Apidya-Amiga | Retrogaming History
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    Apidya

    Se facessimo un sondaggio su quale sia il miglior shoot’em up a scrolling orizzontale mai apparso su Amiga, probabilmente ne uscirebbe vincitore Project X. Tuttavia, a giudizio di chi scrive, il meglio di questa categoria è rappresentato da Apidya, capolavoro di Kaiko di cui all’epoca ben pochi se ne sono accorti, almeno, non tanti quanto il titolo meritasse, complice l’uscita quasi contemporanea proprio col citato titolo Team 17.

    Apidya nasce come videogioco per computer ma fa di tutto per apparire come uno “da console”, vedasi intro in stile anime, schermata iniziale col titolo scritto in katakana (l’alfabeto fonetico giapponese per trascrivere il suono dei termini occidentali) e uno strano “II” che dovrebbe indicare il suo essere un seguito…onestamente non so di cosa, visto che si tratta di un titolo originale! Insomma, peculiare, ma nel più puro Kaiko style.

    Il protagonista della vicenda è un ragazzo che, onde vendicare la morte della proipria donna ad opera del solito mago malvagio, si trasforma in un’ape (!) e affronta ogni tipo di nemico appartenente al regno entomologo e non solo, visto il seguente upgradarsi in una sorta di ape robotica (!!!) nei livelli a sfondo cibernetico. Inoltre come beam in stile R-Type c'è un bel super-pungiglione… attinente al tema proposto, ma anche decisamente assurdo.

    Eppure, di fronte a cotanta stramberia di intenti, Apidya è uno shoot' em up coi controfiocchi. Le ambientazioni principali (divise in sotto-livelli) sono 5 e vanno da quella classica campestre ad una lacustre, passando per un canale di scarico fino ai già citati stage cibernetici. Se si è sufficientemente in gamba da superarli in modalità Normal o Hard, si affronterà la sezione finale, orrorifica, in cui si è al cospetto di inediti boss di fine livello.

    Tecnicamente si è dinanzi ad eccellenza pura. La grafica disegna minuziosamente tutte le creature, siano esse microscopiche o enormi, in particolar modo lasciano di stucco, per dimensioni e dettaglio, i numerosi mostri di fine livello: mitica la mantide religiosa, semplicemente immenso il luccio della grandezza di circa tre schermi, che rifà il verso, nemmeno troppo velatamente, alla nave ammiraglia del terzo livello di R-Type.
    Le musiche sono opera di Chris Huelsbeck e già questo basterebbe a garantirne la qualità, se poi si considera la perfetta aderenza alle ambientazioni (con tanto di pezzi techno per gli stage cibernetici) e che, nel caso di quella dei crediti finali, si è dinanzi ad una della migliori composizioni mai apparse in un videogame, i conti son presto fatti.

    La giocabilità è ottima e la difficoltà generalmente ben bilanciata, non fosse per i livelli finali, coi citati boss che danno fondo a tutto il loro arsenale e il protagonista lì, a fare da bersaglio inerme. Peccato perché la frustrazione restituita è davvero tanta, specie per l’impossibilità, per i comuni mortali, di gustarsi il liberatorio ending (con annessa splendida musica) proprio ad un passo dalla conclusione, se non previo cheat.
    Ma ciò che colpisce maggiormente in Apidya sono i segreti, da far invidia al più blasonato platform. Ce ne sono a bizzeffe: si provi ad uccidere una talpa calandosi susseguentemente nella sua tana, ad infilalarsi nella bocca del pescione di cui sopra, oppure a buttarsi nelle interiora del topo in decomposizione posto alla fine di uno dei livelli fognari... da restare allibiti.

    Insomma, questo è un titolo da riscoprire, uno di quei prodotti che rappresentano al meglio sia l’hardware su cui girano che il loro genere di appartenenza. Non il solito sparatutto, ma un qualcosa di più, grazie ad un’ambientazione originale, una caratterizzazione paesaggistica pregevole, una cura maniacale nella ricostruzione di ogni più piccolo particolare di contorno, tocchi di classe sparsi ovunque e chicche nascoste da scoprire e gustare... senza trascurare l'appeal unico, quel quid di nipponico che tanto piace a noi videogiocatori europei.




    "Apidya è un gioiello di design che alla base di tutto offre una giocabilità d’acciaio, una varietà inaspettata, e unisce all’appeal di un titolo tipicamente giapponese, la classe e l’inventiva europea: il meglio del meglio!"


    Giuseppe "Epikall" Di Lauro




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    Commenti 7 Commenti
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Apidya! Lo shooter entomologico firmato dai tedeschi-travestiti-da-giapponesi della Kaiko... software house, appunto, tedesca fondata nel 1990 dal musicista Chris Huelsbeck, dal grafico Frank Matzke e dal coder Peter Thierolf. Apydia è, sostanzialmente, un ottimo clone di Insector-X della Taito (con grafica più colorata e soprattutto audio migliorato)... lo stile giapponese è alla base della filosofia della Kaiko e del successo di questo ottimo shoot 'em up. Semplicemente fantastica la colonna sonora del grandissimo Chris Huelsbeck.
    1. L'avatar di LordRey
      LordRey -
      Uno dei miei shoot'em up preferiti per la macchina Commodore.

