Double Dragon - Master System | Retrogaming History
Registrati!
  • Double Dragon

    Double Dragon

    Da piccolo amavo alla follia i film di Bud Spencer e Terence Hill, mi piaceva guardare le grandi “scazzottate” all’interno delle loro “avventure”e apprezzavo anche il loro stile e la comicità. Certo non si assisteva all’esecuzione di vere mosse di lotta come, per esempio, con Bruce Lee, ma ero galvanizzato dall’idea di picchiare tutti i cattivi. Immaginate la mia meraviglia quando un giorno, nella mia sala giochi preferita, vidi il cabinato di Double Dragon: era spettacolare. Lo schermo gigante dell’arcade, il suo odore di sigaretta marcia e i suoni prepotenti emanavano un richiamo che un bambino come me non poteva lasciarsi scappare. Il grande cabinato elettronico mostrava una scena: prima si vedevano un gruppo di persone poco raccomandabili, uno di loro dava un pugno in pancia ad una dolce ragazza e, successivamente, la rapivano. Poi sullo sfondo si alzava una saracinesca e dentro si notavano due “omini fighi", uno blu e l’altro rosso, e un’auto super sportiva e "tamarrissima". Ecco che i due “omini” cominciavano a massacrare orde di nemici inferociti accompagnati da una musichetta mitica e trascinante. Presi le mie “mille lire” e mi fiondai a comprare 6 gettoni...
    Dopo aver speso decine di “mille lire” notai nel catalogo dei giochi per il mio fido Master System la presenza di una conversione del coin-op che mi piaceva tanto. È proprio di quest’ultima che vi parlerò in questa recensione. Certo la cartuccia non odorava di sigaretta marcia (per fortuna) e non funzionava a gettoni (peccato, ho sempre desiderato poter inserire almeno un gettone nel Master System), ma valeva la pena provarla e, tutto sommato, ne rimasi soddisfatto.
    Dopo questa introduzione ci addentriamo nei segreti della versione per la piccola console di casa Sega. Iniziamo con il motivo che scatena l’ira dei personaggi principali.
    Ho sempre pensato che la trama di Double Dragon fosse la banale (ma necessaria) salvezza della propria amata, rapita da un qualche malvivente annoiato; invece, leggendo il libretto d’istruzioni, scopro che non è propriamente così: in una città devastata dalla guerra e dalla corruzione (!) il terrore e la violenza sono all’ordine del giorno. Billy Lee e suo fratello gemello Jimmy Lee, chiamati rispettivamente Chiodo e Martello (tanto per non avere dubbi sulle loro attitudini fisiche), sono due mestri di Kendo e Kung Fu e menano quotidianamente e con piacere i cattivi del quartiere (o rione, o isolato, decidete voi) per portare un po’ di sicurezza alla gente per bene che ancora vive in un “luridume” del genere. Dopo averle prese svariate volte, i cattivissimi di turno, ovvero i Black Warriors, escogitano un piano: rapire la dolcissima, bellissima e indifesissima Mary Ann (ragazza di Billy) per attirare i due “picchiatori” proprio nella loro tana, e lì ucciderli. Spetta al giocatore mettersi nei panni di uno dei fratelli e picchiare tutti gli individui che fanno parte della banda di criminali.
    Il gioco è diviso in quattro grandi zone che terminano con un boss: i bassifondi, la zona della fabbrica, il parco, il quartier generale. Se è giusto affermare che gli schemi sono pochini è altrettanto vero che ognuno di essi è lungo e contraddistinto dallo scorrere di diverse ambientazioni; ad esempio, il parco comincia in una foresta con alberi, poi si giunge in prossimità di ponti interrotti (insomma, col buco), fino ad arrivare nei pressi di una montagna rocciosa. Lungo la propria strada i gemelli, o semplicemente uno dei due, incontrano una serie di avversari piuttosto varia e ben caratterizzata (come avrete capito il titolo è un picchiaduro a scorrimento). Tutto ciò garantisce una buona alternanza di paesaggi e nemici in modo da non annoiare il giocatore, quantomeno dal punto di vista grafico.
