Worms | Retrogaming History
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    Oddio che schifo un verme... ma sono decine! Ed alcuni hanno anche mitragliatori e bazooka! Signori, la guerra è iniziata...

    Certi giochi, come del resto certe persone, restano per sempre impressi nella nostra mente, come può un semplice “giochino” basato sulla battaglia tra due gruppi di vermi pura e semplice senza trama, senza orpelli grafici particolari diventare un titolo indimenticabile ed unico? Worms forse non era il capolavoro definitivo che tutte le case cercano sempre di ottenere, eppure a suo modo era speciale, sapeva offrire divertimento e tocchi di umorismo spiazzanti, forse era il suo essere così inaspettato e fuori dalle righe a farcelo piacere così tanto. Worms è un titolo ipnotico ed affascinante che colpisce per i suoi paesaggi onirici e la sua atmosfera aliena e surreale.

    Vermificina totale!
    Mentre era in sviluppo, il gioco aveva il divertente titolo di lavoro di Total Wormage, poi Ocean ha deciso di semplificarlo e ha preferito un più immediato Worms, certo più riconoscibile ed intuitivo, ma che perde l’umorismo di fondo ed il simpaticissimo gioco di parole… Bisogna anche considerare che proprio l’anno precedente al rilascio di Worms era uscito sul mercato Total Carnage di Midway, e forse Ocean ha voluto evitare similitudini, equivoci e confusione negli utenti. Non è dato di sapere se il titolo Midway sia stato realmente l’ispirazione per il Team 17, sviluppatore di Worms, ma guardando insieme le copertine dei due giochi l’associazione grafica è innegabile. Il destino di un gioco non dipende certo dal suo titolo, ma dal carisma, e di carisma i vermi ne hanno dimostrato tanto, non facendo prigionieri nelle loro infinite guerre senza quartiere, ma imprigionando il cuore dei giocatori, che lo hanno eletto fin da subito titolo cult del 1995.

    Ritorno alla semplicità
    Worms va certamente in controtendenza e, se torniamo indietro nel tempo fino alla metà degli anni ‘90, vediamo che tutte le case produttrici di console e le software house avevano iniziato una corsa agli armamenti allucinante, una vera e propria guerra di bit per raggiungere quella potenza grafica che le macchine da gioco si erano viste sempre negare rispetto ai coin-op. L’avvento della grafica poligonale, del supporto Cd-Rom e di processori sempre più potenti, in ambito console e PC, stava facendo letteralmente perdere terreno alla grafica pura e semplice in bitmap e spazzando via interi generi, come lo sparatutto di ambientazione spaziale alla R-Type o il picchiaduro a scorrimento in stile Final Fight. Team 17 ha visto il suo massimo splendore proprio nell’epoca bitmap a 16 bit, soprattutto su Amiga, ed era quindi un passo logico il proporre un gioco basato sulla semplicità e l’immediatezza tipiche del mondo sedicibittiano. Scelta coraggiosa, in netta contrapposizione alla nuova ondata poligonale che travolgeva i classici con l’impeto di un’onda anomala contro una nave durante una tempesta.

