Robotron: 2084 - Atari 8-bit | Retrogaming History
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    Robotron: 2084

    Robotron: 2084 è un coin-op Williams datato 1982 e firmato da Eugene Jarvis, il creatore di Defender.
    La struttura del gioco, influenzata anche dall’arcade Berzerk, deriva da una riuscitissima sintesi tra la frenetica psichedelia visiva, appunto, di Defender e il classico gameplay dei fixed shooters ispirati a Space Invaders.
    Il risultato? Un validissimo sparatutto di notevole successo, testimoniato anche dalle numerose conversioni: Atari 5200, Atari 7800, Texas Instruments TI-99/4A, Apple II, Atari 400/800/XE/XL, Commodore VIC-20, Sinclair ZX Spectrum, Commodore 64, Atari ST, Sega Mega Drive / Genesis / Sega Saturn / Nintendo Super NES (Williams Arcade's Greatest Hits), PC / Sony PlayStation (Robotron X), Nintendo 64 (Robotron 64) e Nintendo Game Cube / PlayStation 2 / Xbox (Midway Arcade Treasures), dai vari cloni (ad esempio Llamatron di Jeff Minter per Atari ST, Commodore Amiga e PC) e dall’apprezzato seguito Smash TV, realizzato dallo stesso Jarvis nel 1990, ancora sotto etichetta Williams.

    La versione del gioco presa in esame è quella, come recita la dicitura sulla custodia della cartuccia, per “ALL ATARI HOME COMPUTERS”, vale a dire per i modelli della “8 bit family”: Atari 400/800/XE/XL.
    In particolare l’hardware di riferimento è l’Atari 800XL.
    Va, in ogni caso, precisato che Robotron: 2084 è identico per grafica, audio, velocità e gameplay in tutti i suddetti modelli di home computer Atari e si basa sulla versione Atari 5200, che differisce da quella recensita solo per il sistema di comando “dual joystick” di derivazione arcade e, ovviamente, per etichettatura e box della cartuccia.

    Il gioco prende le mosse da un cliché tipico della fantascienza classica. Nel 2084 l’umanità aveva realizzato l’invenzione definitiva: i robotrons. Si trattava di una nuova generazione di robot così avanzata da non aver più bisogno degli umani per pensare ed agire. Sembrava l’alba di una nuova era di prosperità… invece fu l’inizio dell’apocalisse: i robotrons si ribellarono ai loro creatori e li sterminarono quasi completamente. Molti dei sopravvissuti, poi, furono “riprogrammati” e trasformati in letali mutanti. Ora, tra i malvagi piani dei robotrons e la completa estinzione del genere umano sono rimasti solo pochi cloni dell’ultima famiglia sopravvissuta.
    Voi siete l’ultimo eroe rimasto e, armato di una potentissima pisola laser anti-robot, avete un’ultima, disperata missione: proteggere le suddette famiglie di cloni dall’annientamento o dalla “riprogrammazione” in mutanti.

    Lo shoot ‘em up è articolato in 100 waves, le “ondate” dei robotrons. Ogni videata è, infatti, più o meno gremita di automi e il vostro scopo sarà di distruggerli tutti (ad eccezione degli indistruttibili Hulks e degli eventuali mutanti nati dal contatto tra i Brains e gli umani che siete chiamati a salvare) per procedere, così, con la wave successiva.
    I nemici si differenziano in: Grunts, Hulks, Brains, Spheroids e relativi Spawns, Electrodes, Quarks e relativi Tanks. Ogni classe di robotron ha un peculiare pattern di movimento e una diversa modalità d’attacco. Spheroids e Quarks, se non sollecitamente blastati, generano, rispettivamente, gli Spawns e i Tanks. I Grunts e i Brains, invece, interagiscono con gli umani, eliminandoli o trasformandoli in pericolosissimi mutanti. Chi conosce Defender noterà molte similarità tra i concept di gioco di questi due celebri titoli Williams.
    Il nostro eroe è dotato della pistola laser anti-robot e può far fuoco a raffica in 8 direzioni.
    A differenza delle versioni arcade, Atari 5200, Atari 7800, Apple II e Sony Playstation 2, il porting per Atari home computer di Robotron: 2084 utilizza un solo Joystick. Tale sistema di comando consente di variare la direzione d’attacco tenendo premuto il pulsante di fuoco e rimanere fermi in un punto, oppure muoversi e sparare nella stessa direzione. La mancanza della doppia leva impedisce, dunque, di differenziare la direzione del movimento da quella dello sparo; in compenso, questo approccio “tradizionale” risulta più istintivo ed immediato rispetto a quello dei coin-op.



