Mario Party 4 Gamecube | Retrogaming History
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  • Mario Party 4

    Mario Party 4

    Dopo tante avventure vissute per salvare il regno dei funghi e rimediare ai tantissimi rapimenti di donzelle indifese, che pare accadono spessissimo da quelle parti, Mario e i suoi amici decidono di organizzare una grande festa, il Cubo Party! Siamo tutti invitati a scartare i nostri regali sul Game Cube!

    La genesi dei Party Games
    Quanti generi nuovi nascono nel mondo dei videogiochi? Molto pochi, e quando hanno successo spesso sono clonati e reiterati all’infinito. Pensiamo al caso di Alone in the Dark, ha creato un genere, “l’avventura a sfondo horror, di ispirazione lovecraftiana, basata sulla riflessione ma con momenti action inseriti per movimentare la scena”. Solo la successiva intuizione di Capcom di chiamare questa novità “survival horror” ha fatto di Resident Evil quel caposcuola che oggi tutti considerano una pietra miliare nella storia videoludica.
    Oggi su RH parliamo di un genere particolarissimo che dapprima in Giappone ed in seguito in America ed Europa si è diffuso a macchia d’olio, il cosiddetto party game.
    La grande idea di Mario Party, promotore indiscusso del genere, è semplice quanto intrigante: stufi di seguire lo stereotipo e l’idea comune del giocatore solitario ed alienato, chiuso nella sua camera a blastare creature immonde negli FPS (per quanto divertente), Nintendo, da sempre sostenitrice del “tenero & pacioccoso”, immagina una grande festa di compleanno a casa, in compagnia degli amici più cari che si dedicano ad un semplice ma divertentissimo gioco dell’oca.
    Il franchise è nato inizialmente sul 64 bit di casa Nintendo, evolvendosi, in verità con poche ma interessanti novità ad ogni uscita, fino ad arrivare a ben otto episodi su console da salotto e due portatili, dedicati a GBA e DS. Se siete tra i giocatori che amano avere sempre molti amici attorno, Mario Party 4, come del resto tutti gli altri episodi della serie, diverrà per voi un compagno inseparabile. Avete presente il recente concetto di “ancora una partita a Bowling con il gruppo di amici a Wii Sports e poi tutti a nanna”? Bene, Mario Party lo ha anticipato di molti anni.

    Nintendo All Stars together…again!

    Il cast di Mario Party 4 è di prim'ordine, sono state infatti invitate alla festa moltissime personalità di spicco della casa di Kyoto. Presenti in prima linea, ovviamente, i fratelli Mario e Luigi, Peach e Daisy, Wario e Waluigi, Donkey Kong e Yoshi. Oltre a questi otto protagonisti attivi troviamo molti NPC, ovvero i personaggi non giocanti, che contribuiranno, nel bene e nel male, a rendere questa festa più animata: tra loro ritroviamo il Goomba, Shy Guy, l’immancabile Toad, Boo, Koopa e l’imponente Bowser, che funge da boss del gioco, accompagnato dal suo pargolo.
    L’organizzatore della festa è Hudson, ma purtroppo non c’è un cameo segreto di Bomberman, come molti giocatori speravano.



    La prima volta (su Game Cube) non di scorda mai
    Il divertente filmato iniziale ci mostra l’arrivo di quella che sembra una misteriosa e minacciosa astronave aliena nel giardino del castello di Peach, ma alla fine si scopre che è solo un gigantesco cubo, abitato da Toad, Boo e compagni che invita tutti al Cubo Party! Come rifiutare l'offerta? La serie di Mario Party con il quarto capitolo fa il suo debutto sul Game Cube e la prima volta è una di quelle che non si dimenticano. Tutti gli elementi presenti nei primi tre episodi sono stati portati alla massima potenza, Hudson ha tagliato i rami secchi e ridotto alcuni tempi morti, portando molti miglioramenti al pur tradizionale titolo. Le novità introdotte sono interessanti ma le dinamiche di questo divertente party game non sono mutate, restando nella tradizione.

