Qix - Arcade | Retrogaming History
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    Qix

    Un autentico festival dell'originalità. Qix è passato alla storia nell'attimo esatto in cui è stato pubblicato. Si è trattato di un successo che ha travalicato gli oggettivi meriti legati agli introiti finanziari che ha ottenuto, la sua consacrazione è stata sublimata dal vivido ricordo che si è guadagnato nelle memorie dei videogiocatori di ogni era. Se anche vi accadesse oggi di ritrovarvi a fissare per la prima volta un video con Qix, non potreste liberarvi dall'incantesimo della sua armonia. E ai giorni nostri sorprende il fatto che, percorrendo la storia del videogioco, fatichiamo a contare altri esemplari dotati di comparabile valenza artistica ed equivalente potere magnetico. Qix non è un esercizio di stile, ma un sacrosanto videogioco. Di azione? Puzzle-game? Non esattamente e difatti fu necessario coniare un termine preciso per esso: draw game. Fu soppiantato ben presto dallo più specifico Qix-clone, ma rendeva comunque l'idea del compito che ci attendeva. Disegnare.
    Distaccandoci magicamente da qualsiasi trama o corrispettivo reale di ciò che la Taito ci propone, il Qix è la nostra nemesi, una sorta di lenzuolo in perenne movimento che si libra al centro di un ampio campo nero, fluttuando con leggerezza da un angolo all'altro come se sospinto da un ipotetico vento. Rimarremmo infiniti attimi a fissarne le evoluzioni, sempre diverse, sempre imprevedibili. Ma dobbiamo giocare la nostra partita ed arriva l'ora di curarci della nostra missione. Intrappolare il Qix.
    Noi siamo un minuscolo elemento di difficile descrizione ed effimera presenza a causa delle sue striminzite dimensioni. Quasi un punto di luce che, una volta inserito il gettone, compare nella parte bassa dello schermo lungo il perimetro dell'area di gioco. Le linee sono il leitmotiv di questo gioco: sulle linee camminiamo, delle linee creiamo e contro delle linee combattiamo.



    Il Qix è composto, infatti, da una certa quantità di esse disposte come fili e altri fili sono quelli che il nostro alter ego genera. Il nostro "punto di luce" ha la capacità di addentrarsi all'interno del rettangolo d'azione per disegnare delle traiettorie che, per regola, devono tracciare aree chiuse. Il nostro scopo è raggiungere la quota del 75% dell'intero quadro per guadagnare l'accesso al livello successivo. Cosa ci ostacolerà? Innanzitutto il Qix che, con le sue conformazioni e traiettorie imprevedibili ha la capacità di distruggerci al contatto con la linea che stiamo disegnando e, per evitare la nostra fine, non possiamo fare altro che ricollegarci con la massima fretta ad un bordo a noi prossimo. Quando circoscriveremo correttamente un'area, essa si colorerà di rosso o di blu a seconda del pulsante che abbiamo utilizzato durante il nostro disegno. Ve ne sono di due tipi: uno per il movimento veloce che ci restituirà pochi punti ed uno per un movimento più lento ma molto più remunerativo. Una volta tracciati i vari segmenti, essi persisteranno per l'intera durata del livello andando a costituire anche un'estensione della zona percorribile dal nostro alter ego. Percorribile, tuttavia anche da un altro avversario, una sorta di scintilla che si fionderà lungo le vie arzigogolate con inusitata rapidità alla ricerca del nostro contatto.



    Questo è, in sintesi, il quadro di gioco che, inevitabilmente, andrà complicandosi nell'avanzare della partita: man mano che si prosegue si assiste ad un aumento delle scintille nemiche, ad una maggiore velocità del Qix e, a partire dalla quarta fase, persino ad uno sdoppiamento dello stesso. Non c'è di che annoiarsi in questo gioco, la sfida è costantemente elevata e l'imprevedibilità dei nostri avversari rende ogni partita necessaria di un approccio differenziato.
    L'impianto tecnico merita un discorso a sè stante: quando il software è Qix, perde di qualsiasi importanza. Si tratta di un gioco richiedente risorse hardware decisamente contenute grazie alla piccolezza dei suoi protagonisti e non importa se quelle che danzano sono delle spixellate linee, a noi interessa soltanto la loro magia. Il loro movimento armonico merita un posto d'onore nell'olimpo videoludico dimostrando, forse per la prima volta, la facilità con la quale i videogiochi possono accostarsi allo status di arte. L'influenza esercitata dalla Taito sulla prole videogiochistica è stata un sintomo della pulsante fame di qualità creativa dalla quale gli utenti sono da sempre stati invasi. Qix è il primo movimento, aggraziato come pochi, in direzione di una corrente che al giorno d'oggi non accenna a frenare.
    Un videogioco, un'esperienza, un pezzo di storia.

    Altre versioni
    A sorpresa, Qix non fu convertito per i sistemi casalinghi disponibili nel 1981, Intellivision e VCS. Comparve, invece, per Commodore 64 e Atari 5200 diventando, tra l'altro, uno dei più validi motivi per l'acquisto di quest'ultima console. Successivamente, fu proposto su molti altri sistemi a 16-bit ma anche sulle console portatili Lynx e Gameboy, sempre con risultati molto apprezzabili. La sua presenza non è stata tralasciata neppure nelle recenti collezioni Taito Legends 2 disponibili per Playstation 2, Xbox e PC.




    "Quale maniera migliore di avvicinare il videogioco all'arte se non costringendo il giocatore a disegnare? Il già valido concept di Qix si enuclea in una realizzazione grafica essenziale ma geniale. Essa lo esalta e ci restituisce un classico dall'immenso fascino ipnotico, un'opera del tutto matura sin da questo suo lontano debutto."





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    Commenti 2 Commenti
    1. L'avatar di Big_Paul86
      Big_Paul86 -
      Gioco decisamente d'avanguardia che... è ancora d'avanguardia dopo 30 anni!
    1. L'avatar di Super Fabio Bros
      Super Fabio Bros -
      Ottimo articolo! Qix è un gioco unico e dalle valenze artistiche notevoli. Minimalista, immediato e coinvolgente, riesce a divertire parecchio ancora oggi, dopo ben trentanni dalla sua ideazione. Molti magari lo conoscono nelle sue incarnazioni successive, tra cui il celebre Gals Panic del 1990 che aggiungeva gli artwork nascosti delle donnine, ma il fascino del titolo originale è inimitabile.

      Fra l'altro è stato il primo gioco che ho comprato per Commodore 64.