Pac-Man Collection | Retrogaming History
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  • Pac-Man Collection

    Pac-Man Collection

    All'inizio del nuovo millennio Namco decide di realizzare una compilation dedicata ad una delle più celebri icone del mondo videoludico. Pac-Man riceve il suo tributo proprio sulla console portatile che ha fatto del retrogaming la sua bandiera fin dall'inizio, grazie a riproposizioni dei più grandi classici del videoludo. Il Game Boy Advance è pronto alla scorpacciata di palline gialle da parte dell’affamato Pac-Man! E noi siamo pronti a guidarlo, ancora una volta negli angusti labirinti imposti dall'arcaico eppure affascinante genere dei maze games? E' di nuovo tempo di correre, scappare dai fantasmi e poi all'improvviso inseguirli, in un eterno ribaltamento di ruoli. It's time for Pac!!! Wakka Wakka!

    Arcade History in my pocket!

    Fin dalla sua uscita sul mercato il GBA è stato caratterizzato da un forte amore per il retrogaming, al punto da ospitare moltissimi remake di classici e numerose collezioni del passato, come la raccolta di Phantasy Star della Sega o le riedizioni di moltissimi classici del SNES come The Legend of Zelda III o Donkey Kong Country. Una delle case più amate dal pubblico, la Namco, decide quindi di riproporre sul mercato il suo gioco simbolo. Andiamo ad analizzare il contenuto della minuscola cartuccia nel dettaglio, tre giochi classici più una rara conversione casalinga di un recente hit arcade. Appena si inserisce il gioco nel Game Boy Advance, ci accoglie una simpatica musichetta contenente gli effetti classici di Pac-Man che ci accompagnano fin dalla nostra infanzia. E' proprio il caso di dire che il GBA rappresenta l'ultimo baluardo del retrogaming di inizio millennio, ultima console portatile ad usare le cartucce, e piattaforma preferita dagli sviluppatori per riesumare vecchie glorie dal passato glorioso!

    Pac-Man, dove tutto ebbe inizio. (1980)

    La raccolta non poteva che aprirsi con Pac-Man, ideato il 3 Aprile 1980, guardando una pizza con uno spicchio appena tagliato. Il gioco è dedicato al tema di fondo del mangiare, come ci ricorda l’onomatopea “Pac” derivata dal giapponese Paku Paku, storpiata presto in Wakka Wakka, ovvero aprire e chiudere la bocca per mangiare. Questa storia la racconta spesso il suo stesso autore. Realizzato da Toru Iwatani con la collaborazione del musicista Toshio Kai ed un team di sole altre sei persone. Commercializzato a Maggio dello stesso anno, divenne uno dei più grandi successi della Namco e di tutta la storia dei videogiochi, elevandosi presto allo stato di “classico per eccellenza”. Pac Man è stato programmato originariamente su uno Zilog Z80, per il mercato Coin-Op, e convertito, fino ai nostri tempi, per tutti i sistemi esistenti. Sul piccolo GBA Pac-Man è giocabile, come da tradizione delle edizioni portatili, sia a pieno schermo che nella versione dotata di scrolling. Quest'ultima dona senza dubbio maggiore visibilità ai dettagli, ma propone anche un gameplay snaturato, che non mostrando tutto il campo di gioco fa rischiare improvvisi incontri con fantasmini che si trovavano al di fuori del campo visivo, che si rivelano letali! La possibilità di giocarlo a tutto schermo è senza dubbio preferibile all'alternativa che offre una inquadratura ravvicinata basata sullo scrolling, poichè questa altera il gameplay del gioco originale, lasciandoci nascoste porzioni importanti del terreno di gioco. Questa scelta è nata perché giocandolo sul GBA il tutto risulta un po’ piccolo e la possibilità di “zoommare” sul campo lo rende più piacevole alla vista ma ne fa calare la giocabilità. Lo stesso problema si era presentato nella conversione per Game Boy Classico. Ottima invece la resa sul Game Boy Player, che ci offre la possibilità di giocare Pac-Man a schermo pieno, restituendoci l’illusione di essere davanti al classico cabinato da sala giochi. A voi lettori il compito di scoprire se sia presente il famosissimo bug del livello 256... Come tutti sanno, lo scopo del gioco è di mangiare tutte le palline proposte da ogni schermata, composta da un labirinto in cui dei fantasmi, chiamati Blinky, Pinky, Inky e Clyde, inseguono il nostro eroe. Ci sono delle palline speciali che donano a Pac-Man il potere di ingoiare i suoi inseguitori, rovesciando di colpo le logiche del potere, la preda diventa finalmente cacciatore. A detta del suo creatore, questo è il momento più esaltante del gioco. Progettato a suo tempo per poter piacere anche ad un pubblico femminile, ha una innegabile carineria di fondo, rifiutando del tutto la violenza missilistica e militarista di quasi tutti i giochi contemporanei, tra cui gli indimenticabili Space Invaders e Missile Command. Nei suoi pochi e caratteristici tratti sono infatti presenti personaggi molto teneri, nemici carini, mai realmente minacciosi, ed anche, come bonus , una simpatica serie di vari frutti stilizzati. Il gioco è un vero evergreen ed è stato citano spesso come gioco preferito in assoluto da Shigeru Miyamoto, creatore di Super Mario, che nel 2003 ne ha realizzato una bizzarra versione multiplayer intitolata Pac-Man Versus.



