Retrospettive Videoludiche 2: Golden Axe | Retrogaming History
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    Retrospettive Videoludiche 2: Golden Axe


    Retrospettive Videoludiche si occupa in questa sua seconda puntata di una delle serie classiche più amate, uno dei titoli che ha fatto grande la Sega, l’eroica saga di Golden Axe. Il gioco ha debuttato venti anni fa esatti, nel 1989, e si è mantenuto di ottima qualità in ogni episodio, giungendo fino ai nostri giorni in buonissima forma. Ripercorriamo insieme la storia di questi eroi barbari, impegnati per la salvezza del mondo e diventati, insieme alle loro bizzarre cavalcature mostruose, uno dei simboli della grande S.



    Il contesto storico e la nascita del titolo


    Gli anni ’80 hanno sempre avuto una vera e propria venerazione per il culto della bellezza, dell’immagine e dell’esteriorità. In questo decennio è esplosa la moda del culturismo, in cui tutti, sportivi e non, volevano gonfiare i propri muscoli come i modelli iconografici che proponeva il cinema in quell’epoca. Attori come il leggendario Sylvester Stallone e l’imperturbabile Arnold Scwarzenegger apparivano nei loro film di successo come Rocky, Rambo, Terminator, Commando, Danko e Conan. Le origini del mito del barbaro risalgono all’illuminismo, che nell’esaltazione e nella riscoperta del “good savage” vedeva un ritorno ai sentimenti nobili di persone che combattono contro il male con cuore puro e che, pur non essendo civilizzati in modo moderno, riescono ad avere dei valori etici e morali forti che li guidano verso il trionfo del bene. Lo stesso romanzo d’avventura dal Novecento in poi narrava spesso di “barbari e selvaggi” dipingendoli come personaggi positivi. Il mondo del cinema ha riproposto queste idee letterarie, con una vera e propria esplosione culturale nel decennio pop. Nemmeno i cartoni animati sono da meno, presentando tra i protagonisti barbari e culturisti nell’indimenticabile serie Masters of The Universe. Conan il Barbaro era nato nella letteratura degli anni ’30 ed il cinema lo aveva trasformato in eroe visivo, come sarebbero state le sue avventure giocabili? Solo nel 2004 l’eroe avrebbe avuto un videogioco dedicato, ma Sega decide di dare una risposta già nel 1989. Proprio al filone “barbarico” sul grande schermo che il pubblico degli anni ‘80 tanto amava si riallaccia, nel mondo videoludico, la saga di Goden Axe. Il gioco decide di mutuare i modelli cinematografici proposti da “Sly” e “Schwarzy” mescolandoli ad una tradizione fantasy già esistente che vedeva, a cui attingevano spesso i giochi di ruolo ed anche quelli d’azione. Il quartetto “canonico” di personaggi era in genere quello del guerriero, o barbaro, dell’amazzone, o valchiria, del mago e del nano, come ben concretizzato dal precedente Gauntlet. Rinunciando al mago, ma come vedremo non alle magie Sega abbandona uno dei personaggi e si concentra sui rimanenti tre, rendendoli protagonisti di un gioco d’azione a scorrimento laterale.

