FRIDAY the 13th | Retrogaming History
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  • Friday the 13th

    Friday the 13th

    Nel rispolverarlo, più che paura, questo Friday the 13th, trasposizione del film horror omonimo (Venerdì 13 in Italia), mi ha fatto tenerezza. Ai tempi della sua uscita, se alla ricerca di emozioni forti, ero solito dedicare un po' di tempo a questo videogame, e tanto bastava a crearmi un certo disagio infantile. Oggi che di survival ce ne sono a bizzeffe, sia espliciti che psicologici, riaffrontare tale giochino, rivivendo la storia di questa allegra comitiva, vittima ignara di un maniaco omicida (il mitico Jason) non può che farmi sorridere, riflettendo su come, ai tempi, bastasse un nonnulla per colpire la mia immaginazione, evidentemente più fervida e ricettiva di adesso.

    Il gameplay è basilare: si dovrà impersonare a turno uno dei dieci giovani del gruppetto e perlustrare le diverse locazioni alla ricerca dell'assassino, che nel frattempo, agendo per conto proprio, ammazzerà tutti coloro che gli capiteranno a tiro. Il killer non è uno sprovveduto e infatti spesso assumerà le sembianze di uno dei ragazzi, magari di quello appena fatto fuori. In tal caso una fugace occhiata al menù sottostante, in cui vengono indicati quelli ancora in vita, è sufficiente ad identificarne le mentite spoglie, ma è anche possibile incontrarlo col suo aspetto reale, completamente vestito di nero. In ogni caso, via il dente via il dolore, la tattica migliore è quella di recuperare un'arma tra quelle reperibili, e con essa colpire una sola volta i vari personaggi in cui ci si imbatterà: qualora si becchi proprio Jason, il suo camuffamento verrà sgamato, e non resterà che continuare a randellarlo fino alla morte. Che durerà il tempo di ripartire con un altro ragazzo.



    La grafica è poco curata: blocchettosa, spoglia, le stanze e il relativo mobilio hanno proporzioni decisamente inverosimili e i personaggi sono praticamente identici tra loro... fortuna che almeno Jason sia ben identificabile dal suo vestiario scuro o sarebbero guai. Le armi sono in discreto numero ma, a distanza di anni, devo ancora capire l'esatta natura di alcune. D'altronde, un misero segmento bianco può rappresentare qualunque cosa. Ma ce n'è una che è un mistero più dell'identità stessa del killer mascherato: rimanda ad un incrocio tra un teschio di bue e un'enorme chiave bianca... se proprio dovessi sbilanciarmi, opterei per una motosega ma senza metterci la mano sul fuoco. Tuttavia, è innegabile che le locazioni almeno concettualmente siano azzeccate, anche grazie ad un'ottima colonna sonora, non per la qualità intrinseca, invero mediocre, quanto per gli evocativi brani scelti che ben si sposano alle ambientazioni, pur con un risultato involontariamente comico nel caso della stalla con in sottofondo "nella vecchia fattoria"! Le restanti musiche, temi classici come la pluriabusata "toccata e fuga" di Bach, fanno tornare il soundtrack sui giusti binari. Menzione d'onore per l'effetto sonoro dell'urlo qualora uno dei ragazzi muoia, ai tempi faceva una certa impressione. Qualche bug di troppo (tipo i personaggi che saltuariamente si fermano apparentemente colti da contemplazione mistica, si incastrano nello scenario, o risorgono magicamente per alcuni istanti qualora si infierisca sul loro cadavere) completano un comparto tecnico piuttosto deficitario.



