Activision Anthology-PS2 | Retrogaming History
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  • Activision Anthology

    Activision Anthology

    In principio era Atari, ma presto da una sua costola venne creata nel paradiso dei videogames la prima Software House indipendente della storia, era nata Activision!

    Le tre edizioni del VCS

    La console da casa Atari, al suo debutto nel lontano 1977 si chiamava VCS, Video Computer System, venendo poi rilasciato nel tempo in tre versioni. L'originale VCS, dagli inserti in legno, un elegante frontale in radica di noce, continuò a chiamarsi così a lungo. La seconda release, stavolta in plastica, era il “2600” vero e proprio, che era un VCS chiamato così per distinguerlo, all'uscita sul mercato del'Atari 5200, riesumando il nome originario del progetto che era CX2600. La terza versione è stata lo Junior, una versione entry-level della gloriosa console contemporanea al 7800. La produzione si è arrestata solo nel 1991, restando quindi ben quattordici anni sul mercato.

    La nascita delle software house

    La prima macchina rilasciata sul mercato in grado di inserire cartucce intercambiabili nei suoi slot, e quindi avere sempre giochi diversi, è stata il Fairchild Channel F, sistema americano dallo scarso successo.
    L'Atari 2600 ha ripreso in seguito questa grandissima idea, ed è stata la prima console a larga diffusione della storia a permettere di cambiare i giochi, dando il via al fenomeno delle software house, dapprima legate strettamente al produttore dell'hardware, in cui il nome dei programmatori spesso non era nemmeno mostrato nel prodotto finale.

    L'importanza storica della collezione

    Pochissime case di software possono vantarsi di esistere dai primordi dei videogames, l'Activision è una di queste, essendo la prima casa di sviluppo indipendente nata da un gruppo di ex dipendenti Atari che decise di mettersi in proprio. Storicamente quindi questa compilation è fondamentale, poichè permette di conoscere le prime produzioni di una vera colonna portante dei videogiochi. Oggi Activision si è fusa con Blizzard ed è uno dei maggiori produttori del settore, ed è quindi fondamentale conoscere le opere prodotte durante il suo periodo atarista.

    Favolosi gadget dagli anni '80!

    Il filmato di presentazione della raccolta è selezionato a random all'accensione della PlayStation 2, e ci offre delle simpatiche anteprime di ciò che ci aspetta nei giochi dell'Atari 2600, i tronchi che inseguono Pitfall o il biplano di Barnstorming ci daranno il benvenuto a questa raccolta tematica dedicata ai bei tempi andati.
    Activision ci catapulta nella stanza di un teen-ager degli anni '80! sarà una totale immersione nel passato, le emozioni e l'entusiasmo di chi ha appena ricevuto in regalo la sua prima macchina da gioco! L'effetto nostalgia è enorme, chi era presente ai tempi avrà spesso sognato una collezione così vasta di videogiochi per la sua macchina.
    La schermata di presentazione del titolo è molto evocativa, c'e' una stanza virtuale del passato, un simpaticissimo televisore a tubo catodico in legno, con una linea squisitamente anni Settanta, probabilmente comprato qualche anno prima dai genitori ed adesso utilizzato dal figlio, con davanti un Atari VCS, proprio il primo prodotto storico del 1977, che spopolò nel decennio successivo, con i suoi tipici joysticks monotasto. Sulla sinistra della console troviamo un portacartucce, in cui alcuni spazi vuoti, sospetti ci faranno pensare che forse arriveranno alcuni nuovi giochi. Sul tavolo è poggiato un manualetto di istruzioni che contiene i credits della collezione. Sul lato destro della console appare una lattina, si presume di Coca Cola, ma il marchio non è dichiarato, accanto uno stereo a cassette tipico del decennio, che trasmette musica dell'epoca. Ed appeso al muro il poster di Pitfall! Sulla TV appariranno i giochi che sceglieremo. Quando il gioco è in pausa resterà il fermo immagine sulla televisione, mentre la radio trasmetterà sempre, finchè non la spegneremo. Tutto è studiatissimo e rigorosamente retro-style!