    Modalità di gioco
    La trama del titolo è puro pretesto e narra di una grande festa nel regno dei funghi. La meccanica di Mario Party 4 è simile ad un semplice e conosciutissimo gioco dell’oca, in cui si affronta un percorso strutturato in caselle ed ogni casella è caratterizzata da eventi differenti. Lo spostamento sul tabellone è determinato con un lancio di dadi che indica di quanti passi può avanzare il personaggio da noi prescelto. Le modalità di gioco principali sono due: “Party Mode” e “Story Mode”. La prima è la partita semplice ed è giocabile in due differenti modi, con le regole “Battle Royal”, in cui i quattro giocatori competono l’uno contro l’altro, e la “Team Match” , che prevede invece due squadre composte ognuna da due giocatori che collaborano tra loro. Le stelle raccolte ad esempio dal team maschile di Mario e Luigi saranno sommate e confrontate con quelle raccolte dalla squadra femminile di Peach e Daisy. Nel team match sono però esclusi alcuni minigiochi basati sulla sfida 1 VS 3, presenti invece nella Battle Royal, e tutti i minigiochi basati sul 2 VS 2 non selezioneranno i personaggi a random, ma li manterranno uniti secondo le loro squadre di appartenza. Le opzioni di setting sono moltissime, oltre a selezionare la presenza di bonus ed assegnare eventuali handicap ai giocatori più esperti, si può scegliere il numero di turni, da 10 fino a 50, e decidere l’apparizione dei minigiochi, tra tutti, solo facili o scelta custom, in cui si può addirittura decidere di attivare durante la partita solo i propri minigames preferiti. Divertente anche la Story Mode, in cui il giocatore gareggia contro il computer, seguendo una vera e propria trama che fa da collante tra i vari mondi, ma la migliore è la partita secca. In entrambe le modalità sono presenti moltissimi items, funghi mini, mega, super mini e super mega, martello minimega per mutare le dimensioni degli avversari, adesivo elettrico, carta swap, per scambiare i propri oggetti, bowser suit, per travestirsi da Bowser ed intimorire gli avversari, oltre a moltissime altre tra cui la lampada del genio o la palla di cristallo di Boo. Una ulteriore ed interessante opzione di gioco è la Mini Games Mode, che permette di affrontare direttamente i minigiochi sbloccati fino a quel momento, come semplice allenamento o se non si vuole fare tutta la trafila del gioco completo e farsi una partitina rapida ed indolore che fa tanto casual gamer. Il modo per vincere è sempre quello di conquistare più stelle, che possono essere ottenute collezionando monete o trovandole sul percorso di gioco.



    I tavoli disponibili
    Le mappe a disposizione per giocare una partita a Mario Party 4 sono in totale cinque, ognuna caratterizzata da un livello differente di difficoltà, da una o da due stelle. Alle prime partite è quindi consigliabile iniziare con quelle più semplici. I tavoli di difficoltà “uno” sono quelli dedicati a Toad, ispirato ad un parco divertimenti, e quello di Shy Guy, ambientato in una giungla selvaggia, che risveglia il senso di avventura del giocatore. Altri boards più difficoltosi sono invece il casinò gestito da Goomba, la bellissima spiaggia dei Koopa, con un’atmosfera balneare che ricorda Super Mario Sunshine, e la spettrale casa dei fantasmi di Boo, in cui Luigi si sentirà a suo agio dopo l’esperienza vissuta nella parodia dei survival horror, il divertente Luigi’s Mansion. Oltre ai cinque tavoli standard bisogna però aggiungere quelli presenti nella extra room, ideati dai fratelli Thwomp & Whomp, famosi macigni animati del regno dei funghi, inventati da Miyamoto. Il primo dei due personaggi gestisce infatti quattro propri mini tabelloni alternativi, dove le regole sono semplificate, rendendoli adatti per le prime partite e per i giocatori meno esperti. Tra i suoi tavoli ricordiamo Colossolandia e Nanolandia, mentre il secondo ci propone sei minigiochi extra. In questi mini percorsi non c’è più il conteggio stelle, ma solo quello delle monete. Si inizia con 100 coins donate ai giocatori e alla fine chi ne possiede di più vince la corsa. Bisogna quindi riconoscere che, tra i cinque tavoli standard e i quattro mini, la varietà delle corse è garantita.