    Le dinamiche di Golden Axe

    Il filone a cui appartiene il gioco Sega è in realtà un sottogenere del già sfruttato, dal punto di vista ludico, “picchiaduro a scorrimento”, con delle notevoli varianti. Innanzitutto, i personaggi sono dotati di armi bianche con le quali combattere i nemici e grazie alle quali elevare moralmente le scene di lotta, affrancandole dalle semplici scazzottate a mani nude. Gli eroi dotati di armi bianche assumono una nobiltà d’intenti psicologica che, unita al contesto fantasy nel quale si muovevano, richiavama alla mente il passato della razza umana, suggerimenti medievali e a volte cavallereschi. Poco prima era stato rilasciato Rastan, che aveva tematiche simili, ma dinamiche più simili ai giochi di piattaforme. A tutto ciò gli anglosassoni hanno dato il calzante nome di “hack ‘n slash”. Golden Axe eleva il concetto proponendo scontri multipli tra i rappresentanti del bene, comandati da uno o più giocatori, e i loro nemici. La trama del gioco è semplice e si rivela quasi un pretesto per il suo sussistere, poiché vede un classico rapimento dei legittimi sovrani da parte di un malvagio ed oscuro personaggio noto come Death Adder che vuole prendere il loro posto per diventare dittatore del pacifico regno di Yuria, dove è ambientato il titolo. L’arma che dà il nome al gioco, l’ascia aurea, non è in realtà mai utilizzata durante i combattimenti, poiché essa è un simbolo del regno ed è stata sottratta dal pericoloso villain. Per rendere più drammatico il gioco Sega dà agli eroi un motivo personale per lottare contro il malvagio dittatore: l’uccisione di alcuni loro familiari, che li rende decisi a vendicarsi.

    I protagonisti

    Tre sono i personaggi proposti da Sega per affrontare il primo titolo dell’epica saga, diversi nell’aspetto ed anche nella giocabilità, ognuno rappresenta uno stile di gioco differente.



    Ax Battler è il barbaro nobile di cuore, un guerriero ben bilanciato che dosa perfettamente velocità e forza fisica, che ha a disposizione durante gli scontri una grossa spada a doppia impugnatura. Ax combatte per vendetta, infatti ha subito la perdita della madre, eliminata dal malvagio signore delle tenebre del gioco, chiamato Death Adder.





    Tyris Flare è una affascinante amazzone dotata di una poderosa spada ad impugnatura singola, che compensa con l’agilità e la velocità la minore potenza e resistenza fisica in combattimento. Anche Tyris ha subito una perdita importante, quella di entrambi i genitori, eliminati dalle forze del male.






    Gilius Thunderhead è appartenente alla coraggiosa razza dei nani, che hanno forgiato la loro tempra lavorando nelle miniere del regno, dotato di grande forza e resistenza, ha come unica debolezza l’essere più lento nel manovrare l’arma a sua disposizione, un’ascia bifronte. Gilius proviene dalle terre di Wolud e si è unito agli altri due eroi per vendicare la morte del fratello gemello.

    Forse per compensare la mancanza di un mago vero e proprio, Sega dona ai tre eroi la possibilità di creare alcune magie, riprendendole dagli elementi naturali: la terra per Ax, il fuoco per Tyris e i fulmini per Gilius. I nemici presenti nel capostipite sono presi dall’immaginario fantasy classico e presentano scheletri animati, guerrieri, soldati e le amazzoni oscure, chiamate Storchinaya. Un’altra interessante aggiunta al gameplay del titolo è quella di presentare alcune creature fantastiche nel gioco, che hanno un ruolo strategico. Una caratteristica dei destrieri è di appartenere ai nemici, ma di poter essere loro sottratti durante lo scontro. Le bizzarre creature fantastiche divengono così “cavalcabili”, rendendo i nostri eroi simili a cavalieri fantasy sul dorso di evocativi mostri di fantasia. Le creature, denominate da Sega “Bizzarrians”, assumono presto il ruolo di protagoniste fondamentali del titolo, raggiungendo in popolarità gli eroi stessi, e diventando nel tempo un vero marchio di fabbrica della serie.

    I giochi della saga


    Titolo: Golden Axe
    Sviluppatore: Sega
    Casa: Sega
    Anno: 1989
    Piattaforma originale: Coin-Op
    Versioni console: Master System, Mega Drive, Mega CD, PC Engine CD
    Versioni computer: PC DOS, Amiga, C64, Spectrum, Amstrad CPC, Atari ST
    Versioni download: Wii Virtual Console, Xbox 360 Live Arcade, PSN
    Versioni portatili: WonderSwan Color, iPhone
    Collezioni: 6-Pak (MegaDrive), Sega Mega Drive Collection (PS2,PS3,360)

