Tatsunoko vs Capcom: | Retrogaming History
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  • Tatsunoko vs Capcom: Ultimate All-Stars

    Tatsunoko vs Capcom: Ultimate All-Stars

    Tatsu... che?

    Diciamoci la verita: quanti di noi avranno realizzato immediatamente ciò che si cela dietro la parola "Tatsunoko"? Magari non pochi saranno stati inizialmente perplessi di fronte a questo nome e, se interrogati in merito, avranno ripetuto la classica scena tragica dell’interrogazione "alla Fantozzi": << dicesi “Tatsunoko”... ehm… scusi, abbia pietààà… >>.

    Probabilmente sarebbe stata più immediata e più diffusa la risposta a titoli come: "Il mago pancione Etcì" (“Hakushon daimaho”), "La Battaglia dei Pianeti" (“Kagaku ninja tai Gatchaman” / “Gatchaman”, “Gatchaman II” e “Gatchaman F”), "Kyashan il ragazzo androide" (“Shinzo ningen Casshan”), "Hurricane Polymar" / "Hurricane Polimar" (“Hariken Porima”), "Tekkaman il cavaliere dello spazio" (“Uchuu no kishi Tekkaman”), "La Macchina del Tempo" (“Time Bokan”), "Yattaman" / “Yatterman” (“Time Bokan Series: Yattaman”), "I predatori del Tempo" (“Time Bokan Series: Time Patrol Tai Otasukeman”), "Calendar Men" (“Time Bokan series: Yattodetaman”) e “Teknoman” (“Uchuu no Kishi Tekkaman Blade”). Queste serie televisive, realizzate appunto dal prolifico studio di animazione Tatsunoko Production dal 1969 al ’97, godevano negli anni ‘80 e, in misura minore, in gran parte del decennio successivo di una rilevante popolarità tra bambini e ragazzi italiani e hanno lasciato nella mente e nel cuore degli attuali trentenni e quarantenni un piccolo grande patrimonio di ricordi ed emozioni. Coloro che ricordano l'enfatica, teatrale e gasantissima sigla originale di "Tekkaman" (“Moe ro taiyou kakero Tekkaman” […] “yaruzo Pegasu tekkusetta / uchuu no kishi / uchuu no kishi Tekkaman!”) hanno verosimilmente superato i trenta compleanni e, forse, rammentano con agrodolce nostalgia anche il brano italiano de "La Battaglia dei Pianeti” ("La battaglia dei pianeti / spacca e spazza tutti i cieli" […] "Ken, l'aquila, Joe, il condor, Pritijen, il cigno, Gimpy, la rondine, Ryu, il gufo" […]) e tutti gli altri memorabili pezzi musicali che accompagnavano questi cartoni animati.

    Quanti di voi avranno pensato che queste pillole di reminescenze fanciullesche siano ormai irrimediabilmente perse, salvo poi ricredersi alla visione del cartoon dato per dimenticato o all'ascolto delle relative musiche?
    Si tratta, in effetti, di una vera e propria epifania del ricordo che ha, in alcuni casi, un rilevante impatto emotivo. È inevitabile realizzare, infatti, che a questi cartoni animati associavamo una sorprendente gamma di stati d'animo, spaziante dalla drammatica serietà di alcune puntate di "Tekkaman" fino all'esilarante spensieratezza demenziale dei più folli episodi di "Yattaman". Fatalmente, infine, ci rendiamo conto di quanto fossimo affezionati ai personaggi di queste serie toccando, peraltro, con mano quanto sia vero ciò che scrive Stephen King nel romanzo “Christine”: "Ci sono giorni, dovete capire, che ho l’impressione che l’età ottimale siano i sei anni e che deve essere per questo che durano all’incirca 7,2 secondi in tempo reale.".

