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  • Missile Command

    Missile Command

    E’ fuori discussione che ambientare un videogioco in un contesto verosimile aumenti esponenzialmente il fattore coinvolgimento, a maggior ragione se tale contesto ci riguarda da vicino. Nel 1980, nel pieno della golden age videoludica, gli Stati Uniti affrontavano un delicatissimo momento storico vivendo gli anni della Guerra Fredda con la Russia. La tensione era elevatissima e nei cuori di tutti gli americani era presente l’angoscia per l’esplosione di un conflitto potenzialmente devastante. Il creativo Dave Theurer decise, con un’overdose di sarcasmo, di sfruttare a vantaggio dell’Atari tale setting realizzando Missile Command. Il progetto originale prevedeva la rappresentazione della costa californiana assediata da una pioggia di missili nucleari, col giocatore impegnato a scongiurare l’arrivo di tali dispositivi servendosi di un avveniristico radar. Questo primo concept di gioco rivelò due grossi impedimenti verso l’apprezzamento del pubblico: in primis, sarebbe stato oltremodo sconvolgente per gli utenti partecipare ad un conflitto nucleare realmente ipotizzabile, ed in secundis l’utilizzo del radar non regalava sensazioni spettacolari. Il tema apocalittico previsto per Missile Command fu conseguentemente abbandonato per decisione del suo stesso ideatore Theurer che, durante i lavori di programmazione, era ossessionato da incubi riguardanti guerre nucleari. Per non ferire la sensibilità del pubblico si ripiegò sull’abusato tema dell’attacco alieno, nello specifico da parte della razza Krytoniana verso il popolo degli Zardoniani, giusto per eliminare anche tutti i riferimenti geografici noti. Fu scartato anche il radar e si optò per un’inquadratura laterale dell’area di gioco, con una schermata fissa presentante nella parte bassa le città da difendere e la riserva missilistica a nostra disposizione, divisa in tre blocchi ben distinti. Nella parte alta un cielo nero, trafitto dalle scie di missili diretti verso le città. Saltuariamente, ma molto più frequentemente nei livelli avanzati, sopraggiungeranno elementi di disturbo quali satelliti da guerra e aerei nemici che sganceranno ulteriori attacchi, questa volta a mezz’aria e quindi più pericolosi per i pochi secondi che avremo per difenderci. La nostra opposizione potrà essere effettuata tramite un puntatore con il quale indicare il punto in cui far deflagrare i nostri missili e tre pulsanti abbinati ognuno ad una diversa batteria missilistica. Non ci sono possibilità di vittoria in questo gioco, prima a o poi dovremo capitolare. La partita finirà nel momento in cui le città da difendere, inizialmente sei, saranno completamente distrutte.



    Alle prime battute, Missile Command potrebbe apparire come un gioco relativamente facile, in fondo basterà puntare e sparare sui missili nemici. In effetti, i primi livelli presentano pochi e lenti attacchi e rade incursioni di mezzi avversari, concedendoci tutto il tempo necessario per contrattaccare. Ogni volta che un nostro missile esploderà, la sua onda d’urto si espanderà in un globo piuttosto grande, riuscendo a neutralizzare più di un missile alla volta. Dal terzo stage in poi, però, molti razzi aumenteranno velocità e acquisteranno la capacità di frammentarsi in più missili indipendenti, conferendo a Missile Command una ripida impennata del fattore frenesia.

    Altre versioni:
    Missile Command è approdato su tutte le macchine più importanti della storia. Molto limitata la versione per Atari 2600, ma molto fedeli tutte le altre. Vale la pena ricordare come quasi tutte le versioni per computer, ad eccezione di quelli Atari, fossero tutt’altro che autorizzate ma realizzate dignitosamente. Missile Command è stato uno dei giochi con più remake all’attivo, partendo da Missile Command 3D per Jaguar, passando per un aggiornamento per PC e Playstation e per approdare, in tempi recenti, sul servizio Xbox Live in una nuova veste in full HD.




    "Questo gioco raggiunse un consenso di pubblico stratosferico, grazie al delizioso mix di strategia, velocità e originalità di cui era dotato. Inoltre, è invecchiato benissimo e si rivela un ottima scelta per rilassarsi in una pausa di lavoro."

    Gianluca "musehead" Santilio





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