Tomb Raider II - PlayStation | Retrogaming History
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  • Tomb Raider II

    Tomb Raider II

    Uscito nel 1997 nella Playstation, questo seguito ereditava il gameplay del primo capitolo, apportando comunque modifiche ed innovazioni.
    In Tomb Raider 2 ritrovavamo quindi la stessa varietà di gioco, la stessa struttura a “quadrettoni” del motore grafico, nonché la stessa protagonista Lara.
    La trama ruota attorno ad una leggenda che racconta che nella Grande Muraglia cinese si trovi un antico artefatto chiamato il Pugnale di Xian. Colui che si conficca nel cuore il summenzionato pugnale, acquisisce il potere del Drago. Nell'antica Cina, l'Imperatore era colui che deteneva questo potere e assieme al suo esercito erano una forza da non sottovalutare. Perciò, cominciò a pretendere il vasto territorio cinese. La sua battaglia finale, però, finì con una sconfitta. Mentre tutti i popoli vennero da lui sottomessi, i monaci del Tibet non cedettero e combatterono contro la sua malvagità. Conoscendo il potere del pugnale, riuscirono a toglierlo dal cuore dell'imperatore (e del Drago) sconfiggendo così anche l'esercito. Il Pugnale venne rimesso al suo posto all'interno della Grande Muraglia cinese e chiuso sotto chiave per i tempi a venire. Ecco che entra in azione Lara che desidera trovare il pugnale; purtroppo ci saranno anche altre persone interessate a questo magico oggetto...
    A confronto al primo capitolo, i livelli di gioco subirono un allargamento notevole; già grandissimi prima, in Tomb Raider 2 risultavano enormi!
    Aggiunta questa, sicuramente positiva, perché aumentava non poco il senso di smarrimento e il fattore esplorazione, complicando di conseguenza gli enigmi.
    Di contro, tutta questa vastità, in alcuni casi, portava alla noia per il dover attraversare mezzo schema per trovare il “buco” giusto in cui inserire quell’oggetto trovato a chilometri di distanza. Anche i combattimenti, quindi la componente action del titolo, assumeva una maggiore importanza. Gli scontri aumentavano notevolmente in numero e in difficoltà, e i nemici, che nel capitolo precedente erano per lo più mummie ed animali, divenivano più numerosi e vari. Aumentando i combattimenti, il gioco metteva a disposizione alcune nuove armi tra cui il potentissimo lancia granate e la fiocina, utilissima per sparare sott’acqua. Purtroppo l’aumento del numero dei nemici, se da un lato aiutava a togliere un po’ di monotonia, dall’altro privava di quel senso di solitudine che impregnava il primo capitolo. Piacevole fu l’introduzione dei bengala: utili oggetti luminosi che funzionavano anche sott’acqua.
    Anche il numero di movimenti di Lara era sensibilmente aumentato, infatti la nostra archeologa poteva scalare, accucciarsi e proseguire a carponi e fare una capovolta in aria durante il salto. Quest’ultima abilità fu utile per saltare e aggrapparsi all’appiglio opposto a quello a cui eravamo aggrappati. In Tomb Raider 2 si potevano anche guidare motoscafi e motoslitte, che erano abbastanza semplici da pilotare.
    La tipologia dei livelli, finalmente, poteva godere di maggiore varietà, anche se non tutti apparivano ispirati allo stesso modo. Avevamo un alternanza di locazioni veramente d’atmosfera come per esempio “Venezia”, “il Tibet”, “il relitto della Maria Doria” ad altre che deludevano, apparendo monotone e scontate, come il livello “la piattaforma offshore”. Anche la “casa di Lara”, una sorta di livello tutorial, appariva leggermente più curata. Ultima novità era la gradita quanto comoda possibilità di salvare la partita quando si voleva.
    L’evoluzione narrativa della trama risultava molto più convincente e lo si capiva dai video di intermezzo che erano molto più curati che in precedenza.

    Purtroppo, come detto ad inizio recensione, permaneva la struttura a “quadrettoni” che nel 1997 iniziava già ad essere obsoleta , soprattutto perché era ancora possibile incastrarsi in posti improbabili dello scenario. In oltre la telecamera di gioco, che solitamente rimaneva dietro alla protagonista, di tanto in tanto si prendeva strane libertà, non inquadrando per il meglio l’azione di gioco o traballando senza motivo.
    Anche se l’aspetto tecnico non sfruttava ancora al massimo la Playstation con un sonoro pressoché identico al primo Tomb Raider , per quanto riguarda la grafica ci fu un upgrade deciso e consistente. Il numero di poligoni su schermo aumentò sensibilmente, furono implementati migliori effetti di illuminazione e l’aumento del numero di texture e la migliore qualità delle stesse facevano apparire lo schermo più colorato e nitido.

    In definitiva, Tomb Raider 2 era, come il suo predecessore, un gioco da scoprire man mano che lo si giocava, che si svelava a poco a poco, dopo ogni leva, ogni porta che si apriva, ogni nuovo artefatto, che de facto agiva da chiave, per trovare un'altra chiave, per trovare un'altra chiave...
    Questa volta avevamo più nemici, nuove abilità e un impianto tecnico migliorato; l’unica pecca fu che forse, già da questo secondo episodio, cominciò a farsi sentire l’esigenza di un motore grafico moderno, che potesse permettere al giocatore un controllo sulla nostra avventuriera meno macchinoso.





    "Il ritorno di Lara si fregia di una grafica che, nel 1997 su PlayStation, poteva definirsi oltre misura. Livelli ingigantiti, migliore pulizia di immagine e poligoni a bizzeffe. Più combattimenti, più armi, più ambienti, più tutto anche nelle misure del reggiseno che finalmente non appare più triangolare ma tendente all’esagono. Cavolate ormonali a parte Tomb Raider 2 è un ottimo prodotto, magari non più innovativo ma che riprende in pieno la formula vincente (per i tempi) già sperimentata nel capitolo precedente."