    Extra sbloccabili

    Realizzando alcuni obiettivi proposti durante le partite, pratica tornata oggi in uso grazie a Xbox 360, i giocatori possono sbloccare dei bonus divertentissimi e dal valore storico altissimo: direttamente dagli anni '80, famosissimi spot televisivi delle cartucce originali dell'Atari 2600 o interviste coi programmatori, magicamente apparirà tra le icone selezionabili una mini TV con i contenuti appena sbloccati. Una apposita bacheca appesa al muro ci ricorderà tutti i record superati tramite l'esposizione di apposite placche metalliche commemorative. Ma moltissime altre cose ci aspettano, affrontando questi titoli old school.
    Tra i vari oggetti poggiati sul tavolo del nostro Atari 2600 virtuale è presente un vecchio telefono giallo, che, si dice, dia la possibilità di collegarsi a Internet per poter scaricare demo e conoscere meglio le storie dei programmatori. Però negli anni '80 il web non era ancora stato scoperto... quale sarà il mistero?

    La colonna sonora

    Activision ha curato davvero bene il sottofondo musicale, impegnandosi nell'acquisire le licenze originali di alcune hits dei cotonati anni '80. Canzoni famosissime potranno accompagnare le nostre partite col glorioso VCS, la più nota è forse “Take on Me” degli A-ha, ma ci saranno brani di Blondie, Wall of Woodo e Twisted Sister, rivivremo le atmosfere del tempo in tutto e per tutto, non manca la particolarissima Tainted Love dei Soft Cell. E se vi dicessimo che è presente anche It's My Life dei Talk Talk? Comprereste il gioco solo per la colonna sonora.
    La pratica di ascoltare musica durante le sessioni di gioco era realmente molto diffusa tra gli utenti del 2600, poiché, come sappiamo, non c'erano vere e proprie musiche di accompagnamento nella maggior parte dei games, ma solo effetti sonori, ed i brufolosi ragazzini dell'epoca spesso mettevano nei loro stereo una cassettina per ascoltare i loro idoli mentre giocavano.
    Quando non utilizzerete il gioco, potrete comunque lasciare andare le stazioni radio che trasmetteranno sempre grandi successi degli “eighties”, riportando alla mente molti ricordi. In ogni frequenza troveremo la nostra scaletta di brani, da canticchiare mentre si gioca con la lignea console di casa Atari. La pratica ricorda quella dell'opera di Rockstar Games, GTA, in cui la radio di bordo, spesso, si ascoltava solo per il piacere di scoprire cosa avrebbe trasmesso quel giorno.
    Activision colpisce i nostri cuori davvero forte, non solo sono presenti i titoli che tanto amiamo e che ci riportano alla nostra infanzia, ma è presente sulla compilation tutto lo spirito pionieristico dell'epoca, in cui videogiocare era una novità e bastavano pochi pixel saltellanti sullo schermo per catapultarci in mondi incredibili, a volte una giungla piena di tronchi da saltare, altre volte lo spazio profondo, altre una pista da sci da discendere a velocità folle.
    La software house americana fa leva sull'amore incondizionato che gli ataristi di vecchia data ancora provano per la macchina delle meraviglie. Chiunque abbia più di trent'anni non potrà non avere una emozione enorme nel solo vedere quelle schermate così semplici, eppure contenenti interi mondi che agli occhi dei piccoli utenti erano meravigliosi universi da scoprire.

    La differenza tra immaginario e fotorealismo

    Siamo in un concetto di videogame totalmente diverso da un Gears of War a caso tra le grandi super produzioni odierne, qui bastavano due quadratini per rappresentare un'arma, ed un solo quadratino rosso poteva essere il sole. Siamo quasi al livello di Arte astratta se contrapposta al fotorealismo che adesso si persegue nei giochi moderni con tanto accanimento, come l'attenzione ai particolari, anche quelli più insignificanti che poi verranno osservati distrattamente dagli occhi ormai abituati, e forse un pò annoiati, di giocatori che hanno visto ormai tutto passare sui loro schermi e davanti ai loro occhi.

    Pitfall... e altri 47 giochi!

    Alla sua uscita nei negozi il titolo costava 50 euro, e se vogliamo fare la media matematica era praticamente un euro a gioco, ma qui il valore non è certo monetario, siamo di fronte alla storia.
    Il simpatico portacartucce girevole, tanto simile a quello che moltissimi di noi utilizzavano per riporre i giochi, quando ancora non erano su dischi ottici, inizia a scorrere, e la lista dei giochi si para di fronte alle nostre mani avide. Per ogni titolo avremo la scatola originale, il manuale di istruzioni elettronico, la cartuccia da inserire nello slot del 2600 e gli eventuali bonus che avremo fatto nostri impegnandoci nel giocare. A questo punto potremo decidere quali provare, oltre al mitico Pitfall.

    Black & White, Classic e nuove modalità di gioco

    La possibilità di attivare la visione in bianco e nero dei titoli la dice lunga sullo spirito della collezione, ma non sarà l'unica variante presente. La prima opzione di gioco dataci da Activision Anthology sarà ovviamente quella “Classic”, ma, andando avanti nei giochi, potremo sbloccare, oltre ai gustosi extra e contenuti speciali, delle nuove modalità di gioco, tenute segrete per anni negli archivi californiani di Santa Monica, dove negli anni '80 gli spensierati programmatori dell'Activision si dedicavano al surf nel tempo libero. Potremo utilizzare fino a sedici modalità di gioco differenti, se avremo la forza di perseverare nei giochi, sbloccando tutti i segreti, i bonus e ciò che i programmatori hanno deciso di implementare in questa strepitosa antologia. Tra le tante, spiccano le più interessanti, che sono la Cube, dove ogni faccia di un cubo tridimesionale ospiterà il nostro gioco, la Whirl, dove lo schermo gira lentamente a 360 gradi, la Warped, che cercherà di simulare improbabili effetti 3D, la spettacolare Disco, che ci porterà in discoteca e l'incredibile modalità Bungee, che ci darà l'impressione di giocare con un 2600, legati ad una corda che fa Bungee Jumping! Queste nuove modalità di gioco daranno valore aggiunto a questi classici senza età.
    Essendo i giochi numerosissimi, ne analizzeremo solo alcuni che, per un motivo o per l'altro primeggiano sulla nostra nutrita collezione.

    Pitfall e Pitfall 2: The Lost Caverns

    Il primo gioco su cui si soffermeranno i nostri occhi è certo il più rappresentativo dell'Atari 2600, il leggendario Pitfall, accompagnato nella compilation dal suo seguito. Creato da David Crane nel lontano 1982, Pitfall, da solo, già giustificherebbe l'intera collezione. La magia emanata dal titolo è difficile da spiegare a chi non lo ha mai provato, è qui che il concetto di avventura comincia a prendere vita, se oggi abbiamo Tomb Raider o Uncharted, lo dobbiamo a Harry Pitfall. L'anno successivo il secondo capitolo ci accoglie con un evocativo tramonto sulla giungla, aggiunge all'originale una piacevole musica di sottofondo ed una maggiore estensione del mondo esplorabile. Sarà possibile infatti andare oltre allo scorrimento laterale e scoprire molti livelli al di sopra e al di sotto del percorso standard, anticipando per certi versi il gameplay di Turrican o Metroid. Da notare l'eliminazione del tempo limite e l'introduzione delle vite infinite, che ci darà modo di studiare meglio il nostro percorso e, uno dei primi giochi a permetterlo, di completare facilmente il gioco, quindi l'attacco di creature nemiche ci farà solamente perdere il punteggio accumulato raccogliendo le reliquie presenti sul campo. L'esplorazione della giungla sarà resa più piacevole, infatti, dalla possibilità di collezionare tesori durante il cammino. Ciliegina sulla torta i nuovi personaggi, la nipote Rhonda e Quickclaw, il puma fifone. Le anguille elettriche che inseguono Pitfall durante le sue nuotate sono state spesso citate in numerosi videogiochi. Il successo dei titoli è evidente, MB ha dedicato al nostro esploratore preferito un gioco da tavolo su licenza originale Activision nel 1983, a cui si aggiunge nello stesso anno una serie animata prodotta dalla CBS. E la saga di Pitfall è continuata fino ai giorni nostri, poiché ha sempre visto un titolo per ogni generazione successiva di macchine.



