina performante. Inoltre, nella versione PC esiste un altro livello di difficoltà, Cavaliere Oscuro, nel quale i nemici sono forti come in Acchiappademoni (boss esclusi, che sono più potenti) ma sono molto molto più numerosi. E' una modalità frenetica e divertente, spesso vi troverete ad affrontare anche cinquanta nemici per volta, rischiando però un calo di prestazioni.
    Ultima chicca il Test delle Prestazioni, un benchmark integrato nel gioco che mostra tutti gli stage del gioco con più o meno nemici, azione, combattimento, scorrimento veloce delle telecamere e, alla fine, traccia un grafico degli fps tenuti nei vari momenti e, alla fine, l'immancabile voto. Stiloso anche nei benchmark.




    "Devil May Cry 4 è un titolo che conserva molto di quella struttura che noi retrogamers amiamo: gameplay duro in stile Capcom, livello di sfida sempre interessante, sistema di punteggi che porta a rigiocare le stesse missioni più volte fino a raggiungere il tanto agognato livello S. Stile e azione. Alla luce di ciò, su un sito di retrogaming, questo gioco non può che meritare una promozione abbondante."






    Altre immagini:




    Commenti 3 Commenti
    1. L'avatar di Big_Paul86
      Big_Paul86 -
      Devil May Cry: l'esempio della crisi del videogioco orientale. Comprato, manco finito e rivenduto.
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Citazione Originariamente Scritto da Big_Paul86 Visualizza Messaggio
      Devil May Cry: l'esempio della crisi del videogioco orientale. Comprato, manco finito e rivenduto.
      I primi che erano esclusivi della PS2 ,erano belli ,poi quando sono passati alle nuove console e sul Xbox ,c'è stato un calo vertiginoso.
    1. L'avatar di cino77
      cino77 -
      Citazione Originariamente Scritto da Big_Paul86 Visualizza Messaggio
      Devil May Cry: l'esempio della crisi del videogioco orientale. Comprato, manco finito e rivenduto.
      sta volta non sono d'accordo con te...i primi titoli erano + interessanti ,questo è vero però non sarei così lapidario nel giudicare dvm4...secondo me è un buonissomo gioco ma nn eccelso!