Dead or Alive Xtreme Beach Volley - Xbox | Retrogaming History
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  • Dead or Alive Xtreme Beach Volley

    Dead or Alive Xtreme Beach Volley

    Se avete sbavato di fronte agli sballonzolamenti delle tette delle combattenti di Dead or Alive, vi siete soffermati sui replay ululando come allupati, cercando ossessivamente l'inquadratura migliore, arrivando addirittura a gestire il pad con una sola mano, così da avere libera l'altra per... parlare al cellulare coi vostri amici (che avevate capito?!) bene: ecco il gioco che fa per voi! Ora, grazie a mamma Tecmo, avrete la possibilità di osservare le suddette ragazze (o sbirciare... o spiare... vabbè, ci siamo capiti) mentre si rilassano su di un'isola paradisiaca, invitate da Zack, il proprietario, dietro l'inganno che proprio lì si sarebbe organizzato un torneo di arti marziali e, armati di una buona dose di pazienza, farle indossare qualche costumino che più "ino" non si può.

    Cari amici maschietti, se siete ancora qui a leggere, vuol dire che come fidati discepoli vorrete seguirmi nella recensione di un titolo cui tutti in un modo o nell'altro hanno voluto spiegarne l'esistenza con mille ragioni, così come noi acquirenti abbiamo avuto le nostre motivazioni per accaparrarcene una copia, che ovviamente trascendevano quelle libidinose... guardiamo in faccia la realtà, sono tutte balle! La verità, ammettiamolo, è che un po’ di voyeurismo ogni tanto non guasta e noi, poveri frustrati, ci gasiamo nello sbirciare le fattezze di queste pupe digitali, così perfette e accondiscendenti. Che poi tanto remissive non sono, vista la loro ottusa ostinazione nel rifiutare quel tanga costatoci ore di sudore (virtuale, of course), eppure eccoci lì ancora più sbavanti nella speranza che la prossima volta si avrà maggior fortuna... in fondo quando le ragazze sono un po’ capricciose, intrigano ancora di più, no?



    Avrete capito che la meccanica di DOAX è semplice, far soldi per comprare item (costumi da bagno e oggettistica varia) da regalare alle combattenti Tecmo e vederglieli indosso durante le varie scenette di cui saranno protagoniste. Per guadagnare bene ed in fretta, il metodo migliore è cimentarsi con la modalità principale, che da il nome al gioco: dopo aver scelto la ragazza da impersonare, dovremo trovarne un'altra con cui fare coppia (o accontentarci di quella di default), e cercare di vincere più partite possibile, durante la permanenza sull'isola di sole due settimane (ogni giorno è diviso in tre blocchi temporali da dedicare ognuno ad una sola attività). In proporzione al punteggio di ciascun match, si otterrà un gruzzoletto più o meno consistente, da investire in doni o tentando la sorte al casinò, accessibile solo a giornata conclusa. Importante è avere bene in mente che ognuna di loro ha i propri gusti e non sarà facile che accetti il nostro pensierino (ingrata!) specie se non rientra nella lista di ciò che adora, se non dopo estenuante corteggiamento a base di regali che appartengono alla sfera dei suoi oggetti preferiti. E, mi spiace darvi questa cocente delusione, praticamente nessuna va matta per i costumi più sgambati, tra l'altro i più costosi del lotto! Tirando le somme, bisogna instaurare un legame con la tipa che ci interessa, regalarle una dozzina di cosucce che le aggradano e forse (sottolineo forse) accetterà anche ciò che non le garba.



