Agony Amiga | Retrogaming History
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  • Agony

    Agony

    Dolci note di pianoforte si levano leggere e leggiadre in un sensuale orizzonte dominato dal calore di un albero in fiamme. Così veniamo accolti in questa nostra avventura, poco prima di trasformarci in un gufo reale a protezione del segreto della Creazione. Un gufo meraviglioso, grande e bianco, elegante nel suo batter d’ali mentre sorvola un mare in tempesta, sotto un cielo cremisi e una luna ostile. Appare quasi sacrilego ritrovarsi col dover discutere di bytes, sprites o programmazione in quest’apoteotico climax dei sensi. E, invece, il miracolo di Agony riesce a glorificarsi persino da una materia così fredda come quella informatica. Sotto il mai così evidente segno della Psygnosis, i programmatori della Art & Magic si prefissero il clamoroso obiettivo di trasporre le surreali atmosfere di Shadow of the Beast su meccaniche shooter. Quest’ultimo, come ben saprete, poteva vantare una delle migliori realizzazioni tecniche della storia Amiga, avvantaggiato però da una natura necessaria di un affollamento moderato in fatto di sprites, lasciando ai Reflections la possibilità di concentrarsi proficuamente su un tripudio di strati parallattici. Per quanto improbo potesse sembrare un pareggio rispetto a cotanto splendore, Agony lo raggiunse.

    Non fosse altro che per una pura questione temporale, le prime cose a far vibrare le vostre retine saranno alcune immagini mozzafiato, realizzate con magistrale ispirazione da un artista chiamato Franck Sauer. Basterà lui a farvi desiderare di proseguire nel gioco: ognuna delle sue opere comparirà, rigorosamente firmata, tra un livello e l’altro senza un pur minimo declino qualitativo, lasciandovi esterrefatti più e più volte. Con esaltante delicatezza verso la nostra estasi verremo introdotti al fulcro della nostra avventura, ad un volo lungo scenari di profonda magia. L’animazione del gufo è sconvolgente sia per la sua fluidità sia per la bellezza dello sprite stesso, di dimensioni ragguardevoli e dotato di una potenza di fuoco dapprima modesta, ma capace di potenziarsi dopo il raccoglimento di specifici bonus, senza tralasciare la possibilità di appropriarsi di power up selezionabili durante il gioco.

    La nostra sfida ha una durata piuttosto breve tanto che saranno sufficienti una trentina di minuti per completarla. Per far fronte ad una brevità direttamente proporzionale alla complessità grafica di ogni locazione, i programmatori hanno adottato una curva della difficoltà particolarmente ingannevole, tanto tollerante nei primi tre livelli quanto punitiva nei successivi. Tutto, in Agony, verte attorno alla sua magnificenza artistica ed è inevitabile constatare come l’obiettivo primario degli Art & Magic fosse stato il mantenimento dell’appagamento percettivo a livelli straordinariamente superiori alla media. Questo non si esplica solo nella già citata difficoltà del gioco, ma persino alla base delle sue meccaniche: il gufo, pur ammirevole gioiello artistico, è particolarmente ingombrante relativamente alle dimensioni dell’area di gioco, traducendosi in elemento tendente a facili collisioni con le traiettorie dei nemici o dei loro colpi. Gli stessi nemici, dal canto loro, si presentano spesso in formato extralarge proprio per non sfigurare rispetto al protagonista, come nel caso degli immensi boss di fine livello.

    Non si può dire che Agony sia un gioco particolarmente divertente, ciononostante non posso che segnalare la totale assenza di gravi mancanze: il gioco scorre senza problemi, proprio come ci si aspetterebbe da un tipico shoot’em up. Se proprio dovessi ricercare alcuni difetti, mi permetto di sottolineare la monotonia di meccaniche di gioco talmente collaudate da ricadere nello scontato. Ma non importa. La giocabilità qui è solo un pretesto, un espediente per trascinare il giocatore lungo i livelli. E in Agony mi ha fatto impazzire l’inarrestabile gusto dei game designer nel non concedersi pause qualitative, allietando i nostri sensi dal primo all’ultimo fotogramma del gioco. E non sto parlando esclusivamente di direzione artistica ma di qualità tecniche tali da far impallidire un caposaldo del genere come Project-X. Quest’ultimo, contemporaneo ed erroneamente considerato tra i più spettacolari shooters, difettava di una lunga serie di delizie proprie dell’opera Psygnosis, presenti, tra l’altro, in ogni anfratto di essa. Innanzitutto, Agony aggira in tutta tranquillità ogni limite grafico tipico dell’Amiga, ostentando una profonda conoscenza dei segreti di blitter e copper. Il fondale offre sempre magiche sfumature multi colorate, permettendosi addirittura di sfoggiare un delizioso parallasse. Quest’ultimo elemento merita una particolare nota: scordatevi i classici strati parallattici, quello utilizzato in questa occasioni è animato e lo è in maniera eccezionale. Se il tumulto delle onde del primo livello è incantevole, cosa dire delle cascate del secondo? Adoro la qualità imperante della quale Agony è impregnato: differentemente dalla media, non gioca subito le sue carte migliori e basti osservare la perfezione stilistica e tecnica degli alberi infuocati sullo sfondo dell’ultimo livello, animati con una perfezione da mandarvi in visibilio, per mettere a tacere qualsiasi pretesa di superiorità tecnico-artistica di qualsiasi gioco su qualsiasi macchina. Bastino quei criptici orizzonti a spiegarci quanto profonda possa essere l’emotività scaturente da un freddo mucchio di bytes. Bastino quelle incomunicabilmente comunicative musiche per annientare il desiderio di un gioco più simile a tale specie. Questa è arte, intesa e sviluppata come tale e in questo senso è giusto accoglierla per apprezzarla. E se non ne avessimo voglia, potremo consolarci con uno sparatutto piacevole che non pretende di essere un riferimento per la categoria. Ma senza perdersi in definizioni, Agony è un’esperienza irrinunciabile.





