Super Mario Sunshine - Gamecube | Retrogaming History
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  • Super Mario Sunshine

    Super Mario Sunshine

    Dopo tante avventure è tempo per Mario di prendersi una vacanza, dopo così tanti salvataggi ecco che, finalmente, il nostro eroe parte per l'isola di Delfinia per godersi sole e mare. Del resto ormai il settore è portato avanti da colossi e multinazionali, che paiono enormi di fronte al piccolo grande idraulico... è tempo di rilassarsi, portandosi in valigia un GameCube con la sua bella maniglia ed attaccarlo alla tv, rigorosamente catodica, del confortevole hotel dell'isola.

    Il contesto storico

    Siamo nel 2002, la casa di Kyoto è appena uscita da un periodo buio, quello del Nintendo 64, che pur essendo una console tecnicamente più performante della sua diretta rivale Saturn, ha dovuto pagare lo scotto della rottura del sodalizio con Sony, dell’utilizzo forzato delle cartucce, del clamoroso abbandono della SquareSoft, del conseguente Boom del nuovo sistema, quella scatolina grigia che ha conquistato tutti. Certo Nintendo un po’ se l’è cercata… osando amoreggiare con una azienda europea come la Philips, a cui chiese di studiare il progetto SNES CD, preferendola alla Sony. L’onore giapponese era ferito e la casa del walkman avrebbe deciso di correre da sola. Per sempre. Da quel Flirt “estivo” con la Philips abbiamo oggi degli episodi spuri di Zelda per il CD-i, unica console non Nintendiana, a parte il debutto di Donkey Kong su Atari 2600, ad avere mai ospitato titoli ambientati nella terra di Hyrule. E’ davvero un peccato che Nintendo e Sony abbiano litigato e siano arrivati a questa accesa rivalità. Come senza dubbio molti sanno, l’idea in potenza di Play Station (con lo spazio), era un lettore di CD Rom da utilizzare sul glorioso Super Nintendo, in atto poi si concretizzò nel progetto PlayStation di Ken Kutaragi che diede vita ad una console indipendente divenuta in pochi anni lo standard “de facto” nel mondo dei videogiochi. Questo fatto contribuì senza dubbio a creare uno zoccolo duro di “Nintendari” fedelissimi alla loro casa che consideravano la console Sony un prodotto per le masse non all’altezza del carisma Nintendo.

    Alla ricerca della purezza, tra simbolismi e frecciatine

    Per tutto il gioco si vede Mario impegnato, letteralmente, a cancellare i simboli iconici della ormai rivale Sony, riconoscibili seppur camuffati da semplici scarabocchi, dai muri della sua splendida isola, sporcata da graffiti disegnati da una sua nemesi malvagia conosciuto come Mario Ombra. La trama di Sunshine è molto semplice ma intrigante, durante la vacanza con Peach sull’isola Delfina, Mario viene accusato di aver sporcato le spiagge e la città, ed è impegnato a dover ripulire tutto. Analizzando questi preamboli narrativi è facile intuire che ci sia una sorta di velato risentimento per il voltafaccia del mercato, e una sorta di auto-proclamazione di alternativa "pura" al gaming di massa, così fortemente voluto altrove. Niente di eclatante, per carità, ma sono piccoli segnali e velatissimi riferimenti che ci fanno capire che qualcosa è cambiato, forse per sempre.

    Lo stravolgimento delle regole di base

    L'isola è stata imbrattata, dunque, e per riuscire in questo compito il nostro eroe viene fornito di uno strano attrezzo spruzza acqua, chiamato Splac 3000, noto anche come FLUDD (Flash Liquidizer Ultra Dousing Service) inventato dal Professor Strambic, già conosciuto in Luigi’s Mansion, primo titolo cubista uscito sul mercato. Con lo Splac 3000 Mario acquisisce nuove mosse, potendolo utilizzare per fluttuare in aria, spruzzare acqua, spiccare salti altissimi, con la versione razzo o correre molto velocemente con la versione turbo. Per il resto le mosse sono le stesse mutuate da Mario 64, con l’esclusione dei pugni. Un cambiamento epocale, quindi, poichè un semplice strumento indossabile porta Mario ad avere, di fatto, nuovi poteri ed apre possibilità di gameplay completamente nuove, rispetto alla semplicità ed immediatezza delle opere precedenti, soprattutto rispetto al diretto predecessore, quel Super Mario 64, ormai fin troppo ingombrante, e che sarebbe sembrato irraggiungibile da qualunque seguito. La scelta di Nintendo è coraggiosa, bisogna ammetterlo. Mentre tutti aspettavano il fantomatico "Mario 128", che altro non sarebbe stato che una sorta di seguito diretto e potenziato del titolo di punta del Nintendo 64, propone un gioco coraggioso, capace di rompere gli schemi e proporre soluzioni di gameplay assolutamente nuove e fresche.



