Mario Bros-Nes | Retrogaming History
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  • Mario Bros.

    Mario Bros.

    Oggi Mario è una delle icone indiscusse del videogaming ed ha assunto col tempo il ruolo che Mickey Mouse ha nei fumetti, personaggio divertente e versatile che si presta ad essere utilizzato in svariati contesti ludici, anche troppi diranno i detrattori, visto lo sfruttamento intensivo fatto da Nintendo della sua icona simbolo. Il genere in cui Mario rende al meglio resta comunque il platform puro ed oggi torniamo indietro nel tempo e riscopriamo le origini della saga. Quando i giochi erano ancora a schermata fissa c’erano già problemi di perdite d’acqua. Per favore chiamate un idraulico....

    Premiata ditta Mario Brothers, idraulici in New York fin dal 1983

    Nel lontano 1981 Jumpman aveva fatto il suo debutto nel leggendario gioco arcade Donkey Kong, allora non aveva ancora un nome vero e proprio, e a quanto pare non era nemmeno idraulico ma falegname. Le origini italiane erano chiarissime…grassottello, salopette, baffi neri, mancava solo il mandolino. Eppure dopo anni il suo creatore ha raccontato che il vestito era fatto apposta per far risaltare le braccia, i baffi per disegnare meglio il viso e il cappellino tanto famoso per evitare di disegnare i capelli, allora molto difficili da realizzare.
    Una icona indiscussa dei videogiochi nata per caso? A quanto pare si. Ma a volte il destino decide da solo quello che deve succedere. Gira anche su Lara Croft un aneddoto simile, il suo creatore, Toby Gard, gonfiò per sbaglio le tette in maniera esagerata (si potrà dire Tette su RetrogamingHistory.com??) un suo collega passò di lì e disse, questo personaggio farà strada, ridendo.
    A volte la casualità guida il destino, cosa sarebbe successo se non fossimo entrati per la prima volta nel posto dove poi abbiamo conosciuto la ragazza di cui ci siamo innamorati?
    Due anni dopo Jumpman è diventato talmente celebre da oscurare lo scimmione e merita un gioco per conto suo, stava per nascere Mario Bros. La leggenda dice che per il nome di Mario si siano ispirati a Mario Segali, il proprietario (di origini italiane) dello stabile dove allora aveva sede la Nintendo of America, creata nel 1980 per distribuire negli states i loro primi cabinati Sheriff e Space Fever.
    Da falegname ad esperto di riparazioni, nel 1981 Mario cambia improvvisamente mestiere ed ottiene un titolo tutto suo, coinvolgendo nella ditta anche suo fratello Luigi, preso come lavorante della Mario Bros. Inc grazie alle sue doti atletiche che gli permettono di saltare di tubo in tubo ed affrontare le tartarughe e gli altri bizzarri esseri che infestano i tubi del sottosuolo newyorkese.

    Correre e saltare di continuo, le basi di un gameplay universale

    Semplicità è la parola chiave di questo frenetico arcade. Mario, ormai etichettato come idraulico dalla Nintendo, ha il compito di liberare i tubi da tutte le tartarughine moleste, che diventeranno il tormentone della serie.
    Il concetto di Jump & Run nasce forse altrove, ma cresce con questo titolo. Pur essendo ancora a schermate fisse e non a scorrimento, l’azione è frenetica. Saltare e correre sempre e comunque. Nessuna tregua. Nessun tempo morto. Azione immediata e gratificante, questo è quello che il geniale titolo offre a piene mani. Mario deve saltare sui nemici più volte, e dopo averli tramortiti può finalmente eliminarli. Spesso le tartarughe diventeranno più aggressive, si genereranno fuochi fatui e sarà necessaria molta destrezza per districarsi sulle piattaforme, sempre fisse in ogni livello.
    Il livello di difficoltà è crescente, la velocità maggiore dell’azione e l’introduzione di nemici sempre più agguerriti metteranno la nostra pazienza a dura prova. Uno dei nemici, ad esempio, ha la possibilità di rendere ghiacciato e scivolosissimo il terreno di gioco e le piattaforme, rendendo vano ogni tentativo di fare un movimento preciso. Diventerà fondamentale, specie nei livelli più avanzati, sfruttare al momento giusto il blocco POW, premendo il quale i nemici si ritroveranno tutti colpiti per qualche secondo, il blocco è una introduzione “salva-vita” regalata da Nintendo per alleviare la difficoltà, che spesso diventa molto alta e mette alla prova i riflessi del giocatore. Per padroneggiare il titolo, infatti, dovremo allenarci molto per fare salti millimetrici e correre da un punto all’altro dello schermo, finché non avremo tolto di mezzo tutti gli avversari. All'epoca dell'uscita del gioco quasi nessuno conosceva il suo autore, Shigeru Miyamoto, divenuto oggi invece uno dei nomi più noti dell'intera industria dei videogiochi.


