Red Faction: Guerrilla - PlayStation 3 | Retrogaming History
Registrati!
  • Red Faction: Guerrilla

    Red Faction: Guerrilla

    Terzo episodio della serie, questo Guerrilla non tradisce le attese degli acquirenti dei primi due titoli. Usciti su PS2 e convertiti anche su altre piattaforme riscuotendo un buon successo di critica e pubblico per un gameplay, i primi due Red Faction si distinguevano soprattutto per un’azione senza mezzi termini, diventando degli ottimi FPS. Erano infatti inscrivibili nella categoria degli sparatutto e graziati anche da buone componenti multiplayer. Questa volta, passati alla generazione di console successiva, THQ e Volition hanno voluto fare le cose in grande. Ma per davvero. Iniziando con l’obiettivo, raggiunto, di rendere alla completa mercé dei giocatori dieci chilometri quadrati di territorio marziano. Già, in un colpo solo i creatori dei due predecessori hanno voluto rinnovare diverse costanti dei trascorsi Red Faction. Si è passati dalla visuale in prima persona e da livelli più o meno lineari, a degli ambienti molto più vasti di quelli visti in passato, e ad un approccio alla terza persona, tramutando anche il genere stesso della serie. Da sparatutto in prima persona è diventato un free roaming, alla GTA – punto di riferimento per questa tipologia di gioco –, per intenderci, ma anche più originale di quest’ultimo, data la rossa ambientazione, oltretutto completamente distruttibile.

    Questa volta, differentemente dai precedenti titoli, distruggeremo ben più di qualche roccia, anzi, si può ben dire che l’intero concept del gioco sia votato alla più pura distruzione. Diversamente da Fracture, gioco della Lucasarts, potenzialmente interessante, ma minato da piccoli difetti vari e da molta meno distruzione di quanto fosse prospettata, questo Guerrilla ci regalerà davvero degli scenari niente male, che presenteranno città futuristiche o semplici accampamenti, con accanto edifici giganteschi. Il bello è che tutto, ma proprio tutto, sarà deformabile e distruttibile, finalmente in maniera realistica e appagante. In poche ore riusciremo senza problemi a capire contro quale parte di un edificio sia meglio accanirci, riuscendo così a farlo crollare con un limitato dispendio di proiettili. In alternativa, avremo anche svariati mezzi a nostra disposizione, ovviamente piuttosto grossi, nonché utilissimi per far collassare molti tipi di costruzioni. Per radere al suolo i grattacieli, il metodo migliore sarà colpire le mura portanti, per abbattere una torre ci focalizzeremo sui vari supporti, e noteremo piegarsi i vari piani, in completo accordo con le leggi della fisica e della gravità, mai così realistiche ed esaltanti per un free roaming. Lo stesso motore grafico lascia adito a ben pochi dubbi. Già il nome, GeoMod 2.0, fa capire quanta sia la libertà accordataci nel modificare la morfologia del rossiccio pianeta. E si dimostrerà davvero, dato che vedremo su schermo tutta la devastazione che potremo scatenare. Ma attenzione, ci saranno ovviamente esplosioni e macerie fumanti, ma questi effetti grafici sono stati implementati in maniera tale da non coprire affatto ciò che accadrà sotto la coltre di fumo provocata dalle nostre azioni, anzi, potremo gustarci appieno il terribile spettacolo cui daremo vita. L’abilità degli sviluppatori è stata tale da riuscire a rendere il gioco estremamente realistico, ma anche molto divertente. Si scatenerà davvero il distruttore che è in noi, dato che sarà il gioco stesso a chiedercelo. Già, perché anche la trama di questo terzo Red Faction ha la sua dignità, poiché, seppur banalotta e stereotipata, lega efficacemente gli eventi cui il nostro alter-ego digitale si renderà protagonista.

    Nei panni di Alec Mason ci impegneremo ad ostacolare i piani della Earth Defence Force, in precedenza organizzazione ribelle, che voleva liberare il mondo dai despoti della Ultor Corporation (se la Ultor vi ricorda qualcosa, magari una multinazionale senza scrupoli di Saints Row 2, allora avete ragione, d’altronde, gli sviluppatori sono gli stessi), ma ora divenuti fin troppo simili a loro, per scopi e metodi. Quindi, dovremo imbracciare le armi assieme ad altri ribelli per fermare questa EDF, nella speranza che, alla fine del gioco, anche i nostri compagni non si facciano prendere dalla sete di potere, rigettando Marte nel dispotismo. O forse sì, dato che, così facendo, avremmo un quarto Red Faction? Comunque, il modo migliore per indebolire la EDF, oltre che dedicarsi al completamento delle missioni della storia principale (e anche delle missioni secondarie, importanti anche loro), risiede nel distruggere le proprietà della EDF stessa, così da indebolirla, nel prosieguo della storia, in un infiacchimento delle truppe avversarie. E sarà davvero piacevole vedere i segni tangibili del nostro operato, dato che sarà una spinta in più – come se ce ne fosse bisogno! – che inciterà i giocatori a radere al suolo ogni edificio che si troverà sulla nostra strada. Il rischio di una ripetitività di fondo è sempre presente, ma non si tramuterà in una vera mancanza di interesse, grazie non solo all’esaltante distruzione di cui ci renderemo protagonisti, ma anche grazie alla qualità delle missioni, che si dimostreranno abbastanza avvincenti da tenere il giocatore attento fino al termine delle peripezie di Alec, nonché all’armamentario disponibile, che renderà sempre diversi i nostri atti vandalici. Non solo armi, ma anche veicoli, o ibridi. Non potevamo mancare, infatti, enormi creature meccaniche, efficaci nel radere al suolo la gran parte degli edifici semplicemente passandoci attraverso, o saltandoci sopra. La varietà, quindi, non mancherà, e i danni che provocheremo distrarranno la nostra attenzione dal paesaggio marziano, un po’ spoglio senza i centri urbani – quando li butteremo a terra –, ma in grado di rendere una buona atmosfera “aliena”.
    Certo, anche i regolari conflitti a fuoco sono degni di nota, ma questi ultimi sono relativamente più canonici e meno originali. Più che altro, il loro difetto maggiore sarà quello di essere un po’ meno esaltanti rispetto alle nostre opere di distruzione!