    Pac-Attack, rivoluzione russa. (1993)

    Spostandosi sul fronte dei puzzle game, Namco include nella collection il suo Pac-Attack, un curioso e riuscito esperimento del 1993 che vede i protagonisti del precedente gioco trasformati in blocchi cadenti dall’alto in un classicissimo gioco alla Tetris. Il successo del titolo sovietico e di tutti i giochi da esso generati ha pesantemente influenzato il gameplay di questo puzzle game. Ogni Blocco è composto da tre elementi uniti, un Pac, un fantasma o una barretta solida, mescolati casualmente. Ispirandosi probabilmente anche ad un altro grande successo del genere, l’immortale Puyo Puyo della Compile, le tre unità, una volta toccato il terreno, si possono distaccare e unirsi a piacimento con il resto del materiale presente sullo schermo, l’affamato protagonista può apparire anche da solo, poiché una linea intera di blocchi solidi scomparirà autonomamente, ma per far sparire i fantasmi sarà necessario mangiarli. Da segnalare la presenza di una barra bonus che, una volta riempita, permetterà ad una fatina di eliminare un bel po’ di fantasmini imprigionati nel muro che si è creato. Oltre alla modalità principale ne esiste una denominata Puzzle, in cui sarà necessario ingurgitare tutti gli spettri con un numero limitato di pezzi disponibili, aumentando la componente strategica. Come già visto nelle precendenti versioni Game Boy e Game Gear, il titolo offre una modalità multiplayer basata sul collegamento tra due GBA con cavo link denominata “Versus”. Buona la musica, anche se poco varia, quando staremo per perdere si sentirà un simpatico Can Can. Grafica ed effetti sonori sono semplici ma funzionali, in questo tipo di giochi è inutile aspettarsi di più, poiché la giocabilità, qui molto buona, conta molto di più. Un titolo che rappresenta una interessante incursione di Pac nei falling blocks games, pur restando inferiore ai capisaldi del genere.



    Pac-Mania, rivoluzione isometrica. (1988)

    Terzo esponente della collezione è Pac Mania, un gioco che ha rilanciato il nostro eroe grazie ad un mondo completamente in 3D, essendo il 1988, ovviamente la tridimensionalità è data solo da una prospettiva isometrica. Grandissimo successo, specie in versione Amiga, il gioco fa della sua rinnovata veste grafica e sonora il suo punto di forza. Orecchiabilissima la musica, gli effetti sonori ci vengono in aiuto, ad esempio quando compare un frutto e non lo vediamo. Il livello fatto coi Lego è rimasto nel cuore di moltissimi appassionati. La meccanica di base del gameplay è rimasta invariata rispetto al classico del 1980, eccetto per due particolari, messa da parte la versione a schermo intero, è ora presente solo lo scrolling del labirinto, che da un lato dà più pathos all’azione, potendo comparire un fantasma all’improvviso, ma dall’altro rende il controllo del gioco più difficoltoso. Il secondo particolare differente è l’aggiunta del salto ai poteri di Pac Man. Il primo capitolo era infatti interamente giocabile senza l’ausilio di nessun pulsante, mentre qui premendo un tasto la palletta gialla può finalmente saltare, come ci accorgeremo presto anche alcuni fantasmi si divertono a saltare in aria, ma spesso questo semplicissimo espediente ci salverà da morte certa. Il leggero rallentamento dell’azione si può invece considerare un difetto, poiché uno dei punti di forza del gioco è sempre stata la velocità. La giocabilità risulta leggermente abbassata, e spesso si completa lo stage più per fortuna che per bravura vera e propria.



