Asteroids-Arcade | Retrogaming History
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    Asteroids

    C’è davvero qualche videogiocatore che non conosce Asteroids? Probabilmente questo è uno di quei giochi che sono stati capaci di travalicare i confini degli appassionati facendo notare la propria esistenza al di fuori della cerchia degli interessati. Diciamo pure che è quasi impossibile non essersi imbattuti in una conversione o una versione amatoriale di Asteroids, su qualche console o semplicemente navigando sulla rete. La versione originale fu prodotta dalla Atari nel lontano 1979, dopo già numerose esperienze nel campo. Non ci viene dato alcun cenno sulla trama del gioco e quello che vediamo è semplicemente un’astronave che obbedisce ai nostri comandi e una certa quantità di asteroidi in movimento che tendono a entrare in rotta di collisione con il nostro mezzo, il tutto rappresentato tramite una efficace grafica vettoriale. Intuitivamente, il nostro compito è semplicemente quello di scatenare tutta la nostra potenza di fuoco per eliminare la minaccia incombente sgretolando quegli enormi ammassi di roccia. Un concept tanto semplice quanto efficace, capace di rapire i videogiocatori al punto da innescare in Giappone una penuria delle monete da 25 yen usate nel coin-op e costringendo i gestori di sale giochi a modificare i cabinati per consentire l’installazione di più capienti casse per i gettoni. L’iniezione monetaria derivante dalle vendite diede all’Atari la possibilità di liberarsi dalla dipendenza dalla Warner e per sostenere l’incessante richiesta di nuovi cabinati si decise di sospendere la produzione di altri giochi per agevolare quella di ulteriori macchine per Asteroids. Apparve subito evidente di assistere alla nascita di un mito. Eppure si trattava, grossomodo, di una versione single-player di Spacewar! con alcune doverose modifiche: innanzitutto, il nostro compito è abbattere gli asteroidi e non più un’altra astronave, asteroidi che partono da dimensioni molto grosse e che una volta colpiti si dividono in più pezzi, di dimensioni inferiori ma sensibilmente più veloci che se centrati ulteriormente da un nostro colpo si rimpiccioliscono e si velocizzano ancora di più; nel campo di gioco, inoltre, vi sarà lo sporadico arrivo di dischi volanti ostili che divideranno le loro attenzioni tra noi e il campo di asteroidi, sparando a entrambi. Il livello sarà concluso quando avremo distrutto tutto il distruttibile, requisito indispensabile per accedere ad una zona più complicata. I comandi sono decisamente semplici: con una manopola potremo virare verso destra o sinistra, in più avremo a disposizione tre pulsanti, uno per sparare, l’altro per effettuare “salti iperspaziali” per fuggire da situazioni complesse spostandoci in altre zone casuali dello schermo e, infine, un pulsante utile ad aumentare la propulsione dei razzi e, quindi, muoverci. Oltre a fare i conti con la mira, i problemi più seri per la nostra incolumità giungeranno proprio dal movimento della nostra astronave, la quale risente di una notevole inerzia che la renderà quasi indomabile nelle situazioni più complicate. Ciononostante, Asteroids subì alcune critiche nella sua prima incarnazione a causa della presenza di alcuni bug o trick che semplificavano in maniera importante l’esperienza di gioco e non era troppo raro assistere a record incredibili ottenuti giocando per decine di ore consecutivamente. Trattandosi di un problema molto caro anche e soprattutto ai gestori di sale giochi, l’Atari corse immediatamente ai ripari, correggendo dapprima l’originale Asteroids e rilasciando dopo pochissimo un quasi-seguito intitolato Asteroids Deluxe, recante modifiche sostanziali alle dinamiche di gioco, aumentando la difficoltà grazie a un’intelligenza artificiale più efficiente dei dischi volanti, l’eliminazione del salto iperspaziale in favore dell’implementazione degli scudi e tanti piccoli accorgimenti che, come risultato finale, avevano il chiaro obiettivo di ridurre la durata delle singole partite. Generalmente, è proprio Asteroids Deluxe il principale ispiratore della sfilza di cloni che si sono presentati nel corso degli anni, risultando di gran lunga la versione più equilibrata. Un classico senza tempo, quindi, eccezionalmente influente e appagante ancora oggi nonostante la sua semplicità.




