Eternal Darkness: Sanity Requiem Gamecube | Retrogaming History
Registrati!
  • Eternal Darkness: Sanity Requiem

    Eternal Darkness: Sanity Requiem

    Gli Antichi stanno per tornare: l'avvento delle Tenebre è ormai prossimo. Come accade ciclicamente nel corso della sua storia, l'umanità è ancora una volta in pericolo a causa di questa razza antica e malvagia che popolava la terra sin dai suoi albori salvo poi essere confinata, in un modo che trascende la nostra comprensione, in luoghi remoti, e toccherà a noi, nei panni di una dozzina di eletti, sventare questa minaccia sempre latente ed in agguato durante i secoli.
    Se questo incipit vi rimanda agli scritti di Lovecraft, niente paura, è normale: nonostante la frase del caricamento iniziale sia di Edgar Allan Poe, la memoria del solitario di Providence (comunque citato diverse volte nel gioco, con riferimenti più o meno espliciti) mai come in questo caso è stata omaggiata da un titolo che ne riprende le tematiche in maniera encomiabile, riuscendo nel difficile compito di riproporre praticamente inalterate quelle atmosfere da imminente fine del mondo tanto familiari nei racconti legati al ciclo di Cthulhu, in modo ben più convincente di altri prodotti (anche extra ludici) che di lovecraftiano hanno spesso solo la licenza.

    All'inizio dell'avventura (interamente in 3D con telecamere fisse similarmente a quanto accade in Resident Evil Code Veronica) vestiremo, ignari di ciò che ci attende, i panni di Alexandra Roivas (provate a leggere il cognome al contrario!) svegliata di soprassalto nel cuore della notte dalla polizia di Rhode Island per informarla del decesso, causa omicidio, del nonno, uno studioso diventato un vero e proprio misantropo negli ultimi anni di vita. Ci ritroveremo così nella magione isolata e misteriosa del defunto parente, custode di arcani e terribili segreti, ad indagare sul suo truculento ed efferato assassinio (la testa è sparita e apparentemente non ci sono indizi) e pian piano, dopo il ritrovamento di un libro rilegato in pelle ed ossa umane (chi ha detto Necronomicon?) apprenderemo, previa lettura di vari capitoli, le vicende di alcuni personaggi che nel corso della storia hanno contribuito a sventare la minaccia degli Antichi spesso anche in cambio della loro stessa vita.
    Così attraverseremo lunghi evi spazianti dai tempi dell'antica Roma fino ai giorni nostri, pilotando ognuno di questi improvvisati eroi in tante piccole storie autoconclusive, accomunate da qualcosa; in taluni casi, l'ambientazione sarà la medesima, solo tramutata, col passare dei secoli, in qualcos'altro.



    Eternal Darkness è un titolo studiato davvero nei minimi dettagli, proprio questi ultimi lo rendono tanto sorprendente. Nulla è lasciato al caso: la storia è terribilmente realistica, i legami tra le varie vicende sono lì a testimoniarlo, dando concretezza al tutto; riuscire ad accomunare in maniera così coerente 2000 e passa anni, creando un unico filo conduttore, prevede uno script di livello assoluto.
    Anche la realizzazione tecnica è notevole: se la diretta discendenza dal Nintendo 64 (console su cui doveva uscire originariamente il titolo) si ravvisa in un numero di poligoni a schermo non elevatissimo, è altrettanto vero che la resa visiva è ottima, con alcune texture perfette. L'ago della bilancia pende dalla parte della quantità più che sulla qualità (che è ben al di sopra la media) ma lamentarsi suonerebbe pretestuoso. I filmati appaiono abbastanza sgranati, probabilmente per consentire al gioco di stare (miracolosamente) su di un solo disco.

    Il sonoro invece è semplicemente superbo in ogni frangente: a delle musiche varie, peculiari e adattissime in ogni circostanza, vanno di pari passo gli effetti sonori (da brividi quando si evoca un incantesimo), ma è il parlato - in inglese e nel caso della storia ambientata nell'antica Roma, persino in latino - a risultare clamoroso. Poco importa che non mastichiate la lingua d'oltremanica: la recitazione dei doppiatori sarà da pelle d'oca, e poi, in fondo, i sottotitoli in italiano cosa ci stanno a fare?


    La giocabilità non delude: a fronte di una certa macchinosità e lentezza nell'usare armi a lunga gittata (rispetto alla media degli altri survival) gli scontri all'arma bianca sono molto piacevoli, con la possibilità di mirare alle parti vulnerabili di ogni creatura, così da eliminarle più facilmente (si potranno carpirne i punti deboli grazie alle autopsie sui nemici sconfitti). Ad esempio, una torcia è l'ideale contro un mostro bendato, che prenderà subitaneamente fuoco, altresì è sconsigliabile impugnare una spada eccessivamente lunga in ambienti angusti; inoltre, facendo saltare, con un colpo ben assestato, la testa ad un nemico circondato da altri mostri, ecco che attaccherà alla cieca, arrivando anche a colpire i suoi simili!
    Il sistema di magia risulta comodo e intuitivo anche per chi ha sempre trovato indigesta e noiosa la necessità di unire oggetti (in questo caso rune) per ottenere incantesimi, qui fondamentali per l'attacco, la difesa, e per risolvere determinati enigmi, con tale pratica incastonata perfettamente in questo contesto, senza risultare una forzatura.


