U-Four-ia: the Saga - NES | Retrogaming History
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    U-Four-ia: the Saga

    U-four-ia è un gioco poco noto. Comparso per la prima volta con il titolo "Hebereke" in Giappone nel 1991, il gioco della Sunsoft non è mai stato ufficialmente distribuito negli USA, mentre invece è giunto in Europa e Australia, anche se in numero ridotto di copie (è infatti uno dei giochi più rari nella line-up NES). È un peccato che Ufouria abbia avuto una distribuzione così limitata, perché è senza dubbio uno dei migliori esempi del suo genere.
    Sì, ma quale genere?
    Poiché non abbiamo un termine unico per definirlo, lo si può tranquillamente includere nella categoria dei cosiddetti "Metroidvania" (da Metroid + Castlevania Symphony of the Night, i più celebri), ovvero quei giochi che superficialmente hanno un aspetto da platform game, ma che in realtà sono molto di più: l'ambientazione è un vero e proprio mondo a sé, dato che non c'è suddivisione in livelli, ma un'unica area in cui inizialmente certe zone sono off-limits, ed è necessario acquisire nuovi oggetti e capacità per sbloccare nuovi luoghi in apparenza irraggiungibili.

    Chiusa questa parentesi esplicativa, si può tornare a parlare del gioco: in sintesi si deve aiutare il simpatico Bop-Louie a salvare i suoi bizzarri amici dal folle mondo di Ufouria in cui sono incautamente finiti. Non basterà però ritrovarli, ma sarà necessario sfidare ciascuno di loro per farli rinsavire, e man mano che si riuniranno al gruppo si potranno sfruttare le loro abilità per esplorare ogni anfratto di U-four-ia. Gli sviluppatori hanno fatto un buon lavoro nel creare un mondo in cui le varie aree (tranne qualche piccola eccezione) sono tutte interconnesse fra loro, rendendo così appagante il tornare sui propri passi per scoprire dove conduce quel cunicolo oppure per vedere se finalmente si può raggiungere quell'oggetto segnalato sulla mappa.


    I protagonisti del gioco sono tutti molto simpatici e ottimamente caratterizzati attraverso un gran numero di animazioni sorprendenti per la loro fluidità; da notare come ognuno di loro abbia una propria animazione personale e totalmente diversa dalle altre per ogni situazione di gioco (quando vengono danneggiati, scoprono un nuovo item, strisciano, cambiano direzione, addirittura quando cadono o si gettano sui nemici dall'alto...). La cosa diventa ancora più notevole se si pensa che il design di due di loro è stato quasi totalmente modificato nel processo di conversione per il mercato europeo, eppure il lavoro è riuscito a non tradire l'atmosfera tipicamente nipponica del gioco: sfido chiunque non fosse a conoscenza di ciò a intuire che non fossero i personaggi originali!
    Ma vediamoli più in dettaglio: Bop-Louie (in origine Hebereke) sembra un pupazzo di neve con i vestiti (mentre in origine era una sorta di pinguino tutto bianco con occhi e becco piccolissimi!), è piuttosto rapido ed è l'unico in grado di ottenere l'abilità di arrampicarsi sui muri; Freeon-Leon (Oh-Chan) ha l'aspetto di un dinosauro bipede (ma solo in Europa, in Giappone era un gatto) piuttosto lento, ma nuotatore imbattibile e l'unico dei quattro capace di camminare sul ghiaccio senza scivolare; Shades (Sukezaemon) è un buffo fantasmino con occhiali da sole, berretto alato e un martello che non usa mai se non per attivare la sua arma speciale: si dà una forte botta in testa e i suoi occhi schizzano fuori dalle orbite per poi eliminare tutti i nemici minori a mo' di missili a ricerca! Per finire abbiamo Gil (Jennifer...anche se è un maschietto!), una sorta di rana pescatrice umanoide in grado di muoversi sott'acqua e di distruggere alcuni muri grazie alla sua abilità speciale.
    I nemici in quanto a stranezza non sono da meno: tra piccoli blob verdi, cornacchie, omettini travestiti da pesce o pinguino, labbra che strisciano grazie alla loro lingua, creature con le orecchie di Topolino, ce n'è per tutti i gusti...per non parlare dei vari sub-boss e boss, uno più assurdo dell'altro!

