LocoRoco-PSP | Retrogaming History
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    LocoRoco

    Inquadrare un gioco come Locoroco non è un’impresa delle più semplici. Nonostante siano molti i generi da cui trae ispirazione, dal platform al gioco musicale con inserti che ricordano a volte i flipper e altre i vecchi scaccia-pensieri, nessuno di questi risulta alla fine predominante. Probabilmente la definizione che meglio si avvicina a descriverlo è quella di incredibile esperienza audio-visiva. L’unica cosa certa è che i Locoroco sono dei simpatici blob con l’hobby del canto e la capacità di aumentare le proprie dimensioni fondendosi fra loro. Altra stranezza di questo inusuale gioco targato Sony è che, sebbene queste buffe palline colorate ne siano le protagoniste indiscusse, non ci verrà mai data la possibilità di controllarle direttamente. Tramite i tasti dorsali della nostra PSP dovremo invece spostare l’intero piano di gioco in modo da farle rotolare e rimbalzare fino alla fine di ciascun livello.

    I controlli a disposizione sono pochi e assolutamente intuitivi: Con i tasti L & R causeremo l’inclinazione del quadro, facendo così rotolare i Locoroco nella direzione desiderata, mentre una loro pressione contemporanea provocherà un piccolo smottamento in grado di farli sobbalzare. Infine potremo unire e dividere i piccoli blob con la semplice pressione del tasto O, operazione necessaria per consentirgli di passare attraverso i passaggi più angusti. All’inizio di ogni livello disporremo di un singolo esserino, numero di per se sufficiente per portare a termine il quadro, ma che potremo comunque aumentare raccogliendo delle strane piantine nascoste un po’ ovunque. Lungo il cammino ci troveremo perciò a controllare un Locoroco di dimensioni crescenti, cosa che andrà logicamente ad influire anche sulle sue capacità di rotolamento e rimbalzo.



    Se arrivare alla fine dei numerosi livelli tramite la via più veloce e diretta si rivela un gioco da ragazzi (in tal senso il livello di difficoltà è praticamente pari a zero), riuscire a scovare tutti e diciannove i Locoroco nascosti in ciascuno di essi, nonché i numerosi bonus e le aree segrete, richiederà un impegno ed una pazienza decisamente superiori. In tale prospettiva Locoroco può essere definito più un passatempo che un gioco nel senso stretto del termine. Al giocatore non viene infatti richiesta nessuna abilità particolare ne un grandissimo sforzo intellettivo, ma solamente tanta voglia di esplorare a fondo ogni livello immerso in un’atmosfera dolce e spensierata. Sbarazzarsi dei pochissimi nemici presenti non richiederà infatti un impegno tale da influire significativamente sull’esperienza generale. Ciò che spinge l’utente a proseguire lungo i livelli non è dunque la brama di vittoria, quanto la curiosità di sapere quali deliziose trovate si nascondono più avanti. Tutto all’interno di Locoroco persegue infatti la via del tenero e pacioccoso: A partire dalla grafica, un misto di 2d e poligoni che ricorda molto i libri “pop-up” per bambini (quelli con gli elaborati origami al loro interno), fino ad arrivare allo spettacolare level-design, in grado di trasformare ogni singolo stage in un vero e proprio parco giochi per i piccoli blob, con tanto di scivoli, ingranaggi e altri marchingegni più o meno complicati. Il risultato di un simile connubio sono dei passaggi in grado di estasiare il giocatore a prescindere dalla scarsa interattività proposta. Semplicemente osservare le piccole palline, che si divertono a percorrere una di queste inusuali giostre, si rivela un’esperienza in grado di procurare una gioia quasi infantile, capace di lasciare come rapiti davanti allo schermo.



    Un simile risultato non sarebbe comunque stato possibile senza l’ausilio del comparto audio, vera e propria opera d’arte in grado di sorreggere da solo tutto l’impianto ludico. Splendide le musiche, molto allegre e quindi perfettamente in tema con quanto visibile sul piccolo LCD. Semplicemente perfetti invece gli effetti sonori, la cui immensa carica di ilarità già di per se potrebbe valere l’intera esperienza. I nostri piccoli blob colorati tenderanno infatti a sottolineare nel loro buffissimo linguaggio tutto ciò che gli capiterà lungo il cammino, con frasi ed esclamazioni che li faranno sembrare ancora più buffi di quanto già non appaiano. Per accedere ad alcune aree speciali dovremo inoltre presentarci in taluni punti con un numero prestabilito di Locoroco; se il requisito verrà rispettato i nostri piccoli amici inizieranno ad intonare un delizioso motivetto, riuscendo in tal modo ad interagire con i restanti personaggi che popolano il loro strano mondo. Ogni differente tipologia di Locoroco (ne esistono infatti di più colori, tutti sbloccabili nel corso dell’avventura) possiede in aggiunta un proprio personale modo di cantare; aspetto che di sicuro invoglia a voler rivisitare le stesse location con tutti i diversi personaggi. In mezzo a tanto splendore non potevano logicamente mancare alcuni extra, rappresentati nel nostro caso dai “Mui Mui”, dei simpatici esserini (ma guarda un po’…) che una volta localizzati ci faranno dono di alcuni oggetti, con i quali potremo in seguito andare ad arredare un’apposita casetta per i nostri Locoroco.


    COMMENTO FINALE


    "In conclusione ci troviamo al cospetto di un prodotto decisamente fuori dagli schemi, e proprio per questo imprescindibile per tutti i possessori del portatile Sony, troppo spesso accusato di non saper proporre concept originali. Locoroco è un’esperienza da gustarsi in tutta tranquillità e realizzata con una cura degna dei migliori franchise di casa Nintendo; in cui la quasi totale mancanza di sfida viene egregiamente rimpiazzata dagli stimoli a sviscerarne ogni più recondito aspetto. Di conseguenza l’unica ragione per non apprezzare un simile capolavoro è quella di essere totalmente allergici a tutto ciò che è tenero e sdolcinato. Un prodotto insomma che seppur uscito in sordina e con pochissime ambizioni, finisce col fare al giocatore un inaspettato regalo: Un tuffo nelle spensierate atmosfere di quando era bambino."

    Emiliano "MasterGen" Valori





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