    Questo per tacere dell'Insanity Effect (tra l'altro brevettato). Nel menù ci sono tre barre: una color rosso, a rappresentare l'energia fisica, una blu, concernente quella magica, ma anche una verde inerente la sanità mentale. Questo perchè i vari protagonisti, pur sempre dei "miseri" esseri umani, sono ignari del loro destino, e quasi stentano a credere a ciò che gli sta capitando: incrociare per troppo tempo lo sguardo delle creature, equivarrà a ritrovarsi prossimi alla follia. E il bello di questi effetti collaterali colpiranno anche la percezione del giocatore! Non svelo null'altro, rimandando al gioco vero e proprio, figurando già l'idea che molti si divertiranno a far calare appositamente quella barra solo per sperimentare i vari risultati. E ogni volta si rimmarrà a bocca aperta, garantito.



    Che aggiungere ancora, di un titolo curato tecnicamente, con un'atmosfera unica e realmente terrorizzante, dotato di una trama spettacolare, tanti personaggi ognuno con la sua bellissima storia, divertentissimo da giocare e pure innovativo? Ah si, che è maledettamente longevo perché bisognerà finirlo tre volte per assistere alla vera, geniale conclusione (e ogni avventura avrà piccoli cambiamenti).
    E, cosa da non tralasciare, Eternal Darkness, andando controcorrente rispetto agli altri titoli similari, non è accostabile ad un Resident Evil o un Silent Hill qualsiasi: è un titolo unico, semplicemente. La sensazione che il mondo sia realmente in costante ed imminente pericolo, che noi siamo gli ultimi baluardi, nella nostra normalità, del destino millenario della terra, è resa in modo magnifico e l'idea che basti un nostro piccolo errore affinché l'oscurità abbia il sopravvento genera da sola un forte senso di angoscia che vale il prezzo del biglietto.

    COMMENTO FINALE


    "Avere un Game Cube senza Eternal Darkness è un controsenso. Se non possedete la console Nintendo, procuratevela e giocate assolutamente al titolo Silicon Knights, è un imperativo categorico oltre che morale. E' una di quelle killer application che valgono da sole l'acquisto dell'hardware su cui girano e, se reputate i videogiochi al pari di una qualsiasi altra forma d'arte, uno di quei titoli che possono cambiare la vita di chi li affronta. E guardate che dico sul serio."





    Commenti 5 Commenti
    1. L'avatar di bandito
      bandito -
      Avevo preso il Gamecube per il remake di Resident evil e per gli altri episodi, non conoscevo questo titolo ma sarò ben contento di procurarmelo e di aggiungerlo alla mia piccola collezione.
    1. L'avatar di wish
      wish -
      Nell'ordine terzo: dopo Silent Hill e Forbidden Siren. Ma notevolmente prima di quello strano e sopravvalutato gioco che va sotto il nome di Resident evil(rebirth o meno)
    1. L'avatar di Glorfindel
      Glorfindel -
      Comprai il Gamecube al posto della PS2 (col senno di poi, quale errore feci...) solo per Star Fox Adventure ed Eternal Darkness, anche se poi, visto che c'ero comprai un'altra decina di giochi (non tutti insieme, eh...). Star Fox Adventure mi deluse molto, e lo dovetti finire per inerzia, mentre Eternal Darkness mi soddisfò completamente, veramente bellissimo. Il meglio per Gamecube, punto.

      PS: il messaggio dei salvataggi corrotti... non lo dimenticherò mai, stava per esserci il primo morto di infarto nella storia dei videogiocatori... E quando mi ritrovai a salire le scale, e queste si ingrandivano, si ingrandivano e io lì a chiedermi: ma che cappero... salvo poi capire che ero io che mi stavo rimpicciolendo... da provare
    1. L'avatar di Big_Paul86
      Big_Paul86 -
      E guardate che dico sul serio.

      hihi
    1. L'avatar di LordRey
      LordRey -
      Me lo ero perso alla sua uscita, ma ho rimediato..

      L'ho finito ieri (almeno, l'ho finito la prima volta..) su WII.

      Per un appassionato di Lovecraft è imperdibile... ma mi rendo conto che anche essendo a digiuno della letteratura del solitario di Providence (alla quale il gioco non fa esplicito riferimento, ma si limita a trarne ispirazione), non si può rimanere indifferenti di fronte all'atmosfera che questo gioco sa creare.

      Per me, polverizza tutti gli altri survival horror esistenti.. anche se bisogna dire che è molto diverso dai vari Resident Evil, Silent Hill, ecc..

      Ciao