Puzznic-Arcade | Retrogaming History
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    Puzznic

    Ok ammettiamolo: a Puzznic ci giocavamo, tutti, solo per la presenza delle donnine nude. Che poi a ben vedere queste giapponesine non erano nemmeno particolarmente avvenenti, ma dovevamo accontentarci di ciò che passava il convento (in questo caso la sala giochi) e il titolo Taito ai tempi godeva di una diffusione capillare; questo tralasciando che all'epoca, specie per chi appena adolescente, bastasse sbirciare una tetta per andare in estasi.
    Già che siamo in tema di confessioni, alzi la mano chi non rimase deluso dalla mancanza delle suddette signorine nelle conversioni per home computer: il fatto che tali porting fossero ben realizzati, era un dettaglio che passava decisamente in secondo piano. La transizione con disarmante noncuranza da uno stage all'altro previo anonima scritta, saltando bellamente la guadagnata remunerazione visivo/libidinosa, sembrava un affronto da parte della Ocean, uno sgarro bello e buono.
    Assodata la preclusione di poter godere delle amate geishe nell'intimità della nostra cameretta, non restava che andare in sala a condividerle con tutti. O, per i più puritani, limitarsi a buttare un'occhiata fugace alle partite altrui, tanto lo scopo sarebbe stato ugualmente raggiunto.



    Tuttavia proprio le versioni casalinghe avrebbero aiutato a rivalutare quella arcade: un plauso, nonostante tutto, andava fatto alla Ocean, benché immeritato, non essendo la riabilitazione artistica del videogame Taito nelle intenzioni della software house. Eliminando le schermate hard e "spogliando il gioco delle ragazze spogliate", si era obbligati a confrontarsi col solo puzzle, scoprendo, caspiterina, che non era proprio niente male, tutt'altro.
    E così le mosse effettuate con inerzia, solo per gustarsi un pezzo di slip, si scoprivano essere regolate da una logica tanto semplice quanto intrigante. Il gameplay era basilare, eliminare tutti i simboli presenti nella schermata, accoppiandone due o più identici, potendoli spostare solo orizzontalmente, con un occhio di riguardo alla forza di gravità (evitando cioè di farli irrimediabilmente cadere). Per fortuna si poteva usufruire di particolari blocchi mobili per raggiungere zone altrimenti inaccessibili, e tali features rendevano ogni quadro (eccezion fatta per i primi, di riscaldamento) una sfida intrigante, cui dedicare la giusta dose di spirito d'osservazione.
    Ogni stage aveva la sua brava risoluzione, memorizzata la quale diveniva pura formalità superarlo, però la disposizione a ventaglio dei livelli garantiva una certa eterogeneità e, in ogni caso, l'azione piacevole permetteva di riaffrontare quelli già assimilati senza eccessivi sbadigli o qualsivoglia noia. Contemplata l'opzione “retry” per ricominciare qualora si fosse commesso un errore, e il tempo limitato aggiungeva un pizzico di brio al gameplay.



    Ciò detto, c'è ben poco da fare, il mio tentativo di regalare a questo puzzle la dignità di cui non ha mai realmente goduto, probabilmente è una lotta contro i mulini a vento, e va ad infrangersi qualora si chieda oggi ad un adolescente dell'epoca di descrivere Puzznic: citerà la presenza delle donnine nude nella versione da sala e l'assenza in quelle home, poche ciance. Già, a volte il mondo videoludico sa essere parecchio ingiusto.
    Ma fosse anche solo per le mediocri pics digitalizzate ritraenti le fanciulle di cui sopra, Puzznic ha il merito di essersi ritagliato un posticino nel nostro cuore di retrogiocatori e, in fondo, chissenefrega del reale motivo, tanto basta a ricordarlo con affetto.



    "Non è sicuramente un puzzle da tramandare ai posteri perché titolare di una meccanica geniale, men che meno delle donne più sexy di sempre, ma il periodo della sua uscita, coincidente con quello della pubertà di molti videogiocatori odierni, fa sì che a Puzznic noi retrogamers siamo in un modo o nell'altro un po' tutti legati... e in ogni caso è un bel gioco, eh?"

    Giuseppe "Epikall" Di Lauro





    Commenti 4 Commenti
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Il gioco sembrava divertente, ma attesi la versione Amiga per provarlo. Troppa audacia inserire il gettone nella sala giochi, circondato da ragazzi conosciuti e mamme che passeggiavano nella strada di lì a due metri. E tutto per mezzi nudi pixellosi...

      Proprio simpatica la recensione, il gioco poi m'è piaciuto. Ma è vero: inutile negarlo, per quanto divertente il concept, ce lo ricorderemo sempre e solo per l'erotismo. E va bene così.
    1. L'avatar di Amy-Mor
      Amy-Mor -
      Wow!
      Non conoscevo x niente questo videogioco, tantomeno la versione Amiga che, grazie alla rece di Epik, ora potrò ripescare. Peccato manchino le donnine nude...pazienza.
    1. L'avatar di Epikall
      Epikall -
      Citazione Originariamente Scritto da Amy-Mor Visualizza Messaggio
      Wow!
      Non conoscevo x niente questo videogioco, tantomeno la versione Amiga che, grazie alla rece di Epik, ora potrò ripescare. Peccato manchino le donnine nude...pazienza.
      Ricordo una divertentissima rece su TGM in cui tutti i redattori erano lì accatastati vicino al monitor a sbavare in attesa del completamento del primo livello... con susseguente delusione generale!
      In effetti all'epoca Puzznic era IL videogame "hard" per eccellenza
    1. L'avatar di Amy-Mor
      Amy-Mor -
      Citazione Originariamente Scritto da Epikall Visualizza Messaggio
      Ricordo una divertentissima rece su TGM in cui tutti i redattori erano lì accatastati vicino al monitor a sbavare in attesa del completamento del primo livello... con susseguente delusione generale!
      In effetti all'epoca Puzznic era IL videogame "hard" per eccellenza
      AHAHAHAHAH! Immagino