    Aspettando il regno dei funghi

    Il comparto audiovisivo è ancora acerbo eppure contiene in potenza molti degli elementi che si concretizzeranno nella successiva trilogia classica di Super Mario Bros, di cui questo gioco può essere con tutti i diritti considerato una sorta di capitolo zero. Visivamente MB è simile ad altri classici del periodo, inserendosi nel filone dei giochi dalla grafica carina come Bubble Bobble della Taito, Bomb Jack della Tehkan o Popeye della stessa Nintendo. Lo sfondo è rigorosamente nero e questo permette di concentrarsi totalmente sulla grafica delle piattaforme e dei nemici. Essenzialità e rigore concettuale, azione e purezza di gameplay prima che stupore grafico, del resto sono ancora lontani i tempi in cui, sul finire degli anni 80 la grafica ha spesso il sopravvento sulla giocabilità, rovinando alcuni pur interessanti titoli di fine decennio.
    Moltissime delle caratteristiche mariesche nascono con questo gioco, lo stesso Luigi fa qui il suo debutto ufficiale. Siamo davvero alle origini, ma la magia Nintendo in embrione è già presente. Tartarughine, salti, monete, tubi verdi. Le idee di fondo sono quelle che poi sfoceranno nel platform a scorrimento noto a tutti come Super Mario Bros.
    Il sonoro è essenziale ma intrigante, orecchiabilissima la musichetta del title screen, ogni effetto speciale è adatto all’azione, del resto siamo in un periodo, la prima metà degli anni 80, in cui i giochi sono ancora spesso basati su uno schermo fisso, un’idea di fondo e la parte "auditiva" è solo funzionale a ciò che accade agli sprite presenti sullo schermo.

    Mario & Luigi, impresa collaborativa

    Non manca nel gioco un pur acerbo multiplayer che si rivela molto intrigante. La possibilità di giocare in due persone, impersonando ognuno uno dei due Bros è intrigante e si rivela una marcia in più per il già giocabilissimo titolo. La longevità si attesta su ottimi livelli per l’epoca anche se, per forza di cose, la varietà non è il suo punto di forza, del resto chi si è mai lamentato dei duecentocinquantasei labirinti tutti identici di Pac-Man? Siamo qui per giocare ed il titolo ci sfida a ripulire gli stages magari col punteggio più alto possibile... chi lo otterrà tra i due fratelli?



    In tempi di crisi meglio fare l'idraulico che l'impiegato

    Mario & Luigi dunque si sono messi in proprio e, dopo aver abbandonato il cantiere edile dove Mario "ex Jumpman" ha sfidato l'ingmbrante scimmione Donkey Kong, adesso girano per New York sul loro furgoncino in cerca di ingaggi e riparazioni di tubature. L'impresa Mario Brothers Inc. nasce nel videogame per scherzo ma è specchio di una situazione che ha alcuni riscontri nella realtà... Il contesto in cui il gioco debutta è quello della grande Crisi dei videogiochi del 1983. All'inizio degli anni 80, infatti, dopo la disastrosa gestione della leggendaria Atari da parte di Warner e dei suoi nuovi dirigenti, che pensano solo a massimizzare i profitti e distruggono del tutto l’ambiente di libertà e creatività che da sempre si registrava negli uffici della società. Nolan Bushnell, aveva infatti venduto l’Atari, ma con la nuova gestione escono nei negozi moltissimi titoli per nulla curati che saturano il mercato e rendono i consumatori diffidenti. Ormai orfana del suo creatore, tutto sembrava perduto… ma lo sbarco dell’ 8 bit NES salverà l’intero mercato videoludico, che responsabilità per un idraulico! Nintendo ha deciso di puntare sulla qualità, inventando il famoso bollino "seal of quality" (per molti tradito poi da Nintendo stessa all'epoca dei casual games) e mettendosi "in proprio" con una console proprietaria, ovvero il NES, esattamente come hanno fatto nella fantasia i due idraulici...