    Dario "Dariolino78" Lanzetti





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    Commenti 8 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Gioco carino ma uguale a tutti gli altri che verranno dopo; meglio giocare al 1° Tomb Raider che era già perfetto
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da Robbey Visualizza Messaggio
      Gioco carino ma uguale a tutti gli altri che verranno dopo; meglio giocare al 1° Tomb Raider che era già perfetto
      quoto
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      Francamente, secondo me, avrebbero dovuto limitarsi al primo. Tutto il resto è mera "fuffa" commerciale...
    1. L'avatar di Procione
      Procione -
      Per me il miglior Tomb Raider su psx. Longevo, divertente, il primo ad essere completamente in italiano e migliorato sotto alcuni aspetti.

      Francamente, secondo me, avrebbero dovuto limitarsi al primo. Tutto il resto è mera "fuffa" commerciale...
      Secondo me fino al terzo ci stava. Dal quarto in poi è iniziato a scadermi...
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      Citazione Originariamente Scritto da Procione Visualizza Messaggio
      Per me il miglior Tomb Raider su psx. Longevo, divertente, il primo ad essere completamente in italiano e migliorato sotto alcuni aspetti.



      Secondo me fino al terzo ci stava. Dal quarto in poi è iniziato a scadermi...
      vero
    1. L'avatar di Amy-Mor
      Amy-Mor -
      Non posso dire di non essermi divertito con questo secondo capitolo, ma non posso nemmeno dire che sia migliore del primo, poichè , secondo me, cosi non è.Giocato al suo tempo, ha avuto il suo perchè, ma col senno di poi, sarebbe stato, come dice Robbey, uguale a tutti i capitoli successivi.
    1. L'avatar di Glorfindel
      Glorfindel -
      Ne approfitto per rispondere, visto che il topic stato ripreso.

      Sto rigiocando i Tomb Raider dal primo, dopo che li ripresi su GOG.

      Attualmente sto per finire TR3, mentre il secondo lo rifinii un paio di mesi fa.

      Il primo episodio rimane irraggiungibile. Nel contempo giudicai Anniversary inferiore, inizialmente, perchè ebbi la sensazione che gli mancava qualcosa.
      Dopo Anniversary, rigiocai (a distanza di taaaanti anni) anche TR 1, che ho di nuovo riapprezzato per la sua grandezza, ma sono anche tornato sui miei passi, rivalutando alla grande Anniversary, che rimane al pari un capolavoro, e che affiancherei al primo per bellezza.

      Il secondo lo giocai all'epoca della sua uscita su PC, rimanendone estasiato per la grafica (eh, no, all'epoca pochi altri titoli avevano quella bellezza).

      Il secondo episodio è un grandissimo gioco. Non solo è longevo, ma cerca anche di raccontare una storia (con i limiti del caso) cercando di unire tra di loro le varie e diversissime ambientazioni: dalla parte iniziale (in Nepal, se non erro), si salta a Venezia, per poi finire nel suo teatro (uno dei livelli più belli ed evocativi della storia dei VG), e ritrovarsi in seguito, immersi nella ruggine, nelle profondità marine.
      Ti ritrovi poi dentro la Maria Doria e sul suo ponte (ditemi quali altri VG hanno quelle atmosfere di solitudine e di avventura). E poi si prosegue fuori, fino al monastero del Tibet (altro grande livello) ed oltre.

      Un gioco che non manca di varietà nelle ambientazioni. Dopo averlo finito, basta ripensare il percorso fatto fino a quel momento, per capire che si è vissuti in una avventura vera.

      Per me non era un'altra solfa, era valore aggiunto al primo episodio.

      Il terzo lo metterei sullo stesso piano, ritenendolo leggermente inferiore a causa della maniera in cui la vicenda è raccontata (a spezzoni e senza collegamenti intelligenti).

      Per me i Tomb Raider usciti finora non sono stati mai troppi, perchè ognuno ci metteva comunque del suo, e cercava di dare valore aggiunto all'esperienza di gioco, giustificando comunque il suo prezzo.

      Se poi le "saghe" che invece meritano di più sono Mario, Call of Duty, Sonic e company... getto la spugna. C'è poco di cui discutere.
    1. L'avatar di Majinga
      Majinga -
      Ritengo anche io che il primo capitolo sia il migliore di tutti.

      TR1 lo giocai su PC con la prima 3dfx, la qualità visiva era fantastica, TR1 con il glide sfruttava tutti gli effetti della 3dfx, compreso l'AA, il risultato era qualcosa di visivamente unico.
      E non era solo la grafica, TR1 era veramente ben congeniato, quando i nemici spuntavano all'improvviso ti veniva il magone. Lo stacco improvviso tra la calma assoluta e l'essere braccati da un branco di lupi feroci era micidiale.

      TR2 non mi ha esaltato allo stesso modo, ne graficamente ne come giocabilità. I nemici comparivano in maniera più prevedibile, te lo aspettavi l'agguato in quel punto, non c'era sorpresa. L'unico livello che ricordo con piacere è quello a biordo dell'Andrea Doria, veramente bello.
      Graficamente il gioco non mi ha soddisfatto perché c'erano addiruttura meno effetti rispetto al primo, niente AA sulle vooodoo1, poi capisco che il gioco nasceva per vooodoo2 e che sarebbe stato impossibile avere la stessa quantità di effetti del primo visto l'aumento di dettagli grafici. Tuttavia a primo impatto sembrava che il gioco fosse addirittura peggiorato.

      In definitiva un bel gioco, senza dubbio, ma non regge il confronto con il suo predecessore.