    L’ampia rosa di compatibilità di questa cartuccia e la sua diretta derivazione dalla versione Atari 5200 sono alla base dei ben noti limiti grafici imposti dalla ridottissima memoria disponibile sul supporto siliceo standard di 16 Kb. La grafica, dunque, nonostante la discreta risoluzione (80 X 192, comunque ben lontana dalla 292 X 240 del coin-op che gira sullo stesso hardware di Defender) è penalizzata dalla quadricromia (in sala giochi il titolo Williams vanta 16 colori su schermo che, teoricamente, sarebbero stati alla portata di Atari 5200 e home computer Atari) e da una certa scattosità dei movimenti che non si riscontra nella versione arcade. Niente da dire, invece, sul sonoro: gli FX originali sono più che dignitosamente riprodotti dal chip POKEY.



    Nonostante i limiti del sistema di comando “single stick” e le debolezze grafiche, la giocabilità di Robotron rimane pressoché intatta anche su Atari 800XL, così come su tutta la relativa “famiglia” di home computer ad 8 bit.
    Robotron mantiene, così, anche in questa versione domestica la sua natura di titolo “allucinogeno”, di shoot ‘em up “da assuefazione”, di classico titolo da giocare e rigiocare.
    Il gameplay è basilare, brutale, particolarmente ripetitivo e l’insieme è fracassone, pacchiano, esagerato. I flash psichedelici si sposano con alcuni fragorosi FX, con la martellante mitraglia del laser, con i secchi white noises delle esplosioni (piacevoli le classiche frammentazioni in stile Defender) e il ritmo ossessivo, incalzante, incessante.
    Il titolo Williams non si può finire: per farlo occorrerebbe superare ben 100 waves. Arrivati all’ennesima “ondata”, fatalmente non riuscirete a trovare rifugio e sarete circondati e spazzati via.
    Le uniche “strategie” possibili sono: cercare di allineare i nemici ed eliminarli in lunghe mitragliate, distruggere immediatamente gli Spheroids e i Quarks, eliminare più ostacoli possibile, cercare di salvare gli umani per guadagnare più punti e vincere qualche vita e non farsi mai incastrare in strettoie o angoli.
    Alla fine, dunque, siete destinati a soccombere, con una frustrazione che diventa “fisiologica” quando il gioco vi “fagocita” mandandovi in una sorta di "trance".
    In un certo senso, Robotron ha diversi punti in comune con i flipper e non a caso la stessa Williams è stata anche una grande produttrice di pinball. Come per i flipper, il “Game Over” è inevitabile, iniziare a giocare è facile e smettere non lo è altrettanto.



    La conversione per Atari 8-bit family del coin-op Robotron: 2084 è un titolo dotato di appeal irresistibile, uno shoot ‘em up che parla agli istinti, un action game puro che sollecita i riflessi ed è ben descritto dall’aggettivo “trippy”. Da riscoprire!

    Alessio "AlextheLioNet" Bianchi





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    Commenti 5 Commenti
    1. L'avatar di Heclegar
      Heclegar -
      Oh wow! Fantastico, me lo ricordo! Ci giocavo sempre!
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      Un classico, tra l'altro uno dei più convertiti e "copiati" della storia, insomma ha fatto scuola, cito da mobygames:

      "Apple II (1983), Atari 5200 (1983), Atari 7800 (1986), Atari 8-bit (1983), Atari ST (1987), BBC Micro (1984), Commodore 64 (1983), Lynx (1991), PC Booter (1983), TI-99/4A (1983), VIC-20 (1983), Xbox 360 (2006) and ZX Spectrum (1984)"

      Senza scordare poi Robotron X (PSX/1996), Robotron 64 (N64/1998) e Llamatron (Amiga,PC,ST/1991). Ammazza!
    1. L'avatar di AlextheLioNet
      AlextheLioNet -
      Citazione Originariamente Scritto da Bert Visualizza Messaggio
      Un classico, tra l'altro uno dei più convertiti e "copiati" della storia, insomma ha fatto scuola, cito da mobygames:

      "Apple II (1983), Atari 5200 (1983), Atari 7800 (1986), Atari 8-bit (1983), Atari ST (1987), BBC Micro (1984), Commodore 64 (1983), Lynx (1991), PC Booter (1983), TI-99/4A (1983), VIC-20 (1983), Xbox 360 (2006) and ZX Spectrum (1984)"

      Senza scordare poi Robotron X (PSX/1996), Robotron 64 (N64/1998) e Llamatron (Amiga,PC,ST/1991). Ammazza!

      Senza contare la "comparsata" di Robotron: 2084 nella compilation Williams Arcade's Greatest Hits per Mega Drive / Genesis / Saturn / Super Nintendo... comunque tutte le conversioni e i titoli "derivati" (compresa la suddetta compilation i cloni e gli "eredi modernizzati") sono elencati all'inizio della recensione...
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      ...urka ci giocavo anch'io spesso... complimenti che ne avete dedicato una review corposa
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      sono elencati all'inizio della recensione...
      ehm... si, se l'avessi vista. Sono saltato subito al commento finale... Perdono!