Lollypop amiga | Retrogaming History
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  • Lollypop

    Lollypop

    Dall’era dopo Commodore in poi, nel mondo del software Amiga, non è certo raro trovare vere e proprie perle di videogame sconosciuti ai più. Purtroppo, ferree leggi di mercato danneggiavano le poche etichette coraggiose che ancora producevano su quest’amato sistema, anche se ciò non tolse che piccoli capolavori seppero venire comunque allo scoperto. Ora, se si accenna alle piccole ditte indipendenti che, tante volte, autoproducevano i loro lavori, era quasi lecito aspettarsi uno schiacciamento da parte di marchi di maggiore portata e maggiore richiamo, lasciando, in questo modo, che tanti videogiochi fossero noti solo nella piccola cerchia di utenti rimasti ancorati ad Amiga. Per il prodotto che mi accingo a recensire, tuttavia, la cosa avrebbe dovuto avere ben altro risvolto, e ci tengo a puntualizzare “avrebbe”. Questo perché, dietro al gioco in questione, militano marchi e distributori di tutto rispetto che, seppur veterani dello show business video ludico, nel 1995 rilasciarono questo Lollypop nell’anonimato più assoluto. Parlo di Rainbow Arts per i copyright, e Softgold per la distribuzione, due aziende, soprattutto la prima, non certo sprovvedute del mestiere. Allora come mai di questo Lollypop si conosce poco o nulla? E’ forse un prodotto che alla fin fine non merita? Oppure è solo uscito in un momento in cui il mercato richiedeva ben altro che il solito salta e ammazza tutti di piattaforma in piattaforma? Sulla bontà del prodotto, in base alla prima ipotesi, posso rassicurare subito le vostre anime irrequiete, poiché il gioco vale. Per quanto riguarda la seconda ipotesi, chissà, lascio anche a voi lettori l’onore di fare luce su tale tesi, magari approfondendo il discorso tramite l’area commenti a vostra (nostra) disposizione.


    Lollypop, come dicevo, nasce nel 1995 da un’idea dei Brain Bug, contemporaneamente per Amiga OCS-ECS e PC-MS-DOS, nel periodo in cui la prima cominciava il suo declino inarrestabile mentre la seconda, viceversa, iniziava la propria scalata. Noi ci soffermeremo sulla versione per la macchina di casa Commodore anche se ho potuto costatare come, ad eccezion fatta per le differenti cromature (256 colori per la parte MS-DOS, 32 per Amiga), tra le due versioni non ci sia alcuna differenza sostanziale.





    Quello che abbiamo tra le mani è un classico action-platform game tanto in voga sin dai tempi di Turrican (qualcuno ha detto Rainbow Arts?) che, su Amiga, ha visto veri e propri capolavori come quelli riguardanti l’eroe di Manfred Trenz, caposaldo del genere, Jim Power, Ruff’n’Tumble o il più recente Sword, tanto per citarne alcuni. In Lollypop saremo alla guida di una bambola animata tramite un fulmine nella propria “Toy Factory” che deve portare a compimento una missione: uccidere il più cattivo dei bebè conosciuto col nome di SugarBaby, noto per il suo accanimento nel maltrattare bambole e giocattoli in generale. A dispetto della trama tenerona e del titolo grondante zucchero, Lollypop non nasconde di certo un’anima abbastanza seriosa e, in certi punti, cupa se non addirittura gotica. Sin dalle prime battute, appunto nella fabbrica di giocattoli dove la nostra eroina prende vita, non faticheremo a notare colori dalle tinte perlopiù scure, fondali che ritraggono bambole costruite in serie e impacchettate come se fossero prigioniere, pezzi di ricambio ammassati sotto liquidi acidi gocciolanti da tubature lerce. Insomma, nel titolo dei Brain Bug si scherza sulla presunta umanità intrinseca delle bambole, confinate in una fabbrica fredda e buia dove l’occhio umano non percepisce l’anima di un banale pezzo di plastica immobile, un po’ come accade nel noto Toy Story della Pixar, ma in maniera molto più leggera. La grafica, dunque, segue lo stile di austerità di cui spiegavo poco sopra, non lesinando, comunque, scenari più leggeri e fiabeschi come ad esempio ”DreamLand”, sesto livello che ci vede praticamente inghiottiti da un sogno della stessa bambola da noi pilotata, attraverso un livello sospeso tra le nuvole. Anche i boss di fine livello si mostrano tutti dal gusto strettamente dark, con gli esempi migliori riscontrabili in quello del quinto livello (un mezzo mago che richiama alla mente il cappellaio matto di Alice), che ci regala anche un’animazione di trasmigrazione corporea non indifferente, e quello del già citato sesto livello che ci vede affrontare un armadio animato che svolazza sospeso tra le nuvole mentre ci lancia contro stampelle a tutto spiano. Insomma, disegni ed idee bizzarre in Lollypop proprio non mancano e se per caso siete tra gli appassionati del cinema alla Tim Burton, tanto per fare un esempio, troverete in questo titolo pane per i vostri denti.

    Adesso analizzeremo quello che, secondo il mio modesto parere, è il pregio maggiore dell’intera produzione: il sonoro, anche se riscontriamo il fastidioso bivio cui ci sottopongono parecchi titoli per Amiga, cioè quello di scegliere se giocare con la sola musica attiva oppure con i soli sfx. Questi ultimi si attestano su livelli di assoluta normalità, ma settando l’opzione su music delizieremo il nostro apparato uditivo con un manipolo di brani uno meglio dell’altro. Ogni livello ha il suo bel modulo, ben congegnato per la circostanza e, vi dirò di più, anche entrando in stanze segrete, piccoli anfratti e passaggi secondari, ci saranno sempre nuove sinfonie ad accompagnare il nostro cammino, mai fastidiose e sempre piacevolissime da ascoltare. E’ chiaro come la musica, in Lollypop, giochi un ruolo fondamentale nel farci compagnia in questo viaggio per nulla scontato, a dispetto di quanto possa sembrare.

    Anche tecnicamente non ci si può lamentare più di tanto, infatti lì dove padroneggia una grafica minuziosamente striminzita, nasce un parallasse perpetuo per tutta la durata di gioco, oltre che fondali in prospettiva. Lo scrolling non fa uso delle peculiarità dell’Amiga come il blitter, di fatto siamo ben lontani dalla fluidità di altri titoli analoghi per questo sistema (cio è dovuto forse alla stretta parentela con la controparte PC MS-DOS), oltretutto assisteremo anche ad un lieve sfarfallio affliggere il nostro sprite principale.

    Il gioco su Amiga si dipana su ben cinque dischetti per sette livelli in totale, ognuno di esso con la propria bella password ad attenderci. Caricamenti e relativo swap disk risultano per nulla fastidiosi, ovviamente gioverà avere almeno un drive esterno e, in caso di presenza di hard disk, sappiate che il gioco è pienamente installabile.

    Note:

    • Nel quarto livello, dal nome “Spook Ville” assisteremo anche ad un simpatico aneddoto a discapito di un’altra eroina di videogiochi. Il livello, ambientato in prossimità di un cimitero, ci mostrerà una lapide in prospettiva con l’epigrafe “Giana Rip”, esplicito urlo di guerra del team di Lollypop, pronto a sbaragliare la concorrenza femminile da sempre dominata dall’amata Giana (almeno su home computer come C-64 e Amiga). Saranno riusciti nell’intento? Beh, a conti fatti, penso proprio di no…





    • Il nome dei programmatori di questo videogame è Brain Bug. E’ curioso constatare come il gioco sia afflitto da “bug” continui dall’inizio alla fine. Capiterà spesso, difatti, di cadere in baratri fantasma, attraversare mura in cui rimanere inesorabilmente bloccati o che il gioco vada spontaneamente in guru medidation.






    "Ottimo titolo questo semisconosciuto Lollypop, che saprà intrattenerci con un allucinato viaggio attraverso mondi variegati, lasciandoci controllare una protagonista tanto insolita quanto affascinante. Non fatevi trarre in inganno dal titolo e dal tema trattato, poiché non siamo al cospetto del solito videogame dolce e pacioccone stile console, ma di un competente action-platform di stampo occidentale che dovrebbe far drizzare orecchie e joystick a chi, come il sottoscritto, è cresciuto a pane e home computer di mamma Commodore. Da provare!"

    Maurizio"Amy-Mor"Tirone




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    Commenti 5 Commenti
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      Tutto sommato un titolo carino, anche se pressochè ininfluente per il panorama Amiga. Piuttosto, esiste invece una splendida conversione per il PC che sfrutta tra l'altro anche delle tracce audio redbook.
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Cavolo questo giochino m'è sfuggito ,bella recensione ,
      Grazie Amy per averlo fatto notare.
      Devo recuperarlo su Ebay...
    1. L'avatar di musehead
      musehead -
      Carino, lo conoscevo in versione DOS e concordo sulla spettacolarità in alcuni combattimenti coi boss!
    1. L'avatar di Amy-Mor
      Amy-Mor -
      Citazione Originariamente Scritto da maxtex74 Visualizza Messaggio
      Cavolo questo giochino m'è sfuggito ,bella recensione ,
      Grazie Amy per averlo fatto notare.
      Devo recuperarlo su Ebay...
      De nada...Ma la vedo dura per quanto riguarda trovarlo sulla baia,personalmete non l'ho mai visto in giro
      Peacez!
    1. L'avatar di AmigaMagic
      AmigaMagic -
      Ciao, dai tuoi articoli noto senz'altro una grandissima passione e nostalgia per l'Amiga. Io sono come te... Però, proprio perché adoro quel mitico computer e tutta la sua tecnologia, da programmatore, mi sento in dovere di correggerti su una tua affermazione:

      "Lo scrolling non fa uso delle peculiarità dell’Amiga come il blitter, di fatto siamo ben lontani dalla fluidità di altri titoli analoghi per questo sistema".

      1) Al contrario, il gioco in questione fa un uso abbastanza massiccio del blitter. Ogni tile del fondale in primo piano e di quello in background, ogni sprite/oggetto animato che vedi sullo schermo, così come quegli oggetti in primo piano che ogni tanto compaiono in basso, a simulare un terzo livello di parallasse, sono tutti disegnati dal blitter ad ogni fotogramma. Il 68000, da solo, non sarebbe mai stato in grado di aggiornare tutta quella roba con 32 colori su schermo e quella fluidità, te lo garantisco. Basta guardare le difficoltà enormi che aveva l'Atari ST a realizzare degli scrolling che avessero una parvenza di decenza (e l'ST mostrava al max 16 colori, generalmente con delle aree di gioco striminzite). Tu mi dirai: si, ma Superfrog, ad esempio, usava 32 colori ed aveva uno scrolling fluidissimo e velocissimo. Certo, ma non aveva un fondale in parallattico da dover ridisegnare ad ogni fotogramma!

      2) Lollypop è senz'altro un gioco fluido nello scrolling e nelle animazioni. "Fluido" significa che non sono visibili fastidiosi scatti, ed in Lollypop, sinceramente, di scatti evidenti non ne ho mai visti. Si può dire, invece, che il gioco abbia uno scrolling "lento". Ma lento non è sinonimo di "poco fluido"... Sono due cose distinte e separate! Un gioco dotato di scrolling un po' scattoso, ad esempio, è Ruff'n'Tumble. Lì lo scrolling è molto rapido, ma è scattoso (non così scattoso da renderlo ingiocabile, ma a me ha dato sempre alquanto fastidio), che è l'esatto contrario di Lollypop (lento, ma fluido).

      Complessivamente, comunque, secondo me Lollypop era un platform decente, ma un po' troppo pretenzioso nella realizzazione. Pur di mantenere i 32 colori onscreen, mostrare un effetto di parallasse e mantenere una buona sensazione di fluidità (ricordo un solo altro gioco, su Amiga, che aveva un fondale in parallasse con 32 colori onscreen: Flimbo's Quest), lo sviluppatore decise di rendere il gioco abbastanza lento, lontano quindi da quella frenesia tipica dei platform da coin-op o console. Poi il fatto di non poter avere effetti sonori e musica insieme era un altro punto a sfavore.

      Il vecchio Great Giana Sisters, nonostante da un punto di vista estetico appaia decisamente meno raffinato, lo trovo molto più gradevole, divertente e giocabile rispetto a Lollypop, merito anche dell'ottimo level design clonato da un certo Super Mario Bros. Evidentemente, non sempre "di più" = "meglio".

      Spero che queste precisazioni non abbiano offeso nessuno, ma da appassionato dell'Amiga ho sentito il bisogno di scrivere queste mie considerazioni.
      Ciao e complimenti per il sito, che trovo molto interessante e piacevole (specie per un nostalgico come me)!