Twin Eagle - Arcade | Retrogaming History
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  • Twin Eagle

    Twin Eagle

    Twin Eagle è uno shoot ‘em up a scorrimento verticale realizzato nel 1988 dalla Seta su licenza Taito.
    Nonostante la similarità nella struttura e nel titolo, TE non è il seguito di Twin Cobra e le differenze tra i due titoli prevalgono sui punti in comune.
    Nel titolo Seta si guidano due elicotteri da combattimento e, come nello shoot ‘em up Toaplan, si affronta in single o double player un esercito per cielo, terra e mare.
    Gli stages da superare sono 6, ognuno suddiviso in due fasi. I boss finali sono, infatti, sostituiti dalla seconda parte di ogni stage che vede l’elicottero sfrecciare irrealisticamente a velocità supersonica (come nel film “Tuono Blu”) e ingaggiare una frenetica battaglia con degli F14 che cercheranno di abbatterlo con i loro Sidewinder.

    Il vostro mezzo è dotato di un chain gun da 30mm la cui potenza può essere incrementata fino a 6 volte e di 3 bombe in grado di spazzare via buona parte degli alberi, edifici e nemici che si trovano davanti all’elicottero. Inoltre, è possibile utilizzare temporaneamente dei missili al posto della mitraglia pesante. I vari bonus (power ups, bombe aggiuntive, ricariche di 30-50-70-100 missili e speed up) sono forniti da un mezzo d’appoggio che sfreccia ad intervalli regolari sul campo di battaglia.

    I nemici da affrontare includono: carri armati ed elicotteri di varie dimensioni, postazioni di fuoco fisse e rotanti, batterie lanciamissili, fanteria appostata tra alberi e edifici e unità navali. Gli ambienti variano dall’aperta campagna a brulli contrafforti montanari e canyons con torrenti e cascate, passando per deserti rocciosi e tratti di mare presidiati anche da una portaerei, per arrivare a cupe abetaie e, infine, a sobborghi che circondano un nutritissimo castello-fortezza.

    Il tratto distintivo di Twin Eagle rispetto ad altri shoot ‘em up del periodo, tra cui il più noto Twin Cobra, è la grafica ricca di dettagli e tendente al “fotorealismo” grazie ai colori poco contrastanti e alla prevalenza di tonalità neutre. Notevoli, poi, sono alcune animazioni dei backgrounds, come i torrenti e la cascata del terzo stage che colpiscono per l’accuratezza e la spettacolarità assolutamente inusuale per un titolo del 1988. Le esplosioni, infine, sono digitalizzate e contribuiscono efficacemente ad accentuare il look "realistico" dello shoot ‘em up Seta.



    Lo scrolling verticale che, come in Twin Cobra, segue i movimenti degli elicotteri anche lateralmente, non ha la stessa velocità e sensibilità del titolo Toaplan. Il movimento più lento del fondale e le modalità d’attacco dei nemici danno l’impressione di un ritmo più blando di quello di Twin Cobra, il che farebbe pensare ad una difficoltà più moderata rispetto a quest’ultimo. In realtà non è così: Twin Eagle è ugualmente ostico con sezioni particolarmente dure (più frequenti a partire dal 4° stage) che fanno quasi rimpiangere buona parte dei livelli del pur “famigerato” shoot ‘em up Toaplan.
    Fortunatamente, la Seta ha evitato di mantenere la struttura classica a restart point fissi, preferendo l’immediata sostituzione dell’elicottero abbattuto e la conseguente continuità dell’azione. Le bombe, inoltre, non richiedono tempi morti tra la pressione del relativo tasto e le esplosioni (in Twin Cobra si doveva aspettare che l’ordigno toccasse terra… un tempo che sembrava lunghissimo…) e non risparmiano nulla in un raggio abbastanza ampio. Gioca, poi, a vostro favore la possibilità di radere al suolo edifici e bunkers ed abbattere gli alberi per poter colpire i nemici che li utilizzano come riparo o appostamento. Altra notizia positiva è la velocità con cui si incrementa il volume di fuoco e la potenza dei missili, che penetrano le linee nemiche come coltelli nel burro. Va, però, ricordato che il numero ridotto di power ups ha, come contropartita, la limitata copertura del livello massimo di potenziamento e i missili, ottenibili da ricariche di capacità variabile, si esauriscono tanto più velocemente quanto è ampia la copertura dello sparo e maggiore la relativa quantità di proiettili.

    I fattori che penalizzano il giocatore sono: la velocità e le traiettorie insidiose degli elicotteri nemici, la frequenza di rapidi attacchi laterali (più difficili da evitare), i proiettili visualizzati “a rapida intermittenza” (per qualche strano motivo solo quelli dei nemici in movimento) che ne rendono meno chiare e fluide le traiettorie (specialmente nel fuoco proveniente dai lati che, spesso, risulta più veloce) e le letali batterie lanciamissili dotate di razzi a ricerca (se non si distruggono subito e si permette loro di fare fuoco la scelta è fra un rapido utilizzo della bomba o… "Black Hawk Down").

    Curiosamente, le fasi “supersoniche” sono abbastanza abbordabili. È sufficiente prestare attenzione ai jet che si trovano "ad ore 6" (detto così fa molto “Top Gun”) e in zone limitrofe che tendono a bersagliare il vostro elicottero con i missili e mantenere le distanze da quelli che attaccano dai lati (ore 9, ore 3 e dintorni in “topgunese”) con le mitragliatrici. Soprattutto, è necessario essere aggressivi ed abbattere i jet prima che facciano fuoco e spazzino via il vostro elicottero. Anticipare il nemico e giocare il più possibile d’attacco è un consiglio valido anche per tutte le fasi a scorrimento standard del titolo Seta.