    "Arte come croce e delizia della giocabilità, arte che scopre in Agony una delle sue incarnazioni più cristalline. Sfacciatamente proteso verso il vanto multimediale, non tradisce il giocatore rivelandosi anche come uno shooter gradevole."


    Gianluca "musehead" Santilio




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    Commenti 12 Commenti
    1. L'avatar di arblu
      arblu -
      Un sogno.

      Questo non e' un semplice "gioco". Questo e' un tenativo (riuscitissimo) di portare su home computer tutta la bellezza e la struggente epicita' delle storie fantasy piu' belle.

      "Art & Magic"

      appunto. ;-)
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Agony ha una meravigliosa colonna sonora firmata da un "dream team" di musicisti (tra gli altri: Tim Wright, Jeroen Tel, Matthew Simmonds, Allister Brimble e Martin Iveson) e spettacolari fondali animati (ho visto di meglio solo su alcuni titoli per Neo Geo come Blazin Stars).
      Peccato per le animazioni essenziali degli sprite (con la notevole eccezione del protagonista) e per una certa carenza di "spazio di manovra" (la finestra video risulta delimitata e il gufo è discretamente "ingombrante").
      Come in Shadow of the Beast, in Agony prevale l'eccellenza audiovisiva sul valore prettamente ludico che, in ogni modo, è più che sufficiente a farlo considerare uno shoot 'em up più che discreto.
    1. L'avatar di Heclegar
      Heclegar -
      Lo ricordo e ricordo che da piccolo mi terrorizzava, non so bene perché!
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      A proposito dell'ottimo Agony, date una bella occhiata anche a...

      Spoiler:
    1. L'avatar di striderhiryu
      striderhiryu -
      Ma non l'hanno mai riproposto su qualche altra console? Non per altro, dubito che avrò mai un'Amiga, e anche se ce l'avessi sarebbe difficile trovare una copia originale...
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Con metodi artigianali puoi usarlo dal CD32, ma non esiste una versione ufficiale su CD...
    1. L'avatar di Amy-Mor
      Amy-Mor -
      Si potrebbe riaccendere l’Amiga anche quando esisteranno i DieciCore, quando il videogioco sarà diventato veramente virtuale e palpabile, ma Agony sarà sempre li, pronto a far luccicare i nostri occhi dinanzi alla sua bellezza grafica, pronto a deliziare le nostre orecchie con le sue musiche struggenti. Un gioco senza tempo, manifesto dell'Amiga insieme a tanti altri, nonché portatore sano di una superiorità concettuale che pone l'arte nelle sue radici. Se solo fosse stato più "affilato" nel gameplay...MITICO!
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Capolavoro assoluto di grafica e sonoro ,mi ricordo le notti insonni per giocarci ,per fortuna che la versione pirata che avevo io aveva le vite infinite e l'invicibilità ,così una volta me la sono anche registrata in VHS una partita .
      Quando programmare un gioco era creare un opera d'arte.
      Mi piacerebbe recuperarlo originale
    1. L'avatar di Bryan Fury
      Bryan Fury -
      "Agony" aveva l'altalenante difetto di proporre una giocabilità solamente discreta ed una difficoltà piuttosto alta (ma siamo ben lontani dai livelli di Ghosts and Goblins) unite a delle rispettive controparti grafiche e sonore del tutto pittoresche ed artistiche nel dipingere la fiabesca ambientazione che dava sfondo al gioco.
      ...ma era proprio quella grafica e quel sonoro (dopotutto è impossibile dimenticare del tutto la superba melodia di piano che apriva il gioco, unita alla pittoresca immagine di un povero tronco d'albero in fiamme, vittima di un mondo di gioco avvolto da una sconcertante tristezza) che donavano maestosità al titolo Psygnosis, rendendolo talmente affascinante e toccante da far riuscire addirittura a dimenticare i suoi piccoli difetti di giocabilità immergendo totalmente il giocatore tra i suoi epici e commoventi ambienti di gioco: quelle ambientazioni mi hanno fatto sognare in passato e mi fanno sognare tuttora, dopotutto il mio nick dipende da questo capolavoro...
      Piccola precisazione: Alestes, il protagonista, alla fine non era un gufo bensì una civetta, esattamente come il logo eletto a simbolo della ormai inesistente Psygnosis.
    1. L'avatar di saxabar
      saxabar -
      Esistono sempre gli emulatori...
    1. L'avatar di Super Fabio Bros
      Super Fabio Bros -
      Arte e magia, crescendo drammatico e progressione continua verso i confini estremi dell'ars ludica. Questo è per me Agony, uno dei titoli più affascinanti dell'intero panorama videoludico.
    1. L'avatar di JULIUS
      JULIUS -
      Sicuramente un gioco che ha evidenziato ed esaltato le capacità grafiche e sonore dell'Amiga, uno di quei "must" per mostrare ad amici e parenti cosa fosse in grado di realizzare il nostro prodigioso computer a 16 bit!

      Devo ammettere che non mi ha mai conquistato come gioco in sè, l'ho sempre considerato una sorta di "Demo giocabile", ovverosia un programma che sì permetteva all'utente di interagire ma che fondamentalmente era una vetrina per dimostrare le capacità (immense) dei programmatori.......