Switchblade 2 amiga | Retrogaming History
Registrati!
  • Switchblade 2

    Switchblade 2

    Sul finire degli anni Ottanta, nel periodo ancora per certi versi “sperimentale” per l’Amiga, Core Design, prima di divenire a tutti gli effetti una casa produttrice di videogames indipendente, si faceva notare per una nutrita serie di prodotti commercializzati sotto le più disparate etichette del periodo. Tra queste c’era la Gremlin Graphics, che produsse, di fatto, il primo capitolo di Switchblade. Questo videogioco, uscito nel 1989, era un semplice platform game dei più classici, con un piccolo richiamo allo stile nipponico che, in quel periodo, assumeva un peso sempre più rilevante nelle produzioni videoludiche. Il successo presso gli Amighisti fu sufficiente da poterne giustificare un sequel che, questa volta, non sarebbe stato sviluppato dalla Core Design, bensì dalla Gremlin Graphics stessa.

    Arriva il 1991, e con esso porta Switchblade 2. Questo nuovo episodio prende le distanze dal suo predecessore per una struttura sensibilmente più corposa, che poggia le proprie fondamenta non solo su regimi dettati da un'azione da buon platform game, ma anche su una dose massiccia di azione “shootemappara”, presentandosi quindi sotto il profilo del run'n'gun in diversi momenti. La storia prosegue lì dove il primo capitolo si concluse, ripresentando la medesima missione contro il medesimo cattivo di turno. Havoc ha nuovamente rubato e distrutto in cinque pezzi la “fireblade” del regno di Thraxx, a noi il compito di recuperarla e rimetterla in sesto, accoppando, nel frattempo, anche questo Havoc, così che non possa nuocere più nessuno (e siccome Switchblade 3, di fatto, non esiste, lecita pensare che la missione sia andata a buon fine). Noi impersoneremo “Hiro”, che si rivelerà essere nientepocodimenochè il figlio prediletto dell’Hiro guidato nel primo capitolo (che fantasia questi programmatori, eh?). A differenza del nostro amato padre, però, saremo decisamente meglio equipaggiati per affrontare la nostra missione. Quindi, oltre ad avere il nostro pugnale-lama che lascia una scia molto simile a quella dello Strider Hiryu di casa Capcom, avremo dalla nostra un braccio bionico che spara proiettili a raffica opportunamente potenziabile. Ed è per questo che l’azione si è spostata da classico platform game a qualcosa di più tosto ed impegnativo, miscelando salti e sparatorie proprio come il buon Turrican ci aveva insegnato, pur restando anni luce dietro al capolavoro di Manfred Trenz.



    La grafica, come il suo predecessore del resto, richiama il manga style, soprattutto proseguendo nel gioco, quando i nemici cominceranno ad assumere sempre più un aspetto metallico tipo mech. Il tratto del disegno è dunque tondeggiante e carino ma nulla capace di sconvolgere, né al tempo della prima uscita, né tantomeno oggi. Il sonoro propone una title track carina e dal gusto epico, ma durante il gioco nessun modulo delizierà i nostri altoparlanti, che riprodurranno solo canonici sfx nella media.





    La giocabilità ci vede iniziare in maniera molto pacata la nostra avventura, presentandoci una difficoltà delle volte mal bilanciata. Mitiche le trappole a sorpresa come gli spuntoni che, sbucando dal pavimento senza preavviso alcuno, risultano spietatamente impossibili da evitare. Il gioco ci darà la possibilità di potenziare il nostro personaggio tramite la raccolta di denaro racimolabile nel corso dei livelli affrontati e spendibile in un negozio (con proprietaria dall’aspetto ovviamente da cartoon giapponese) dove acquistare tutto ciò che riteniamo servi a facilitare la nostra missione. Switchblade 2, comunque, non risulta di facile risoluzione, chiedendo al videogiocatore di turno una buona dose di pazienza per sopportare fasi di gioco da frustrazione pura. Per nostra fortuna, però, non tutta l'avventura sarà cosi, e saprà regalare anche momenti di buona esplorazione, poiché, tengo a sottolinearlo, il prodotto in questione è assai generoso in fatto di zone da scovare con relativi bonus da aggiudicarsi.

    Nota:

    • Switchblade 2 è disponibile anche per Atari ST, sempre per merito della Gremlin Graphics.



    Un mix di generi ben concepito, questo Switchblade 2. Perde colpi per una giocabilità altalenante, che vede situazioni impossibili da superare al primo passaggio, infliggendo al videogiocatore dosi di frustrazione acuta. Graficamente strizza l’occhio ai giochi nipponici del periodo, anche se, a giudicarlo oggigiorno, sembra un videogioco a otto bit ben fatto, più che uno a sedici bit mal riuscito, con un look alla Master System, tanto per intenderci. Carino e nulla più.


    Maurizio"Amy-Mor"Tirone




    Altre immagini:





    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Ottimo gioco ,grande giocabilità e grafica bellina ,all'epoca non aveva nulla da invidiare ai prodotti per console ,a cui si ispira molto...comunque ho sempre preferito il primo della mitica Core Design.