    Ricordi d'infanzia di spiagge lontane e riflessioni filosofiche sul proprio essere

    In una intervista Miyamoto San ha dichiarato che l’idea dello spruzzatore gli è venuta vedendo il pad del Gamecube, i cui tasti dorsali gli sembravano proprio quelli che utilizzati sulle pistole che spruzzano l’acqua sulle spiagge d’estate. Potremmo intravedere molto simbolismo nell’ossessione di Nintendo nel voler ripulire tutta l’isola, quasi una velata critica alla Sony, come abbiamo già notato, che ha voluto sporcare la semplicità e purezza del mondo dei videogiochi per renderli un mercato di massa e inondare il tutto con migliaia di titoli per accontentare tutti… L’isola può essere dunque vista come metafora dell’isolamento della Nintendo stessa ancorata alle sue idee e abbandonata da tutte le terze parti che sono subito salite sul carrozzone del vincitore Sony, ma queste sono solo inutili speculazioni. La verità è che, qualunque sia la sua genesi abbiamo un titolo semplicemente splendido, rilassante, accattivante e indimenticabile, non certo perfetto ma senza dubbio unico. Il gameplay del titolo è molto semplice e allo stesso tempo coinvolgente, basta pochissimo per imparare tutte le azioni possibili e il pad diventa presto una estensione naturale del nostro cervello, ci ritroveremo a fare acrobazie sempre più impossibili e scaleremo altezze vertiginose pur di vedere il panorama completo del mondo. Zoom ravvicinati per scoprire punti importanti, continui cambi di visuale, con la telecamera pilotata dal giocatore, fanno parte del divertimento, la libertà di inquadratura è totale, Nintendo ci lascia liberi di decidere sempre quale sia il punto di vista migliore o, semplicemente, il nostro preferito.



    La sindrome del completista

    Lo scopo del gioco, come in molti altri platform 3D, del resto,non è finire il gioco in se, possibile anche completando il minimo di missioni, ma raccogliere tutti i bonus possibili, trovare tutto il trovabile e collezionare Monete Blu e Soli Custodi… e se siete tra i numerosissimi fans di Super Smash Bros Melee occhio… c’e’ un trofeo nascosto collegato a questo gioco, non vi svelerò come si sblocca ma solo il suo numero, il 291. La longevità del titolo si potrebbe definire medio - alta, se da un lato i 7 mondi sono pochi, le missioni al loro interno sono varie ma non troppo, i segreti però abbondano, molti Soli Custodi sono facilissimi da trovare, altri davvero difficili, per trovare tutto bisognerà sperimentare e spruzzare ogni cosa presente e finire il gioco con 120 soli custodi sarà veramente un' impresa titanica.

    Quel che resta di Mario 128!

    Una citazione a parte meritano i livelli cosiddetti “classic” nei quali Mario Ombra ruba lo spruzzino a Mario e si torna ad agire da Platform puro su piattaforme impossibili per la gioia dei giocatori hardcore. La critica spesso ha ravvisato in Mario 128, il primo progetto di seguito diretto di Mario 64, l’origine di questi livelli, che sarebbero tutto ciò che resta del progetto. I Nemici ed amici “mariani” sono sempre gli stessi, ma con molti personaggi nuovi o varianti dell’immaginario classico miyamotiano: categnacci infuocati nel villaggio delle palme o il graditissimo ritorno di Yoshi, con la musica remixata quando lo si cavalca, come nell’indimenticato Super Mario World. I simpaticissimi Palmensi, con le loro buffe movenze e i loro siparietti divertentissimi, come quelli che nuotano con la paperella nel mondo del porto. L’umorismo del titolo è altissimo, incluse le traduzioni bambinesche dei nomi dei personaggi, autoironia e gusto per la citazione sono una delle cose per cui vale davvero la pena vivere quest’avventura balneare.



    Romanticismo concettuale e clima vacanziero

    Uno dei “potenziamenti” di Mario ottenibili, ad esempio, è una camicia hawaiana con occhiali da sole, ovviamente inutile per progredire nell’avventura ma imperdibile per i fan dell'idraulico. Graficamente siamo a livelli di assoluta eccellenza… l’acqua che si vede nel Gamecube è incredibilmente vera e fluida, come in The Legend of Zelda: The Wind Waker e Waverace, anch'essi titoli ispirati, in qualche modo alle vacanze estive, sembra davvero poter uscire dallo schermo e allagare tutto! I colori dei tramonti nel livello Sabbie Rosse, tanto per fare un esempio, è una delle cose più romantiche mai viste. Le scelte cromatiche sono spesso stupefacenti e la cura per i particolari è sempre molto alta.

    Il re dei platform è tornato, la concorrenza è pronta a tremare!