    Una lunga carriera videoludica

    Considerando la lunga evoluzione della saga, che passa per gli immortali tre capitoli di Super Mario Bros per NES, le loro evoluzioni a 16 bit Super Mario World e Yoshi’s Island, finendo coi tre capitoli tridimensionali Mario 64, Sunshine e l’incredibile Galaxy possiamo dire che il signor Mario Mario, spesso supportato da suo fratello Luigi Mario, ha fatto scuola sia nel platform 2D che in quello 3D rappresentandone sempre e comunque la pietra miliare e il punto di paragone assoluto. Una partita a Mario Bros. non si rifiuta mai, e già questo è sinonimo della sua grandezza artistica e del suo inestimabile valore ludico.



    Reperibilità ed altre versioni

    Per quanto riguarda la sua reperibilità, la cartuccia originale per il NES è estremamente rara, ed in una recente asta di ebay il gioco, completo di scatola e libretto, in ottime condizioni, è arrivato all'altissima cifra di ben 350 Euro! Un modo come un altro per evidenziarne il suo valore... Nintendo ha comunque reso disponibile il titolo per il suo catalogo Virtual Console sul Wii dove il gioco è scaricabile per soli cinque euro. All’epoca dell'uscita del titolo sul mercato la grande N non aveva ancora deciso di tenere i suoi giochi in esclusiva e sviluppava anche per altre macchine, quindi si possono trovare conversioni di Mario Bros per i sistemi più diversi, dall' Apple 2 fino ai più celebri home computer, Amstrad CPC, Spectrum e Commodore 64. Dato il rapporto privilegiato con Atari, distributore ufficiale dei primi prodotti Nintendo per tutti i sistemi sul mercato, Mario Bros compare su tutte le macchine Atari dell’epoca (2600, 5200, 7800). Di Mario Bros esiste anche un Game & Watch a due schermi, ma è basato su un gameplay totalmente diverso, ambientato in una fabbrica, in cui i due fratelli devono confezionare pacchettini e gestire dei nastri trasportatori. MB è inoltre presente nelle riedizioni per GBA dei classici 2D della serie Super, oltre che nello stesso Super Mario Bros 3 per NES. Una chicca molto interessante è la versione per Game Boy Advance della serie NES Classic, collana che ripropone i migliori titoli dell'immortale 8 bit nella loro forma pura ed in versione portatile.



    La prova del tempo

    La fama dell’arcade è cresciuta col tempo, ma già all’uscita era popolarissimo al pari di mostri sacri come Asteroids o lo stesso DK. Mario Bros però ha sempre avuto una marcia in più, e certo ha retto al passare del tempo grazie al suo status di gioco cult. Provate a giocarlo adesso e vedrete che dal 1983 non ha perso un briciolo del suo carisma, lo smalto lucente di cui è ricoperto il titolo è ancora tutto li, ipnotico oppure, come direbbero gli inglesi “addittivo” … e sono passati oltre 25 anni! Mario Bros è un gioco che riesce ad appassionare oggi come all'epoca della sua uscita. Ottimo rappresentante del genere "piattaforma a schermo fisso" è tra i migliori titoli del genere su NES, insieme al suo predecessore Donkey Kong, dove l'idraulico ha debuttato. Un gameplay semplicissimo ed immediato, capace di dare adrenalina e privo di punti morti. Se siete appassionati di retrogaming, ed il fatto che leggiate RH lo fa supporre, non potete esimervi dal conoscerlo e giocarlo! Un grande classico ludicamente ancora molto valido.



    "Pur non essendo il gioco di debutto dell’idraulico è quello in cui Mario diventa protagonista assoluto. Come si può già intuire dal titolo però è presente anche il fratello Luigi, qui al suo debutto. Il gameplay è immediato e frenetico e la giocabilità altissima. Il titolo rende molto bene in singolo ma da il suo massimo nel multiplayer, nel quale si possono utilizzare entrambi i fratelli in maniera competitiva. In Mario Bros. sono presenti in modo embrionale molti degli elementi che saranno caratteristici della serie. Un gioco immortale che regala ancora molte soddisfazioni."





    Commenti 3 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Bellino, lo devo recuperare
    1. L'avatar di Amy-Mor
      Amy-Mor -
      Questo episodio di MarioBros l'ho giocato su Atari2600, ricordo che era anche "abbastanza" carino...
    1. L'avatar di Super Fabio Bros
      Super Fabio Bros -
      La versione Atari 2600 ha alcune differenze con quella NES e ovviamente col Coin-Op. Presto arriverà la rece di Mario Bros. 2600