    La Tatsunoko Pro fu fondata nel 1962 dal pioniere Tatsuo Yoshida e basò la propria duratura popolarità su serie fantascientifiche e relativi mitici supereroi (per la notorietà di quest’ultime è spesso qualificata con l’appellativo “Casa degli eroi”), su produzioni più specificamente rivolte ad un target infantile e sui cartoons comico-parodistico-demenziali.
    Questo apprezzatissimo studio di animazione vanta un curriculum molto ricco che, oltre alle serie già citate, include: “Superauto Mach 5” (“Mach Go! Go! Go!” / “Speed Racer” - 1967), "Judo Boy" (“Kurenai Sanshiro” - 1969), “Le avventure dell'Ape Magà” (“Konchu Monogatari Minashigo Hutch” - 1970), “Le nuove avventure di Pinocchio (“Kashi no ki Mokku” - 1972), “La banda dei ranocchi” (“Kerokko Demetan” - 1973), “Chobin, il principe stellare” (“Hoshi no ko Chobin” - 1974), “Il fantastico mondo di Paul” (“Paul no miracle dai sakusen“ - 1976), “Gordian” (“Toshi Gordian” - 1978), “Belfy e Lillibit” (“Mori no Yoki na Kobitotachi: Berufi to Rirubitto” - 1980), “Gigi la trottola” (“Dash Kappei” - 1980), “Superbook” (“Pasocon travel tandeitan” - 1983), le serie “Macross” / “Robotech” (1988/85) e “Neon Genesis Evangelion” (“Shin Seiki Evangelion” - 1995; concepito e realizzato dalla Gainax in collaborazione con la casa di Yoshida).

    Cartoon Heroes

    Il titolo del nono singolo degli Aqua, noto gruppo danese europop, è perfetto per introdurre ai 13 personaggi delle già citate serie animate che fanno parte della rosa di 26 combattenti proposta nel picchiaduro ad incontri Tatsunoko vs. Capcom: Ultimate All-Stars.
    Se purtroppo la versione PAL del beat ‘em up firmato Eighting è orfana del Mago Pancione (Hakushon Daimao), conferma in ogni modo le star delle serie Gatchaman (Ken the Eagle, Jun the Swan e un personaggio extra da sbloccare; la candidatura di Ryu the Owl -Ryu il Gufo- è stata bocciata per motivi scaramantici), Casshan (Kyashan), Tekkaman The Space Knight (Tekkaman, con un character aggiuntivo da abilitare tratto da una “serie-seguito”), Hurricane Polimar (Polimar) e Yatterman (Yatterman-1 e Doronjo -accompagnata dai fidi Boyacky e Tonzura- con un combattente in più da sbloccare). Ai suddetti cartoon heroes si aggiungono i meno conosciuti Ippatsuman, Gold Lightan e Karas, protagonisti delle serie (inedite in Italia) “Time Bokan Series: Gyakuten Ippatsuman” (1982), “Golden Warrior Gold Lightan” / “Ogon Senshi Gorudo Raitan” (1982) e “Karas” / Karasu” (2007).
    Le scelte degli sviluppatori, pur risentendo degli inevitabili compromessi indotti dal ginepraio di diritti televisivi, riescono a restituire ai videogiocatori moderni un’immagine significativa della Tatsunoko Pro.

    Capcommunity

    La Capcom, popolarissima software house giapponese dalla lunga e gloriosa storia e firma di numerosi arcade hit, dei Mega Man / Rockman games, della celeberrima serie di Street Fighter con relativi spinoff, di Resident Evil / Biohazard e seguiti e dei quattro Devil May Cry, non avrebbe certo bisogno di presentazioni, men che mai in un sito dedicato ai videogiochi. Questa inossidabile società ha goduto di 25 anni di fama presso una larga parte dei videogiocatori e ha sempre saputo rinnovarsi sfornando successi su successi e rimanendo costantemente sulla cresta dell’onda.
    Gli sviluppatori di Tatsunoko vs. Capcom: Ultimate All-Stars hanno delineato una panoramica della famosa etichetta inserendo nella rosa dei combattenti 13 personaggi nati sotto l’ombra del celebre logo: Roll (Mega Man / Rockman - 1987), Ryu e Chun-Li (Street Fighter II: The World Warrior - 1991), Morrigan Aensland (Darkstalkers: The Night Warriors - 1994), Saki Omokane (Quiz Nanairo Dreams: Nijiirocho no Kiseki -1996-; personaggio da abilitare), Batsu (Rival Schools: United by Fate - 1997), Alex (Street Fighter III: New Generation - 1997), Mega Man Volnutt (Mega Man Legend - 1997; da Mega Man X / Rockman X -1993- proviene un ulteriore character da sbloccare), Viewtiful Joe (protagonista dell’omonimo vg datato 2003; personaggio da abilitare), Kaijin no Soki (Onimusha: Dawn of Dreams -2006-), Frank West (Dead Rising -2006-; character da sbloccare), Yami (Okami - 2006; boss finale non giocabile) e PTX-40A (Lost Planet: Extreme Conditions - 2007).

