Scramble Arcade | Retrogaming History
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    Scramble

    Scramble fu uno dei primi successi della Konami. Fino al 1981, la storia videoludica aveva mostrato ottimi esempi di fixed shooters ed interessanti lavori vettoriali. Lo shoot'em up a scorrimento orizzontale non era più una chimera grazie a Defender, ma nessun altro era riuscito a destare scalpore in questo campo fino all’arrivo di Scramble che non si limitò semplicemente a far compagnia al capolavoro della Williams in quanto portatore di una talvolta sottovalutata corrente innovatoria.

    Scramble ci cala ai comandi di un jet dal look futuristico, lasciandoci intuire un'ambientazione posta in un futuro più o meno remoto. Come dicevamo, l'inquadratura è laterale ma, a differenza di Defender, la nostra progressione si svolgerà esclusivamente da sinistra verso destra, senza possibilità alcuna di invertire la rotta. Piuttosto curioso è che, nonostante l'impostazione sia da side-scroller, alla Konami abbiano optato per un orientamento verticale dello schermo, rinunciando ad una maggiore profondità di visuale ritrovandosi con porzioni dell'area di gioco largamente inutilizzate.



    Lo schermo “stretto” si ripercuote immediatamente sulla giocabilità del prodotto: a differenza di quanto proposto dalla concorrenza, le maggiori complicazioni derivano in Scramble dall'elevata probabilità di collidere con i mezzi nemici o con lo scenario. Entrambi gli eventi ci condurranno alla perdita di una vita e la loro frequenza viene acuita dalla difficoltà nell'agire d’anticipo verso i pericoli incombenti. Un tunnel, una collina o semplicemente uno stormo di nemici appare a video improvvisamente per i citati limiti del campo visivo e i nostri riflessi vengono duramente provati dall'evenienza. Ci viene incontro la capacità di fuoco del nostro mezzo che si esprime tramite la pressione di due tasti: il primo ci consentirà di sparare orizzontalmente ed il secondo va usato per sganciare bombe, a patto che non ve ne siano già due sullo schermo.
    La peculiarità di Scramble è situata nella sua struttura a livelli: il nostro jet segue lo scorrimento dello schermo che, in precisi punti prestabiliti, transiterà ad una nuova zona rispettando la continuità dell'azione. Ognuno dei sei livelli si distingue per delle particolarità dello scenario o per differenti attacchi nemici. Esempi: nel primo livello non ci saranno mezzi ostili volanti e ci toccherà fare attenzione solo alle collisioni con lo scenario ed al librarsi dei numerosi missili parcheggiati sul terreno; nel secondo incontreremo navi nemiche che, pur non aprendo il fuoco verso di noi, si muoveranno rapidamente lungo lo schermo tramite script sempre identici ma comunque pericolosi; nel terzo livello affronteremo una tempesta di meteore indistruttibili e dovremo solo impegnarci a schivarle; si continua così fino alla sesta, ed ultima, zona nella quale ci toccherà annientare la base nemica. Una volta completata la nostra missione, la partita riprenderà dall'inizio con avversari più rapidi e un carburante che si consuma con maggiore velocità. Già, il carburante. Scramble è il primo prodotto a richiedere di vigilare sul serbatoio del nostro jet, nella fattispecie rappresentato da una barra nella parte inferiore del video. Essa non deve mai esaurirsi, pena la fine della partita. Per scongiurare il pericolo potremo servirci delle taniche con la scritta “fuel” disseminate qua e là sul territorio che, una volta colpite, andranno a ricaricare il nostro velivolo anziché detonare secondo più verosimili leggi chimico-fisiche.
    Quello che più ci interessa, tuttavia, è il valore di Scramble al giorno d'oggi: se quello storico è inappuntabile, quello ludico appare molto appannato dagli anni. Le meccaniche sono molto involute e, a dispetto della differenziazione fra i vari stage, la ripetitività è acuta. E' un gioco strettamente precalcolato, senza variazione alcuna da partita in partita con pericoli posti sempre al medesimo punto e tranelli che aspettano solo di esser scoperti e poi prevenuti. La difficoltà non è letale ed una volta presa la giusta confidenza con ogni schema non ci vorrà molto per superarlo senza colpo ferire benchè resti un fondo di frustrazione per le morti derivanti dagli impatti con lo scenario, complice anche la goffagine con la quale il nostro jet si aggira per lo schermo.



    L'impianto tecnico è poco ispirato, con un sonoro quasi inesistente ed una grafica che, pur ricordandoci dei limiti dell'hardware, fatichiamo ad apprezzare. Non c'è stile, non c'è spettacolo e l'uso dei colori non è esattamente dei più gradevoli.
    A tutto ciò aggiungiamo il fatto che sulla rete possiamo godere di prodotti gratuiti, talvolta ispirati allo stesso Scramble, di qualità superiore e realizziamo che il quadro che si profila agli occhi del giocatore moderno non è dei più allettanti. Ma è un passo fondamentale della storia Konami, il progenitore di quel Gradius che qualche anno dopo avrebbe fatto furore ed ogni amante degli shooter dovrebbe dedicargli un po' di attenzione.
    Prendetelo come una lezione di storia, al giorno d'oggi è la via migliore per apprezzarlo.

    Altre versioni:
    Scramble riscosse generosi consensi al suo debutto ma non fu corteggiato da molte console, approdando difatti solo su Vectrex alla cui conversione va una particolare menzione di merito mostrando un rifacimento costituito unicamente da vettori, con risultati indiscutibilmente apprezzabili. Ne esiste anche una discreta versione per Commodore 64 oltre alle immancabili compilation per Playstation, Gameboy e, dal 2006, Xbox Live.




    "Prove di Gradius per la Konami, ma in generale uno shooter di grande freschezza per l'epoca. L'impostazione verticale dello schermo non si rivela una scelta felice in quanto restringe il campo visivo ed eleva di molto la sfida. La casa giapponese ci offre per la prima volta il compito di raccogliere il carburante per tenere in vita la nave, una feature spesso ripescata da sparatutto successivi."


    Gianluca "musehead" Santilio






    Altre immagini: