Ratchet & Clank: Armi di Distruzione - PlayStation 3 | Retrogaming History
Registrati!
  • Ratchet & Clank: Armi di Distruzione

    Ratchet & Clank: Armi di Distruzione

    Per cercare di arginare l’ insoddisfazione inizialmente provata dai vecchi fruitori della Playstation nel periodo iniziale della sua terza incarnazione, provocata da poco oculate scelte di marketing che hanno causato una vittoria iniziale della console Microsoft, la Sony ha dovuto mettersi d’ impegno. Convinta di poter dettare le regole ancor prima di entrare nel mercato delle console a 256-bit, non è comunque stata una buona mossa da parte loro far pagare 600 euro una console e poi tagliare le gambe alla retrocompatibilità: chi ha potuto faticosamente permettersela ha dovuto rinunciare alle perle videoludiche della PS2, dandole in permuta per pochi euro. Almeno, si saranno detti, diamo loro qualche piccolo capolavoro per la 3! Meglio andare sul sicuro, quindi, e la Insomniac non ha affatto deluso, confezionando un prodotto qualitativamente superiore rispetto a quanto visto nel periodo iniziale della terza console casalinga Sony, colmo di azione e umorismo e, soprattutto, adatto davvero a qualsiasi tipologia di giocatore: probabilmente questo è il vero punto di forza della saga, essere da un lato abbordabile e condiscendente verso i più piccoli, ma anche difficile quasi fino all’ esasperazione per chi ha intenzione di prefiggersi l’ agognato 100%! Con molti capitoli alle spalle (quattro su Playstation 2 e due su PSP), l’ appassionato penserà di conoscere ormai ogni cosa sul simpatico duo, eppure questo episodio svelerà diversi misteri, aprendo comunque nuove domande sull’ origine dei protagonisti, in particolare di Ratchet, ultimo esemplare dei Lombax. O almeno così credeva (assieme al co-protagonista Clank, piccolo robot, ovviamente senziente, che ci tornerà utile in molte occasioni). Capita che Percival Tachyon, piccolo e antipatico imperatore, ispirato a Napoleone per la sua non certo ingente altezza, giunga su Metropolis – pianeta in cui inizieremo la nostra avventura, dove abitano i nostri protagonisti – con lo scopo, com’ è ovvio, di ucciderci. Il problema sarà capirne il perché, dato che sfuggirgli non sarà difficile, essendo i primi momenti di gioco. Rispetto agli altri episodi della saga, qui la componente emotiva sarà prevalente (aiutano i milioni di poligoni in più, ottimi per mostrare nel dettaglio ogni espressione dei vari personaggi, tutti estremamente ben caratterizzati), ma sarà l’ azione il fulcro centrale: il sistema di controllo collaudato da anni garantisce la massima esperienza possibile, assicurando per i più esigenti anche diverse forme di controllo nelle quali saremo noi a decidere se preferire la prevalenza dei classici pulsanti sulla destra del Sixaxis o i quattro dorsali. Qualunque sia la scelta, modificabile in qualsiasi momento, state pur certi che la padronanza dei controlli sarà assoluta, così intuitiva che sarà comune modificare l’assetto dei comandi a seconda delle situazioni. Una struttura di gioco tutto sommato semplice ma efficace che si dimostra adatta per ogni occasione: nelle situazioni platform sarà utile osservare bene il percorso muovendo la telecamera con l’ analogico destro, peculiarità sempre a nostra disposizione e davvero utile per avere una chiara idea della zona circostante. Sul fronte dell’azione c’è da rimanere ancor più estasiati: avremo la possibilità di usufruire di decine di armi (tra cui un vortice che potremo muovere col sensore del movimento del pad, che tornerà utile anche in altre situazioni, come quando saremo in caduta libera e dovremo evitare missili e amenità varie ed altro ancora) anche quelle caratterizzate alla perfezione, sebbene suoni strano. Eppure è proprio così, essendo tutto l’ aspetto del gioco quanto di più simile ad un film d’ animazione tridimensionale. Avremo molte armi, avveniristiche, efficaci, ed anche divertentissime da usare, ma soprattutto completamente diverse l’ una dall’ altra, delle quali è meglio non svelare nulla! Piccola novità: gli accessori, che sebbene siano concettualmente simili alle normali armi, potranno contare su un minor numero di munizioni, e più che uccidere i nemici faranno sì che essi si comportino in maniera bizzarra. Oltre al Discotron, che distoglierà la loro attenzione da noi, potremo confonderli in varie maniere, trasformarli… Come negli scorsi episodi, più utilizzeremo le armi e più esse si potenzieranno, ma questa volta abbiamo anche la possibilità di aggiungere ad esse nuove funzioni – più munizioni, maggiore velocità e altre cosucce varie – dai mercanti che troveremo praticamente in ogni pianeta che visiteremo. Ogni pianeta sarà incredibilmente dettagliato e caratterizzato in maniera di essere riconoscibile sin dal primo istante, sia per quanto riguarda la flora e la fauna, sia per le città presenti e i loro abitanti, sempre diversi, ma sempre vivi. Oltre a notare i lussureggianti paesaggi e gli