    Le strane coppie

    La struttura di Tatsunoko vs. Capcom replica nelle linee essenziali l’impianto e il gameplay dei titoli della “Serie Versus” che ebbe come capostipite X-Men vs. Street Fighter (1996). Il giocatore, infatti, deve selezionare due combattenti (tag-team battle system) che può gestire alternativamente durante il match, sostituendone uno dei due con il compagno nel caso che le sorti dell’incontro inizino a volgere per il peggio e utilizzando il personaggio “in panchina” anche per rapidissime “incursioni” e supermosse di vari tipi, dinamiche e potenza effettuate in tandem con il guerriero “in campo” (“Cross-Over Attack” / “Assist” / “Counter” / “Air Raid” / “Combination”).
    Come da tradizione per i picchiaduro di questa serie, l’accento è posto sulla frenesia dell’azione, sulle super mosse di impatto spettacolare, sulla generale immediatezza di puro stampo arcade e, naturalmente, sul più genuino divertimento nel single e, in particolare, nel godibilissimo 2-player mode. Che gli sviluppatori abbiano privilegiato la semplicità risulta evidente dal sistema di comando che prevede l’utilizzo di soli 3 pulsanti per l’attacco (decisamente consigliabile l’utilizzo di un Wii Classic Controller / Classic Controller Pro) distinti per altrettanti livelli di potenza (leggero, medio e forte), dal limitato numero di mosse speciali (4) e di “Hyper Combo” (3; le HC sono una versione potenziata delle mosse speciali) assegnate ad ogni personaggio e dall’intuitivo sistema di concatenazione delle mosse (“Chain”, “Air” e “Baroque Combo”) che conferma il dial-a-combo style della “Vs. Series”.

    Nonostante la già evidenziata esiguità del numero di mosse speciali effettuabili dai vari combattenti, la struttura di TvC realizza in ogni caso un efficace compromesso tra l’approccio semplice e diretto in perfetto stile arcade e un’apprezzabile profondità del gameplay che si basa essenzialmente sul corretto utilizzo delle combinazioni, della già menzionata “Baroque Combo” e della potente tecnica difensiva “Mega Crash”.
    Interessante, poi, rilevare che parte dello “spessore tattico” del picchiaduro Eighting deriva dall’adozione delle “Hyper Combo Gauge”, barre di energia che si riempono quando il relativo personaggio attacca o subisce, consentendo di accumularne fino a un massimo di 5. La suddetta energia può essere utilizzata per mosse speciali particolarmente potenti come le “Hyper Combo”, le “Team Hyper Combo”, le “Cross-Over Counter”, le “Cross-Over Air Raid”, le “Cross-Over Combination” e per la difensiva “Mega Crash”. Da notare che l’equilibrio strutturale di TvC poggia sul dualismo tra l’estremizzazione degli attacchi, consentita da “Hyper” e “Baroque Combo”, con queste ultime che possono essere teoricamente protratte ad libitum, e le tecniche di difesa, vale a dire l’”Avancing Guard” e il “Mega Crash”.