    We’re all Worms. Let’s act like worms!
    Questa è una delle tante divertentissime frasi di cui è pieno il gioco. L’umorismo inglese, ma non solo, è una delle caratteristiche migliori del franchise. Si, perché Worms, ben lungi dal restare un caso isolato si è presto trasformato in una vera e propria saga che continua tutt’oggi. Del resto, già la scelta dei protagonisti, dei semplici anellidi invece che dei muscolosi e nerboruti marines, la dice lunga sul tono scherzoso che Rico Holmes e compagni, i programmatori del gioco, intendono prendere. Il gameplay del titolo è semplicissimo e quasi elementare, all’inizio del gioco ci si ritrova subito sul campo di battaglia, ogni squadra contro l’altra, con una sfida a turni da combattere con ogni mezzo. Le armi a disposizione del nostro implacabile ed invertebrato commando sono molto varie, alcune sono infinite come quelle a lunga gittata e i colpi ravvicinati, il bazooka, le granate, lo shotgun, che permette due colpi di precisione, l’uzi, il dragon ball e il fire punch, che sembra preso direttamente da un episodio di Street Fighter. Altre armi più complesse sono invece in numero limitato come la dinamite, piazzabile accanto ad un verme avversario per farlo esplodere dopo essersi dati alla fuga, le pericolosissime mine anti-verme (!), l’attacco aereo con cui bombardare intere squadre nemiche e l’utilissimo teletrasporto, con effetto sonoro in stile Star Trek che ci permette di toglierci da situazioni scomode. Oltre alle armi standard ci sono poi delle abilità speciali da utilizzare per creare situazioni vantaggiose, tra queste la fiamma ossidrica, il martello pneumatico, utilissimo per scavare nel terreno e posizionarsi al riparo, le corda ninja e nungee jumping, la scala, la spinta a tradimento per far cadere un verme da un dirupo, e il kamikaze, con cui un verme si sacrifica mettendo la fascia rossa in testa e facendosi esplodere contro i nemici per il bene della sua squadra, al grido di Worms Banzai! Ci sono poi alcune armi “segrete” rilasciate dalla caduta di casse speciali sul terreno di gioco, come la pecora killer. Un’arma segreta in particolare, la rarissima granata sacra di Antiochia, che apparirà in quasi tutti gli episodi successivi, è una citazione del film sul sacro Graal dei Monty Python, gruppo di attori comici inglesi di cui Rico Holmes e soci sono appassionati. I danni inflitti vanno da un minimo di 1 a un massimo variabile per tipo di arma, ad esempio 70, in caso di colpo perfetto. Molto divertente risulta l’esplosione a catena dei vermi, che mentre muoiono si fanno esplodere sperando di coinvolgere qualche verme nelle vicinanze e lasciando una lapide in loro ricordo, mentre passa la scritta “Bob Marley is an ex-worm”. I nomi dei vermi sono infatti del tutto personalizzabili e le squadre create, nel mio caso cantanti cult versus registi di film horror, si possono salvare su memory card per essere riutilizzate. Questa feature sembra banale, ma è psicologicamente azzeccatissima e divertente: provate a creare le squadre con i vostri professori, colleghi, amici e il divertimento salirà in modo esponenziale.


    Grafica e sonoro
    All’apparire del logo del Team 17 un bellicoso verme dotato di lanciafiamme e razzi ci dà il benvenuto nel paese dei balocchi, e i filmati che possiamo vedere tra una sfida e l’altra sono sulla stessa lunghezza d’onda umoristica. La grafica del gioco è totalmente realizzata in bitmap, un 2D visivamente semplice e pulito, accompagnato da scritte realizzate con il tipico font “alla Rambo” spesso utilizzato nei giochi di guerra di molti titoli Amiga. Gli sprite sono volutamente microscopici, ma sono visibili anche grazie al nome e ai punti vita che si ritrovano scritti sopra la testa. Nella parte inferiore dello schermo, accanto all’enorme logo del gioco, troviamo due barre che indicano rispettivamente la direzione del vento, importantissima per gli attacchi volanti, e la forza che si sta dando al proprio colpo. La conformazione del terreno si rivela fondamentale dal punto di vista strategico, poichè basta trovare un anfratto dove nascondere i vermi, una barriera dietro cui ripararli o un punto d’osservazione alto per permetterci di avere dei vantaggi tattici sulla squadra avversaria. Il terreno risulta customizzabile, si può accettare la scelta random del gioco oppure inserire una propria parola per vedere cosa viene fuori: inserendo il termine “retrogame”, ad esempio, viene creato un terreno rosso con degli enormi gelati panna e fragola, ma le combinazioni sono infinite. I paesaggi spaziano dalla semplice campagna alle montagne innevate, passando per ambientazioni lunari, terre aliene e desolanti, evocativi paesaggi marini con enormi maschere subacquee, uno dei gironi dell’Inferno con tanto di diavoli e molto altro. Ma gli elementi dello scenario sono sempre posti per l’utilizzo strategico, con insenature e spazi dove piazzare i propri eroici vermicelli. Lo spostamento da un punto all’altro del war field avviene con un effetto zoom non presente nelle versioni a 16 bit e le azioni più meritevoli sono sottolineate da un replay. Il sonoro della versione PlayStation è stato arricchito con delle musiche di sottofondo molto evocative, cinque melodie semplici e mai invasive, che servono a creare la giusta atmosfera e mantenere alta la tensione dei giocatori, gli effetti sonori sono ben 66 e sono azzeccatissimi, ma la cosa che resta più impressa sono le vocine dei vermi, simili a quelle dei Lemmings, che dicono ad esempio “hello” quando li ignoriamo, “noooo” quando finiscono fuori dallo schermo o altre divertenti frasette nei vari momenti di gioco.

