Puzzle Quest: Challenge of the Warlords-PSP | Retrogaming History
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  • Puzzle Quest: Challenge of the Warlords

    Puzzle Quest: Challenge of the Warlords

    Per descrivere il gioco in questione sono stati utilizzati i paragoni più disparati, portando di volta in volta esempi di elementi all’apparenza incompatibili fra loro, ma la cui commistione finisce col dare frutti del tutto inaspettati. Rimane comunque fuori questione che nei trenta e passa anni di storia videoludica nessuno aveva mai pensato di unire assieme le meccaniche di un puzzle-game con quelle di un gioco di ruolo. Sebbene i motivi di tale reticenza appaiano più che evidenti, non possiamo fare a meno di lodare gli abili membri del team “Infinite Interactive” per aver osato tanto. In quanto da una simile sperimentazione, su cui nessuno avrebbe inizialmente scommesso un solo centesimo, sono riusciti a tirar fuori non solo un gioco veramente valido, ma soprattutto uno dei concept più innovativi degli ultimi tempi.

    In realtà tutto trae origine da Bejeweld, le cui semplici meccaniche servono però solo da base per il complesso sistema di Puzzle Quest. L’essenza del gioco rimane pertanto la classica schermata a griglia del titolo “PopCap Games”, dove muovendo uno alla volta gli elementi presenti sullo schermo ci viene richiesto di formare una riga o una colonna costituite da almeno tre simboli identici. La presenza di un avversario, col quale ci alterneremo nell’effettuazione delle mosse, rappresenta sicuramente la più macroscopica delle novità. Ad aggiudicarsi la vittoria sarà dunque il contendente che riuscirà per primo ad azzerare i punti ferita del nemico. Per raggiungere un simile scopo sarà possibile sia allineare particolari simboli a forma di teschio, che dovrebbero in qualche modo rappresentare gli attacchi all’arma bianca, che utilizzare degli appositi incantesimi. Quest’ultimi richiederanno però del mana per poter essere lanciati, il quale potrà essere accumulato distruggendo le gemme del rispettivo colore (in tutto ne esistono di quattro tipi: verde, rosso, giallo e blu). L’elemento ruolistico entra in gioco sia nelle caratteristiche del nostro personaggio, che potremo migliorare con l’accumularsi dei classici punti esperienza in funzione della classe scelta all’inizio del gioco, che nella storia; la quale funge da collante ai vari “combattimenti” per mezzo di una semplice mappa. Ad aumentare ulteriormente la complessità del titolo, e a consentirgli di effettuare quel balzo qualitativo che gli ha procurato così tanti riconoscimenti, vi sono degli appositi oggetti equipaggiabili sul nostro personaggio. Questi ci forniranno determinati poteri che potremo giocare in accoppiata sia con altri items che con i già menzionati incantesimi. Come ad esempio un elmo che ci fornisce mana verde in abbondanza utilizzato assieme ad una lancia che aggiunge l’ammontare di tale risorsa ai danni inferti. La ricerca della combinazione più devastante finisce col rappresentare il vero cardine del gioco, inserendo dentro questa strana mistura che prende il nome di Puzzle Quest molte di quelle meccaniche del mitico “Magic The Gathering”. Gioco con il quale il titolo Infinite Interactive finisce col condividere ben più del semplice concetto del mana di diverse colorazioni.



    Se a tutto questo aggiungiamo la possibilità di imprigionare i nemici per poterne in seguito carpire taluni incantesimi, addomesticare le belve per utilizzarle a mo’ di cavalcatura, o fondere assieme delle particolari rune per creare oggetti più potenti, ci rendiamo conto che il titolo qui analizzato è ben lungi dall’essere quel giochino a basso budget che potrebbe a prima vista sembrare.

    Fra le mani ci ritroviamo insomma il classico colpo di genio che riesce, attraverso alcune modifiche mirate, a trasformare un concept elementare in un qualcosa di eccezionalmente divertente e ricco di sfumature. I difetti ovviamente non mancano: a partire dalla grafica assai semplicistica (ma ugualmente impreziosita da alcuni artworks di ottima fattura), fino ad arrivare alla storia, lineare come poche e stracolma di tutti quei clichè tipici del genere fantasy. Ma di fronte alla massiccia dose di divertimento che Puzzle Quest elargisce a piene mani, supportato in tal senso anche dall’eccellente A.I., simili mancanze finiscono completamente in secondo piano. Senza considerare che la presenza di svariate versioni alternative dello schema principale, che utilizzeremo di volta in volta per catturare i nemici, apprendere incantesimi o costruire oggetti, finisce con lo smorzare la tendenza ad un’eccessiva ripetitività che l’impostazione fatta di continui “combattimenti” intervallati da brevi dialoghi inevitabilmente comporta.

    P.S. Da più parti sulla rete vengono riportati alcuni bug che dovrebbero affliggere le versioni americana e giapponese di PQ. Fortunatamente nell’edizione PAL qui analizzata non ho riscontrato nessuna delle problematiche segnalate. Prima fra tutte quella che impedisce il corretto funzionamento delle abilità degli alleati. Un motivo in più per non lasciarsi sfuggire questo splendido gioco.

    COMMENTO FINALE


    "Puzzle Quest giunge fra noi come un fulmine a ciel sereno, portando con se una vera e propria ventata d’aria fresca nel sempre più asfittico panorama videoludico degli ultimi anni. Inaugurando con successo quello che può essere a tutti gli effetti considerato come un nuovo genere, il titolo degli australiani Infinite Interactive è la cosiddetta prova provata che di fronte ad un concept valido le restrizioni di budget finiscono totalmente in secondo piano. Grazie alla sua immensa carica strategica e ai continui stimoli alla sperimentazione di nuove tattiche, PQ sarà capace di tenervi incollati per lunghissimo tempo ai controlli della vostra Psp. In poche parole un titolo da consigliarsi senza riserve. Sperando che il già annunciato secondo capitolo, che si propone di mettere mano ai difetti qui riscontrati, prosegua con successo il cammino intrapreso dal suo predecessore."

    Emiliano "MasterGen" Valori





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