    Il player può usufruire di un campionario di mosse che vanno dai semplici pugni e calci ai calci volanti, roteanti, gomitate e ginocchiate e, oltre a questi, si può avvalere di una serie di armi come: barili, casse, macigni (!!), fruste, mazze da baseball, coltelli e la devastante dinamite.
    Queste sono le caratteristiche generali, ma com’è venuta questa conversione? Dunque, dal punto di vista grafico non si può rimanere totalmente soddisfatti. Le ambientazioni dell’originale ci sono tutte, ma sono stati fatti tagli nel level design e la riduzione del dettaglio è, a mio avviso, troppo marcata anche per l’otto bit Sega. Gli sprite hanno subito un rimpicciolimento, risultano meno vari e afflitti da fenomeni di flickerio. Il sonoro invece è ottimo, se gli effetti sarebbero potuti essere migliori (ma anche così sono buoni) le musiche riprendono i brani del coin-op in maniera perfetta e, con le dovute proporzioni, risultano essere molto simili. Il titolo gode, quindi, di una generale grande attenzione alle proprietà audio ed il brano musicale migliore e che rimane fisso nei ricordi è senz’altro quello che accompagna l’azione durante il primo livello.
    Tralasciando la parte tecnica, che non è di certo la più importante, andiamo ora ad analizzare il lato più interessante ed insieme soggettivo di ogni gioco: la sua capacità di intrattenere e divertire. Se si comincia a giocare a questa versione tenendo bene a mente il cabinato arcade si potrebbe rimanere delusi. I programmatori non sono riusciti a restituire l’immediatezza e la velocità dei controlli originali e hanno optato per un’impostazione più ragionata. Mettersi davanti ad un avversario e premere velocemente il tasto del pugno è, in alcuni casi, un suicidio, mentre in sala giochi, almeno nei primi momenti di gioco, la tecnica del pestaggio furioso funziona alla grande. Certamente anche il Double Dragon a gettoni richiede una certa dose di strategia, soprattutto negli ultimi livelli, ma la versione casalinga necessita proprio di una conoscenza certosina di ogni avversario e del miglior metodo da utilizzare per batterlo. Per farvi un esempio, con alcuni “giganti” è meglio dare tre pugni e poi un calcio volante, alle donne solo calci volanti, mentre con i primi sgherri dai capelli corti i calci sono la migliore arma. Poi le tattiche cambiano se i nemici sono presenti in maggior numero. Sentenziare con certezza su quale metodo di controllo/combattimento sia meglio non è cosa facile ed è soprattutto una questione di gusti. Personalmente preferisco la modalità del coin-op, perché è più flessibile, adattabile al giocatore e richiede comunque una certa dose di strategia. Oltre a ciò abbiamo qui una riduzione di tasti, da tre a due, per questo il calcio volante si esegue premendo contemporaneamente A e B. A conti fatti, il prodotto in esame risulta meno immediato della sua controparte originale, ma non è meno divertente. La longevità deve essere distinta per quanto riguarda il gioco in singolo e quello in doppio. In singolo si attesta su livelli medio bassi per un prodotto di questo tipo anche considerando che vi è una presenza di continue abbastanza generosa. In coppia con un amico il gioco dà il meglio di sé: permette sia tattiche cooperative sia di ostacolarsi (picchiandosi, insomma) e allunga di molto la “durata” del gioco.
    Una buona trasposizione che pecca nella grafica (che rimane comunque decente) e in un sistema di controllo valido e ben implementato che potrebbe, però, far storcere il naso agli estimatori della versione vista nei bar.

    Altre considerazioni possono essere fatte sul genere dei picchiaduro a scorrimento considerato da alcuni superato, noioso e meno tecnico di quello ad incontri. È come sempre questione di gusti, ma io non sono d’accordo, ho sempre apprezzato questo genere di giochi, lo trovo incredibilmente adatto a scaricare i nervi e credo che prodotti moderni come God of War e altri debbano molto ai precursori del genere come quello qui recensito. Se prendiamo come esempio il già citato titolo della Sony, un gioco d’azione in cui si attaccano diversi nemici, se tralasciamo elementi adventure e la struttura narrativa, quello che rimane è un picchiaduro a scorrimento 3D. Certo di strada ne hanno fatta molta apportando parecchie innovazioni, ma le basi sono state poste (in grande stile) da giochi come Double Dragon.

    Curiosità: se si arriva alla fine del gioco in due, sarà necessario “menarsi” a vicenda e solo chi resta in piedi ha diritto all’amore della ragazza rapita!





    Un gioco storico e ormai famoso. Double Dragon è Double Dragon, e che cavolo! La conversione non sarà il massimo, ma è comunque buona. Se considerassimo solo il Sega Master System questo gioco sarebbe un acquisto obbligato, ma a tutti gli altri che amano il retrogaming in generale mi vedo costretto a sconsigliare questa trasposizione ed a preferire piuttosto l’originale o quella per Mega Drive o, ancora, quella per Nes, tutte e tre migliori.

    Dario "Dariolino78" Lanzetti





    Altre immagini:




    Commenti 8 Commenti
    1. L'avatar di Robbey
      Robbey -
      Niente male questo gioco anche se è scarno graficamente
    1. L'avatar di Bert
      Bert -
      si... ai tempi non era male come realizzazione. Se ripenso poi a quella per il C= 64 mi vien voglia d'investirlo il programmatore!
    1. L'avatar di Jamitov Hymem
      Jamitov Hymem -
      ..una pietra miliare nei beat'em up
    1. L'avatar di hannibal the king
      hannibal the king -
      il padre dei picchiaduro a scorrimento e uno dei giochi della 8 bit Sega che preferivo... fantastico. Vedrei bene su psn e xboxlive un lavoro analogo a quello fatto per final fight...
    1. L'avatar di maxtex74
      maxtex74 -
      Belissimo gioco quello del coin-op,quante partite ,questa conversione non mi pare eccezionale ... in rete o visto diversi remake o sequel non autorizzati .
    1. L'avatar di Gedeone de Infortunis
      Gedeone de Infortunis -
      la migliore delle versioni a 8 bit...ma nel commentare il sonoro ti riferisci alla versione dotata di SN76489 (il chip originale presente su tutti i master system tranne quelli giapponesi) o alla più evoluta, uscita in un secondo tempo e solo in Giappone, versione (dotata di chp FM YM2413) ? la resa di questa seconda versione mi pare decisamente migliore...
    1. L'avatar di Axe_N_Sword
      Axe_N_Sword -
      la versione Nes differisce di molto rispetto all'arcade da sala, per diversi motivi. Ve lo consiglio assolutamente con un solo avvertimento: è mooooolto più difficile!
      L'originale da sala invece è stato il mio primo vero amore videoludico, è proprio con Double Dragon che mi sono innamorato dei videogiochi, lo gioco tuttora!
    1. L'avatar di Dariolino78
      Dariolino78 -
      Citazione Originariamente Scritto da Gedeone de Infortunis Visualizza Messaggio
      la migliore delle versioni a 8 bit...ma nel commentare il sonoro ti riferisci alla versione dotata di SN76489 (il chip originale presente su tutti i master system tranne quelli giapponesi) o alla più evoluta, uscita in un secondo tempo e solo in Giappone, versione (dotata di chp FM YM2413) ? la resa di questa seconda versione mi pare decisamente migliore...
      Quando parlo del sonoro mi riferisco al chip "normale". Non ho una cartuccia giapponese e non ho avuto la possibilità di trovare una rom che mi potesse far apprezzare l'upgrade sonoro. Ho letto qualcosa in rete ma non mi sono fidato, visti 2 miei errori in precedenti articoli (ora corretti). Comunque anche per la versione giapponese serviva l'espansione altrimenti il sonoro era identico a quello della versione europea.