    Tecnicamente siamo sui 30 fps fissi, senza pop up, e c’è un livello di interazione tra Mario e tutto il resto che eleva il gioco molto al di sopra di tutti i suoi concorrenti. Mario, ancora una volta, si dimostra il re del genere da egli portato avanti, da sempre con fierezza e canonizzato, nei primi anni 80 dall'indimenticabile Pitfall, opera seminale di David Crane pubblicata da Activision. Simpaticissime le vocine di Super Mario, doppiato da Charles Martinet , il suo “Mamma mia!” vi perseguiterà quando perderete tonnellate di vite nei livelli “classic”. Buone quelle di tutti gli personaggi, che parlano un buon inglese, manca purtroppo il doppiaggio in italiano, anche se molti nomi in originale nel gioco sono in italiano.

    Piccoli difetti del titolo possono essere esclusivamente la poca varietà di alcuni livelli, del resto siamo su un’isola e le spiagge, bene o male, sono tutte simili, e la leggera ripetitività delle musiche, un poco sottotono rispetto ai motivetti cult dei giochi precedenti, ma del resto siamo in vacanza e la musica “da spiaggia” ha una sua precisa motivazione. Piccolissime mancanze superabilissime dall’amore incondizionato che ogni nintendaro ha per il nostro eroe baffuto. Eppure quelle spiagge così uniche vi resteranno nel cuore, come luoghi visitati insieme a un vecchio amore perduto, e in cui tornerete spesso, spessissimo, per ritrovare le sensazioni perdute che il tempo, inclemente, cerca di cancellare ma che sono indelebili come un tatuaggio nel vostro cuore. Mario Sunshine è purezza concettuale e perfezionismo di genere, ma allo stesso tempo composizione romantica ed indimenticabile. Amore puro e semplice per un genere che oggi, pian piano, si sta perdendo.

    La prova del tempo

    Rispetto a capitoli della saga più blasonati Super Mario Sunshine ha avuto meno successo, certo manca nel titolo l’effetto sorpresa di Super Mario 64, che ebbe l’onore di darci un primo approccio al 3D, rispetto ai mondi perfettamente bidimensionali dell’epoca a 16 bit, ma purtroppo è il genere stesso, il Platform, ad essere un poco decaduto in questi anni, solamente le saghe di Rayman, Sonic, Spyro e pochi altri tengono alto il buon nome di uno dei generi più importanti nella generazione precedente. In definitiva dobbiamo rendere ancora una volta grazie, sua giocabilità Shigeru Miyamoto e il suo staff si confermano come sempre i profeti di un mondo nuovo. Un mondo di perfezione, cura, dedizione e passione che pochissimi altri produttori raggiungono. Giocandolo oggi il titolo è ancora fresco e coinvolgente come allora, capace di emozionare in ogni piccolo angolo con le trovate più divertenti e bizzarre. La “differenza Nintendo” in fondo è solo questo, l’amore che mettono nelle loro produzioni.

    COMMENTO FINALE


    "Un titolo che resta nel cuore di chi lo gioca, lontano dalle atmosfere di Super Mario 64, pur condividendone molte dinamiche e azioni tipiche. Quello che salta all’occhio è l’utilizzo dello Splac 3000, lo strano attrezzo che rende Sunshine meno platform puro e più avventura. Il gameplay, meno classico e mariano di quello che ci si aspetterebbe, è veramente buono, accompagnato da una giocabilità complessa ma allo stesso tempo immediata. L’atmosfera di rilassamento balneare e il design di alcuni mondi molto sperimentale, come ad esempio la baia dei Noki, ne fanno un titolo atipico ma indimenticabile."





    Commenti 6 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Che bel gioco, questo mi spingerà a recuperare il Gamecube
    1. L'avatar di Alerage
      Alerage -
      Citazione Originariamente Scritto da Robbey Visualizza Messaggio
      Che bel gioco, questo mi spingerà a recuperare il Gamecube
      te lo consiglio con tutto il cuore, dei miei amici me lo hanno regalato questo anno per il mio compleano e fino ad ora non me ne sto pentendo per niente; longevo, divertente, fantasioso e difficile.
    1. L'avatar di Super Fabio Bros
      Super Fabio Bros -
      Proprio in questi giorni giunge il decennale del gioco, è infatti uscito il 19 Luglio 2002 in Giappone, ed è diventato da subito il classico titolo da riproporre ogni estate. Peccato sia stato il meno venduto della saga, con soli 5.5 milioni di pezzi, forse troppo sperimentale e quindi poco compreso dal pubblico, ma anche indirettamente coinvolto nell'insuccesso di GameCube, oscurato da PlayStation2 che nel decennio scorso ha avuto un vero monopolio del settore console.
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Questo è un titolo che prima o poi dovrò recuperare per giocarlo con il mio Wii... e un pad "GameCube compatible"
    1. L'avatar di Super Fabio Bros
      Super Fabio Bros -
      Un grande classico dell'estate da giocare e rigiocare ogni sera dopo una serata al mare!
    1. L'avatar di Super Fabio Bros
      Super Fabio Bros -
      update della recensione con nuova formattazione