    Il debutto della serie è di quelli che non si dimenticano… firmato da Makoto Uchida, uno degli autori principali, Golden Axe salutava la fine degli anni ‘80 celebrandone una delle icone iconografiche più affascinanti, la lotta dei guerrieri barbari contro il male. Distribuito nel Maggio 1989 sulla scheda arcade Sega System 16B, basata sul processore Motorola 68000 l’originale gioco da sala catturava subito l’attenzione degli avventori per la sua magnificenza e la grandezza degli scenari. Folle enormi di persone si riunivano attorno al cabinato per vedere fino a quale livello sarebbe arrivato l’eroico giocatore di turno. Golden Axe divenne presto, per i suoi meriti artistici e ludici, uno dei più grandi giochi “classici” assieme a pietre miliari fondamentali come Ghosts ‘n Goblins o Tetris.
    Le proposte per il mercato casalingo differiscono molto tra loro e si passa dalla semplicità delle versioni Spectrum e C64 alla buona fedeltà delle versioni Mega Drive e Amiga, la versione per Master System si difende bene, ma ha la peculiarità di presentare il solo barbaro, ribattezzato Tarik. Una citazione speciale meritano le musiche dell’edizione Amiga, suonate da David Whittaker. L’edizione per C64 è a tratti incredibile, riuscendo a tirar fuori dal processore ad 8 bit una conversione stupefacente, curatissima e graficamente pregevole, il cui unico difetto è quello di dover affrontare i nemici uno per volta a causa dei limiti tecnici. Tra le conversioni la migliore sembra essere quella per il 16 bit Sega, che oltretutto presenta anche più livelli rispetto al gioco da sala. La penna d’oca che disegna pian piano il percorso sulla mappa è un vero tocco di classe. Molti degli autori originali sono accreditati nel gioco con misteriosi pseudonimi, come Vynil Boy o S2. Il gioco è arrivato sui lidi Nintendo solo nel 2008, sul catalogo dei classici per Wii. Sconsigliatissima la recente versione iPhone, che allo scomodo sistema di controllo touch screen unisce dei rallentamenti inspiegabili che snaturano il gioco. Golden Axe ha avuto un meritato successo fin dal primo momento presso il grande pubblico, grazie alla sua ottima giocabilità, unita ad una grafica spettacolare ed un sonoro davvero curato ed intrigante.


    Titolo: Golden Axe 2
    Sviluppatore: Sega
    Casa: Sega
    Anno: 1991
    Piattaforma originale: Sega Mega Drive
    Versione download: Sega Channel, Wii Virtual Console
    Collezioni: Sega Mega Drive Collection (PS2,PS3,360)

    Precedentemente distribuito come titolo multipiattaforma, Golden Axe diventa con il suo secondo episodio una potente killer application per l’ormai maturo Mega Drive e scaricabile, solo per alcuni mercati, dal futuristico Sega Channel. Sega decide di seguire la formula “more of the same” i tre protagonisti, le cavalcature ed il gameplay restano gli stessi, con poche novità e colpi di scena, come l’apparizione di tre ninja nemici, ma il gioco riscuote un grande successo presso i possessori del Genesis. La magia assume un ruolo più ampio, e troveremo durante il gioco e nelle scene di intermezzo anche dei maghi, a cui sottrarre dei libri di incantesimi, che sostituiscono gli gnomi del primo capitolo. Molti nemici sono ispirati dall’immaginario horror-fantasy classico, come i già noti scheletri combattenti, che cambiano colore ad ogni stage per dare un senso di varietà o alcuni boss evocativi, come il cavaliere senza testa. Cambia anche il super villain del gioco, che adesso è Dark Guld, un antica entità malvagia imprigionata per secoli. I comportamenti dei nemici ed i loro pattern di movimento standard sono ormai entrati nel DNA dei giocatori, abituati da anni al genere e sono simili a quelli di un altro grande classico sega, Street of Rage. Tra i realizzatori del gioco spicca Naofumi Hataya, che ha scritto le melodie di molti titoli Sega, tra cui Ristar e Nights. Quasi tutti gli autori del gioco sono nascosti dietro oscuri pseudonimi.