    Gli spazi del percorso
    Le caselle di Mario Party 4 sono chiamate “spazi” ed i tipi di casella possibile sono in totale nove. Ad ogni spazio è associato un colore o una icona, che caratterizzano differenti eventi: lo Spazio Warp catapulta, tramite una velocità curvatura degna di Star Trek, nella casella di un altro personaggio a scelta; lo Spazio Fungo regala funghi per la crescita o il rimpicciolimento; lo Spazio Battaglia dà il via ad un minigioco; Spazio evento, caratterizzato dal simbolo “?”, attiva un board event. Esso è l’apparizione di tre speciali ambienti: uno è il negozio di oggetti, un altro è la lotteria, il terzo infine è la spettrale casa dei fantasmi. Non poteva poi non esserci l’immancabile tubo! C’è anche il rarissimo Spazio Fortuna, grazie al quale si può giocare un round di un simpatico giochino chiamato Reversal of Fortune, simile al flipper. Il temutissimo Spazio Bowser è invece il luogo in cui ci il nostro avversario preferito e il suo rampollo Baby Bowser ci sfideranno in dei minigiochi personali. Oltre a tutte le altre, ci sono anche le caselle semplici, di colore blu e rosso, dove i protagonisti possono stazionare senza causare eventi, ma sottostando a bonus e malus, ovvero guadagnando o perdendo tre monete.

    Mini Games, diamo i numeri!
    Nel titolo sono presenti 47 minigiochi in totale, divisi in 16 minigiochi per 4 giocatori, 9 in modalità 1 VS 3, che ricordiamo non compariranno nella modalità Team Match, altri 9 in modalità 2 VS 2, 6 minigiochi Battaglia ed infine 4 gestiti da Bowser, detti minigiochi Doom, che nulla hanno a che fare col leggendario FPS della id. Software. Oltre a quelli ufficiali, poi, dobbiamo aggiungere i 6 minigiochi di Whomp, tra cui il classico Puzzle Mania, o Dr. Fungus, una simpatica presa in giro di Dr. Mario in cui bisogna curare i pazienti e scoprire chi ha mangiato un fungo velenoso. Si vocifera poi di un ulteriore minigioco segreto sbloccabile dopo aver completato il gioco al 100 %... Tra i più divertenti ricordiamo In Piscina, in cui Luigi e soci si trasformano in perfetti nuotatori, oppure La Gru, un minigame 1 VS 3 in cui un giocatore cerca di catturare gli avversari in un bizzarro macchinario simile a quello che si trova nei luna park per pescare i peluches. Molto divertente è il minigioco in cui Mario e soci si trovano all’interno di un libro con dei ritagli a forma di stelle, sole e luna e non devono farsi schiacciare dalle pagine. In uno dei tanti minigame dovranno seguire una linea disegnandola con dei pennarelli, idea che renderebbe bene sul DS. Un altro gioco chiamato Al Ristorante è gustosissimo e prevede una ricerca di leccornie tra i giocatori, i quali si trovano attorno a due tavoli e devono cercare il dolcetto proposto da Toad. Uno dei giochi di Bowser, Pallone Gonfiato prevede invece di trovarsi di fronte al fiammeggiante boss e di gareggiare contro di lui: se non si riesce a gonfiare il pallone si perderanno tutti gli strumenti. Insomma, la varietà e il divertimento non mancano.



