Tomb Raider - PlayStation | Retrogaming History
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  • Tomb Raider

    Tomb Raider

    Tomb Raider è un action/adventure 3d con molte divagazioni al platform e molta esplorazione. Uscito nel 1996 per Psx (disponibile anche per Saturn e Pc), questa produzione Eidos, ispirata a Indiana Jones, ha avuto un valore importantissimo per la storia dei videogiochi, rivoluzionando il modo di concepire il divertimento elettronico di molti giocatori.

    Una delle tantissime innovazioni fu proprio il personaggio protagonista dell’avventura, una donna (e che donna!): affascinante, sprezzante del pericolo, avventuriera, fortissima, provocante, capace di sparare con due pistole contemporaneamente!

    Certo non era il primo videogioco in cui si utilizzava una donna come protagonista, ma fu proprio con questo titolo che venne valorizzata la figura femminile più di ogni altro videogioco precedentemente uscito.

    Lara Croft, figlia del ricchissimo lord Henshingly Croft, dopo aver finito gli studi a 21 anni, perde i propri genitori in seguito ad un tragico incidente aereo.

    Lara, unica sopravvissuta dell'incidente, vive per due settimane nel cuore dell’Himalaya in condizioni ostili, sopravvivendo solo grazie alle proprie forze.

    Questa esperienza la muta profondamente e negli anni successivi si appassiona allo studio dell' archeologia e delle civiltà antiche. Ripudiata dalla famiglia si serve dei suoi scritti storici per finanziarsi i viaggi, diventando famosa grazie alla scoperta di numerosi siti archeologici di notevole interesse. Un giorno viene contattata da una strana donna che le propone un lavoro…

    Grande innovazione di Tomb Raider fu la sua struttura narrativa "evolutiva" tipica dei videogiochi moderni, in cui giocando si assiste a una vera e propria storia che si evolve. Certo, decenni prima, anche le avventure grafiche proponevano una struttura narrativa di questo tipo, ma è innegabile che la produzione in esame fu una delle prime ad implementare questa caratteristica in un action/adventure 3d.

    Ma veniamo al gameplay, che si presentava decisamente vario, presentando: enigmi, piattaforme, combattimento ed esplorazione.

    Gli ENIGMI erano moltissimi, ma purtroppo la maggior parte delle volte si limitavano al solito “trova la chiave per aprire la botola che contiene la pietra o trova la chiave per aprire la porta per finire il livello”. Anche se può sembrare poco esaltante, col progredire del gioco tutto iniziava a farsi più difficile, rendendo sempre più complesso questo "puzzle tridimensionale", costringendo il giocatore, ad aumentare l’ESPLORAZIONE dei livelli per trovare quella particolare chiave che lo facesse andare avanti. I livelli poi erano di dimensioni enormi (soprattutto considerando gli standard dei tempi), in cui prendevano importanza le PIATTAFORME, ovvero i livelli si stratificavano su più piani rendendo i salti più difficili. Ogni schema era una vera e propria scoperta, da esplorare, gustare, scoprire; molte volte ci si fermava per capire come raggiungere quella zona posta così in alto.

    Altra grande innovazione fu la possibilità di aggrapparsi ad ogni sporgenza, caratteristica che aumentava a dismisura l' interazione con le piattaforme/ambiente 3d. A tutto questo associamo che il gioco abbinava alle caratteristiche appena descritte, un forte senso di solitudine (attenzione però, nulla di paragonabile a Silent Hill), anche se nelle varie locazioni archeologiche avevamo a che fare con alcuni nemici, aggiungendo al titolo Eidos AZIONE e COMBATTIMENTO. Da qui tutta una serie di bonus, come per esempio il fucile, le mitragliatrici, le munizioni ed i medikit, che andavano ad aggiungersi alle pistole in dotazione fin dall’inizio dell'avventura, che godevano di munizioni illimitate. Il sistema di puntamento è automatico (punta l’avversario più vicino), e permette di tenere un bersaglio fisso, in questo modo potremo continuare a sparare a un avversario anche in movimeto o per evitare i colpi di quest'ultimo. In ogni caso, comunque, i combattimenti non hanno avuto un ruolo molto importante in questo primo capitolo.