    Multiplayer
    Un verme difficilmente agisce da solo, ma preferisce unirsi al suo gruppo, il multiplayer è quindi l’ambiente naturale per questo gioco. Fino a quattro squadre possono affrontarsi nella stessa arena, il gameplay in multi giocatore è perfetto, forse risulta leggermente più noioso da soli, soprattutto per la mancanza di una modalità storia che avrebbe arricchito di molto il titolo. Presentato così, in modo semplice e senza accessori, il gioco è intrigante ma ha dei limiti effettivi che spingono solo a farci una partita ogni tanto, soprattutto in presenza di amici in casa, poiché, ricordiamolo, non prevedeva il gioco online. Come gli scacchi, però, Worms è senza tempo e anche tra dieci anni ci giocheremo volentieri.

    Nota sugli sviluppatori
    Prodotto da Ocean per i principali sistemi, il gioco è stato sviluppato da un gruppo di programmatori leggendario, gli inglesi Team 17, il cui nome è notissimo al popolo amighista e non solo. Il nome iniziale con cui il geniale gruppo aveva deciso di chiamarsi era umoristicamente 17 bit Software, per simboleggiare l’essere di un bit avanti a tutti gli altri, poi sostituito dal nuovo nome. Il Team 17 è stato fondato nel 1990 e negli anni ha rilasciato titoli indimenticabili, ricchissimi di giocabilità, graficamente sempre piacevoli e realizzati con molta classe. Tra i tanti ricordiamo la saga di Alien Breed o lo spettacolare sparatutto Project X. Altri titoli del gruppo sono il divertente Superfrog, Assassin, Body Blows, Arcade Pool e Full Contact, primo titolo realizzato sotto il nome di Team 7 International. Tra le figure di spicco di questa relativamente piccola software house si ricorda quella del grafico e programmatore Rico Holmes, nome noto ai più, ma chi ha vissuto ed amato l’epoca dei 16 bit, soprattutto sul fronte Amiga, conoscerà anche il bravissimo musicista John Allardice e il resto della compagnia, ovvero Martyn Brown, Andy Davidson, Phil Quirke-Webster e Chris Blyth. Ultimamente il Team 17 ha realizzato anche una conversione di un titolo non suo, Lemmings dei DMA Design, su piattaforma PSP. Forse oggi il Team si sarà anche fossilizzato sul franchise dei vermi, ma negli anni ha rilasciato titoli indimenticabili.