    Aspetto grafico e sonoro
    Coloratissimo e molto caratterizzato, l’aspetto grafico si rifà pienamente ai modelli iconografici ideati da Miyamoto per la serie principale platform di Mario, riprendendo moltissime delle trovate presenti nella saga. Ma i puristi spesso si chiederanno: “perché alcuni tubi sono arancioni invece che verdi?”. Un mistero insoluto. La trasparenza dell’acqua, da sempre punto di forza del GameCube, è qui ottimamente sfruttata, e gli effetti di illuminazione accompagnano una realizzazione tecnica molto buona. L’onda anomala che distrugge periodicamente il bungalow di Koopa è spettacolare. Lo stile scelto è, ovviamente, quello cartonesco tipico della serie e le scelte cromatiche, con colori pastello o contrasti voluti tra colori chiari, scuri e sgargianti, rendono il titolo molto bello da vedere. L’enorme Bowser a tutto schermo è una gioia per gli occhi! Il comparto sonoro è ben curato, con motivetti e melodie che tradiscono l’origine di casa Hudson, ma molto adatti allo spirito nintendiano del gioco. Il tema dell’extra room ad esempio, sembra proprio il classico accompagnamento di Bomberman, più che una melodia made in Kyoto. La musica caraibica del tavolo balneare è rilassante e molto orecchiabile e lo stesso si può dire per tutti i temi, realizzati con cura e molto azzeccati rispetto ai paesaggi proposti. I personaggi sono realizzati ed animati magnificamente, ognuno caratterizzato molto bene e differenziato dagli altri. Donkey Kong, ad esempio, ha la sua andatura scimmiesca tipica, mentre Mario ha un modo di fare ed agire legato alla personalità originale. Gli effetti sonori sono ottimi e molti di loro provengono dal repertorio FX classico della saga di Mario. Convivono nel titolo motivi rilassanti come quello del tutorial antecedente ai minigiochi, o concitati come nel momento dell’incontro con Bowser.

    Giocabilità e Longevità
    Uno dei punti di forza del gioco, che è allo stesso tempo il suo limite, è di essere il quarto episodio di una serie, quindi manca l’effetto novità ma l’esperienza maturata con i primi tre episodi ha portato Hudson Soft a migliorare quasi tutti gli aspetti del franchise, riducendo le parti meno giocabili e aumentando gli aspetti più forti dei precedenti tre party per N64. La giocabilità del titolo è davvero altissima e la casa di software ha fatto di tutto per rendere questo quarto episodio interessante e divertente. Da non sottovalutare poi il fattore “rigiocabilità”, che è potenzialmente infinito, e questo ne aumenta a dismisura il giudizio globale sulla longevità. Questa risulta praticamente eterna quando Mario Party è giocato con gli amici, ma molto più bassa se si tratta di un single player. L’analogia più calzante è quella dei giochi di carte: una partita a briscola con gli amici è sempre uguale ma diverte sempre, una di strip poker con le amiche poi diverte ancora di più, mentre un semplice solitario, per quanto sia un passatempo, può annoiare con facilità.

    Presentazione, localizzazione e reperibilità
    Il quarto titolo dedicato alle feste di Mario è accompagnato da un libretto tutto a colori di oltre 50 pagine molto completo che spiega dettagliatamente le varie modalità di gioco. I testi sono tutti tradotti in italiano, mentre il parlato non è presente, poiché Nintendo non ha effettuato un vero e proprio doppiaggio del titolo, lasciando solo le classiche vocine. Mario Party 4 si trova ormai solo su eBay o nei negozi specializzati in retrogame, oltre ad alcuni centri commerciali che hanno ancora qualche giacenza GameCube. Il titolo quindi è diventato mediamente raro.



    Quattro porte, quattro amici
    Il multiplayer offline è quello preferito da Nintendo, ovvero con tanti amici in casa seduti tutti attorno alla console. Immaginando una partita multigiocatore, oggi siamo istintivamente portati a pensare all’online, magari con uno sparatutto in prima persona con una modalità dedicata come Quake 3 Arena, ma con Mario Party si ritrova il piacere di giocare con i propri migliori amici attorno. Del resto, Nintendo, dai tempi del N64, ha sempre dotato le sue console da salotto con quattro porte per i pad, cercando di unire tanti amici insieme davanti alla sua macchina. Il concetto è simile a quello di Bomberman, che ha del resto lo stesso sviluppatore, il cui divertimento maggiore viene spesso dalle urla impossibili degli amici che saltano simpaticamente in aria per colpa di una bomba inaspettata. In caso di mancanza di amici in carne ed ossa, il titolo prevede la possibilità di giocare in single player, ma non online. Giocato in solitaria, Mario Party 4 è certo divertente ma aspettare i turni morti dei propri avversari digitali può portare, in partite molto lunghe, ad annoiarsi.