    Pac-Man Arrangement, remixando un classico. (1996)

    Il pezzo forte della raccolta risulta essere il gioco Pac-Man Arrangement, presentato in questa compilation in una versione riprogrammata appositamente per Game Boy Advance, che poteva essere tranquillamente commercializzato a parte, vista la sua ottima realizzazione. Si abbandona l’escamotage del salto di Pac-Mania, per un ritorno al gameplay duro e puro. L'origine del titolo risale al 1996, quando Namco ha rilasciato per il mercato coin-op una interessante serie di remakes dei suoi classici arcade, tra cui spicca questa divertente riedizione ammodernata del grande classico datato 1980. I nuovi labirinti sono realizzati con maestria e passione, risultando intricati ed appassionanti. C’è sempre lo scrolling obbligatorio, ma risulta meno ampio di quello di Pac Mania, lasciando vedere zone dello schermo abbastanza grandi da poter pianificare bene le proprie mosse. Il gameplay di Arrangement, oltretutto nasce basato sullo scrolling, ed è quindi meglio bilanciato rispetto all'applicazione dello stesso su un precedente battlefield basato su schermata fissa. Ad ogni avanzare di livello si impareranno nuove mosse, sempre basate sul movimento, come il Dash, che fa stralunare e distrarre i fantasmini grazie ad un passaggio velocissimo su di loro dovuto ad appositi acceleratori monouso. troveremo teletrasporti, trappole per spettri e molte altre piccole chicche. Siamo chiamati ad affrontare 24 livelli adrenalinici, ricchi d'azione incessante, complessi ed appassionanti. Nemici inaspettatamente scaltri ed un boss robot spettro di fine gioco ci aspettano più combattivi che mai. Un quinto misterioso fantasma, nerd ed occhialuto, di nome Kinky si aggiunge ai nostri vecchi quattro nemici storici. Oltre a Kinky troveremo in realtà altri fantasmi speciali, derivati dalle sue trasformazioni, ad esempio diavoletti e coniglietti, che appaiono a random, dotati di poteri differenti, come la corsa, lo sdoppiamento ectoplasmatico e tutti dotati di una I.A. più sviluppata. I nemici risultano dunque più agguerriti, rendendo Arrangement molto coinvolgente e frenetico, senza dubbio una delle migliori incarnazioni dell’originale. Essendo un titolo di derivazione Arcade, si muore spessissimo, e in sala giochi le monetine volerebbero via una dopo l'altra.... ma sul nostro comodo divano le vite sono infinite! Le musiche sono come sempre gradevolissime e ben realizzate, ma volutamente registrate ad un livello più basso per dare maggiore enfasi all’immortale suono onomatopeico Waka Waka generato dalle insaziabili mascelle del nostro goloso avatar. Graficamente siamo molto sopra la media, i labirinti sono vari e non si è mai visto un level design così ispirato nel semplice genere dei “maze” a cui Pac-Man appartiene. Oltre a mondi squisitamente ispirati alla grafica anni ’80, dovremo affrontare anche degli stages dove le palline si illuminano di vita propria e fanno una sorta di ola, livelli ambientati in giardini all’inglese con le siepi a fare da pareti, salite, discese e passaggi segreti a più non posso.



    Si poteva fare di più...

    Questa compilation tematica dedicata all'affamato eroe giallo non è filologicamente completa, poiché esclude alcuni titoli importanti. Curiosamente sono stati tralasciati nella compilation molti altri titoli, sia di successo che minori, i giochi in cui Pac si dà al genere platform, come Pac-Land o Pac In Time, il più famoso seguito del mangia palline, uscito nel 1981 che vede protagonista Ms. Pac-Man, Super Pac-Man e Jr. Pac-Man. Mancano anche i giochi appositamente progettati per le console a 16 bit, come il raro Hello! Pac-Man (intitolato in occidente Pac-Man 2: The new adventures) e volendo il bizzarro esperimento Professor Pac-Man, educational realizzato nel 1983 dalla compianta Midway. Alcuni di questi giochi, se inclusi, avrebbero di sicuro arricchito la raccolta, la quale resta comunque molto appetibile pur restando carente dal punto di vista quantitativo, avendo solo quattro titoli, che non riescono oltretutto a dare giustizia al personaggio ed alle sue tante e diverse interpretazioni. Sarebbe come concepire un cofanetto dedicato a Sylvester Stallone ed escludere titoli come Demolition Man o Cobra, puntando solo su Rocky e Rambo.