    Insomma, come si è capito, il giocatore veniva rapito dalla grande libertà dei movimenti di Lara, dagli ambienti vasti e d’atmosfera, da una grafica mai vista prima, da un sistema di combattimento tutto sommato comodo e soprattutto dalla storia: la curiosità di vedere cosa potesse succedere dopo ogni leva tirata, ogni pulsante premuto, cosa ci potesse essere sopra quella piattaforma, dietro quel muro, scoprire l' evolversi della trama.

    Insuperabili i colpi di scena come il dinosauro nel primo livello, o il mostro finale che si rivela essere… no dai non ve lo dico, addirittura tutto l’ultimo livello risulta particolare.

    Tra le altre caratteristiche Lara era in grado anche di nuotare, stando però attenta all’ossigeno, e di spostare sassi enormi, utile per liberarsi la strada o risolvere alcuni enigmi.

    La nostra eroina presentava la classica barra di energia vitale, che una volta esaurita determinava il game over, ma si poteva contare su “continue” infiniti e su un sistema di salvataggio scomodo.

    Scomodo perchè si poteva salvare SOLO quando si trovavano particolari oggetti, presenti in maniera esigua; questo complicava le cose, se da un lato si andava ad aumentare sicuramente la longevità dall’altro aumentava la frustrazione per dover rifare più volte uno stesso pezzo.

    Altro difetto era la scarsa varietà delle ambientazioni che alla lunga potevano stancare e l’implementazione del motore grafico, che in buona sostanza divide tutto il mondo di Lara in tanti “quadrati”. Per spiegarvi meglio, guidate Lara fino al ciglio di un dirupo utilizzando l’andatura lenta per non cadere, a questo punto fate un balzo indietro; ecco quella è la lunghezza massima di un quadrato, da li prendete la rincorsa e spiccate il salto tenendo premuto il tasto apposito, sarete automaticamente sicuri di compiere il salto più lungo possibile. Questa caratteristica non riguardava solo i salti ma minava anche la libertà di movimento e la struttura di alcuni enigmi, come quelli basati sullo spostamento di grossi massi cubici, rendendo il tutto più prevedibile, calcolabile e macchinoso. Senza contare poi che il motore grafico presentava alcuni bugs in grado di far bloccare Lara in alcuni punti dello scenario: bastava far arrivare in qualche modo la protagonista in un punto dello scenario non calcolato dai programmatori, magari una zona tra due sassi a punta o una zona troppo alta, che la signorina Croft si piantava e non c’era verso di muoverla!!!

    Ultima pecca, era la risposta ai comandi che appariva un po’ troppo legnosa, niente di grave comunque.

    La parte tecnica, comunque, appariva stupefacente se paragonata ad altri giochi usciti nel 1996, nonostante il gioco non sfrutti la Playstation come altri giochi più blasonati. Il comparto grafico era caratterizzato da tessiture pixellose, bassa risoluzione, pochi poligoni, e un numero di immagini al secondo non altissimo, che calava spesso nelle situazioni più caotiche. Il sonoro, invece era ottimo, in quanto riusciva a ricreare la giusta atmosfera di solitudine. Da segnalare che durante i livelli erano presenti solo gli effetti sonori con qualche melodia che segnalava situazioni particolari.

    Volendo dare un voto a questo gioco, a mio modesto parere, si deve tenere conto che i videogiochi 3d invecchiano molto peggio di quelli 2d. Valutare un gioco bidimensionale tutto sommato si può fare, infondo, non ha avuto (secondo il parere di chi scrive, poi per carità si può benissimo non essere d’accordo) la stessa evoluzione dei giochi 3d, merito delle diverse e più varie possibilità offerte dalla grafica tridimensionale e dai metodi di controllo implementabili su di essa. L’evoluzione in questi ultimi anni è stata totale e veloce, oggi un gioco come questo, anche con una realizzazione tecnica adeguata, prenderebbe probabilmente un voto basso, mentre nel 1996 prese valutazioni altisonanti. Certo, ha un importanza storica incredibile, ai tempi l’unico gioco che permetteva uno stile di gioco vicino, pur essendo completamente diverso, era Super Mario 64, il che è tutto un dire!