    Certo, la modalità Storia non è affatto infinita. In una dozzina di ore si potrà arrivare ai titoli di coda, anche se si potrà allungare l’esperienza di gioco completando che tutte le missioni secondarie e cercando tutti i potenziamenti nascosti in giro nell’ impero dell’EDF. In ogni caso, le varie modalità multiplayer potranno facilmente distrarvi dal proseguimento della trama, sebbene prima sia consigliabile finire un giro nella modalità Storia, per prendere confidenza con la maggior parte delle armi che sfrutteremo nelle partite online, sezione che conterrà diverse sfide molto interessanti da affrontare in rete, o anche solo con gli amici in salotto. Con uno o più amici affianco sarà perfetto affrontare la Squadra Demolizioni, modalità in cui ci si sfiderà ad appiattire quegli inutili grattacieli che vedremo a perdita d’occhio. Niente male davvero, ma è proprio sull’online che si può notare la cura dedicata da Volition e da THQ, dato che, senza lag o bug, l’esperienza di gioco risulterà divertente quanto e più di prima, considerando che si giocherà assieme ad avversari o compagni ancora più intelligenti della pur non certo deficitaria intelligenza artificiale che governa le azioni dei colleghi o dei nemici durante la Storia. Fino a sedici giocatori – e non vi capiterà facilmente di trovare i server vuoti – si potranno affrontare in 125 mappe già pronte per i diversi tipi di deathmatch, o per il classico Re della Collina, denominato qui Controllo dei Danni, in cui bisognerà distruggere tre edifici avversari e costruirci sopra i propri. Ovviamente gli avversari non staranno a guardare. La modalità Demolizione sarà meno banale di quanto possa sembrare dal nome, dato che dovremo difendere un determinato giocatore, il quale si renderà unico responsabile della distruzione degli edifici altrui. Ovviamente, ci converrà tenerlo in vita il più a lungo possibile. In totale ci sono ben sei valide tipologie di scontri online, e meritano tutte di essere provate e non solo per i trofei che se ne ricaveranno, ma proprio perché sono davvero piacevoli e appaganti. Oltretutto, si otterranno dei punti esperienza utili per potenziare il nostro personaggio in vista di scontri futuri, un po’ come visto negli ultimi Call of Duty.

    È innegabile che ci sia anche qualche difetto. Il comparto grafico, per rendere così bene l’apocalisse che scateneremo su di un pianeta sempre più disastrato, deve scendere a patti con alcuni dettagli tecnici, comunque non troppo rilevanti. I nemici saranno molto simili tra loro, e il pianeta in sé non è particolarmente attraente, sebbene renda appieno una sensazione di estraneità. Anche i volti dei personaggi, protagonista compreso, sembrano vittime di una impietosa paresi facciale. Ma non ci si può davvero lamentare troppo, considerando che ci troviamo di fronte ad un mondo realisticamente distruttibile come mai prima d’ora e ad un buon frame-rate, che solo di rado vedremo calare sotto i livelli di guardia. Per quanto riguarda il sonoro, infine, i rumori delle esplosioni che provocheremo, e ancor di più il fragore degli edifici che abbatteremo, sfrutteranno adeguatamente i sistemi surround di cui saranno dotati i giocatori più fortunati (sono dovuto andare da un amico per esserne sicuro), ma anche con un semplice Stereo si udirà tutto perfettamente. Anche il doppiaggio inglese è piuttosto ispirato. Ma sarebbe ingiusto focalizzarsi su difetti che, rapportati alla qualità globale di questo gioco, non influiscono minimamente sul gioco. Ciò su cui ho voluto premere a fondo è il divertimento ricavabile dalla distruzione più totale. Una volta ben compresi i migliori meccanismi per radere al suolo ogni edificio, allora sarà solo un piacere proseguire nella campagna di distruzione. Meno male che lo facciamo per una buona causa, altrimenti la distruzione totale rischierebbe di diventare assuefacente!


    COMMENTO FINALE


    "Consigliato non solo agli amanti di sparatutto in terza persona o free-roaming, ma anche a chi è in cerca di qualcosa di diverso dal solito e che sia divertente ma impegnativo al tempo stesso, per passare qualche settimana di svago senza troppi pensieri."

    Stefano "Tiranytar" Torriani





    Altre immagini: