Dragon's Curse - PC Engine | Retrogaming History
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  • Dragon's Curse

    Dragon's Curse

    Forti come una tigre, veloci come un falco, affamati come un piranha, silenziosi come un topo e scaltri e affumicati come una lucertola che sputa fuoco!
    Ammetto che per il piccolo rettile non sono riuscito a trovare un buon aggettivo, ma in questo videogame per PC-Engine il giocatore può sperimentare diverse forme e abilità, scoprendo un videogioco tanto divertente quanto profondo, vario e ben strutturato.
    Dragon’s Curse è un platform/adventure uscito nell’ormai lontano (videoludicamente parlando) 1990, il titolo è una versione migliorata tecnicamente e con qualche piccolissima variante di Wonder Boy: The Dragon’s Trap per Sega Master System.
    La storia inizia esattamente dove termina il prequel: alla fine di Wonder Boy in Monster Land, il drago Meka (l’ultimo potente boss), poco prima di morire, scaglia sul nostro eroe una maledizione che lo trasforma in un uomo lucertola. L’unico oggetto che può riportare Wonder Boy al suo aspetto originale è la Croce Salamandra. Questo oggetto magico è stato nascosto dal “Drago Vampiro” nei pressi della terra dei mostri. Per arrivare al luogo dove è custodita la croce bisognerà superare castelli, deserti, giungle, abissi marini e inoltrarsi nelle profondità della terra; insomma, il classico viaggio impossibile per eroi improbabili.
    Chi conosce la saga di Wonder Boy sa che il secondo capitolo della serie, Monster Land, cambia decisamente genere rispetto al passato, ma questo Dragon’s Curse fa ancora di più ed apporta notevoli ed interessanti novità.
    La prima e più interessante innovazione è sicuramente la varietà di personaggi che il player può utilizzare; certo è sempre Wonder Boy il nostro alter ego digitale, ma esso non sarà sempre un uomo lucertola, via via che si procede nell’avventura e che si uccidono i boss, al nostro eroe sarà data la possibilità di trasformarsi in mostri diversi:
    -Lucertola: quella che potremmo chiamare la forma “base”. Questa mutazione verde salta e lancia fiamme come se fosse un piccolo drago, la sua peculiarità è quella di poter evolvere molto e diventare fortissima.
    -Topo: il minuscolo mouse è piccolo e capace di intrufolarsi in spazi inaccessibili ad altri e, inoltre, può vantare l’abilità di camminare su particolari blocchi in verticale e anche a testa in giù!
    -Piranha: com’era lecito aspettarsi il “pesciolino” è l’unico in grado di nuotare, mentre gli altri personaggi si limitano a camminare sott’acqua.
    -Tigre: molto potente e resistente ai colpi dei nemici (su Sega Master System è un leone).
    -Falco: essendo in grado di volare, arriva in punti altissimi dello scenario, in zone precluse a qualunque altra trasformazione.
    -Uomo: utilizzabile sono all’inizio di una nuova partita ed alla fine del gioco. Il più forte di tutti.
    Come avete notato, ogni personaggio dispone di abilità proprie che gli permettono di raggiungere e affrontare luoghi negati ad altri personaggi; questa caratteristica viene sfruttata nel migliore dei modi dal maestoso ed articolato design degli stages e dal fatto che le varie “configurazioni” non sono disponibili da subito, ma vanno conquistate uccidendo particolari boss. Nascoste nei livelli si trovano alcune camere magiche che permettono di cambiare trasformazione. Grazie a ciò potremo valutare ogni volta quale personaggio sia meglio di un altro, magari anche solo per scovare un bonus e, tralasciando la prima metà di gioco in cui l’uso di un personaggio piuttosto che un altro è quasi obbligatorio e, io direi, progressivo, dalla seconda metà in poi questa peculiarità dona una cospicua libertà di scelta, amplifica la varietà degli enigmi e la strategia da studiare da parte del giocatore. Molti stages, inoltre, saranno da percorrere in diverse forme per poterne scoprire tutti i segreti!
    In aggiunta a tutto ciò ci sono le classiche porte chiuse per cui è necessario trovare la chiave, oggetti vari e power up. Come in passato, anche qui è possibile e necessario acquistare, con l’oro ricevuto uccidendo i nemici, le armi, le armature, gli scudi, le pozioni e gli oggetti magici vari, ma per non smentirsi i programmatori hanno voluto evolvere anche quest’aspetto. Infatti, le varie cianfrusaglie non sono più solo upgrade, come accadeva in Monster Land, ma alcuni di essi, oltre a presentare maggiore potenza d’attacco o difesa, hanno caratteristiche uniche che li rendono appetibili in particolari occasioni, per esempio: alcuni permettono di distruggere specifici blocchi di pietra, altri creano blocchi di pietra! E ancora, alcune armature vi rendono immuni dalla lava rossa, altre aumentano il numero d’oro ricevuto uccidendo i nemici o permettono di recuperare più energia… eccetera eccetera. Ognuno di questi oggetti può essere conservato e utilizzato a discrezione del giocatore; insomma la varietà regna sovrana!
    I mondi da esplorare sono molti e diversificati l’uno dall’altro ed anche i nemici mostrano una buona caratterizzazione e varietà. I controlli sono perfetti: conferiscono un’ottima risposta ai comandi, caratteristica, quest’ultima, di non poco conto poiché rende piacevolissime le fasi più “platform”, e concreti e solidi i combattimenti. Il tutto è appoggiato su un comodo sistema di salvataggio che è sempre comodo quanto indispensabile in un game di questo tipo.
    Quindi per concludere: giocabilità e longevità sono ai massimi livelli e la realizzazione grafica è di buona fattura, pur non presentando nessun particolare virtuosismo. I miglioramenti rispetto alla versione che sfrutta l’otto bit di casa Sega si notano soprattutto nel disegno dei personaggi guidati dal giocatore e nel numero di colori su schermo. Il sonoro, già vario e ben realizzato su Master System, qui raggiunge veramente una dimensione in più risultando nettamente migliore e comunque, anche in assenza di paragoni, si dimostra decisamente riuscito.
    A mio personalissimo parere, davvero un capolavoro, un titolo estremamente valido ancora oggi!
    Piccola curiosità: su Pc Engine, Monster Land si chiamava Bikkuriman World, aveva alcuni personaggi (sia il protagonista sia gli avversari) diversi per assomigliare alla serie anime da cui prende il nome.





    "Secondo me, Dragon's Curse è il migliore Wonder Boy di sempre. l'avventura di gioco è estremamente varia e tutti gli elementi che la caratterizzano sono realizzati in maniera stupefacente. Non riesco a trovare un reale difetto a questo titolo che ha appassionato motlissime persone e che continua a farlo a distanza di quasi vent'anni ormai. Fatevi un favore, provatelo almeno una volta, la probabilità che non vi piaccia è molto bassa."

    Dario "Dariolino78" Lanzetti




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    Commenti 3 Commenti
    1. L'avatar di Ricki
      Ricki -
      spettacolo!! questo è un videogame incredibile. peccato solo che non l'abbiano inserito nella raccolta di Wonder boy della collana SEGA ages su PS2
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Bellissimo gioco action rpg, da conservare.
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      un capolavoro.