    La differenza è che il gioco Nintendo è invecchiato decisamente meglio, merito anche di un migliore metodo di controllo e di un motore grafico superiore.

    Dare un voto obiettivo sarebbe quindi impossibile: metro di giudizio dei tempi per il valore storico che ha avuto o metro di giudizio odierno? Una via di mezzo tra i due non avrebbe senso, Per questo si è deciso per un voto tutto basato sui gusti personali di chi scrive.





    Innovativo, immersivo, d’atmsofera. Carico di muffa e polvere. Il tutto aiutato da un prosperoso seno triangolare, uno zainetto e un bel sedere sempre in primo piano. L’inizio di un mito. Non c’è altro da dire.


    Sistema: PlayStation

    Anno: 1996

    Sviluppatore: Core Design

    Casa: Eidos

    Genere: Action/Adventure
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    Dario "Dariolino78" Lanzetti



    Commenti 19 Commenti
    1. L'avatar di JoustSonic82
      JoustSonic82 -
      Quanto mi piacque il primo Tomb raider all'epoca... certo è un gioco che non è invecchiato benissimo (come giustamente viene detto nella recensione) ma all'epoca era considerato unanimemente un capolavoro, e credo che fece vendere un bel pò di PSX (insieme a final fantasy 7...).
      Tra l'altro, avendo giocato ai primi quattro (poi ho detto basta visto che era sempre la stessa minestra), posso dire che il migliore di tutti secondo me è proprio il primo, come level design e come atmosfera (tutta esplorazione e salti, poca azione...).
      Davvero indimenticabile l'entrata del T-rex verso l'inizio del gioco... Ho rivissuto quella fase di gioco con Tomb raider anniversary (la riedizione per PS2 per celebrare i 10 anni di Tomb raider) che presenta una grafica migliorata e alcuni cambiamenti nei nemici (il T-Rex è diverso, molto più veloce e aggressivo!) ma per il resto è una copia carbone...
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      Sbaglio o la prima edizione fu un esclusiva per il Saturn? Ad ogni modo, non era male manco per i PC, ai tempi basati sul DOS. Un edizione successiva offrì poi il supporto per le prime schede accelleratrici, sebbene anche via software non fosse male. Comunque le bocce di Lara, sempre triangolari rimanevano!
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      un must..lo conservo ancora tra le pile di titoli psx che ho.
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Giocato alla versione per Psx e Saturn, preferisco la seconda versione
    1. L'avatar di Procione
      Procione -
      Tanto di cappello per il debutto di Lara.
      Giocato dopo il 2 e forse per questo non apprezzato come il sequel, complice la lingua inglese che all'epoca non sapevo per niente. Dovrei rigiocarlo adesso...
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Rigiocalo il primo Tomb raider (meglio la versione Saturn)
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da Robbey Visualizza Messaggio
      Rigiocalo il primo Tomb raider (meglio la versione Saturn)
      anch'io ho solo la versione psx...mi hai convinto, ma prima devo trovare la versione saturn
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Non è di facile reperibilità, io lo ho provato su Sega Flash vol. 3 e mi ha pienamente convinto
    1. L'avatar di Amy-Mor
      Amy-Mor -
      Il mio primo "vero" gioco in 3D...Ricordo che facevo ruotare la telecamera intorno a Lara gustandone l'effettoIl tuffo dal ponte ad inizio partita, il T-Rex, sono immagini pienamente impresse a fuoco nel mio bagaglio culturale.
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da Robbey Visualizza Messaggio
      Non è di facile reperibilità, io lo ho provato su Sega Flash vol. 3 e mi ha pienamente convinto