    Tecnicamente, Twin Eagle è un coin-op piuttosto ambizioso. La grafica “fotorealistica”, le spettacolari animazioni di fiumi e cascate, le piacevoli rappresentazioni di onde e correnti nello stage 4, le appaganti esplosioni digitalizzate e il pregevole design dei mezzi nemici lo rendono uno shoot ‘em up molto "cool" e lo distinguono in positivo dagli altri titoli. Tutta questa ricchezza estetica ha come contropartita una certa ripetitività dell’azione, pochi stages da affrontare, alcuni backgrounds carenti in nitidezza a causa delle limitazioni della palette (512 colori), alcune mimetizzazioni di sprites con gli sfondi per lo stesso motivo di cui sopra e qualche rallentamento di troppo.



    Musica e FX sono coerenti con l’impronta "realistica" del comparto video. Le prime sono digitalizzate in formato PCM con tutti i severi limiti dati dalla taglia del gioco (36 Mbit corrispondenti a 4,6 MB). Inevitabilmente, l’unico “brano” che commenta le fasi standard è un breve riff rockeggiante con accompagnamento di basso e batteria. I 24 secondi circa di musica rock, ripetuti ciclicamente, pur apprezzabili per qualità (tenuto conto della pochissima memoria utilizzata e del periodo di realizzazione), non sono altro che una sorta di sottofondo ambient adeguatamente “grintoso” che non intacca il protagonismo degli ottimi FX, tra cui spiccano le corpose esplosioni.
    Le fasi supersoniche, invece, beneficiano di un adeguatissimo “brano” campionato di 34 secondi che è, a tutti gli effetti, un energetico (ed esaltante) ritornello cantato di un pezzo hard rock realizzato per il gioco (“Waaah Waaah Waaah gonna break you dooown…”; la canzone è “Early Warning” della band giapponese Goblin Sound).


    Altre Versioni


    Nintendo NES



    La versione NES di Twin Eagle è realizzata nel 1989 dalla Romstar su licenza Nintendo of America.
    Realizzare sulla console ad 8 bit Nintendo il porting di un titolo arcade come TE, che fa delle avanzate caratteristiche audiovisive il proprio punto di forza, era un’impresa difficile.
    Inevitabile, dunque, un drastico ridimensionamento della grafica e del sonoro e un parallelo adattamento del gameplay alle caratteristiche dell’hardware casalingo.
    Su NES, Twin Eagle è, quindi, decisamente essenziale nell’estetica, pur non essendo spiacevole e riuscendo, comunque, a riecheggiare alla lontana parte del feeling originale. Lo scrolling è sempre fluido e non mancano le fasi ad alta velocità. Purtroppo, il numero di sprites su schermo è molto ridotto e il ritmo risente di sezioni terribilmente ripetitive. Non mancano, per fortuna, parti più varie e sufficientemente ricche di sfida che si fanno via via più frequenti con il progredire nei livelli avanzati. La Romstar ha, poi, opportunamente mantenuto il two player mode. Peccato per le musiche, incomprensibilmente cortissime come i brani digitalizzati originali e ulteriormente penalizzate da una realizzazione pessima. Ugualmente mediocri gli FX.




    Twin Eagle è un titolo interessante che fa dell’ottima realizzazione tecnica un valido biglietto da visita. Peccato, però, per l’eccessiva difficoltà, il numero abbastanza esiguo degli stage e la mancanza dei boss finali. Per fortuna le divertentissime e adrenaliniche fasi ad alta velocità (“Waaah Waaah Waaah…”... “Attento, Maverick, hai due MIG in coda!”) contribuiscono a risollevare le sorti di uno shoot 'em up che, comunque, è preferibile affrontare in doppio per ridurre la frustrazione e rendere l'esperienza di gioco più soddisfacente. Il consiglio, dunque, è quello di giocarci con un amico e due buone scorte di monetine e non distrarsi ad ammirare le cascate.

    Alessio "AlextheLioNet" Bianchi




    Altre immagini:



    Commenti 4 Commenti
    1. L'avatar di GOTREK
      GOTREK -
      Gioco che ricordo come vera storia di amore/odio, da una parte lo amavo per una realizzazione tecnica supelativa, al tempo assolutamente sconvolgente, dall' altro l'eccessiva difficolta', ricordo nitidamente che in sala giochi era praticamente lasciato all' abbandono, dopo aver depositato allora 3000 lire per giocare 6-7 minuti, i giocatori facevano solenne voto di non ripresentarsi mai a quel cab "furfante", finiva sempre cosi'..era un gioco che ti "fregava una tantum".
      Non condivido col recensore il fatto che sia un difetto la mancanza dei "boss di fine quadro"cosa che trovo fin troppo assodata e ripetitiva.
      Concludendo..un capolavoro mancato, con una difficolta' ben bilanciata sarebbe potuto diventare ujno dei piu' grandi, se non il piu' grande shooter verticale della storia.
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      ...ho speso molte monetine anche su questo cab in sala giochi
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Un titolo realizzato molto bene, lo ho provato solo 2 volte nel 1991 a dicembre. Questo gioco mi manca
    1. L'avatar di Gedeone de Infortunis
      Gedeone de Infortunis -
      Lo ricordo eccome in una salagiochi di Forte dei Marmi...tanto fascino, poca sostanza...che veniva scoperta solo dopo essersi adattati all'impietosa curva della difficoltà (vicino c'era Double Dragon che si rivelò decisamente più appetibile)