    Oltre alla pallavolo ci sono poche altre modalità: una corsa in piscina su dei cuscini galleggianti e, di notte, il citato casinò, tutto qui; non nego di aver passato la maggior parte del tempo proprio lì, data la mia passione per il poker, in questo caso non streap, peccato, ci sarebbe stato proprio a... pennello (nessun doppio senso please!) e questo dovrebbe far riflettere sulla profondità del gameplay. La sensazione che le varie modalità siano solo un divertissement tra una scena e l'altra in cui osservare le ragazze è persistente (mentre dovrebbe essere l'opposto) così come l'impressione di trovarsi di fronte ad una sorta di tech demo, e questo conduce ai due aspetti contrapposti ma complementari di questo prodotto: da un lato l'ottima realizzazione tecnica, a tratti davvero impressionante, con una particolare cura dedicata alle animazioni delle pulzelle (peccato per i capelli poco credibili) e l'eccellente resa della superficie dell'acqua, che deforma con realismo quasi commovente ciò che vi si riflette, dall'altra la discutibile meccanica, esigua al pari dei costumi più striminziti. La modalità beach volley è gradevole per un po’ ma presto salteranno fuori tutte le magagne e vincere ogni incontro diverrà una semplice riproposizione dei soliti schemi d'attacco (quelli più proficui) e una noiosa pratica da ripetere ad libitum per ottenere soldi. Davvero poco per un gioco che si basa, nella parte attiva, praticamente solo su questo. Per carità, ogni tanto qualche partitina ci scapperà, specie se in presenza di amici, perché comunque resta un titolo piacevole e rilassante per qualche minuto ma è davvero questo che si cerca da un videogioco? Ai posteri(ori) l'ardua sentenza!



    Particolare nota di merito va ai brani scelti per la colonna sonora, estivi e vacanzieri quanto basta, anche se il loro stile scanzonato potrebbe dopo un po’ provocare rigetto. Ammetto che non siano certo il mio genere e se mi capitassero in radio li salterei bellamente ma qui sono davvero attinenti all'ambientazione. Tra i nomi coinvolti spiccano le odiose Spice Girls e la carinissima (almeno un tempo) Hilary Duff (ma qui si entra in fattori che trascendono la musica). Per il resto c'è da aggiungere poco altro... solo, ci terrei a ribadire che se il primo impatto è davvero bello (sia tecnicamente che "artisticamente") sulla lunga distanza anche ciò che all'inizio potrebbe essere motivo di esaltazione verrà inevitabilmente a noia. Ci sono tonnellate di prodotti similari in Giappone (un paese che in fatto di gusti in materia videoludica può vantare alti ma anche clamorosi bassi, frutto di una cultura tanto differente dalla nostra) che noi europei abbiamo sempre snobbato senza crucciarcene troppo ma in questo caso l'importazione ufficiale e il discreto successo in fase di vendita sono dovuti... uhm... vediamo un po’... alla semplice presenza delle ragazze in questione?



    DOAX necessita di molto tempo che non tutti sono disposti a dedicargli, specie considerando che l'unico appagamento ottenibile sarà quello visivo. Sta a voi decidere quanto il (video)gioco valga la candela. Un'ultima raccomandazione è d'obbligo: non immedesimatevi troppo nella meccanica e tenete sempre bene a mente che questo è un videogioco... non azzardatevi a riempire la vostra lei di regali solo per presentarvi poi con un pensierino tipo il davvero succinto Venus... oltre ad un probabile rifiuto, rischierete di beccarvi pure un sonoro ceffone (parlo per esperienza diretta...)!

    N.B. E' possibile trovare sul web varie patch per ottenere il nude mode (che ci restituisce le pulzelle come mamma le ha fatte) ma, per quanto "appagante" inizialmente, oltre a spogliare le ragazze dei costumi, fa altrettanto con la dignità del gioco, privandolo di quel minimo di sensualità e attrattiva che in fondo possiede.



    "Da DOAX non ci si deve aspettare null'altro che qualche ora spensierata nel tentativo di ammirare, su locazioni paradisiache, la ragazza di turno indossare il nostro costume preferito (per quanto mi riguarda, Hitomi col mitico Gaia) o magari per ricordare, in un grigio e piovoso pomeriggio invernale, non senza un pizzico di nostalgia, le ultime vacanze estive circondati da bambole da urlo (o almeno, illudendoci fosse così...)."





    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di striderhiryu
      striderhiryu -
      Non ho giocato a questo gioco, l'ho solo visto da un amico...il beach volley non fa molto per me
      Se a qualcuno interessano giochi del genere, non posso che consigliare il meno celebre Rumble Roses per PS2, in cui le avvenenti donzelle se le danno di santa ragione (è un gioco di wrestling, in fondo!). Il top di questo gioco è la lotta nel fango (penso che sia intuibile il motivo!!!!).