    Nota sugli sviluppatori

    Pur pubblicata da Nintendo, la serie dei Mario Party ha dietro di se una grandissima software house, la Hudson Soft, un nome storico nell’industria dell’intrattenimento digitale giapponese. Fondata nel 1975, la Hudson ha la sua sede principale a Sapporo, in una delle isole più a Nord del Giappone. la softco si è fatta conoscere dapprima con una serie di interessanti sparatutto nella sale giochi nipponiche, poi nel 1983 ha rilasciato il primo Bomberman per MSX, diventando presto una collaboratrice molto assidua della casa di Kyoto, già ai tempi del NES. Hudson ha poi legato il suo nome alla NEC, assieme alla quale ha collaborato per la creazione della console PC Engine, sulla quale ha rilasciato Garou Densetsu Sapphire, noto anche solo come Sapphire, uno sparatutto ricercatissimo dai collezionisti. I personaggi Hudson sono stati a lungo delle vere e proprie mascotte per questa console, come ad esempio PC Kid, noto anche coi nomi di Bonk o BC Kid, divertentissimo cavernicolo col tempo disponibile per molte altre piattaforme. Nel periodo attuale, Hudson è entrata nell’orbita del gruppo Konami, pur mantenendo con Nintendo un rapporto molto stretto di proficua collaborazione. Tuttora la casa di Sapporo è infatti responsabile della serie Mario Party, franchise in cui le due anime hudsoniana e nintendiana si fondono perfettamente.
    Hudson Soft ha dato negli anni i natali a giochi ormai leggendari e di culto, come il già citato BC Kid, Milon’s Secret Caste, Adventure Island, il notissimo “cugino” Nintendiano di Wonderboy, franchise di cui la Sega deteneva i diritti, ideato dalla Westone, sviluppatore con cui Hudson ha poi collaborato per Dungeon Explorer, notissimo clone di Gauntlet. Un gioco da ricordare è senza dubbio Wario Blast, che fa incontrare per la prima volta il baffuto Wario col folle mondo esplosivo di Bomberman. Un titolo da riscoprire è senza dubbio il puzzle Panic Bomber, mentre tra i giochi più recenti ricordiamo Kororinpa: Marble Mania per Wii.

    La prova del tempo

    Il gioco per sua stessa natura è nato per resistere bene al passare degli anni, poiché propone, in versione digitale, un concetto universale come quello del gioco da tavola. Nessuno oggi si sognerebbe di dire che il Risiko, gli Scacchi o il Gioco dell’Oca sono obsoleti o non adatti ai nostri giorni, quindi Mario Party, in tutte le sue edizioni, con qualche piccola remora solo per gli episodi portatili, è universale e difficilmente stufa se giocato con gli amici.


    COMMENTO FINALE


    "Come il Monopoli nell’ambito dei giochi da tavolo, Mario Party ormai è diventato un’istituzione nell’ambito dei party games. Pur non basandosi su tecnica, grafica e sonoro, il gioco ha comunque una buona cosmesi, e dà il suo massimo nella giocabilità di gruppo. L’accessibilità e la semplicità dei minigiochi lo rendono un titolo universale, con regole complesse ma adatto sia al giocatore più accanito che a quello meno abituato alle meccaniche ludiche. Ognuno può trovare il Mario Party che preferisce, con una decina di edizioni sul mercato, incluse le portatili, da utilizzare magari al mare, in una calda sera d’estate al tavolino del bar dopo un aperitivo con gli amici."





    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di Super Fabio Bros
      Super Fabio Bros -
      Per chi vuole approfondire la storia della serie ecco il link del bellissimo sito dedicato MARIO PARTY LEGACY
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Bel servizio complimenti. LA hudson è una grande casa peccato che ormai sia scomparso il suo marchio