The Guardian Legend NES | Retrogaming History
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  • The Guardian Legend

    The Guardian Legend

    Il pianeta artificiale Naju, popolato da minacciose forme di vita aliene, si sta avvicinando pericolosamente al nostro mondo: riuscirà il Guardiano della Terra a scongiurare questa catastrofe?
    Questa in sintesi la trama di The Guardian Legend della Compile, che ad una prima occhiata può sembrare uno dei tanti sparatutto per cui questa casa è diventata celebre. Infatti appena premuto Start ci troviamo ai comandi di un'astronave in quello che sembra il più classico degli shoot'em up a scorrimento verticale: lo sfondo scorre velocissimo mentre asteroidi e navicelle ci si parano davanti, quindi lo scrolling rallenta e subito capiamo che ci si sta per scontrare con un boss. Il tutto sembra molto ben realizzato ma abbastanza blando, però una volta sconfitto il boss tutto cambia: al posto dell'astronave troviamo un'avvenente fanciulla in costume sexy-robotico che si muove in scenari pseudo-isometrici (per intenderci, alla "Legend of Zelda")! Il boss infatti altro non era che la prima linea di difesa di Naju, e ora ci troviamo assieme a Miria, la protagonista, nelle viscere del pianetoide. Un messaggio registrato ci avvisa che qualcuno aspettava da tempo la nostra venuta ed ha pianificato tutto in modo che Miria possa penetrare i sistemi di difesa di Naju e causarne l'autodistruzione prima che avvenga l'irreparabile. Ce la faremo a completare questa missione?

    Compile ha avuto l'idea geniale e decisamente poco sfruttata di fondere sezioni sparatutto "classiche" con lunghe fasi esplorative viste dall'alto, in flip-screen (cioè senza scrolling tra le varie schermate): Miria in queste fasi vaga sulla superficie di Naju alla ricerca delle aperture che la conducano ad altre zone del pianeta, buona parte delle quali non sono però immediatamente accessibili, ma contrassegnate da vari simboli. Alcune di queste aperture conducono ad aree definite "Corridor X" (dove X è un numero che va da 1 a 21, senza un particolare ordine), le quali collegano le varie zone del pianeta. Qui si ritorna allo sparatutto verticale: una volta imboccato l'ingresso di un "Corridoio", Miria riprende la forma di astronave e si mette a blastare senza pietà tutto ciò che le si para davanti, per giungere quindi al cospetto del boss, sempre decisamente grosso, brutto e incazzato. Una volta distrutto quest'ultimo, in alcuni casi ci viene consegnata una chiave dal simbolo corrispondente alle aperture da sbloccare situate da qualche parte nell' "overworld", che a loro volta rimanderanno ad altri corridoi e così via.
    Sembra tutto semplice, in realtà Naju è incredibilmente vasto, per cui preparatevi a lunghe scarpinate per le lande ricche di bizzarri alieni e robot di ogni genere! Descritti così i momenti di esplorazione possono sembrare noiosi, ma così non è: non si tratta soltanto di percorsi del tipo "trova la chiave/apri la porta", poiché nel sottosuolo del pianeta c'è di tutto. Possiamo trovare dei Lander (la mascotte della Compile, una specie di grosso smile azzurro) che ci venderanno nuove armi, Corridoi che in apparenza non portano da nessuna parte, oppure stanze che contengono nuovi messaggi lasciati dal nostro misterioso "amico" che ci spiegano come procedere nell'avventura oppure come sbloccare i sigilli dei Corridoi che sembrano non volersi aprire.



    Da questa descrizione appare chiaro come le parti esplorative siano impostate né più né meno come un GDR, anche se di ambientazione fantascientifica: a questo punto sarà meglio dare un'occhiata più approfondita al gameplay. Miria possiede una barra di energia e un indicatore dei "chip": questi ultimi rappresentano le munizioni delle armi secondarie, ma se raccolti restituiscono anche un certo quantitativo di energia, e servono inoltre come moneta per pagare i Lander. Esiste circa una dozzina di armi secondarie da trovare di volta in volta, che vanno scelte ed attivate attraverso il sotto-menu: ognuna di esse consuma un certo quantitativo di chip a seconda della sua potenza, e può subire fino a due upgrade se si trova più volte l'icona corrispondente. Dentro ai contenitori sparsi per i dungeon vi sono poi oltre ai chip anche ricariche energetiche oppure icone che aumenteranno attacco e difesa della bella protagonista. I suddetti contenitori appaiono dal nulla anche con l'eliminazione di alcuni nemici durante le fasi di gioco, incentivando così i combattimenti anche nelle situazioni in cui ci si ritrova più in difficoltà.
    Vi sono due modi per aumentare l'estensione della barra energetica e il quantitativo massimo di chip che Miria può tenere con sé: raccogliendo le icone dei Lander (sempre loro!), oppure totalizzando certi punteggi. La cosa bella di The Guardian Legend è appunto la perfetta commistione tra dungeon e sezioni aeree: se da un lato nelle fasi shoot'em up è vivamente consigliato blastare quanti più alieni possibile per aumentare il punteggio e far così "salire di livello" la nostra Guardiana, d'altro canto è importante anche esplorare ogni minimo anfratto di Naju, dato che completare anche i Corridor che non ci daranno una chiave, così come eliminare i mini-boss che appaiono nell'overworld (annunciati dal suono di una sirena e dallo sbarramento dei lati aperti dello schermo) o trovare i nascondigli dei Lander venditori, serve a procurarci nuovi potenziamenti e armi secondarie, da utilizzare non solo nelle fasi GDR ma anche (anzi, soprattutto) in quelle sparatutto, così da rendere sempre più letale Miria in versione astronave ed aiutarla nelle difficili sfide con i boss.

    Naju, nonostante sia un pianeta artificiale, è comunque suddiviso in diversi ecosistemi, e ciò si riflette nell'aspetto delle varie sezioni sia di dungeon sia di sparatutto di cui esso è composto: ad esempio la prima che incontreremo è ispirata ai fondali marini, per cui con la nostra astronave cercheremo di abbattere nemici simili a stelle marine, razze, ippocampi ecc. Nella seguente ci trasferiremo in una giungla rigogliosa dove affronteremo funghi, spore e altre creature vegetali; più avanti incontreremo desolati deserti, paesaggi punteggiati da formazioni geometriche di cristalli oppure formati da ripugnanti distese di tessuti organici e così via. Ai grafici Compile la fantasia di certo non è mancata, e sono azzeccate anche le caratterizzazioni dei vari nemici organici o meccanici e soprattutto degli enormi e spesso mostruosi boss. Un plauso anche al fatto che a differenza di quanto accade in molti titoli NES i tile grafici sono variegati e applicati in modo da far sembrare sempre diverse le fasi sparatutto anche di una stessa zona.
    Questa varietà riguarda anche il comparto musicale che comprende svariati temi, sia per i livelli "normali" sia per gli scontri con i boss, tutti accattivanti e che ben si adattano sia alle sezioni appiedate sia alle più frenetiche missioni sparatutto.



    Insomma, questo gioco è vastissimo, molto variegato, ottimamente bilanciato nonostante sia un ibrido di due generi in apparenza incompatibili; l'arsenale di Miria farebbe invidia agli sparatutto "puri" e le parti shoot'em up potrebbero essere un gioco a sè stante (anzi, già lo sono, leggete sotto ...); le meccaniche di gioco sono ben studiate; grafica, musica e sonoro sono di ottima qualità considerato l'anno di uscita; siccome però la perfezione non è di questo mondo, è giunto il momento di segnalare qualche difetto.
    Innanzitutto il metodo di salvataggio delle partite è troppo macchinoso: bisogna prima trovare il nascondiglio dei Lander deputati al salvataggio, poi disattivare l'arma secondaria e infine prepararsi a copiare lunghissime e quasi illeggibili password... Per un gioco così l'ideale sarebbe stato il salvataggio tramite batteria come per Zelda. Un altro difetto è il livello di sfida offerto dai boss, molto aleatorio: alcuni cadranno senza problemi mentre altri riescono a drenare la nostra barra energetica fin troppo velocemente (per inciso, odio quelle dannate palle ciclopiche spara-filamenti!). Altri problemi minori sono legati al fatto che sono poche le armi effettivamente utili in tutte le situazioni, ma questo è scusabile, e la poca rigiocabilità una volta terminata l'avventura, cosa in ogni caso comune a buona parte dei GDR adventure. Tuttavia anche a questo ultimo problema è stato posto rimedio, per certi versi: una volta completata l'avventura, inserire il codice TGL come password permetterà di giocare solo alle fasi sparatutto tutte di seguito, come se fossero un nuovo gioco! Per di più la sfida è assicurata anche per i giocatori più esperti perché non sarà possibile usufruire di tutti i potenziamenti ottenibili nei dungeon.




    "The Guardian Legend è un gioco realizzato con grande cura e professionalità, eccellente per il periodo in cui uscì, ma molto valido ancora oggi, e soprattutto degno di nota per aver osato un mix di generi così distanti ed essere comunque riuscito a creare qualcosa di divertente, originale e che non dà l'impressione di essere due giochi diversi incollati malamente assieme. Un gradito omaggio da parte di Compile verso tutti coloro che amavano i suoi sparatutto ma anche verso chi cerca qualcosa di più che azione pura, un gioco che meriterebbe una fama ben maggiore e che potrebbe essere preso come esempio a tutt'oggi."

    Federico "Boyakki" Tiraboschi





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    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di pckid73
      pckid73 -
      E' un piacere leggere recensioni tanto attente ed approfondite di titoli di oltre 20 anni fa: segno che la qualità, così come la nostra passione per i retrogames, non ha età!