    Commando

    L'incredibile conversione della celebre hit da sala giochi giapponese della Capcom fu realizzata per il 2600 proprio da Activision e, nonostante gli evidenti limiti tecnici, racchiude in se tutto il fascino dell'originale, dove dovremo guidare un soldato attraverso i campi nemici in deserti e foreste per liberare i compagni prigionieri. L'inconfondibile colonna sonora ci riporta alla memoria il coin op originale, anche se gli sprite presenti sono necessariamente in numero minore, bisogna poi ricordarsi che il 2600 aveva un solo tasto di fuoco e che per gettare le granate bisogna premere più a lungo. E' uno dei titoli più recenti, risalendo al 1988, che si deve scontrare però con le versioni Commodore 64, Amiga o Atari ST, solo per citare quelle meglio realizzate.

    River Raid

    Se, sorvolando il mare nemico, il vostro aeroplano da guerra fosse a corto di carburante e ce ne fosse una tanica su una zattera galleggiante, ma in un punto tale da rendervi un facile bersaglio per i nemici o avvicinarvi pericolosamente ad una strettoia pericolosa, cerchereste di prenderlo o rischiereste di restare a secco durante la sparatoria successiva? Su questo amletico dilemma si basa molta della tensione di River Raid, che aggiunge alla classica formula dello sparatutto verticale la componente strategica di dover rifornirsi di benzina molto spesso, pena l'ammaraggio forzato e la vittoria dei nemici! Pur semplice e diretto il gioco risulta ancora molto divertente, le navi ed i mezzi volanti nemici spesso si comporteranno in maniera inusuale dando un grande piacere agli amanti della sfida. Un vero classico, accattivante oggi come allora.

    Barnstorming

    Il gioco che ci da il benvenuto nel simpaticissimo filmato iniziale della collezione è uno dei più antichi esperimenti nel campo dei simultori di volo, pur risultando oggi necessariamente limitato, all'epoca è stato una vera esplosione di creatività da parte di chi lo ha creato.

    Tennis

    Uno dei primi giochi di tennis commercializzati per console domestiche ha con il moderno Wii Tennis di Wii Sports una caratteristica in comune, la risposta automatica al colpo dell'avversario. Come nella recente produzione Nintendo, infatti, la semplificazione estrema del titolo lo caratterizza come rivolto ad una concezione certo più arcade e di divertimento puro, piuttosto che abbracciare l'approccio simulativo. L'essenzialità cromatica, l'eliminazione di elementi estranei alla giocabilità pura ne fanno quasi un titolo ispirato alla filosofia Zen. Il genere si evolverà, come tutti sanno, verso simulazioni sempre più realistiche, ma le regole “non scritte” per realizzare un gioco sullo sport di Anna Kournikova, tra cui la visuale, le ha dettate di certo il titolo Activision.

    Ice Hockey

    Lo sapevate che per direzionare la palla durante la partita di Hockey ci sono 32 possibili angoli di tiro? Il completo manuale virtuale del gioco ci informa fiero di questo particolare, che ci donerà molta componente strategica durante le nostre partite di disco sul ghiaccio. Personalmente ho sempre adorato questo sport su computer, soprattutto nella sua incarnazione per C64. La giocabilissima versione Atari 2600 del 1981 ci permette anche di sfidare un amico, con l'unica pecca di un campo da gioco molto limitato e ridotto ad una schermata singola con soli quatto atleti.

    Robot Tank

    Scritto nel 1983 da Alan Miller, autore anche di Tennis e Ice Hockey, il gioco è uno dei primi in assoluto a sfruttare la visuale in soggettiva, e ci mette nei panni di un pilota di carri armati che deve battersi in una arena per resistere agli attacchi degli altri Tanks. Una rielaborazione dello stesso concetto porterà al celeberrimo Spectre, il primo gioco in assoluto per PC a sfruttare il multiplayer tramite il collegamento in LAN di più macchine. Robot Tank ha ispirato più di una generazione di game designers.

    Skiing

    Titolo tra i più interessanti del panorama VCS, ci vedrà nei panni di uno sciatore, intento a percorrere le piste innevate, cercando di attraversare correttamente 20 bandierine sul percorso, per ottenere il tempo migliore. Una sua controparte era presente anche su Intellivision, realizzato dalla Mattel, entrambi i titoli risalgono al 1980. Famosissimo fino ad oggi un suo clone FreeWare per PC.

    I titoli della Imagic: Atlantis, Demon Attack e MoonSweeper

    L'importanza di questi tre titoli è data dal loro sviluppatore, la Imagic, la seconda software house della storia. Questi prodotti sono ormai tornati sotto l'ala protettrice di Activision, che li ha acquistati nel 1986, dopo l'abbandono del mercato della Imagic in seguito alla grande crisi dei videogames. Atlantis è stato prodotto nel 1982 e distribuito per l'Atari 2600 da Zellers. Ha un gameplay simile a Missile Command e racconta la storia di una astronave che deve salvare l'antica città di Atlantide da un assalto nemico. Demon Attack è un clone di Galaxian della Namco, sparatutto classico a schermata fissa in cui ondate di demoni non ci lascerenno un attimo di tregua. programmato da Rob Fulop, ex dipendente Atari, già noto per i celebri Missile Command e Night Driver. Moonsweeper, infine, ci darà la possibilità di salvare i minatori lunari nella colonia Star Quadrant Jupiter da un mortale attacco alieno.

    Plaque Attack e i giochi dello sperimentalismo anni '80

    Alcuni titoli più fantasiosi di altri sono testimoni di una creatività e sperimentazione che nel tempo e nell'evoluzione tecnoludica sono scomparse, solo in tempi recenti, su Nintendo DS si vedono esperimenti coraggiosi per ritrovare la voglia di stupire tipica dei primi anni '80. Tra i rappresentanti dell'Atari 2600 troviamo di certo Oink, ispirato alla favola dei tre porcellini, in cui un simpatico maialino e i suoi due fratelli, deve costruire un muro che un lupo cerca di distruggere, in una lotta contro il tempo. Uno dei più strani titoli mai visti è ambientato addirittura dentro una bocca e ci vede combattere contro la carie dei denti, con un dentifricio come arma, a causa della diffusione di “junk food”, cibo spazzatura, tipico degli anni '80: l'incredibile Plaque Attack di Steve Cartwright, stesso autore di Barnstorming e Megamania, ci invita alla sua “dental defence”, una lotta eroica per la difesa dell'igiene orale fino all'ultimo dente! Concettualmente disarmante risulta anche Crackpots, in cui bisogna difendere la propria casa dall'invasione di insetti molesti, usando come arma... i vasi di piante del proprio balcone fiorito, da una geniale idea di Dan Kitchen, uno dei più stralunati designer dell' Activision degli esordi. Oltre a giochi da tavolo come Dama e Bridge, sparatutto basati sui laser o i titoli più canonici come Grand Prix ed Enduro che ci si aspetterebbe in una compilation del genere, sono proprio queste perle nascoste, i giochi sperimentali, a far riscoprire un mondo atipico ed ancora pionieristico, il cui spirito, purtroppo, nelle moderne produzioni AAA si è perso irrimediabilmente.



    Ma stampano ancora i titoli per il mio Atari 2600??

    La risposta di Activision è positiva! Nella collezione troveranno addirittura spazio dei titoli inediti mai presentati ufficialmente sul mercato, che faranno la gioia di ogni atarista di vecchia e nuova generazione. Oltre ai 35 titoli “classici” e da sempre preferiti dal pubblico, troviamo anche un'altra categoria, gli 11 “Unreleased on Activision Compilation” che sono giochi mai ripresentati in raccolte per macchine successive al 2600, tra cui il seguito di Pitfall, infine ci sono i due titoli totalmente inediti, Thwocker e l'interessante Kabobber, creato da Rex Bradford, in cui dobbiamo guidare una squadra di strani esseri indefinibili che deve salvare la principessa Buvsky capace di convogliare l'energia magica degli arcobaleni, per salvare il regno di Kabobberland.