esilaranti o minacciosi nemici, come s’ è detto prima, un altro punto forte del gioco, per quanto riguarda la grafica, è la caratterizzazione dei personaggi, sempre azzeccata: animazioni chiare e fluide da sembrare realmente vive, espressioni e emozioni rappresentate perfettamente si uniscono poi ad un doppiaggio di qualità, con voci facilmente riconoscibili, le stesse di molti anime, film e telefilm in circolazione. Parlando di audio, impossibile non ricordare le ottime musiche scelte per il gioco, originali e azzeccate, non vi verranno mai a noia; ovviamente anche gli effetti sonori sono stati perfettamente curati, e ogni verso, ogni suono, ogni rumore ambientale sarà proprio lì dove ce lo aspetteremo. Saranno completamente differenziati i suoni perfino delle innumerevoli armi che brandiremo. Perfino i peli dei personaggi non saranno mai fuori posto, la caratterizzazione è stata davvero maniacale, e i video sono di altissima qualità. Anche il Capitano Qwark non sarà dimenticato, tronfio e sempre pieno di sé ma restio a combattere gli invasori in prima persona. E i combattimenti contro i boss che ci troveremo ad affrontare saranno, com’ è prevedibile, esaltanti!
    Ma le fasi più impegnative le troveremo anche nelle arene, in cui dovremo affrontare orde di avversari: anche qui, per proseguire non é necessario perderci troppo tempo, ma, per completare davvero il gioco, bisogna cercare di vincerle tutte! E, soprattutto nelle ultime sessioni, pur col nostro smisurato arsenale vinceremo per il rotto della cuffia, sebbene sia tutto troppo ben fatto per risultare frustrante. Già, perché se il gioco venisse in odio dopo breve tempo, non avrebbe riscosso il successo da sempre mietuto dalla serie, invece… si ha sempre voglia di proseguire, anche ben oltre il termine dell’ avventura. Per arrivare al 100% assoluto, con ogni oggetto nascosto, ogni punto abilità ottenuto e ogni arma potenziata al massimo, sono state necessarie oltre sessanta ore, rigiocandolo una mezza dozzina di volte; ovviamente, al termine dell’avventura si potrà ricominciare da capo mantenendo ogni cosa conquistata precedentemente, poiché sarebbe davvero un’ impresa completare il tutto in una volta sola!
    Altro punto di forza sono i momenti in cui non impersoneremo Ratchet. In alcune sezioni dovremo muoverci nei panni di Clank, e nei suoi livelli, come prevedibile, ci saranno meno nemici, ma più enigmi, risolvibili anche tramite l’ utilizzo di alcuni piccoli robot, cui potremo dare diversi ordini. Fortunatamente queste fasi non spezzano affatto il ritmo, anzi, bisognerà prestare anche più attenzione del solito per poter proseguire. Altri momenti in cui non saremo nei panni di Ratchet li vivremo nelle fasi in cui comanderemo la navetta spaziale in alcune zone della galassia. Quattro o cinque sezioni da una ventina di minuti l’ una, ma per scoprirne ogni segreto ci passerete delle ore!
    Proprio nulla è stato lasciato al caso, basta notare i differenti approcci e comportamenti che può tenere un giocatore: se i più piccoli si accontenteranno di una dozzina di ore, proseguendo per i vari scenari senza considerare tutti i vari fattori extra, il giocatore più navigato e determinato impiegherà svariate decine di ore per potenziare al massimo il suo arsenale e ottenere il massimo in ogni ambientazione. In ogni mondo, infatti, v’è qualcosa da scoprire: i Bolt d’ oro, rarissimi e nascosti in anfratti ovviamente difficilissimi da trovare, e i dannatissimi, a seconda dei punti di vista, punti abilità. Se ritrovare i Bolt d’oro dipende dal colpo d’ occhio e dalle nostre esplorazioni, per i punti abilità la questione è diversa. Ad Insomniac l’ idea dei Trofei è in realtà venuta ben prima del loro arrivo col firmware 2.50. E’ dai primissimi episodi della saga su PS2 che questo sistema rischio-ricompensa premia il giocatore: sebbene non si ottengano riconoscimenti da esporre sui vari menu, o nelle bacheche virtuali del nuovo servizio Home, l’ ottenere punti abilità ci darà ben più di qualche soprammobile virtuale; sbloccheremo non solo illustrazioni, ma anche diversi trucchi, alcuni utili, altri semplicemente divertenti.

    COMMENTO FINALE


    "Decisamente, questo episodio ha portato solo delle migliorie, non c’ è nulla di inutile o pesante. Con una giocabilità collaudata e una veste grafica tra le migliori mai viste (60 frame al secondo e zero bug, nessun fastidioso pop-up o aliasing, nonostante sia uscito nel primo anno di vita della console!), questo Ratchet e Clank – Armi di Distruzione si presenta come una conferma: la serie è più viva che mai e gli anni sul groppone hanno fatto solo in modo che ci fosse un miglioramento perpetuo, e ciò sarà sicuramente dimostrato anche nei futuri episodi della saga."

    Stefano "Tiranytar" Torriani





    Altre immagini:



    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Su Ps3 questo gioco della nuova trilogia è divertente, peccato che è l'ultima rappresentante del genere platform