Turrican 3: Payment Day Amiga | Retrogaming History
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  • Turrican 3: Payment Day

    Turrican 3: Payment Day

    Uscito in un periodo non felicissimo per l’Amiga (che stava affrontando un lento quanto inesorabile declino), Turrican 3 è un gioco controverso. Colpa (ma anche merito a seconda dei casi) della sua simultanea uscita su Megadrive: ci ritroviamo così con un titolo spoglio di qualsiasi velleità esplorativa, decisamente più arcade e lineare, insomma il tipico prodotto per console, cosa che non sarebbe necessariamente un male, intendiamoci, se solo il concept originario non ne risultasse mortificato e snaturato. L’assenza di Manfred Trenz alla regia deve aver pesato e non poco, perché riallacciandomi a quanto detto per il primo capitolo, è lui che ha dato a Turrican un’anima, trasformando quello che sarebbe comunque stato un grande gioco in un capolavoro.

    Ma procediamo con ordine: dicevo che questa doppia incarnazione ha portato pregi e difetti. Un sicuro merito è quello di aver mutuato l’ottima grafica della console Sega, presentandoci una componente visiva davvero in grande spolvero. Ci sono livelli che vantano strati su strati di parallasse che scorrono veloci sullo sfondo, nemici molto ben definiti e, udite udite, effetti speciali come rotazioni e zoomate (nella norma forse per una console ma piuttosto inusuali per un Amiga) che, sebbene poco appariscenti, sono lì a dimostrare una volta di più la bravura dei Factor 5 e la bontà dell’hardware Commodore, troppo spesso sottosfruttato. Di fatto, questo episodio è tecnicamente il migliore dei tre su computer, nonostante qualche difettuccio di programmazione e una resa cromatica limitata rispetto ai precedenti capitoli, decisamente più variegati e convincenti anche quando la palette sfoggiava principalmente tonalità metalliche. Inoltre mi ha un po’ indispettito la scelta di colori piuttosto “acidi”, soprattutto nei primi livelli. Nonostante questo, Turrican 3 in molti punti è spettacolare e alcuni stage mi hanno riportato alla mente nientemeno che Thunderforce 3 di Technosoft… e scusate se è poco! Il sonoro ha vittoria facile su quello del Megadrive, nonostante le musiche siano le stesse, la resa qualitativa cambia, in virtù della differenza abissale tra i due chip dedicati e quello dell’Amiga esalta le belle coposizioni del solito ottimo Hueslbeck (che ci delizia nuovamente con una musica del primo livello stupenda, a mio avviso uno dei suoi momenti più alti, insieme a quella finale di Apydia, quella del primostage di Jim Power e poche altre).

    Chiuso il capitolo tecnica, arriviamo, ahimè, alle note dolenti per ciò che concerne il gameplay e il suo appiattimento: c’è chi ne gioirà, chi (come il sottoscritto) gradirà meno questa svolta. Di certo c’è che i livelli appaiono decisamente lineari, pur celando qualche segreto, ma è tutto assolutamente diretto, niente a che vedere con le immense mappe dei predecessori. Chi non le ha mai digerite forse apprezzerà maggiormente questa scelta, che ha reso Turrican un prodotto dannatamente arcade, divertentissimo (non sulla lunga distanza, a causa della riduzione del numero dei livelli e della difficoltà tarata verso il basso) ma anche un po’ vuoto, privo di sufficiente spessore… a cui manca quel quid che possa elevarlo a cult. Le idee non mancano (non sempre originali però!), l’arsenale del protagonista ha subito un piacevole restyling e ora c’è la possibilità di utilizzare una specie diestensione del braccio per aggrapparsi alle sporgenze e raggiungere alcune zone o superare determinati ostacoli (avete presente l’uso della frusta in Super Castlevania 4 per Snes o il vecchio Bionic Commando?) ma questo non basta a compensare la mancanza di profondità nella struttura di gioco.

    A conti fatti quindi, prendendo Turrican 3 per quello che è, non si può non ammettere che sia un prodotto perfetto nel suo genere, che svolge egregiamente il suo compito e raggiunge anche alcuni picchi notevoli ma dovendo paragonarlo ai suoi due illustri predecessori, il confronto risulta improponibile e il passo indietro appare evidente. Probabilmente non è un gioco da ricordare negli annali e tramandare ai posteri ma nemmeno uno di quei seguiti usciti con l’unico scopo di sfruttare un nome altisonante. Credo che l’importante sia sapere cosa aspettarsi da questo titolo e cercare di goderselo per quello che è, senza pregiudizi, apprezzando i tanti alti ed evitando di rimpiangere ciò che sarebbe potuto/dovuto essere.



    "Turrican 3 è un gran bel gioco, questo è fuori discussione e probabilmente se avesse avuto un altro titolo, la recensione sarebbe stata un continuo elogio, usando ben altri, altisonanti aggettivi… ma quel nome pesa come un macigno."

    Giuseppe "Epikall" Di Lauro




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    Commenti 4 Commenti
    1. L'avatar di Amy-Mor
      Amy-Mor -
      Il Turrican piegato alle tendenze nippo/console del periodo che, perde nel fattore esplorativo, acquistando in quello puramente action. Piatto ma più diretto, stilisticamente meno affascinante dei predecessori, ma tecnicamente migliore, insomma, un Turrican “diverso”. Potrà piacere quanto essere odiato, fatto sta che, resta ugualmente un gran bel videogioco. Peacez!
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Visto (ma mai acquistato) su Mega Drive e, poco dopo, su Amiga... un buon Turrican che, tuttavia, non raggiunge i fasti del II° episodio.

      La versione MD risulta leggermente superiore sul fronte grafico salvo perdere prevedibilmente dei punti nel comparto sonoro che comunque si attesta ben al di sopra della media.

      Da notare che la BGM del primo sub-stage, "Bionic Action", è, sia pur con le inevitabili differenze, assolutamente brillante in entrambe le versioni, sfoggiando una parte conclusiva d'impronta epica che sul Mega Drive vede un efficace utilizzo di entrambi i chip audio in dotazione alla console Sega.
    1. L'avatar di Gedeone de Infortunis
      Gedeone de Infortunis -
      Il peggiore dei 3...facciamo il meno bello per non rischiare la lapidazione . Cmq IMHO troppo corto, lineare, e con un boss finale abbastanza deludente (per non parlare dell'impronta sempre più manga-oriented). Una testimonianza dal passato di come già consolizzazione volesse dire semplificazione strutturale di un franchise per un mercato casual-oriented (altri esempi li troviamo negli episodi della serie usciti su SNES). In riferimento al comparto tecnico v'è da dire che l'Amiga delude un pò rispetto alla versione MD (a parte il copper del plurimenzionato livello con le piattaforme sospese in cielo), soprattutto sul dettaglio/colore (leggasi monocromie o tonalità annacquate), come testimonia lo sfondo eccessivamente impoverito del primo livello. Dove guadagna punti invece è sull'arrangiamento delle musiche (Paula rulez), anche se su MD Huelsbeck paga un pò la sua inesperienza nel tirare fuori suoni dignitosi in FM dallo YM 2612, concentrando tuttavia la sua ingegnosità nello sfruttare il vecchio Sn76489 per avere più suoni campionati in simultanea.
    1. L'avatar di merck.
      merck. -
      carino l'ho giocato su megadrive