    Le collezioni di videogiochi storici

    Il titolo antologico della Activision va a inserirsi perfettamente tra le collezioni di titoli di retrogaming presenti per l'inossidabile PlayStation 2, ricoprendo un periodo spesso trascurato, quello iniziale e pionieristico dei primi anni '80. Risulta certo più alta la giocabilità di altre raccolte presenti sul monolite, come Namco Museum, Sega Mega Drive Collection, Capcom Classic Collection, Taito Legends, Midway Arcade Treasure o la recente SNK Arcade Classics. Da non dimenticare poi, per chi ama Atari, l'imperdibile Midway Arcade Greatest Hits: The Atari Collection 2 per PS1, che include perle rare come Gauntlet e Marble Madness. Il valore storico della collezione qui recensita è altissimo, soprattutto considerando la sua ricchezza di contenuti extra, mentre il valore puramente ludico sarà molto condizionato dal rapporto personale che ognuno di noi ha con questo periodo della storia dei videogiochi, i titoli proposti sono tanti, ed anche molto divertenti, ma possono apparire troppo arcaici ed antiquati agli occhi di chi è cresciuto, molte generazioni ludiche dopo, a pane e PlayStation.

    Reperibilità dei singoli giochi e della collezione

    I giochi originali per Atari 2600, singolarmente su cartuccia si possono trovare ricercando con attenzione nei mercatini, nei negozi che trattano retrogame o su ebay, soprattutto i più celebri della raccolta, come Pitfall, Atlantis o River Raid. La collezione su Playstation 2 è ancora sul mercato, e si trova spesso a prezzo budget nei negozi, ma risulta incredibile l'offerta fatta dalla catena Blockbuster, che ha inserito il gioco usato in una promozione “fuori tutto” al prezzo di un solo euro.

    Altre versioni

    La versione per PS2 contiene ufficialmente 48 titoli ma sono presenti sul mercato molte edizioni differenti della raccolta. Le edizioni per PC e Mac sono le più ricche, poiché il mondo PCista è da sempre più attento all'emulazione di vecchi sistemi. Raggiungendo la ragguardevole cifra di ben 76 giochi presenti, queste compilation, definite “Remix Edition”, si distinguono, infatti, per aver aggiunto anche ulteriori titoli amatoriali, realizzati da semplici appassionati. La piccola cartuccia realizzata per il GBA, uscita nello stesso anno di quella PC, il 2003, si ferma invece a 56 titoli, includendo anch'essa titoli “homebrew” ma avendo escluso i giochi prodotti dalla Imagic. Più stringata appare l'edizione PSP, che include una selezione di 40 titoli.

    Requistiti minimi consigliati

    L'Activision è una parte fondamentale della storia videoludica, fondata nel lontano 1979 e tuttora attiva sul mercato, pur non essendo ad oggi tra le più innovative case di software, è conosciuta dalle nuove generazioni più per serie come Call Of Duty, ma rappresenta una grande realtà da conoscere bene, fin dalle sue origini e la curatissima collezione è un buon acquisto per chi voglia conoscere o ricordare questa gloriosa casa fin dagli esordi. Molto interessanti risultano gli extra e le versioni in modalità remixate dei giochi. Per apprezzare la raccolta in pieno forse bisogna avere dei requisiti minimi, che non sono scritti sulla confezione, avere superato i trent'anni, qualche capello bianco, avere attaccato l'adesivo Atari is Alive! sul parafango della Jeep, insomma, essere dei puristi e sentirsi un po' hardcore gamers, ma forse non è necessario, poiché la passione che riporta alla luce queste gemme perdute può far breccia nel cuore di chiunque ami i videogiochi.


    COMMENTO FINALE


    "Una compilation eccezionale, che farà la gioia di chiunque ami riscoprire le origini dei videogames. In un solo DVD è stipato un intero mondo, fatto di intuizioni primordiali. Grafica e sonoro di molti giochi appaiono oggi datati e superati, ma concettualmente alcuni titoli seminali hanno influenzato molto le generazioni successive. Storicamente la collezione ha un valore elevatissimo poiché presenta titoli leggendari come Pitfall e River Raid, ma anche prove sperimentali uniche ed una conversione impossibile, che risponde al nome di Commando. Sentimentalmente Anthology riporta ad un’epoca perduta, grazie anche alla splendida colonna sonora “esterna”, composta da pezzi indimenticabili, da ascoltare anche da soli, come fosse un semplice cd musicale (come sta facendo il vostro SFB adesso). Activision, come del resto la stessa Atari, è pioniera di qualcosa di grande che stava nascendo, l’universo videoludico per cui noi tutti nutriamo da sempre una grande passione."






    Fabio "Super Fabio Bros" D'Anna



    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      bella raccolta, peccato che è rara da trovare (non ne ho trovata nemmeno una usata)