    Titolo: Golden Axe Warrior
    Sviluppatore: Sega
    Casa: Sega
    Anno: 1991
    Piattaforma originale: Sega Master System
    Altre versioni: nessuna

    Nello stesso 1991, il mercato vede sviluppato contemporaneamente al secondo capitolo un titolo esclusivo per Master System. Sega invece di optare per una “riduzione” ad 8 bit di Golden Axe 2 decide di seguire altre strade, ed esplora il settore degli action RPG, creando un interessante gioco ibrido dal titolo Golden Axe Warrior. Il titolo richiama graficamente e per il gameplay il blasonatissimo The Legend of Zelda per NES, presentando anche l’impostazione grafica “a blocchi” delle schermate giocabili, che vedono l’intero gioco diviso in compartimenti stagni da esplorare singolarmente. GAW diviene presto nell’immaginario collettivo lo “Zelda per Master System” ed unendo idealmente due grandissime saghe molto differenti tra loro. Golden Axe Warrior dona alla serie un episodio diverso dal solito, anche se non riesce quasi mai ad affrancarsi dall’appellativo di clone zeldiano.



    Titolo: Ax Battler: A legend of Golden Axe
    Sviluppatore: Sega
    Casa: Sega
    Anno: 1991
    Piattaforma originale: Sega Game Gear
    Altre versioni: nessuna

    L’atteso debutto della saga sul portatile Sega avviene nel 1991, anno che si rivela moto prolifico per la serie, con Golden Axe Densetsu. Anche qui Sega preferisce creare un episodio differente piuttosto che “ridurre” GA2 sul suo 8 bit da passeggio. La strada percorsa è la stessa di GA Warriors, e l’episodio si rivela un gioco di ruolo d’azione. Durante l’esplorazione del primo dungeon però si scopre che la fase dei combattimenti si svolge con la visuale laterale tipica dei platform. Ci ricorda qualcosa? Ebbene si, questa formula richiama alla memoria Zelda II: The Adventure of Link, gioco in cui si erano già viste le stesse dinamiche e lo stesso tipo di ibridazione videoludica, innovativa ma in verità poco apprezzata dal grande pubblico.
    Il protagonista, come si intuisce dal titolo, è il barbaro Ax, chiamato dal re del suo mondo per recuperare l’ascia aurea rubata. L’uso della magia è massivo, Ax non potrà usare solo gli incantesimi di terra, come nel gioco originale, ma avrà in dotazione diversi elementi magici. La tipologia degli scontri è casuale, senza la possibilità di vedere i nemici sulla mappa, nel classico stile di Final Fantasy o Dragon Quest, solo nel momento in cui i nemici si manifestano la visuale torna laterale e lo scontro è in tempo reale all’arma bianca. Uno scontro con un singolo nemico, quindi, o interi scenari platform si mescoleranno alle dinamiche dell’RPG. L’esperimento ibrido di Zelda II viene in questo gioco maggiormente approfondito, rendendo il titolo molto vario.



    Titolo: Golden Axe: The revenge of Death Adder
    Sviluppatore: Sega
    Casa: Sega
    Anno: 1992
    Piattaforma originale: Coin-Op
    altre versioni: nessuna