    Come anticipato, lo scopo di questo tie-in sarà ammazzare Jason prima che uccida tutti, noi compresi. Ergo il gioco finirà unicamente in caso di nostro decesso. Già, perché, pur uccidendo tutti gli altri, l'importante è che in vita rimanga il protagonista... alla faccia della solidarietà! L'unico vantaggio nel salvare o meno i compagni sarà nell'ottenimento di punti bonus, che si moltiplicano in base al numero di sopravvissuti. Questo porta al paradosso, potendo, per semplificare al massimo le cose, imbracciare l'ascia (arma che, pur esponendo ai colpi avversari, provoca parecchi danni), squartare chiunque capiti a tiro fino ad incappare per esclusione nel maniaco (e dopo una tale mattanza, non so a chi dei due spetti tale appellativo): assurdo! Inoltre, lascia perplessi, ad inizio partita, la descrizione caratteriale dedicata di volta in volta al protagonista di turno, quasi ad identificarlo in un contesto psico-attitudinale. Forse si voleva ricreare una forma di affezione verso i ragazzi, così da inculcare in seguito l'idea ronzante che in quella schiera di amici possa celarsi un'anima malvagia. Ma l'interazione con gli altri semplicemente non esiste, visto che si limitano ad andare in giro per conto loro, apparentemente (e praticamente) privi di una qualsivoglia forma di personalità, come lobotomizzati. Avrei capito se si trattasse di un'avventura, ma in un titolo come questo tale implementazione appare una forzatura, un ridicolo e maldestro tentativo di donare illusorio spessore ad un gameplay più sottile di un foglio di carta.



    I problemi in questo Friday the 13th si sprecano. L'idea di base è interessante, specie rapportata al periodo, un seminale survival alla ricerca del killer che sta seminando il terrore in una giovane comitiva, un Clock Tower allo stadio embrionale. Ma, alla fine, il tutto è riconducibile ad un monotono giochino di combattimento, nemmeno particolarmente divertente o impegnativo: una volta scovato il povero maniaco, sarà alla nostra totale mercé, passando quasi automaticamente a miglior vita... forse per questo si è preventivamente bardato a lutto. Questo fa sì che l'angoscia di essere braccati, ben resa nel citato titolo Human Entertainment, crolli miseramente, anzi, non decolli affatto. Perché nell'utopia di ricreare un'atmosfera da gatto col topo, in questo caso il felino siamo noi.



    "Peccato non aver curato maggiormente alcuni aspetti di questo Friday the 13th. Pur essendo invecchiato maluccio, probabilmente a causa della sua intrinseca pochezza già ai tempi dell'uscita, non nego di avergli dedicato qualche partita proprio volentieri, forse a causa della mia voracità nel fagocitare tutto ciò che è horror, anche in senso lato, o magari ricordando inconsciamente i vecchi spaventi adolescenziali. Tuttavia è ahimè innegabile che al resto della popolazione ludica la faciloneria nella realizzazione, mediocre anche con le dovute attenuanti hardware/cronologiche, unita all'impalpabilità del gameplay, faranno molta più paura del ritrovarsi faccia a faccia con lo stesso Jason."

    Giuseppe "Epikall" Di Lauro





    Commenti 4 Commenti
    1. L'avatar di Amy-Mor
      Amy-Mor -
      "In tutta la mia carriera da "sessantaquatrista" è mai possibile che non mi sia mai imbattuto in questo videogame?Devo rimediare, da fan dell'horror quale sono, devo provare questo gioco."

      Commento trasportato dal vecchio sito...Il mio C-64 è ancora in cantina
    1. L'avatar di cino77
      cino77 -
      Citazione Originariamente Scritto da Amy-Mor Visualizza Messaggio
      "In tutta la mia carriera da "sessantaquatrista" è mai possibile che non mi sia mai imbattuto in questo videogame?Devo rimediare, da fan dell'horror quale sono, devo provare questo gioco."

      Commento trasportato dal vecchio sito...Il mio C-64 è ancora in cantina
      nemmeno io gioco dall'83 con ogni tipo di piattaforma e il 64 è stato il la prima!!!!ma questo gioco mai visto!
    1. L'avatar di retrogamer
      retrogamer -
      l'ho provato una volta, non era un granchè, però quando ho sentito la prima volta un urlo mi son spaventato!
    1. L'avatar di Caporale Jonlan
      Caporale Jonlan -
      Per la cronaca, su Spectrum fa altrettanto orrore (nel senso di ribrezzo), se non di più.