    Parte del fascino di questo beat ‘em up ad incontri risiede, peraltro, nella formazione dei team, in cui entrano in gioco i ricordi di ambito cartoonesco affiancati o contrapposti a quelli prettamente videoludici. Dalla combinazione di influenze nostalgiche e preferenze di natura più pratica nascono, dunque, coppie “canoniche” oppure “alleanze” curiose; esempi: Ryu e Batsu, Frank West e Tekkaman, Ryu e Chun-Li (quì andiamo sul collaudato, nonché sul team ideale per i principianti -idem per il duo Ryu e Alex-), Doronjo e Casshan, Ryu e Polimar, Ryu e Ken the Eagle (queste ultime due coppie sono particolarmente valide per la combinazione di tecniche offerte) e tante altre suggestive alchimie anime/vg.

    Le modalità

    Tatsunoko vs. Capcom offre al videogiocatore 5 modalità di gioco: “Training” (per 1 o 2 giocatori), “Arcade”, “Versus”, “Survival” e “Time Attack”. Il numero di scenari disponibili, inizialmente limitato a poche aree che, ovviamente, ripropongono ambienti tratti da serie animate e videogiochi legati alle due etichette, può essere incrementato fino ad un totale di 14 stages grazie all’acquisto di contenuti extra (personaggi, colori alternativi per i combattenti, numerosi mini-giochi, informazioni, filmati, illustrazioni…) all’interno della sezione “Shop”. Ogni “articolo” messo in vendita ha un prezzo espresso in “Zennys”, storico bonus “made in Capcom” che si vince giocando nella modalità “Arcade” o nell’”Extra Game” (“Ultimate-All Shooters”).
    Questa versione europea di TvsC, inoltre, permette di combattere on-line utilizzando la Nintendo Wi-Fi Connection. La modalità “Wi-Fi Battle”, infatti, permette di sfidare liberamente un combattente qualsiasi reperibile in rete (“Free Battle”), di scalare la classifica dei migliori giocatori on-line (“Ranked Battle”) e di affrontare un amico o un “rivale” dopo il necessario scambio dei relativi codici (“Friend” e “Rival Battle”). Nonostante la “Wii-Fi Battle” abbia notevoli potenzialità per il rilevante incremento da essa offerto alla longevità di TvsC, risulta in ogni modo significativamente penalizzata da non trascurabili problemi di lag.

    Le qualità tecniche

    La software house Eighting, già nota, nel bene e nel male, per Bloody Roar 3 (2001), Bloody Roar 4 (2003), la serie Naruto: Clash of Ninja (sviluppata tra il 2003 e il 2005 in collaborazione con la Tomy) e il ben poco apprezzato Castlevania Judgement (in tandem con la Konami; 2008), realizza con Tatsunoko vs. Capcom un titolo impreziosito da pregevoli qualità grafiche.
    Nonostante il picchiaduro sia caratterizzato da un’impostazione “due dimensioni e mezzo” di chiara derivazione “classica”, personaggi ed ambienti sono interamente realizzati in 3D, con i primi valorizzati dalla tecnica del cel shading (praticamente obbligatoria visto la rosa dei combattenti). I modelli dei characters sfoggiano una struttura sufficientemente ricca di poligoni da garantire una resa ottimale a supporto di eccezionali animazioni e i fondali, pur caratterizzati da strutture poco complesse, sono sufficientemente curati ed elaborati nonché, in diversi casi, dinamici ed opportunamente movimentati da eventi, tanto da garantire un apprezzabile impatto visivo.
    Le mosse speciali e le Hyper / Baroque Combo beneficiano, inoltre, di un largo uso di effetti di luce, trasparenze, fx particellari e tutto ciò che serve ad enfatizzare oltre misura la potenza distruttiva degli attacchi. Il risultato, grazie anche ad alcuni opportuni cambi di inquadratura in occasione di determinati eventi, è particolarmente spettacolare e giunge in alcuni casi a trasformare lo schermo in una coloratissima salva di fuochi d’artificio, con grande soddisfazione del giocatore che sta infierendo in così grande stile sul malcapitato avversario di turno.
    La velocità e la frenesia dell’azione di TvsC richiedevano, infine, un motore grafico efficiente per garantire una perfetta fluidità in ogni situazione e gli sviluppatori, anche su questo fronte, hanno ottenuto dei risultati assolutamente pregevoli. Il frame rate, infatti, è fluidissimo quanto sostanzialmente stabile, con tale risultato ottenuto a prezzo di pochi compromessi rilevabili sui fondali nell’aliasing dei contorni e nelle lievi carenze di definizione e dettaglio di alcune textures.
    Per quanto riguarda il sonoro va specificato che, diversamente da Tatsunoko vs. Capcom: Cross Generation Of Heroes, le musiche di questa versione europea non replicano i temi originali dei cartoons Tatsunoko e dei videogiochi Capcom “coinvolti” nella rissa. I brani utilizzati in questa localizzazione, poi, soffrono di una certa carenza d’incisività che li rende tendenzialmente anonimi, sottolineando per contrasto la qualità degli ottimi effetti sonori che, per quanto riguarda i personaggi Tatsunoko, includono le enfatiche voci dei doppiatori originali.