      ok, mi darò da fare..
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Direi che Tomb raider in questo primo capitolo era già perfetto, si respira molto aria di abbandono, polvere e muffa come in Indiana Jones. Gli episodi che vennero dopo sono poco originali hanno sopratutto grafica migliorata, tutto il resto è uguale al 1°
    1. L'avatar di Eugenio
      Eugenio -
      Citazione Originariamente Scritto da Robbey Visualizza Messaggio
      Non è di facile reperibilità, io lo ho provato su Sega Flash vol. 3 e mi ha pienamente convinto
      in questo momento su ebay Tomb Raider per Saturn si trova a prezzi molti bassi
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Giocato allo sfinimento su PC su window 98,ho ancora il cd originale da qualche parte, il migliore della serie ,da li in poi il declino della Core Design.
    1. L'avatar di deadhead
      deadhead -
      quoto per la versione saturn, rimasi quasi deluso xchè credevo che la vers psx sarebbe stata migliore, visti entrambi girare presi la versione per la console sega e lo giocai fino allo svenimento, dal terzo in poi non l'ho piu giocato, questo primo episodio è stato davvero qualcosa di straordinario
    1. L'avatar di Glorfindel
      Glorfindel -
      Ricordo benissimo
      All'epoca vedendone le immagini sulle riviste non riuscivo a capire come ci si potesse divertire in un mondo 3D: lo pensavo dispersivo, con comandi ingarbugliati.
      Un giorno non sapendo cosa fare installai la demo su PC: rimasi folgorato, spensi il computer e provai un'atmosfera che fino a quel momento nessun gioco mi aveva lasciato (forse il picco precedente lo ebbi solo con Shadow of the Beast e Darkmere (giù il cappello, prego).
      Ma non lo comprai. Qualche mese dopo incontrai per caso un amico che stava uscendo da un negozio con una bustina: aveva comprato Tomb Raider.
      Lo giocammo insieme, e lo comprai anche io. Pazzesco, uno dei migliori VG mai creati e forse il miglior level design che abbia mai visto.
      A volte mi ritrovavo sul letto e con la mente ripercorrevo l'atmosfera e i livelli di quel gioco (il Colosseo...).
      E anche i nomi dei livelli erano quanto di più azzeccato avessi mai trovato.
      Pollice su e capolavoro.
    1. L'avatar di Super Fabio Bros
      Super Fabio Bros -
      L'atmosfera e la particolarità del titolo, oltre alla sua assoluta modernità concettuale ne rendono un titolo immortale. Dal punto di vista della programmazione è effettivamente progettato in modo un po troppo legnoso... Toby Gard e il suo staff esagerano sull'obbligo di dover fare salti al millimetro, ma la realizzazione tecnica passa in secondo piano di fronte alla spettacolarità del concept, pura esplorazione in totale e reale 3D. Nel 1996 era davvero uno spettacolo, tuttora merita alta considerazione, un gameplay giocabilissimo e gradevole. Unica pecca: lo spirito anti-animalista, il fatto che i nemici siano animali selvaggi è realistico ma molto triste.

      (commento originariamente inserito il 17-10-2008 da Super Fabio Bros)
    1. L'avatar di Big_Paul86
      Big_Paul86 -
      Tomb Raider. Basta questo.
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Ho ritrovato Tomb raider per Saturn e devo dire che mi ha sorpreso, è molto fluido, immediato nei comandi e difficile al punto giusto, sembra di avere tra le mani un gioco Playstation
    1. L'avatar di JULIUS
      JULIUS -
      Un altro di quei titoli che vanno giocati, punto e basta.
      Al giorno d'oggi sarà anche pixeloso, ma all'epoca sembrava portentoso.
      Chi di voi ricorda le emozioni e la tensione per superare ogni livello? e libertà di azione che si aveva nel percorrere quegli immensi livelli?