    Altre versioni

    Asteroids fu un gioco Atari, un’esclusiva preziosa e gelosamente custodita dalla casa madre. E’ particolarmente semplice, tuttavia, trovare giochi largamente ispirati a questo in esame per praticamente qualsiasi sistema esistente. Ad ogni modo, esistono conversioni ufficiali di Asteroids per quasi tutti i sistemi Atari: innanzitutto, l’immancabile versione per VCS/2600, un gioco a suo modo rivoluzionario, soprattutto per esser stato il primo videogioco ad avvalersi della tecnologia di bank switching tramite la quale era capace di aggirare il limite di soli 4kb per cartuccia, raggiungendo gli 8kb grazie allo swap tra due diversi banchi di memoria; pur non mantenendo la graziosa grafica vettoriale del gioco da sala, tutto ciò che serviva era presente anche sul VCS, con asteroidi pixellosi ma colorati e tutte le opzioni dell’originale più alcune simpatiche possibilità di intervenire sulla difficoltà. In realtà la grafica vettoriale non è presente in nessuna conversione ufficiale del gioco, ma solo in determinate versioni shareware. Le altre home versions altro non fecero che migliorare la grafica nel rispetto di una rigorosa bidimensionalità: sui computer a 8-bit della Atari potevamo avere una risoluzione maggiore del VCS ma qualche colore in meno e altrettanto sarebbe dovuto accadere sulla versione per 5200, tuttavia mai rilasciata ma disponibile in rete sotto la forma di prototipo. L’Atari 7800 godeva di una bella conversione, molto colorata e una definizione più che adeguata allo scopo. Asteroids fece capolino anche sul computer 16-bit ST, con un look più simile a quello degli albori pure non avendo nulla di vettoriale e persino lo sfortunatissimo Lynx godeva di una trasposizione dignitosa anche se si rischiava di perdere la vista dannandosi a giocare su un display così minuto.



    Nel 1998, poi, cominciò a salire la febbre dei remakes: Asteroids non sfuggì affatto alla dirompente moda di abbellire e migliorare i grandi protagonisti del videoludo del passato e, grazie alla Activision, fu sottoposto a un pesante restyling. Contrariamente a quello che troppe volte è accaduto fino ad oggi, la riedizione di Asteroids fu programmata con criterio, aggiungendo importanti elementi al gioco originale senza snaturarne la formula originale. Ci viene data la possibilità di seguire una trama, per quanto banale ed essenziale, di ammirare filmati renderizzati di buona qualità e di godere di una veste grafica piuttosto al passo coi tempi, con navicelle e asteroidi tridimensionali e accuratamente testurizzati, con fondali animati e attivi dal punto di vista del gameplay, presentando ostacoli, buchi neri capaci di esercitare attrazione gravitazionale su di noi e così via. Non secondaria fu anche l’aggiunta di armi alternative per la nostra astronave, assieme alla possibilità di acquisire un comodissimo scudo automatico capace di proteggerci dai piccoli urti. Ogni missione è suddivisa in sottolivelli, quindici, terminati i quali saremo abilitati a passare alla missione successiva, presentante chiaramente il solito obiettivo di liberare l’area dagli asteroidi ma ogni volta in un contesto leggermente differente. Il pubblico accolse decentemente questa riedizione e invogliò le software a proseguire la strada del remake. L’Asteroids della Activision fu pubblicato nel 1998 per Playstation e Pc e seguito circa un anno dopo da una versione per Nintendo 64 privata, tuttavia, di tutti i filmati per ovvi motivi legati alla disponibilità di spazio sulla cartuccia.



    "A distanza di decenni, Asteroids continua ad insinuarsi nel videogaming contemporaneo sottoforma di riedizioni o eredi più o meno ufficiali. Tutto ciò grazie ad una struttura elementare che con pochi elementi risulta in grado di restituire un gameplay solido ed immortale, all'epoca della pubblicazione supportato anche dall'apprezzato hardware vettoriale. Un gioco eterno."

    Gianluca "musehead" Santilio




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    Commenti 3 Commenti
    1. L'avatar di arblu
      arblu -
      I videogiochi degli albori hanno un fascino magnetico ed ipnotico.

      Sara' per l'effeto "minimal" ma danno davvero l'impressione di entrare in un'altra dimensione...
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      provato in emulazione svariate volte, mi diverte da pazzi, è da provare anche il remake Ultimate Steroids, che aggiunge qualcosa di nuovo ma non stravolge l'originale concetto di gioco
    1. L'avatar di MacDLSA
      MacDLSA -
      Non ricordo se la gettoniera del cab su cui giocavo spesso accettava le 50 o le 100 Lire...
      Bah, ricordo solamente che era un "Deluxe" ed uno dei pochi giochi in cui anche il mio papà era soito giocare, oltre a Battlezone (a cui, tempo dopo, spesso giocava anche sul nostro VCS), Sea Wolf, Space Invaders e Sprint !
      Ricordi... anche di un'amico che acquistò uno stupendo Vectrex ed il gioco Mine Storm solamente con l'intento di riproporre in casa la magia dell'asteroide originale da bar, tant'era "accalappiato" dalla sua beltà !
      N.B.
      Nella versione per Atari VCS si possono selezionare sino a 66 varianti di difficoltà/impostazione, e dalla numero 9 alla 16 (o dalla 42 alla 49 per gioco a 2 players) il gioco propone come "feature" speciale (spostando in GIU' lo stick) lo "SHIELD" tipico della già citata versione arcade "Asteroids Deluxe" in luogo del più classico (e odioso!!!) "HYPERSPACE" della prima versione !

      ETERNO Asteroids !