    Altre macchine, altri vermi
    La incredibile guerra degli anellidi non si è svolta solamente su PlayStation, anche se quella della macchina Sony è una delle edizioni meglio riuscite, anzi il titolo è stato progettato per i sistemi Amiga, incluso il CD32. Il successo di Worms è stato immediato e fulminante e conversioni per i sistemi più diffusi sono state chieste a gran voce per tutte le macchine ludiche. Il primo titolo di quella che ormai è diventata una saga è disponibile anche per PC DOS, Nintendo SNES e Game Boy, Sega Mega Drive e Saturn, Atari Jaguar ed infine Apple Mac. Una delle poche differenze tra le edizioni su CD-Rom e quelle su cartuccia sono i filmati introduttivi, molto divertenti e ben realizzati, che si osservano prima di uno scontro. Per la versione DOS è stata realizzata anche una espansione, chiamata Reinforcements. In Worms 2, realizzato nel 1997 solo per PC Windows, i piccoli personaggi sono stati meglio caratterizzati, con vere e proprie espressioni facciali, diventando anche più visibili sullo schermo. Worms Armageddon, il terzo capitolo, esce nel 1999 per PC, N64, PS1, Dreamcast e GB Color e ripropone, con poche ma interessanti variazioni, il gameplay classico risultando forse il migliore degli episodi 2D. Il successivo Worms World Party del 2001 ne è quindi una semplice riedizione orientata al multiplayer. I vermi sono poi diventati tridimensionali negli episodi successivi, ovvero con Worms 3D del 2003, edito su PC, Gamecube, Xbox e PS2, considerato dal Team 17 il vero terzo episodio, viste le pochissime differenze tra il secondo e Armageddon, e Worms 4: Mayhem del 2005, disponibile per PC, Xbox e PS2. Alcuni spin off della serie principale sono usciti negli anni, Worms Blast del 2002 ci propone uno strano puzzle game simile a Puzzle Bobble, mentre Worms Pinball ci catapulta in un vero e proprio flipper. Worms Forts: Under Siege! È un divertente titolo di strategia in cui viene data ai vermi l’abilità di creare delle costruzioni, pur mantenendo molte caratteristiche ed armi tipiche della serie. L’ultima, per ora, incarnazione della saga è Worms: A Space Oddity uscito nel 2008 per Wii, che cerca di sfruttare il sistema di puntamento per rinnovare il gameplay. Worms è di recente riapparso anche su Xbox Live Arcade, ma non nella sua edizione originale, bensì col remake Worms Open Warfare già edito nel 2006 per i portatili PSP e DS. Altra versione portatile è quella disponibile per iPhone, che differisce di poco dalle altre.

    La prova del tempo
    Giocato oggi per la prima volta da chi non lo conosceva alle origini, Worms può risultare forse leggermente monotono e datato, ma se si passa sopra ai limiti che il gioco si è autoimposto, tra cui quello più grave della concezione, “tutto ciò che offre il titolo lo scopri in una sola partita”, il titolo può dare molte soddisfazioni, soprattutto a chi ama la strategia pura, ricca di umorismo. L’estrema semplicità è un’arma a doppio taglio, lo rende universale ma può anche portare il giocatore a stancarsi presto, pur non rinunciando a qualche partita di tanto in tanto, meglio se con degli amici. Oggi sarebbe definito forse un casual game, vista la semplice, immediata ed universale fruizione, ma dentro al gioco c’è una grande profondità.


    COMMENTO FINALE


    "L’edizione PlayStation di Worms ripropone il divertente titolo Amiga arricchendolo con dei divertenti filmati realizzati ottimamente. Il gameplay del gioco è molto valido e, pur con la pecca di non presentare una vera e propria trama o motivi particolari che spingano a rigiocarlo, risulta sufficientemente intrigante. La grafica in puro bitmap è molto bella, ricca di particolari che verranno usati in modo strategico e funzionale al gioco. Musiche ed effetti sonori sono ben studiati e le vocine dei minuscoli vermiciattoli semplicemente eccezionali. Il gioco ha assunto ormai lo stato di cult game per i suoi molti meriti, legati ad una giocabilità ottima e una semplicità ed immediatezza fuori dal comune. Viste le tantissime riedizioni ed evoluzioni del franchise ognuno può trovare la versione che preferisce."






    Fabio "Super Fabio Bros" D'Anna



    Commenti 3 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Questo gioco lo adoro come non mai, questo episodio è sicuramente meglio degli episodi in 3D
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      il suo gameplay non l'ho mai digerito,ci ho giocato un sacco nella versione Amiga CD32ma non è nato mai niente ,comunque questa versione per la mia mata PSX sembra identica e ottima.
    1. L'avatar di Amy-Mor
      Amy-Mor -
      Non ho mai provato la versione PlayOne di questo gioco, ma a giudicare dalle immagini a corredo della rece, la grafica è presa pari pari dalla versione Aga di Worms chiamata Director's Cut.Cmq è un titolo notevole e oramai cult, a cui, purtroppo, non ho mai dedicato il tempo dovuto.