    Golden Axe ritorna nelle sale giochi con un nuovo titolo sviluppato in esclusiva per i sistemi arcade a 32 bit di Sega. Il titolo è noto anche col nome non ufficiale di "Golden Axe 2 Arcade", ma si differenzia dal secondo episodio casalingo della trilogia. Molti hanno visto questo titolo di Sega come la voglia di dare un vero seguito innovativo al primo GA, implementando nuove idee e personaggi. Lo schermo di selezione propone degli inquietanti teschi portacandela ed i personaggi selezionabili su una bilancia. La cerchia dei personaggi giocabili presenta il ritorno del nano Gilius Thunderhead insieme a molti volti nuovi. I nuovi eroi rispondono ai nomi Dora, una femmina di centauro, Goah il gigante, Stern Blade, barbaro classico dal costumino viola, e Little Trix, un giovane elfo che ha in dotazione un forcone a tre denti ed un bizzarro ciuffo biondo. Il titolo da sala offre sei suggestivi livelli giocabili anche in multiplayer. I mostri cavalcabili dell’episodio sono ispirati al mondo degli insetti e offrono anche cavallette, mantidi e scorpioni giganti. Gli sprite dei nemici sono spesso di dimensioni molto generose e la loro barra vitale è ben visibile al centro dello schermo. La grafica è molto dettagliata ed offre effetti molto gradevoli come le cascate d’acqua. Splendidi il livello ambientato tra funghi giganti, la presenza dei nemici “albero” di quelli tribali che danzano attorno al fuoco. Tra gli artisti che lavorano al titolo compaiono Masanori Takeuchi e Tomoyuki Kawamura, le musiche sono in linea con la serie, ma un po’ anonime. Notevole l’utilizzo di armi aggiuntive come gli spara frecce o le catapulte, oltre al sistema dei percorsi multipli che aumenta la rigiocabilità del titolo. Lo scontro finale con Death Adder sul terrazzo del castello è memorabile.



    Titolo: Golden Axe 3
    Sviluppatore: Sega
    Casa: Sega
    Anno: 1993
    Piattaforma originale: Sega Mega Drive
    Versioni download: Wii Virtual Console

    Uscito nel 1993, il terzo titolo della saga resta un’esclusiva MegaDrive. Moltissimi elementi restano immutati dai due precedenti capitoli, poiché squadra che vince non si cambia. I due RPG usciti sugli 8 bit e il gioco da sala a 32 bit non sembrano aver influito sulla realizzazione del titolo, che si presenta ricco di elementi classici e poco desideroso di osare nuove dinamiche di gameplay. I personaggi utilizzabili salgono a quattro, due sono completamente nuovi: Chronos Lait, un uomo pantera con la magia della nebbia e Proud Kragg, un gigante col potere della pietra. Del terzetto originale ritornano il barbaro e l’amazzone, ma Sega, nella versione giapponese, cambia il loro nome con Kain Blade e Sarah Vane, al posto dei classici Ax Battler e Tyris Flare. I nomi originali torneranno solo in occasione del debutto postumo europeo. A questo punto però i fans del nano si chiederanno che fine avrà fatto il loro eroe! Gilius compare nel gioco solo nel ruolo di consigliere diventando un NPC. Un graditissimo ritorno è quello degli gnomi. Tra le cavalcature troviamo delle strane lumache “da corsa” giganti, tra i nemici dei minotauri, ma il gameplay è rimasto invariato. Una novità è un buon sistema a bivii che garantisce la rigiocabilità del titolo. La trilogia si chiude quindi all’insegna del già visto, presentando poche ma interessanti innovazioni e mantenendo una giocabilità molto alta. Dal punto di vista grafico, il miglioramento è notevole, con sprite e fondali ben disegnati. Anche l’IA dei nemici sembra migliorata e i loro movimenti sono meno prevedibili del solito. Il supercattivo del gioco risponde stavolta al nome di Damud Hellbringer. I Credits del gioco, come tradizione, sono pseudonimi dei programmatori Sega, tra cui uno dei pochi riconoscibili è Tokuhino Uwabo, autore delle splendide musiche del gioco, noto per aver collaborato alle colonne sonore di Phantasy Star, Ristar, YS e Sonic 3. Il gioco ufficialmente non è mai stato portato al di fuori del Giappone, e ha raggiunto l’Europa solo nel 2006 in quanto contenuto nella collezione Sega dedicata al MegaDrive.



    Titolo: Golden Axe: The Duel
    Sviluppatore: Sega
    Casa: Sega
    Anno: 1995
    Piattaforma originale: Coin-Op
    Altre versioni: Sega Saturn

    All’arrivo del 32 bit casalingo di Sega sul mercato, tutti I fans dell’eroica saga sperano in una nuova versione di Golden Axe, magari in 3D, che avrebbe dato nuova gloria al franchise. Sega decide di accontentare gli appassionati ma lo fa a metà, poiché il titolo arriva in sala giochi ed in seguito su Saturn, ma diventa un picchiaduro 2D ad incontri. Il motivo di tale scelta è senza dubbio da attribuire al declino del genere picchiaduro a scorrimento, e di conseguenza anche della sua variante hack & slash a cui la serie appartiene. L’avvento dei nuovi sistemi dedicati alla grafica tridimensionale, infatti, aveva fatto perdere interesse agli sviluppatori per la creazione di nuovi giochi dal “vecchio” concept, facendo loro preferire l’esplorazione di nuove strade e nuovi tipi di gameplay. La denominazione The Duel è una citazione storica del primo Golden Axe, poichè, in alcune conversioni casalinghe, era possibile per l'appunto attivare la modalità "the duel" in cui si sfidavano i nemici in apposite arene. L'hardware da sala è il potente STV (Sega Titan Video) basato su due processori principali Hitachi Risc SH-2 ed un sempreverde Motorola 68000. Il gioco è molto divertente, ma pare a tratti fin troppo ispirato dal profeta dei beat ‘em up a incontri, il mai troppo celebrato Street Fighter II. Vedremo persino uscire delle palle di fuoco dalle spade dei personaggi… e ci piace immaginare che la scena del nano, il quale correndo in preda al delirio urla “adoooken!!”, sia stata creata ma poi eliminata dai programmatori per evitare un prematuro Capcom Vs. Sega combattuto dal vivo tra i game designers delle due case a colpi di karate…



    Titolo: Golden Axe (Sega Ages 2500 Vol. 5)
    Sviluppatore: The Sims Co.
    Casa: Sega – 3D Ages
    Anno: 2003
    Piattaforma originale: PlayStation 2
    Collezioni: Sega Classics Collection (PS2)

    Nei primi anni 2000 su PlayStation 2 Sega presenta in Giappone un'interessante collana di riedizioni dei titoli storici del suo catalogo, commercializzati in giappone a prezzo budget. Il quinto capitolo della serie è proprio dedicato a Golden Axe e presenta una versione remake 3D del gioco originale. Sega opta per un rifacimento molto leggero, il gioco infatti non si presenta totalmente tridimensionale, ma solamente realizzato con grafica poligonale, mentre il gameplay resta quello classico bidimensionale. La scelta è stata molto apprezzata dai fans che temevano di veder “profanato” un capolavoro dell’epoca d’oro di Sega, ma nonostante questo il capitolo presenta alcuni difetti che lo rendono meno giocabile dell’originale. Alcuni rallentamenti uniti ad un aspetto decisamente poco affascinante dei poligoni di “prima generazione” utilizzati, con texture poco curate, rendono il titolo paradossalmente meno appetibile del classico del 1989. Il titolo non è sviluppato direttamente da Sega, ma da The Sims Co, una sussidiaria Sega di recente diventata indipendente. Il Golden Axe di Sega Ages soggettivamente è gradevolissimo e piacerà molto ai vecchi fans della serie, ma ha dei limiti oggettivi tecnici e di puro gameplay su cui non si può sorvolare. Il gioco è disponibile in Europa nella raccolta Sega Classics Collection, che raccoglie una selezione di otto giochi scelti tra gli oltre trenta proposti dalla collana Sega Ages giapponese.



    Titolo: Golden Axe: Beast Rider
    Sviluppatore: Secret Level
    Casa: Sega
    Anno: 2008
    Piattaforme originali: PlayStation 3, Xbox 360

    Forse per compensare il fatto che Ax Battler aveva avuto un gioco tutto suo sul Game Gear, Sega decide di dedicare il primo "vero" Golden Axe in 3D alla bella eroina del gruppo, l’amazzone Tyris Flare. La fanciulla diventa protagonista assoluta e gli altri personaggi limitano la loro apparizione solo ad alcuni frangenti particolari. Sono presenti molte citazioni classiche della saga, tra cui i nemici o gli immancabili gnomi e molta cura è stata riposta nelle creature cavalcabili del gioco, da sempre punto di forza della serie, e amatissime dai fans. Il gioco fa uso del potente motore grafico Havok già utilizzato da moltissimi giochi della generazione attuale, come Wolfenstein, Uncharted 2, Bioshock oltre che lo stesso Second Life. Visivamente il titolo si presenta con scenari splendidi ed una tridimensionalità guidata, caratterizzata da percorsi lineari che rendono il gioco molto fedele all’originale del 1989. Chi si aspettava un God of War in salsa barbarica resterà forse deluso, ma il gioco dimostra carattere e riesce a conquistare nuovi estimatori per la longeva saga. Tra i vecchi fans molti non hanno apprezzato il gioco, ritenendolo non all'altezza dei classici. Bisogna però riconoscere che il titolo è ben realizzato da Sega e può regalare svariate ore di divertimento a tutti gli amanti dell'hack & slash.

    Sega Reborn e l'episodio cancellato

    Sega Studios Australia ha in seguito annunciato il progetto Sega Reborn, che avrebbe dovuto vedere alcuni giochi storici della casa giapponese vivere una seconda giovinezza, grazie a remake sulle piattaforme della generazione PlayStation 3. Cinque i titoli previsti, ovvero Out Run, Shinobi, Altered Beast e Streets of Rage, oltre appunto all'attesissimo Golden Axe. Lo sviluppo del gioco era già iniziato, ed oggi restano come uniche testimonianze alcuni video su youtube, che vedono riproposto lo stesso approccio usato per la riedizione su PlayStation 2, ovvero una classica visuale laterale per un remake sobrio e fedele all'originale. Lo sviluppo è stato però interrotto nell'estate del 2013 a causa della chiusura dello studio stesso.



    Gilius, il grande escluso

    Chi spera in un gioco “solista” del nano Gilius Thunderhead resterà probabilmente deluso, poiché da alcune statistiche risulta che era il personaggio meno utilizzato nel Golden Axe originale, poiché il meno popolare del gruppo, e difficilmente Sega gli concederà più spazio. Tirys e Ax hanno avuto i loro giochi personali, Gilius potrebbe non averlo mai. Del resto la sua trasformazione in personaggio secondario era già avvenuta in Golden Axe 3. A sorpresa Gilius appare come fabbro nell'RPG Shining in the Darkness. I fans irriducibili del nano saranno però felici di ritrovarlo come personaggio giocabile in Sega Superstar Tennis, divertentissimo spin-off sportivo in cui l’irascibile nano interpreta un simpatico cameo.

    Golden Axe oggi

    La trilogia originale è stata recentemente proposta nelle due edizioni di Sega Mega Drive Collection per PS2, PS3 e 360, mentre Warriors, Ax Battler, Revenge of Death Adder e The Duel non sono mai tornati sul mercato casalingo. Nella sua ventennale carriera Golden Axe ha avuto modo di riproporre molte volte il gameplay originale, ma anche di reinventarsi in contesti diversi, esplorando il genere degli RPG e persino quello dei picchiaduro ad incontri, fino ai recenti rifacimenti tridimensionali del franchise. La saga non ha fino ad oggi perso popolarità tra il popolo videoludico ed anzi è uno dei giochi della vecchia guardia più amati. Il recente remake per gli attuali sistemi con protagonista Tyris ha ridato parzialmente visibilità a Golden Axe, che non ha mai smesso di risplendere nel panorama dei grandi classici targati Sega.



    Commenti 1 Commento
    1. L'avatar di Homerdoh46
      Homerdoh46 -
      Bellissimo questo speciale! Mi ricordo dei primi due Golden Axe su Megadrive, erano uno spettacolo! Peccato che da Golden Axe III, la serie ha cominciato il suo declino