    Un titolo di nicchia?

    I videogiocatori europei hanno dovuto attendere 13 mesi per la localizzazione di questo crossover fighting game. Tatsunoko vs. Capcom, infatti, risale al dicembre 2008 nelle sue versioni arcade e Wii JAP, intitolate “TvsC: Cross Genaration Of Heroes”. La Capcom, nonostante i successi mietuti nel magico paese del sol levante da questo suo nuovo esponente della serie versus, ha esitato a lungo prima di tentare la sorte anche in occidente. I motivi per tali titubanze sono essenzialmente legati alla presenza nella rosa di TvsC di personaggi difficilmente spendibili fuori dal Giappone. Così i Wii-user europei hanno dovuto rassegnarsi ad una lunga attesa che è finalmente terminata il 29 gennaio 2010 con l’arrivo di questo TvsC: Ultimate All-Stars che presenta alcuni cambiamenti nei combattenti, nelle musiche, nei contenuti multimediali e nelle modalità di gioco, con un bilancio complessivamente positivo per i videogiocatori europei.

    Sarà sufficiente il fascino dei personaggi Tatsunoko per garantire al TvsC europeo un successo paragonabile a quello della sua controparte giapponese? La selezione prevalentemente “moderna” dei Capcom characters si rivelerà vincente? Difficile prevederlo.
    Oltre alla sua sostanziale unicità nella ludoteca Wii, gioca in ogni modo a favore di questo picchiaduro ad incontri la sua natura trasversale che, per il gameplay allo stesso tempo intuitivo, flessibile e dotato di embrionali spunti tattici e per la notevole varietà delle origini cartoonesco-videoludiche dei combattenti, può renderlo appetibile per un rilevante numero di possessori della console Nintendo.




    “Tatsunoko vs. Capcom: Ultimate All-Stars, crossover fighting game contenutisticamente ricco e graficamente molto curato, incontrerà sicuramente il favore dei videogiocatori che privilegiano i titoli intuitivi e l’azione frenetica ad alto tasso di adrenalina. Pur presentandosi come un titolo tendenzialmente sbilanciato verso dinamiche di gioco lineari, TvsC non sacrifica flessibilità e profondità del gameplay sull’altare della massima immediatezza e beneficia, al contrario, di una struttura sufficientemente elaborata da garantire un buon tasso tecnico e una longevità di tutto rispetto. Tenuto infine conto del peculiare fascino dei personaggi provenienti dalle serie animate Tatsunoko e dai titoli Capcom e della carenza di picchiaduro dotati di analoghe caratteristiche nella ludoteca Wii, non si può che consigliare vivamente l’acquisto di questo attesissimo capitolo della Vs. Series che offrirà parecchie ore di genuino divertimento, in particolar modo negli appassionanti match con gli amici.”

    Alessio "AlextheLioNet" Bianchi






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    Commenti 3 Commenti
    1. L'avatar di Zic
      Zic -

      Ottima recensione, mi aggiungo e quoto il tuo voto finale.
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Sono sconvolto ma anche incuriosito dal fatto che non esistano pulsanti diversi per pugni e calci. Spero di provarlo quanto prima, anche se di certo la cosa mi lascia perplesso...
    1. L'avatar di Tiger
      Tiger -
      wow! un'altra meravigliosa esclusiva!