    Reperibilità ed altre versioni

    La Namco, ci ha abituato alla riproposizione periodica dei suoi vecchi successi, grazie alle varie riedizioni dei suoi classici, ma senza dubbio uno dei giochi più amati dal pubblico resta proprio Pac- Man. Per chi volesse approfondire la sua storia si consiglia di vedere un’intervista al suo creatore, presente in un recente gioco della serie, Pac-Man World 3, come extra sbloccabile. Paradossalmente la compilation è l'unica dedicata totalmente al mangiapalline uscita in trenta lunghi anni di gloriosa carriera, ed esiste solo in versione GBA, eppure, come già notato, tralascia alcuni episodi importanti della serie. La collezione si può considerare quasi uno spin-off monotematico dei noti Namco Museum, dove trovano spesso ospitalità gli altri Pac-giochi. Pac-Man, l'inossidabile capostipite della serie è apparso praticamente su tutti i sistemi esistenti, dalla conversione per Apple II del 1983 fino alle recenti edizioni mobile per iPhone ed Android-based. Pac-Mania è comparso sui maggiori sistemi ad 8 e 16 bit, tra cui spiccano le versioni Amiga e Mega Drive. Pac-Attack ha invece conosciuto meno notorietà, apparendo solo sui 16 bit di Sega e Nintendo, sullo sfortunato Cdi di Philips e sui già citati Game Gear e Game Boy. Pac-Man Arrangement, pezzo forte della cartuccia, oltre che nell'originale cabinato arcade del 1996 si può reperire anche nella seconda installazione del Museum disponibile per la generazione “128”, che ha proposto per la prima volta il remake per il mercato casalingo nell'ormai lontano 2000, in in una conversione diversa rispetto a quella per GBA. Il titolo è stato poi riproposto nel 2005 anche su PSP (Namco Museum Battle Collection) e nel 2008 su Xbox 360 (Namco Museum: Virtual Arcade).

    Nota sugli sviluppatori

    L'autore del titolo originale del 1980 non ha bisogno di presentazioni. La grandezza artistica di Toru Iwatani, creatore del gioco originale, è di fronte ai nostri occhi, Pac-Man è una delle poche figure presenti fin dall’inizio della storia dei videogiochi ad essere sopravvissuta con successo fino ai nostri giorni. La realizzazione della compilation è stata invece affidata da Namco al gruppo Mass Media, che ha fatto un ottimo lavoro. Il team di sviluppatori è già noto per le versioni di Namco Museum per GBA e PS2, per il party game Pac-Man Fever, oltre che per la conversione di StarCraft per Nintendo 64 e Tetris Evolution su 360. Le origini di Mass Media però sono da ricercare in tempi lontani, poiché lo staff che compone il gruppo proviene in parte dalla gloriosa CinemaWare, casa storica fondata nel 1985 e notissima agli amanti delle avventure per titoli come It came from the desert, The king of Chicago o Defender of the Crown.

    La Pac-filosofia

    Un intero gioco, di tale perfezione tecnica, è giocabile addirittura senza dover premere alcun tasto. Ognuno può affrontare Pac-Man come preferisce, dedicandosi a fare più punti, cercando di mangiare tutti i fantasmini o semplicemente ripulire lo schermo da tutte le pillole, cercando di sopravvivere il più a lungo possibile. Non si spara e non si salta. I nemici mangiati in realtà non muoiono mai, poiché tornano nella loro “casetta” sotto forma di occhi spettrali, pronti a riformarsi per riprendere l'eterna caccia. Il messaggio di fondo di Pac-Man è pacifista. In un periodo storico in cui tutti i giochi proponevano sparatorie o distruzioni di astronavi nemiche, Pac-Man era l'unico a non sparare, ma a proporre un innocente gioco delle parti che fa riflettere sull'ambivalenza dei ruoli di preda e cacciatore... Il primo Pac-Man raggiunge una grandezza ludica e concettuale insuperata, che gli altri giochi contenuti nella raccolta aiutano a celebrare.

    Un labirinto al giorno toglie il medico di torno

    Sull’immortalità di Pac-Man tutti sono d’accordo, lo dimostra il fatto che la versione base dell’Xbox 360, denominata Arcade, faceva leva proprio sul bundle contenente un titolo della serie. Dopo ben trenta anni dalla sua uscita Pac-Man non ha perso un briciolo del suo smalto. La dieta a base di pillole, fantasmi e frutta evidentemente giova molto alla salute...

    COMMENTO FINALE


    "Non siamo certo di fronte alla collezione definitiva di Pac-Man, poiché i quattro titoli presentati sono di certo giocabilità pura, ma si nota l’assenza di altre Pac avventure importanti, come ad esempio Pac-Land. Per gli amanti dell’affamata pallina gialla la cartuccia è un piccolo cult. Pac-Man Arrangement da solo vale l’intera collezione, ed anche i due classici ed il puzzle a tema regalano ore e ore di sano divertimento ludico."





    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      una collezione pregevole, bell'articolo