      E che musiche ragazzi !

      Chris Huelsbeck è decisamente un grande..

      Ciao.
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Grandissimo gioco ,difficile e avvincente allo stesso tempo ,con musica d'eccezione del grande Chris Huelbeck ,uno dei milgior shoot'em up che abbia mai giocato su Amiga.
      Che bei tempi.
    1. L'avatar di Super Fabio Bros
      Super Fabio Bros -
      La grande Kaiko (che voleva sembrare la Taito) ha creato uno sparatutto piacevolissimo, ancora oggi molto divertente da giocare e dotato di interessanti idee di design. La colonna sonora, come previsto, è ai massimi livelli! Da riscoprire per chi non lo conosceva.
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Il miglior sparatutto su Amiga?
    1. L'avatar di Amy-Mor
      Amy-Mor -
      Citazione Originariamente Scritto da musehead Visualizza Messaggio
      Il miglior sparatutto su Amiga?
      Tra i migliori, ma senza esagerare...Secondo il mio modesto parere, il migliore shooter orizzontale su Amiga è Disponsable Hero, preferibilmente in versione CD32. Apidya resta un grandissimo esperimento, ma gli preferisco anche Agony alla fin fine.Diciamo che dopo T-Zero e Project-x, Apidya si colloca in modo stabile (sempre secondo il mio gusto personale eh...).Un ipotetica classifica Personale:

      Disponsable Hero
      T-Zero
      Agony
      Project-x
      R-Type (per il puro divertimento)
      Apidya

      Peacez!
    1. L'avatar di AmigaMagic
      AmigaMagic -
      Personalmente non ho mai apprezzato Project-X. La grafica super-pulita e dettagliata di Rico Holmes all'epoca era da spaccamascella, d'accordo, ma tolto il velo grafico cosa rimaneva? Uno shooter estremamente frustrante, totalmente privo del benché minimo elemento d'originalità e dotato di un level design abbastanza banale. R-Type, come divertimento puro, se lo pappava a colazione, nonostante non fosse una conversione perfetta. Perfino Gradius, lo shoot'em up orizzontale del 1985 a cui tutti gli altri si sono ispirati era 100 volte meglio. Se non ci credete, recuperatelo con il mame e fateci una partitina. Il fatto poi che fosse privo di musiche in-game, lo rendeva ancora peggio di quel che era, per i miei gusti. Io sono uno di quelli che considera fondamentali le musiche in un gioco arcade.

      Disposable Hero, un altro titolo dotato di una grafica impressionante a livello di definizione, per me, era senz'altro meglio di Project-X e, pur essendo difficile, non era affatto impossibile. Tuttavia gli mancava quel non so ché capace di renderlo un classico... A parte l'ovvia mancanza di originalità, credo non mi piacesse il fatto che non potevi distruggere nessun nemico con un colpo solo, cosa che non ti dava una sufficiente sensazione di potenza del proprio arsenale (un problema che affliggeva anche Project-X, se non ricordo male). Almeno qualche sciame di nemici deboli ce li avrebbero dovuti mettere ogni tanto nei livelli, così, giusto per gasarti...

      Agony era stupendo per le musiche da orchestra, i 3 livelli di parallattico, le onde del mare animate in basso e quello stile grafico molto "Psygnosis". Semplicissimo nello schemo di gioco, ma molto giocabile. Però, più che uno shoot'em up, mi sembrava una dimostrazione di stile... Un'opera d'arte in movimento.

      Apydia invece, che come scritto nella recensione fu oscurato dalla fama del blasonato Project-X (ultra-pompatissimo da tutte le riviste dell'epoca), per me ha rappresentato la perfezione degli shoot'em up a scorrimento orizzontale su Amiga: non solo, infatti, era tecnicamente impeccabile (full-screen, 32 colori, sfruttamento più che adeguato di blitter e copper, alcuni livelli dotati di parallattico addirittura animato, fluidità granitica a 50fps nonostante tutta la roba che muoveva, ecc.) ma, soprattuttto, aveva un gameplay ed un level design che poco o nulla aveva da invidiare alle migliori produzioni nipponiche per console/coin-op. Per la prima volta, su Amiga, uno shooter orizzontale non mi fece mai rimpiangere il gameplay di R-Type...
      E che dire delle belle e ritmatissime musiche? Chris Hulsbeck... Un nome, una garanzia... Rimasi di stucco quando ascoltai per la prima volta la musica nel livello tecnologico (per non parlare degli ingranaggi animati sullo sfondo in parallattico!). Davvero un grandissimo gioco Apydia, per me è assolutamente al top della sua categoria, così come Turrican 2 era al top dei platform/shooter.