Crackdown - Xbox360 | Retrogaming History
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    Crackdown

    Crackdown è la trasposizione ideologica tridimensionale della filosofia dei videogame anni ’80 fine ’90. Il meccanismo di base è semplice ed è preso direttamente dai vecchi classici shoot’em up a piattaforme; bisogna uccidere i nemici e potenziarsi raggiungendo i vari power up disposti in modo strategico esplorando l’area circostante. Tale meccanismo viene inserito in un unico ambiente completamente tridimensionale senza una suddivisione in livelli e con la piena libertà di movimento e di azione.
    In Crackdown il giocatore è un super agente dell’Agenzia con possibilità di migliorare le proprie abilità fisiche, di guida e di offesa raccogliendo le sfere disseminate nell’ambiente, con lo scopo principale di distruggere i tre grandi centri criminali sparsi a Pacific City. Criminalità organizzata a tal punto da non permetterci liberamente di attaccare il nucleo principale (si può fare ma il rischio di fare una brutta fine è alto), anzi è consigliabile cercare di indebolire l’organizzazione attaccando le cellule minori per poi concentrarsi sulla cellula principale.
    Come ogni organizzazione che si rispetti, tutti i “sottonuclei” dell’organizzazione criminale hanno un capo in grado di darci notevole filo da torcere prima di riuscire ad eliminarlo, dando vita a degli scontri di notevole spessore. Una volta sgretolato un nucleo organizzato uccidendo fino all’ultimo boss dovremo sedare i criminali rimasti senza guida. Solo in quel modo il quartiere si può dire completamente pulito dalla criminalità. Ad impedirci un blastaggio libero ed incondizionato vi sono i civili e le forze di polizia ordinaria che se per sbaglio vengono eliminati dal nostro agente, subiremo un depotenziamento delle nostre abilità. Un’altra variante al tema spara e uccidi è la possibilità di guidare i vari mezzi dell’Agenzia, anch’sessi potenziabili migliorando le loro caratteristiche principale. I mezzi ci possono essere utili per attaccare le bande nemiche ed offrirci una maggiore copertura al fuoco nemico, oppure si possono utilizzare per portare a termine le varie sottomissioni sparse nella città.
    Sotto il profilo grafico il gioco si difende bene, ha uno stile cartonesco pulito e non soffre di rallentamenti anche quando ci sono miriadi di nemici a schermo e tutta l’azione di gioco scorre fluida come l’olio. Il level desing è ottimamente studiato in modo da darci la possibilità di correre e saltare senza intoppi fastidiosi; ogni punto che ci verrà in mente di raggiungere potrà essere visitato.
    Buoni gli effetti sonori tra cui le ottime esplosioni e discreto il doppiaggio anche se non incisivo e di rilevante importanza.
    La giocabilità è elevata, di semplice concezione ma efficace, ma una volta concluso difficilmente lo rigiocheremo. Una nota positiva è la presenza di una modalità in cooperativa a due giocatori molto divertente, che ci da modo di affrontare il gioco insieme ad un amico, con un alto livello di soddisfazione nell’annientare i nemici.



    "Che cos’è Crackdown dunque? Uno sparatutto? Un platform tridimensionale? Un free rooming game dove si è liberi di fare ciò che si vuole? Beh è un po’ tutti questi generi con un dosaggio degli ingredienti più alto sotto la voce sparatutto. E’ fondamentalmente privo di difetti ma non ha nemmeno pregi di spicco che lo elevano dalla massa. Insomma un buon gioco che pur non avendo pretese, non vi farà rimpiangere i soldi spesi.
    Il titolo viene proposto con al suo interno la beta di Halo 3, un’ottima mossa commerciale per alzare le vendite del titolo, ma non una scusa per appiopparci un titolo banale che invece si è rivelato un’ottima prova dei Realtime Work; neonata casa di sviluppatori tra i quali spicca il creatore di GTA.
    Provatelo, potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa."


    Simone "Sio03" Capocchi





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