    Per il resto la grafica è molto colorata e ben definita, per niente blocchettosa, con numerosi tocchi (come piattaforme e interruttori provvisti di occhi e bocca) che rafforzano l'impressione di essere capitati in un mondo allegramente e "giapponesemente" psichedelico.
    Come da tradizione Sunsoft, il comparto sonoro è molto buono, con numerosi temi musicali decisamente orecchiabili e in certi casi molto buoni che non vengono mai a noia, dimostrazione di come anche un chip sonoro "primitivo" come quello del NES possa produrre buone cose quando viene sfruttato al meglio delle sue capacità. Lo stesso vale per gli effetti sonori, tutti molto appropriati e mai fastidiosi.


    I controlli sono fluidi e rispondono sempre bene, l'unico appunto che mi sento di fare è il modo contro-intuitivo in cui bisogna eliminare i nemici: non basta saltare loro in testa, ma è necessario premere contemporaneamente il pulsante di salto e la freccia giù per schiacciarli. Ci si abitua presto, è vero, però rimane il dubbio sui motivi di una scelta tanto strana.
    Il menu a cui si deve accedere per cambiare personaggio, selezionare gli item, controllare mappa e password è semplice e abbastanza ben congegnato; c'è una sola occasione, però, in cui si sarebbe preferito un metodo diverso per cambiare personaggio, magari nel mezzo dell'azione. Questa è anche l'unica parte frustrante del gioco: verso la fine dell'avventura bisogna superare un fiume di liquido nocivo, e per farlo è necessario congelare i nemici che fluttuano su di esso con il soffio ghiacciato di Freeon-Leon (la sua arma speciale) e poi saltare sui blocchi così ottenuti con Shades, l'unico che può saltare sufficientemente lontano. Il problema è che non solo è necessaria una precisione millimetrica per fare quanto già detto, ma l'effetto del soffio dura poco, costringendo il giocatore a selezionare freneticamente il menu per passare in un istante da Freeon-Leon a Shades, con il rischio di deconcentrarsi e finire dritti nel fiume.

    Gli unici altri difetti che ho riscontrato sono la presenza di alcuni "glitch", rari ma fastidiosi, in cui capita che il personaggio si "incastri" in alcuni elementi del fondale, bloccandosi e costringendo a resettare tutto, e poi un altro che però è connaturato al genere, ovvero la scarsa o nulla voglia di riprendere l'avventura una volta che si è battuto il boss finale e recuperato ogni oggetto; posso assicurare però che durante l'esplorazione di U-four-ia non mancherà il divertimento.

    NOTA: il sottotitolo del gioco è "The Saga". In effetti sono stati realizzati alcuni seguiti del gioco, ma l'unica cosa che li accomuna sono i 4 protagonisti: il genere è ogni volta differente, ma si tratta per lo più di strambi puzzle games, che ad ogni modo non sono mai usciti dal Giappone.



    "In definitiva, questo è un gioco che vale la pena scoprire, se non altro per gustarsi una buona avventura (di discreta lunghezza per essere una cartuccia NES) condita da uno stile grafico decisamente insolito e surreale, e numerosi tocchi di pazzia tipicamente giapponese; ad ogni modo, anche per chi non dovesse apprezzare questo stile unico, la sostanza non manca di certo. Quindi mano al pad e godetevi U-four-ia!"





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    Commenti 5 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Che titolo originale devo trovarlo
    1. L'avatar di Viol3tIsViol3nt
      Viol3tIsViol3nt -
      bellissimo,finito per nes con grande fatica,un titolo particolarissimo e unico,da avere!
    1. L'avatar di Johnnybad
      Johnnybad -
      che supertitolo che siete andati a pescare! bellissimo gioco, stavo delle ore interminabili davanti al monitor.

      E un titolo che vale ancora la pena di giocare!
    1. L'avatar di Super Fabio Bros
      Super Fabio Bros -
      Questa serie di giochi ha dei personaggi incredibili e divertentissimi! Lo stile jappo che personalmente preferisco a tutti gli altri...
    1. L'avatar di Boyakki
      Boyakki -
      Pensare che questa fu la prima mia recensione pubblicata ufficialmente su questo sito, ormai ben 3 anni fa! Che ricordi